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	<title>CREA - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Tue, 23 Jun 2026 13:26:20 +0000</lastBuildDate>
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	<title>CREA - Grano Italiano</title>
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		<title>TENERO: IL CALDO ACCORCIA IL CICLO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/tenero-il-caldo-accorcia-il-ciclo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 22:10:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varietà]]></category>
		<category><![CDATA[CREA]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[qualità]]></category>
		<category><![CDATA[Rete Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le prime indicazioni dalla Rete nazionale del frumento tenero nelle località del Nord Italia: maturazione anticipata, qualche allettamento e risultati qualitativi iniziali incoraggianti.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-9495" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/06/Patrizia-Vaccino-CREA-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" />La stagione della Rete nazionale del frumento tenero si avvicina alla raccolta, già iniziata nelle località più precoci. Con il contributo di Patrizia Vaccino, responsabile CREA della Rete nazionale frumento tenero, nella foto, iniziamo il viaggio nei campi sperimentali partendo dalle regioni settentrionali.</p>
<p>La rete convenzionale comprende quest’anno <strong>42 varietà</strong>: 11 frumenti di forza, 9 panificabili superiori, 17 panificabili e 5 biscottieri. Le prove sono distribuite in 25 località: Stezzano, Voghera, Sale, Cigliano, Poirino, Lonigo, Ceregnano, Fiume Veneto, Pozzuolo del Friuli, Conselice, Fiorenzuola d’Arda, Idice, Roccastrada, Cesa, Alberese, Jesi, Tolentino, Roma, Tarquinia, Rieti, Foggia, Larino, Libertinia, Catania e Baucina.</p>
<p>La rete biologica valuta, invece, <strong>22 varietà</strong>, suddivise tra 6 frumenti di forza, 6 panificabili superiori, 8 panificabili e 2 biscottieri. Le otto località interessate sono Piovera, Retorbido, Parma presso l’Azienda Stuard, Alberese, Jesi, Pollenza, Tarquinia e Foggia.</p>
<p>Le indicazioni territoriali raccolte in questa prima ricognizione riguardano i campi della rete convenzionale. Al Nord emerge un’annata segnata da accestimenti non sempre abbondanti e da una rapida accelerazione della maturazione provocata dal caldo di fine maggio.</p>
<h2><strong>A Bergamo la siccità limita l’accestimento</strong></h2>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-9496" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/06/Stezzano-e1782221006739-300x280.jpg" alt="" width="300" height="280" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/06/Stezzano-e1782221006739-300x280.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/06/Stezzano-e1782221006739-370x346.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/06/Stezzano-e1782221006739-270x252.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/06/Stezzano-e1782221006739-570x533.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/06/Stezzano-e1782221006739.jpg 738w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />A Stezzano, in provincia di Bergamo (nella foto le prove), il lungo periodo siccitoso che ha interessato anche la fase di accestimento ha ridotto la capacità delle piante di produrre culmi secondari. Le parcelle risultano, quindi, relativamente rade, anche se la regolarità e l’attendibilità della prova non appaiono compromesse.</p>
<p>Come ci riferisce Stefania Mascheroni del CREA-CI, le varietà hanno, inoltre, manifestato una taglia generalmente ridotta. Dal punto di vista sanitario è stata osservata la presenza di septoriosi, mentre non sono stati rilevati sintomi significativi di oidio, fusariosi o ruggini.</p>
<p>Tra la terza e la quarta settimana di maggio, l’eccezionale aumento delle temperature ha impresso una forte accelerazione alla maturazione, accorciando la parte conclusiva del ciclo.</p>
<h2><strong>A Voghera raccolta anticipata</strong></h2>
<p>Anche a Voghera la trebbiatura è prevista in anticipo. Come ci racconta Paola Viola di Apsov, la raccolta dovrebbe partire circa una settimana prima rispetto alle annate precedenti.</p>
