servizio civile agricolo
Home » SERVIZIO CIVILE AGRICOLO, UNA SCUOLA DI FUTURO

SERVIZIO CIVILE AGRICOLO, UNA SCUOLA DI FUTURO

Una leva per il ricambio generazionale e la sostenibilità del settore primario, da Nord a Sud.

Prima edizione e primo banco di prova: il Servizio Civile Agricolo nasce come sperimentazione per avvicinare i giovani al settore primario attraverso un’esperienza formativa, civica e retribuita, dentro progetti che mettono insieme orientamento, servizi ai territori rurali, sostenibilità e innovazione. Il percorso, promosso da Cia-Agricoltori Italiani e dal patronato Inac, si inserisce nel quadro del Servizio Civile Universale, punta sui giovani tra i 18 e i 28 anni e, attraverso una formazione ospitata da Agea, è costruito per diffondere competenze utili alla transizione digitale e green nelle aree rurali.

Cos’è il Servizio Civile Agricolo

Il valore della misura sta nel portare nuovi profili dentro l’agricoltura, settore che oggi ha bisogno non solo di braccia, ma anche di competenze, visione, relazione con il pubblico e capacità di leggere strumenti sempre più complessi. In questa prima edizione, il progetto di Inac-Cia si pone come leva per il ricambio generazionale e per la modernizzazione del comparto, con attività che vanno dagli sportelli informativi alla facilitazione dei servizi agricoli, fino alla divulgazione su innovazione, sostenibilità e strumenti digitali. Come emerge anche da quanto Gaia Terzani, referente del progetto per INAC-CIA, ha raccontato a Grano Italiano, i giovani coinvolti non sono chiamati a sostituire il lavoro aziendale in campo, ma a svolgere un’esperienza formativa legata ai servizi, al territorio e alla cultura agricola.

Un’agricoltura che parla ai giovani

La prima novità, tra le più interessanti, è che il Servizio Civile Agricolo non intercetta solo ragazzi già provenienti da studi agrari ma anche giovani con percorsi molto diversi che, proprio in questa esperienza, trovano un varco di accesso al mondo rurale. È un punto importante, perché racconta un’agricoltura più larga di come viene spesso immaginata: un’agricoltura che ha bisogno di competenze giuridiche, organizzative, gestionali, relazionali e comunicative, oltre che tecniche. Anche per questo l’esperienza, pur essendo alla prima edizione, sembra già capace di produrre un risultato concreto: rendere il settore più comprensibile, vicino e attraente per una generazione che, spesso, lo conosce ancora troppo poco.

Le testimonianze dal territorio

Sono proprio le voci dei volontari, raccolte da nord a sud, a restituire con più chiarezza il senso del progetto: non un passaggio neutro, ma una vera palestra di crescita personale e professionale. Ecco allora, quasi senza bisogno di commento, le parole di chi il Servizio Civile Agricolo lo sta vivendo in prima persona, raccolte da Nord a Sud con l’aiuto di Gaia Terzani che ringraziamo per il supporto.

Lombardia: scoprire un mondo nuovo

«Quando è uscito il bando per il Servizio Civile Agricolo ero abbastanza titubante: non per il servizio civile in sé ma per l’ambito. Era già da un pò che avrei voluto fare una esperienza simile, così ho deciso di buttarmi in qualcosa che è diversa da ciò che studio, o almeno lo credevo. Io sono una studentessa di Giurisprudenza e, quindi vengo da un percorso diverso da quello agricolo, ma la prima cosa che mi ha spinta a candidarmi è stata la consapevolezza che avrei imparato cose nuove, perché sono sempre stata cresciuta con il detto secondo cui “non si smette mai di imparare” .

Ad oggi sono felice della scelta che ho fatto. Sicuramente il diritto è ovunque, anche in ambito agricolo, e questo mi fa sentire anche abbastanza vicina a ciò che studio, più di quanto pensassi. Probabilmente i miei obiettivi futuri saranno diversi da questo ambito, ma questa esperienza mi sta insegnando tanto, anche a livello personale e sicuramente farò tesoro di tutto questo indipendentemente da quello che sarà il mio percorso di vita».

