Con l’avvio delle semine torna sotto la lente di ingrandimento il tema della concimazione. L’evoluzione delle tecnologie e degli studi ha consentito di sviluppare nuove formulazioni che sempre più fanno convergere gli obiettivi di ridurre l’impatto ambientale delle produzioni agrarie e contenere i costi legati alle lavorazioni, con minori passaggi di macchine e relativi consumi di carburante.
I concimi organo-minerali si stanno dimostrando una soluzione ottimale da questo punto di vita, in particolare quelli che presentano una coformulazione con una componente umificata. La presenza di sostanza organica di elevata qualità consente l’attivazione da parte di acidi umici e fulvici e aumenta l’efficienza nutritiva degli elementi apportati alla coltura.
Ne abbiamo parlato con StefanoTagliavini, Professore a Contratto presso l’Università di Modena e Reggio Emilia (modulo Gestione della fertilità chimica del suolo) e Responsabile Sviluppo Fertilizzanti
Come agiscono i concimi organo-minerali con matrice umificata?
«Questo tipo di concimi viene realizzato con uno specifico processo di coformulazione che unisce la componente minerale a quella umificata e che si esplica attraverso specifici legami. Le matrici organiche umificate apportano acidi umici stabilizzati (CHaFa), vera parte attiva che complessa i nutrienti NPK (azoto, fosforo e potassio) e ne aumenta il potenziale di utilizzo.
I vantaggi principali di questo tipo di concime sono l’elevata protezione dei nutrienti da antagonismi e da perdite nell’ambiente, il rilascio graduale dei nutrienti contenuti e la possibilità di ridurre i dosaggi per ettaro (si parla di un 20/30%). Questo, quindi, consente di incrementare la quantità e la qualità delle produzioni e ridurre l’impatto ambientale, in ottica di una sempre maggiore sostenibilità ambientale ed economica dell’azienda agricola. In sostanza, l’unione tra la parte minerale e la matrice umificata consente di ottenere “concimi ad alte performance”».
Quali sono le colture in cui è possibile impiegarli con successo?
«Parliamo di tutte le colture, dalle arboree alle orticole, ai cereali…Sul frumento, in particolare, si sono avuti risultati molto positivi in termini di incremento della produttività, con una riduzione degli interventi di fertilizzazione e dell’impatto sul suolo e sull’ambiente».
L’intervista proseguirà domani con gli effetti su grano duro e tenero.
Fonte grafici: Stefano Tagliavini
Autore: Azzurra Giorgio
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