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SE SI SEMINA TARDI…

Il meteo rallenta le semine di frumento: il consiglio del tecnico per partire bene

Troppa acqua dal cielo e troppa acqua nei campi: i terreni non sono transitabili e, in molti casi, non lo saranno per molte settimane. Le operazioni di preparazione per le semine sono ostacolati dagli eccessi idrici dei mesi di settembre e ottobre, ma anche dalla permanenza in campo di colture estive non ancora raccolte, dal mais alla soia. L’estrema variabilità meteorologica primaverile, infatti, ha comportato semine ritardate che, a loro volta, posticipano la raccolta. E’ il caso delle grandi regioni del Nord, dal Piemonte, alla Lombardia, dal Veneto, all’Emilia Romagna. Quest’ultima, poi, martoriata dall’ennesima alluvione.

Chi arriverà a seminare il frumento, pure in ritardo, avrà a che fare con terreni particolarmente umidi in un contesto di temperature piuttosto elevate: una condizione che favorisce la crescita precoce di erbe infestanti che minacciano la produttività della coltura.

L’allarme di Confagricoltura Emilia Romagna

A lanciare l’allarme, tra i tanti tecnici e agricoltori preoccupati (leggi l’intervista a Denis Bartolini), c’è anche Confagricoltura Emilia Romagna che fa i conti sul rischio di perdite di superfici seminate e sui ritardi nelle semine, di chi avrà ancora voglia di coltivare frumento. Il presidente regionale di Confagricoltura, Marcello Bonvicini, dichiara: «rischiamo di perdere il 30% della superficie destinata a grano e orzo, i terreni sono impraticabili e lo resteranno a lungo, le operazioni in campo subiscono ritardi e i nostri uffici seguono da vicino le aziende in difficoltà nella programmazione delle colture per sostituire, ove possibile, le semine dei cereali autunno-vernini con quelle primaverili di mais e sorgo in primis».

Il presidente dei cerealicoltori di Confagricoltura Emilia Romagna, Achille Savini, spiega che in alcune zone della regione c’è una situazione critica, poichè «(…) sono caduti più di 1200 millimetri di pioggia da inizio anno quando la media annuale in Emilia-Romagna si attesta a 600-700 millimetri (…)».

Secondo le stime dell’associazione, la provincia di Bologna perderà circa 1/5 delle superfici seminate a grano e orzo, ovvero circa 3000 ettari in aree collinari e 5000 in aree di pianura. L’areale della provincia di Reggio Emilia, invece, potrebbe veder saltare completamente le semina a causa del perdurare dell’emergenza per la viabilità, gli edifici e le aziende agricole compromesse dai recenti eventi estremi. Anche nel ferrarese si stima una perdita di oltre 1000 ettari. Nel modenese e in Romagna, invece, si è riusciti a portare a termine non più del 10% delle semine previste, non solo per le alluvioni ma anche per i tanti terreni ancora occupati dalla soia e per i rischi di smottamenti per l’abbondanza di acqua.

Se si semina tardi: una soluzione suggerita da Corteva

Abbiamo chiesto ai tecnici di Corteva una soluzione applicabile all’attuale situazione di terreni particolarmente umidi, nello specifico in relazione alle pratiche di diserbo. Ecco cosa suggerisce Vittoria Bardelloni, Customer Technology Specialist dell’area Emilia-Romagna di Corteva Agriscience: «la mia proposta è di effettuare interventi in post-emergenza precoce con Eledura. Questo perchè, il terreno umido da un lato e le temperature ancora elevate dall’altro, potrebbero portare a nascite precoci di infestanti che potrebbero danneggiare il potenziale produttivo del grano, già nelle prime fasi di emergenza».

Vittoria Bardelloni conclude: «applicare un ampio spettro come Eledura, che controlla contemporaneamente graminacee e foglie larghe, è un’ottima assicurazione del raccolto e consente al grano di partire bene e pulito. Aggiungo, infine, il consiglio di in intervento di concimazione di fondo prima della semina».

https://www.corteva.it/prodotti-e-soluzioni/crop-protection/erbicidi/Eledura.html

Autore: Azzurra Giorgio

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