Alessia, sede regionale INAC Lombardia (Milano), 24 anni (nella foto).

«Per me questa esperienza rappresenta un’opportunità di crescita, investimento e anche scoperta di un mondo, la quale complessità è stata un’affascinante scoperta. Nonostante il mio background prevalentemente economico/gestionale che, a primo impatto, potrebbe risultare distante, ho scoperto rami lavorativi molto interessanti. Inoltre, ho trovato un’ambiente che mi stimola ed accoglie ad investire le mie ore di progetto in attività in linea con le mie competenze pregresse e interessi futuri, che ho scoperto sposarsi bene anche con il mondo agricolo e con le necessità degli uffici in cui lavoro. Dunque, per me, oltre ad essere una bella esperienza in ambito sociale, formativo e lavorativo, rappresenta una “palestra” e un investimento a lungo termine».

Fabrizio Pio, sede INAC Pavia, 23 anni (nella foto).

Toscana e Piemonte: competenze e innovazione

Nelle parole che arrivano dal Centro-Nord torna un doppio filo: da un lato la crescita umana e organizzativa, dall’altro la percezione che l’agricoltura sia un settore in cui l’innovazione può cambiare davvero le prospettive.

«Il bando agricolo rappresenta per me un’importante occasione per mettermi in gioco e acquisire competenze concrete in un contesto lavorativo reale. Vengo da un percorso di studi completamente diverso e non avevo mai avuto a che fare con questo settore ma, proprio per questo, ho scelto di intraprendere questa esperienza. Credo che l’agricoltura sia un ambito fondamentale e sono sempre stata una persona a cui piace uscire dalla propria comfort zone e scoprire nuovi contesti e argomenti.

Questa esperienza mi sta permettendo di sviluppare maggiore autonomia, senso di responsabilità e capacità organizzative, oltre a darmi la possibilità di entrare in contatto diretto con le persone e con una realtà lavorativa dinamica. Dopo alcuni mesi in questo ambiente, posso dire che è un contesto in cui mi trovo bene ed è sicuramente un’esperienza che mi piacerebbe portare avanti anche in futuro. Allo stesso tempo, non escludo il mio sogno di viaggiare sempre di più e magari trasferirmi all’estero, continuando a crescere sia a livello personale che professionale.

Un aspetto molto positivo è anche l’ambiente di lavoro, mi sono trovata benissimo con i colleghi e questo ha reso l’esperienza ancora più stimolante e formativa».

Mariangela, INAC Lucca, 24 anni.

«Il bando agricolo rappresenta per me un’importante opportunità per avvicinare i giovani a un settore fondamentale come quello primario. Credo che saremo noi a portarlo avanti, rendendolo sempre più innovativo anche grazie all’uso di nuove tecnologie, come i sistemi GPS. Partecipare significa crescere, acquisire esperienza e contribuire concretamente allo sviluppo di un ambito essenziale per il futuro».

Simone, INAC Torino, 19 anni (nella foto).

Puglia e Sicilia: lavoro, territorio, visione

Scendendo verso il Sud, le testimonianze mostrano con ancora più nettezza il legame tra Servizio Civile Agricolo e costruzione del futuro professionale, ma anche il valore sociale di uno strumento che aiuta a trasformare l’incertezza in orientamento.

«Il bando agricolo rappresenta, per me che sono laureato in agraria, un buon trampolino di lancio per il mondo lavorativo. Resterò in INAC/CIA? Farò un concorso sfruttando la riserva posti a cui avrò diritto? Non lo so ancora, mi piace l’idea di lasciare aperta ogni possibile finestra del mio futuro, con la consapevolezza che questa esperienza mi arricchirà sotto molti punti di vista, preparandomi al mondo lavorativo di domani.

