«Alla fine dell’anno c’è ancora gente che sta seminando il grano; così non si può. Per poter nascere ci vorrà un mese accestirà poco e la produzione sarà scarsa per non dire nulla: questo ritardo ha portato ad aumentare la dose a Ha di semente quindi hanno già raddoppiato i costi con il prezzo del grano sempre più basso tutto questo non è possibile». A dirlo è Enrico Soffiati cerealicoltore veronese. Soffiati nella sua azienda ospita parcelle per prove sperimentali sia di concimazione che varietali ubicata nella bassa veronese nel comune di Cerea delle dimensioni di circa 25 Ha coltiva cereali autunno – vernini (grano tenero, duro e orzo) sorgo, mais e prato stabile per la produzione di fieno. Tra le varietà di grano tenero coltivate per l’annata 2025-2026 ricorda: Monviso, Rebelde, Algeri e Artek. Mentre per il grano duro coltiva la varietà Platone.
La resa finale è influenzata da diversi fattori: annate piovose soprattutto nel periodo primaverile causano ristagni idrici sui terreni per cui le colture vanno in asfissia radicale. “Nel 2025 sono riuscito ad ottenere 66 q/Ha, altre annate più siccitose nel periodo invernale primaverile sono riuscito ad ottenere anche 90 q/Ha.” afferma. «L’annata 2024-2025 dal punto di vista produttivo non è stata del tutto negativa soprattutto rispetto all’annata precedente e anche il prezzo del grano mi ha consentito di ottenere dei guadagni, se si prende in considerazione il discorso dei costi di produzione allora afferma Soffiati questi sono sempre alti e per il 2026 non prevedo grandi cambiamenti in positivo anzi prevedo aumenti ancora più consistenti».
Rotazione fondamentale
Una gestione ottimale delle colture sia sotto l’aspetto nutrizionale che sotto l’aspetto fitosanitario passa per una tecnica colturale che si basa sul principio della rotazione colturale. Soffiati racconta che nella sua azienda effettua una rotazione: “non ho mai la stessa coltura per più di un anno sullo stesso terreno tranne quei terreni adibiti a prato stabile con dei miscugli di Leguminose e Graminacee (Trifogli e Loietti) non coltivo erba medica afferma sempre Soffiati per la difficoltà di gestione del medicaio rispetto ad altre specie”.
La rotazione fra una coltura a ciclo primaverile estivo (mais o sorgo) e una coltura a ciclo autunno vernino (grano) ha dimostrato di essere cruciale per la sostenibilità a lungo termine delle coltivazioni. Aiuta a mantenere la salute del suolo, a prevenire malattie e parassiti, e a migliorare la resa complessiva, contribuendo a un’agricoltura più equilibrata ed efficiente.
Infestanti sempre presenti
Soffiati dice: «nella mia azienda ho problemi di infestanti più o meno costanti tutti gli anni”. In base all’andamento climatico stagionale i prodotti erbicidi posso avere diversa efficacia. In stagioni piuttosto siccitose l’efficacia di taluni erbicidi (soprattutto quelli con meccanismo d’azione sistemico) risulta essere ridotta perchè le piante stressate tendono ad inspessire lo strato di cuticola fogliare: ciò consente alle piante di limitare le perdite di acqua ma allo stesso tempo ostacola la penetrazione dell’erbicida limitandone quindi l’efficacia.
Viceversa troppe precipitazioni non solo causano il dilavamento dell’erbicida appena applicato dalla superficie fogliare ma possono causare anche risposte allo stress subito il che porta ad una crescita più lenta delle infestanti che si intende combattere e a un ridotto movimento del prodotto all’interno della pianta quindi anche in questo caso viene ridotta l’efficacia. Un altro problema è rappresentato dalla presenza di erbicidi che non sempre espletano la loro attività con efficacia: “alcuni principi attivi che erano efficaci sono stati revocati e quelli nuovi non sempre funzionano» conclude Soffiati.
Trattamenti efficaci
L’efficacia dei trattamenti dipende sicuramente dalla capacità dell’operatore che svolge il trattamento ma vanno considerati altri aspetti per poter ottenere un controllo efficiente delle infestanti:
- Condizioni delle infestanti presenti
- Composizione floristica
- Tecnica agronomica (rotazioni, sarchiature, falsa semina ecc. riducono l’infestazione)
- Tempi di intervento (trattare se possibile al momento di massima sensibilità dell’infestante)
- Distribuzione (Uso di attrezzature ben calibrate e tarate per evitare dispersioni e allo stesso tempo permettere che il prodotto arrivi più facilmente sul bersaglio)
- Dose da utilizzare da rispettare sempre quella indicata sull’etichetta
- Meccanismo d’azione degli erbicidi (l’uso prolungato di erbicidi con lo stesso meccanismo d’azione può portare alla selezione di ceppi resistenti)
Malattie: uno sgradito ritorno
«Negli ultimi anni a causa di un’elevata piovosità primaverile sono ritornate a creare problemi malattie quali mal del piede causato da alcuni funghi che attaccano le radici e la parte basale dei culmi (da qui il nome), Oidio causato da un fungo Erysiphe graminis che colpisce le parti epigee della pianta , Complesso della Septoriosi: Septoria tritici che colpisce le foglie e Septoria nodorum che colpisce prevalentemente il culmo e le spighe. Soffiati dice che “se si effettuano tutti i trattamenti previsti a partire dalla concia del seme si riesce a tenere sotto controllo queste fitopatie.
Tanti agricoltori effettuano un solo trattamento con una concia del seme che non copre fino alla spigatura per cui le malattie non sono tenute adeguatamente sotto controllo e i risultati poi in campo si vedono”, conclude Soffiati. Facendo attività di consulenza mi capita di parlare con agricoltori che non mettono in pratica tutte quelle tecniche agronomiche che andrebbero effettuate per tenere sotto controllo le fitopatie perchè richiedono spese sono troppo elevate e rispondono che “io ho sempre fatto così”: “o la coltura la fate bene oppure fate a meno di farla e lasciate il terreno incolto» conclude Soffiati.
Autore: Alessandro Contini
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