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PIU’ VALORE AI CEREALI

Al convegno AISTEC di Foggia, il CREA punta su genetica, qualità e innovazione per valorizzare cereali e legumi. Le parole di Paolo Gramiccia.

Si apre oggi, 21 ottobre, a Foggia il 14° Convegno AISTEC, dedicato al tema «Da commodity a specialità: come la ricerca valorizza cereali e legumi». L’appuntamento, in programma fino al 23 ottobre nella Sala del Tribunale di Palazzo Dogana, riunisce ricercatori, università e imprese per discutere le prospettive delle filiere cerealicole e leguminose. Al centro dei lavori il contributo della ricerca nel miglioramento della qualità delle produzioni, nella sostenibilità dei sistemi colturali e nella creazione di valore aggiunto, anche per gli agricoltori.

Il CREA tra genetica e innovazione agronomica

Tra i protagonisti del convegno figura il CREA, attraverso il Centro di ricerca Cerealicoltura e Colture Industriali, impegnato nello sviluppo di nuove varietà, nel miglioramento delle tecniche agronomiche e nella valorizzazione delle caratteristiche qualitative e nutrizionali delle produzioni.

«La ricerca svolta dal CREA sui cereali e sulle leguminose accompagna da anni l’innovazione delle filiere agroalimentari italiane, dalla costituzione di nuove varietà al miglioramento della qualità delle produzioni, dalla sostenibilità dei sistemi colturali alla valorizzazione nutrizionale e tecnologica delle materie prime», afferma Paolo Gramiccia, direttore del CREA Cerealicoltura e Colture Industriali.

Per i cerealicoltori, le prospettive riguardano soprattutto la disponibilità di varietà più adatte alle condizioni ambientali e alle esigenze dell’industria, il miglioramento dell’efficienza produttiva e la possibilità di differenziare le produzioni in funzione delle caratteristiche richieste dal mercato.

Dalla commodity alle produzioni specializzate

Il filo conduttore del convegno è il superamento di una visione dei cereali e dei legumi come semplici commodity, materie prime indifferenziate il cui valore dipende prevalentemente dalle quotazioni di mercato.

L’obiettivo è individuare nuove opportunità attraverso la qualità tecnologica e nutrizionale, la valorizzazione delle specificità varietali e territoriali e lo sviluppo di filiere specializzate.

Per le aziende agricole, tuttavia, la produzione di granella con caratteristiche distintive può tradursi in un’effettiva opportunità economica soltanto quando queste vengono riconosciute e remunerate dalla filiera. Diventano quindi importanti il dialogo con l’industria di trasformazione, la definizione di obiettivi qualitativi condivisi e la possibilità di costruire rapporti commerciali capaci di valorizzare il lavoro svolto in campo.

Ricerca e imprese, il dialogo da rafforzare

È proprio il trasferimento dei risultati scientifici alle imprese uno degli aspetti sottolineati da Gramiccia.

«Questo convegno rappresenta un’importante occasione per mettere a confronto i risultati della ricerca con le esigenze delle imprese e dei territori, rafforzando il dialogo tra scienza, produzione e mercato e favorendo il trasferimento delle innovazioni verso applicazioni concrete capaci di generare valore aggiunto lungo tutta la filiera».

Il programma scientifico prevede otto sessioni tematiche, 32 relazioni e oltre 60 poster. Tra gli argomenti affrontati figurano miglioramento genetico, adattamento ai cambiamenti climatici, sostenibilità agronomica, qualità delle materie prime, innovazioni di processo e sicurezza alimentare.

La scelta di Foggia, nel cuore di uno dei principali distretti italiani del grano duro, sottolinea il legame tra ricerca pubblica e produzione agricola. Un confronto particolarmente significativo in una fase in cui la cerealicoltura deve affrontare contemporaneamente la pressione sui prezzi, l’aumento dei costi e la necessità di rispondere a richieste qualitative sempre più specifiche.

Il programma completo del convegno è disponibile sul sito AISTEC.

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