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PAC, COSA CAMBIA PER FRUMENTO, RISO E SOIA

La sesta modifica del Piano strategico della PAC 2023-2027 approvata dalla Commissione UE porta con sé alcuni aggiustamenti che meritano attenzione anche da parte di chi coltiva frumento, riso e soia. Non tutte le novità, però, hanno lo stesso peso per i seminativi. Alcune riguardano, infatti, altri comparti o strumenti specifici, mentre per le colture di maggiore interesse nelle rotazioni del Nord e del Centro Italia il punto centrale è capire dove cambia davvero il sostegno e dove, invece, il quadro resta sostanzialmente stabile.

Per le aziende agricole, il valore di questa revisione sta soprattutto nella possibilità di aggiornare per tempo le valutazioni economiche e colturali in vista delle prossime campagne. In una fase in cui i margini sono spesso compressi tra volatilità dei mercati, costi tecnici elevati e crescente attenzione agli obblighi ambientali, anche una modifica apparentemente tecnica può avere un riflesso concreto sulla convenienza delle scelte aziendali.

Aiuto accoppiato, novità per il frumento duro

L’elemento di maggiore interesse per il comparto cerealicolo riguarda il frumento duro. Tra le modifiche ai pagamenti diretti emerge infatti l’innalzamento del tetto dell’aiuto accoppiato, che sale a 142,86 euro per ettaro nel 2026 e a 146,57 euro per ettaro dal 2027.

Si tratta di un segnale politico e tecnico importante, perché conferma l’attenzione verso una coltura che continua ad avere un ruolo strategico nella filiera agroalimentare nazionale. Il duro, infatti, non è soltanto una commodity agricola, ma una produzione strettamente collegata all’industria molitoria e pastaria italiana, con richieste qualitative sempre più precise e con una competizione internazionale che impone efficienza, stabilità produttiva e tenore proteico adeguato.

Per l’agricoltore questo aggiornamento non risolve, da solo, i problemi di redditività della coltura, ma può incidere nel bilancio complessivo della campagna, soprattutto negli areali dove il grano duro resta una componente centrale dell’ordinamento colturale. Il premio va, quindi, letto come un rafforzamento del sostegno pubblico a una produzione considerata ancora strategica dal punto di vista economico e di filiera.

Riso e soia, quadro sostanzialmente invariato

Diverso il discorso per riso e soia. Nella sintesi delle principali modifiche ai pagamenti diretti non emergono infatti novità specifiche di pari rilievo per queste due colture. Questo non significa che escano dal perimetro della PAC o che perdano rilevanza, ma semplicemente che, in questa revisione, non si registra una correzione diretta comparabile a quella prevista per il frumento duro.

Per il riso il tema resta particolarmente delicato. La coltura continua a muoversi in un contesto complesso, dove incidono la gestione dell’acqua, la pressione normativa, i costi di produzione e la necessità di mantenere competitività all’interno di una filiera fortemente specializzata. La sesta modifica del Piano strategico non introduce però, almeno sul fronte evidenziato dei pagamenti diretti, una misura nuova che cambi in modo significativo il quadro del sostegno.

Anche per la soia il quadro appare sostanzialmente stabile. In questo caso la convenienza agronomica della coltura continua a poggiare non solo sugli aiuti, ma anche sul suo ruolo nelle rotazioni, sul contributo alla fertilità del terreno e sulla possibilità di inserirla in sistemi produttivi che puntano a migliorare la sostenibilità aziendale. La revisione della PAC, però, non sembra aggiungere un elemento nuovo e diretto in grado di modificare da sola le scelte di semina.

Ecoschema 2, modifica senza effetti diretti sui seminativi

Tra le novità approvate compare anche la modifica del calendario dell’Ecoschema 2, con lo spostamento del periodo di copertura vegetale dal 15 settembre-15 maggio al 1° settembre-30 aprile. È un cambiamento operativo concreto, ma riguarda l’inerbimento delle colture arboree.

Per chi lavora nei seminativi, questa parte della revisione ha soprattutto un valore di contesto: mostra la volontà di rendere più gestibili alcune misure ambientali, adattandole meglio alla realtà agronomica e climatica. Tuttavia, non rappresenta una leva immediata per le aziende che basano la propria redditività su cereali e proteaginose.

PAC 2026, cosa devono valutare ora le aziende

In sintesi, la sesta modifica del Piano strategico PAC consegna un messaggio abbastanza chiaro. La novità vera, per il mondo dei seminativi, riguarda il rafforzamento del sostegno al frumento duro.

Per le aziende agricole questo significa che, in vista delle prossime campagne, conviene aggiornare subito i conti sul duro, verificando l’effetto del nuovo tetto dell’aiuto accoppiato nella pianificazione colturale. Per riso e soia, invece, sarà importante continuare a guardare non solo ai pagamenti diretti, ma anche all’evoluzione delle misure di sviluppo rurale, dei bandi regionali e, più in generale, delle condizioni tecniche ed economiche di coltivazione. Ricordiamo, infatti, che questa tornata di modifiche comprende anche alcune misure di sviluppo rurale, tra cui aggiornamenti tecnici, attivazione di nuovi interventi e rimodulazione di importi unitari e dotazioni finanziarie.

La PAC, insomma, continua a muoversi per aggiustamenti progressivi. E in questa tornata, almeno per i seminativi, il segnale più netto arriva dal frumento duro.

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