Penso, inoltre, che questa iniziativa dia una grossa mano ai giovani che convivono con l’ansia derivante dall’incertezza di trovare un posto di lavoro nel mondo moderno, quantomai incerto e caotico. Il bando agricolo è, quindi, una sorta di binario che, seguito con partecipazione ed entusiasmo, ci può permettere di ottenere delle belle soddisfazioni!»

Giancarlo, INAC Bari, 28 anni (nella foto).

«Per me il Servizio Civile Agricolo rappresenta un punto di svolta concreto. Provengo da un percorso di studi differente e con una formazione non settoriale: questo mi ha aiutato ad apprezzare ancora di più il ruolo dell’INAC. Lo sportello è diventato per me il luogo ideale dove integrare le mie competenze pregresse con la concretezza del settore agricolo. Qui ho toccato con mano che i bandi non sono semplice burocrazia, ma strumenti reali di crescita per il territorio. La mia esperienza dimostra che questo progetto non è rivolto solo a chi è già parte del mondo agricolo o a chi intende lavorarvi stabilmente.

Al contrario, il Servizio Civile forma al futuro attraverso il rafforzamento di competenze trasversali: la capacità di analisi, la gestione della complessità amministrativa e l’attitudine al problem solving nel rapporto con l’utenza. Pur mantenendo le mie basi formative pregresse, questa esperienza mi sta arricchendo con una visione strategica che potrò applicare in qualsiasi ambito professionale. Mi colloco oggi in un percorso di crescita che vede nell’interdisciplinarità la sua forza: saper dialogare con il mondo agricolo significa oggi saper parlare di sostenibilità, innovazione e politiche europee. Il mio futuro professionale sarà certamente potenziato da questa capacità di mediare tra mondi diversi, portando con me il rigore e la concretezza appresi sul campo».

Stefano Ragusa, INAC Agrigento, 19 anni (nella foto).

«Il bando agricolo rappresenta, senza dubbio, un’importante opportunità, indipendentemente dal percorso lavorativo che ciascuno di noi sceglierà in futuro. Durante questo anno, infatti, abbiamo avuto modo di comprendere le dinamiche e i ritmi di un ufficio, nonché di sviluppare competenze relazionali nel contatto con il pubblico.

Essendo laureata in Scienze e Tecnologie Agrarie, considero particolarmente gratificante poter dedicare un anno della mia vita al volontariato in ambito agricolo, approfondendo le mie conoscenze e acquisendone di nuove, che saranno sicuramente preziose per il mio futuro professionale. Il mio obiettivo, infatti, è quello di lavorare nel settore agricolo».

Maria, INAC Enna, 27 anni.

Una prima edizione che lascia il segno

Se il Servizio Civile Agricolo era nato come una scommessa, queste testimonianze dicono che essa ha già prodotto un primo risultato: far incontrare giovani e agricoltura in modo serio, contemporaneo e non stereotipato. Da Milano ad Agrigento, passando per Pavia, Lucca, Torino, Bari ed Enna, emerge un filo comune: il settore agricolo può essere un luogo di apprendimento, cittadinanza attiva e costruzione di competenze che restano. E proprio per questo, come già sottolineato da Cia e Inac al lancio della misura, la partita vera sarà, ora, dare continuità a questa esperienza e trasformare una buona prima edizione in uno strumento stabile per il futuro delle aree rurali italiane.

Foto di protagonisti e giornate di formazione del Servizio Civile Agricolo fornite da INAC CIA.

Autore: Azzurra Giorgio

Puoi seguirci anche sui social, siamo su FacebookLinkedin e Instagram

Iscriviti alla nostra Newsletter e al servizio Whatsapp!

Cliccando "Accetto le condizioni" verrà conferito il consenso al trattamento dei dati di cui all’informativa privacy ex art. 13 GDPR.

Informativa sulla Privacy

Informativa sulla Privacy - WhatsApp

* Campo obbligatorio