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PRONTI PER LE TEA

Ci spiega perchè Giuseppe Carli, presidente di Assosementi, in una intervista esclusiva a Grano Italiano

Nel dicembre 2025 è stato raggiunto un accordo tra il Parlamento Europeo e il Consiglio sull’uso delle nuove tecniche di miglioramento genetico (TEA o NGT), un risultato che segna un punto di svolta per l’agricoltura europea. Questo accordo, in attesa di una approvazione formale, distingue le tecniche di miglioramento genetico da quelle degli OGM, aprendo nuove possibilità per il settore agricolo.

Giuseppe Carli, presidente di Assosementi (nella foto in alto), ha rilasciato a Grano Italiano un’intervista in cui sottolinea le opportunità che queste tecniche potrebbero offrire al settore agricolo, in particolare per la cerealicoltura. Sebbene i tempi di attuazione siano ancora un’incognita, il futuro del miglioramento genetico supportato dalle TEA può avere un ruolo chiave rispetto alle sfide che la cerealicoltura sta affrontando, dai cambiamenti climatici alle patologie fungine, alla qualità. Carli illustra ai lettori di Grano Italiano queste opportunità, dai benefici per il frumento fino ai progetti di ricerca in corso.

Le Nuove Tecniche di Miglioramento Genetico: Distinzione tra OGM e TEA

Nel dicembre 2025, l’Unione Europea ha raggiunto un accordo importante riguardo le nuove tecniche di miglioramento genetico (TEA), una serie di tecnologie che mirano a migliorare le colture attraverso modifiche genetiche mirate. Come sottolineato da Giuseppe Carli, presidente di Assosementi, l’accordo ha chiarito che non tutte le innovazioni genetiche sono uguali: si distinguono, infatti due categorie principali, le NGT1 e le NGT2. Le NGT1 sono tecniche di miglioramento genetico relativamente più semplici e che comportano modifiche che potrebbero avvenire in natura.

«Con questa premessa, ancora da confermare a livello legislativo, finalmente abbiamo una distinzione chiara tra OGM e TEA, almeno per le NGT1», ha dichiarato Carli. Le NGT2 resterebbero sotto un regime normativo simile a quello degli OGM, ma le NGT1 godrebbero di una regolamentazione semplificata. Questo rappresenta un’importante opportunità per l’agricoltura in quanto semplifica il percorso normativo, creando un ambiente più favorevole all’innovazione.

I Benefici delle TEA per la Cerealicoltura: resilienza e sostenibilità

Le TEA potrebbero apportare cambiamenti significativi a tutti i settori agricoli, inclusa la cerealicoltura. Secondo Carli, queste tecniche permetteranno di affrontare alcune delle principali sfide del settore, come gli effetti dei cambiamenti climatici, le conseguenze delle patologie fungine e la necessità di una maggiore efficienza d’uso dei nutrienti. Le NGT1 potrebbero essere applicate al frumento, una coltura fondamentale ma caratterizzata da un genoma particolarmente grande e complesso e una bassa variabilità genetica. L’introduzione delle TEA consentirebbe modifiche mirate per migliorare la resistenza a malattie come la ruggine e la fusariosi, oltre a migliorare la resistenza a stress come quelli da siccità e la competitività delle piante rispetto all’ambiente.

«Le TEA ci permetteranno di affrontare sfide come i cambiamenti climatici, le patologie emergenti, gli stress ambientali e la necessità di migliorare l’efficienza nell’uso dell’azoto»,  spiega Carli. Inoltre, le nuove tecniche consentiranno di ottenere prodotti più sani, riducendo l’uso di fitofarmaci e, quindi, l’impatto ambientale. Un altro vantaggio delle TEA è la possibilità di migliorare il prodotto finito, aumentando la qualità del grano e le rese produttive, un aspetto essenziale per i cerealicoltori.

Progetti in Corso e Prospettive Future per la Ricerca e l’Innovazione

Giuseppe Carli ci parla anche delle iniziative concrete in atto nel settore delle TEA, come il progetto Pilton, che coinvolge decine di aziende sementiere a livello europeo. Il progetto punta a ridurre i tempi di sviluppo delle nuove varietà di frumento, con l’obiettivo di ottenere varietà più tolleranti a molteplici malattie fungine riducendo la necessità di prodotti fitosanitari. In Italia, poi, il progetto TEA4IT, coordinato dal CREA e finanziato dal MASAF, rappresenta una iniziativa importante: si concentra su aspetti come la tolleranza a malattie, la resistenza alla siccità e il miglioramento della qualità tecnologica.

Secondo Carli, questi progetti sono fondamentali per accelerare l’innovazione nel settore, riducendo i tempi di sviluppo di nuove varietà, dai classici 10-15 anni a solo pochi anni. «Le TEA sono più veloci, meno costose e più accessibili rispetto alle tecniche tradizionali», afferma Carli, aggiungendo che anche le aziende medie e piccole potrebbero trarre vantaggio da queste tecniche, rendendo la ricerca più sostenibile e meno dipendente da grandi investimenti. Questo potrebbe incentivare una collaborazione tra il settore privato e pubblico, una sinergia che, secondo Carli, potrebbe ridare vita alla ricerca genetica in Italia.

In conclusione, nonostante le sfide normative e la diffidenza che ancora esiste nei confronti delle nuove tecniche genetiche, l’Unione Europea sembra essere sulla buona strada per aprire a un futuro più innovativo e sostenibile per l’agricoltura. Carli ricorda che «l’innovazione non si può fermare» e che la comunicazione verso il consumatore finale è altrettanto importante, così come lo sono le decisioni normative. Esorta, infine, la politica a sostenere la ricerca per evitare che l’agricoltura europea perda in termini di competitività rispetto agli altri continenti.

Autore: Azzurra Giorgio

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