La crisi dei fertilizzanti e le alternative sostenibili

La crisi di Hormuz e quella dei prezzi dei cereali europei ha evidenziato la scarsissima competitività delle nostre produzioni e a farne le spese sono stati soprattutto i fertilizzanti. Nel campo del frumento si è abbandonata la concimazione di presemina. Capiamo tutti che un’agricoltura perennemente a dieta non può reggere. Aggiungiamoci la farsa del Cbam e il diktat dell’Unione europea sull’urea, bandita dalla Pianura Padana dal primo gennaio 2028. L’alternativa sono quei concimi a base di urea che inibiscono la nitrificazione, attraverso gli acidi oppure tramite pellicole che ricoprono il nutriente e lo “liberano” solo nel terreno. Questi prodotti hanno un costo, ma anche un vantaggio: evitare che l’azoto si liberi in atmosfera significa efficientare la concimazione e quindi distribuire meno fertilizzante. Teniamo conto che in alcune colture il 40% dell’azoto apportato dall’urea va in atmosfera e non nel suolo: ridurre gli apporti di fertilizzanti minerali e contenere le emissioni di ammoniaca, ritenuta precursore delle PM10, in atmosfera, non è solo una fissazione di Bruxelles ma anche un fatto economico. Sul tema abbiamo sentito Diego Guarise (ICL): «Oltre il controllo di tipo chimico con inibitori è utilizzato da diversi anni anche il controllo di tipo fisico con membrane semipermeabili, tecnologia Agromaster che consiste nell’avvolgimento del granulo di urea con membrane porose, in cui i pori rilasciano l’azoto gradualmente in base a temperatura e umidità del terreno e  permettono  un rilascio dell’azoto ureico progressivo nel tempo senza perdite per lisciviazione o volatilizzazione».

Il progetto EfficieNt: innovazione e ricerca nella risicoltura

Per studiare queste procedure l’Ente Nazionale Risi ha avviato una sperimentazione: si punta a collaudo e diffusione di percorsi agronomici sostenibili e innovativi che permettano di favorire un efficientamento dei fertilizzanti azotati in risicoltura e l’impiego di alternative sostenibili all’uso dell’urea, mantenendo elevati livelli quanti-qualitativi nelle produzioni. Parliamo di riso ma il progetto EfficieNt, cofinanziato PSR Lombardia 2023-27, interessa tutta la cerealicoltura che non interra il fertilizzante. Si intende studiare pratiche agronomiche innovative volte a migliorare la sostenibilità in risaia, con un occhio di riguardo all’uso efficiente del fertilizzante azotato impiegato in campo ed alla volatilizzazione dell’ammoniaca nei periodi di concimazione. Il partenariato  del progetto è costituito da undici soggetti: la Soc. Agr. Braggio Pietro e Carnevale Rosangela, capofila del progetto, l’Ente Nazionale Risi-Centro Ricerche sul Riso, il Dipartimento di Scienze Agrarie Forestali e Alimentari (DISAFA) dell’Università degli Studi di Torino, gli studi agronomici dott. agr. Flavio Barozzi e Studio Associato dott. agr. Pier Angelo Barbieri e dott. agr. Gian Luca Rognoni, la Pentex Srl, impresa operante nel settore di servizi e mezzi tecnici, oltre a 5 aziende risicole della Lomellina (Soc. Agr. IRU, Soc. Agr. Cassinetta s.s., Franchino Carlo, Azienda Agricola Alberto Allevi, Az. Agr. Ciampanelli Ercole).

Primo Field Day del progetto EfficieNt: il programma della giornata

Le soluzioni proposte dal  progetto nascono dall’esigenza di diffondere le conoscenze acquisite con progetti precedenti che si sono focalizzati sullo sviluppo di tecniche di concimazione a rateo variabile, che si inserisce nel contesto dell’agricoltura di precisione, nonché strategie di gestione delle fertilizzazioni volte a ridurre le perdite di azoto per volatilizzazione dell’ammoniaca anche attraverso la valutazione della possibile sostituzione dei fertilizzanti ureici con concimi di sintesi alternativi ma capaci di performances analoghe. Martedì 1° settembre alle ore 9.00 si terrà il primo Field Day del progetto EfficieNt, con una serie di visite guidate che partiranno dalla Cascina Cascinazza di Sannazzaro de’Burgondi per trasferirsi poi a Cozzo e a Castello d’Agogna, e concludersi presso l’azienda Capofila a Zeme. La partecipazione è gratuita, previa registrazione (mail a e.miniotti@enterisi.it )