<p>L’anticipo, determinato dalla rapida chiusura del ciclo, potrebbe tradursi in una penalizzazione produttiva, soprattutto qualora il caldo abbia ridotto il tempo disponibile per il riempimento della granella.</p>
<p>Sul piano fitosanitario sono comparse septoriosi e ruggine bruna. A queste criticità si sono aggiunti gli effetti del temporale del 2 giugno che ha provocato allettamenti diffusi all’interno delle parcelle.</p>
<h2><strong>Piemonte, buone partenze ma stress finale</strong></h2>
<p>Nei campi piemontesi le semine sono state effettuate secondo la normale tempistica e su terreni in ottime condizioni. Andrea Pilati del Capac ci segnala emergenze molto buone e un inverno mite, favorevole alla formazione di buoni accestimenti.</p>
<p>Le precipitazioni primaverili contenute e l’assenza di improvvise impennate termiche hanno inizialmente limitato la diffusione delle principali fitopatie. Le spigature, tuttavia, sono risultate anticipate di circa 7-10 giorni rispetto alla media storica.</p>
<p>La situazione è cambiata con l’arrivo di un periodo caldo, asciutto e ventilato. Le temperature elevate hanno messo sotto pressione soprattutto i frumenti coltivati nei terreni leggeri e con minore capacità di trattenere l’acqua. Dove possibile, infatti, alcune aziende sono intervenute con irrigazioni di soccorso.</p>
<p>La fase successiva alla spigatura ha visto scomparire quasi completamente la pressione delle malattie ma nei suoli più sciolti il caldo ha causato una chiusura anticipata del ciclo. Le prime operazioni di raccolta sono ormai iniziate.</p>
<h2><strong>A Bologna buoni i primi dati qualitativi</strong></h2>
<p>Nel Bolognese l’accestimento è stato inizialmente piuttosto contenuto ma le colture hanno successivamente recuperato. Anche qui il caldo dell’ultima settimana di maggio ha anticipato la conclusione del ciclo.</p>
<p>Eder Groli di SIS ci segnala una presenza diffusa di ruggini e septoriosi sui materiali in prova. I primi risultati ottenuti sulle varietà già raccolte mostrano, però, un peso ettolitrico molto buono e tenori proteici nella media.</p>
<p>Si tratta di indicazioni ancora preliminari ma importanti, perché suggeriscono che l’accelerazione finale della maturazione non abbia necessariamente compromesso la qualità merceologica in tutte le parcelle.</p>
<h2><strong>In Friuli pesa la grandine</strong></h2>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-9497" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/06/Basiliano-13-05-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/06/Basiliano-13-05-300x225.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/06/Basiliano-13-05-370x278.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/06/Basiliano-13-05-270x203.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/06/Basiliano-13-05-570x428.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/06/Basiliano-13-05-80x60.jpg 80w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/06/Basiliano-13-05.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />In Friuli-Venezia Giulia (nella foto le prove) l’andamento complessivo delle prove è stato buono, nonostante il ritardo delle semine causato dalle abbondanti precipitazioni iniziali.</p>
<p>L’evento più critico è stato registrato alla fine di maggio a Fiume Veneto, dove una violenta grandinata ha provocato danni gravi. Solo la raccolta consentirà una valutazione precisa delle perdite e delle differenze di risposta tra le varietà.</p>
<p>Secondo Maurizio Martinuzzi di Ersa Friuli Venezia Giulia, la trebbiatura dei campi friulani è prevista verso la fine di giugno. Il quadro del Nord rimane, quindi, estremamente articolato: accanto a campi con buoni parametri qualitativi emergono areali penalizzati da siccità, caldo, grandine e relativi allettamenti.</p>
<p><em>Le foto sono gentilmente fornite da Patrizia Vaccino e dai collaboratori della Rete.</em></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>PRODUZIONE DI DURO +5%</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/produzione-di-duro-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 18:54:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[CREA]]></category>
		<category><![CDATA[durum days]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al Durum Days il Crea diffonde le stime di produzione </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">«Quest’anno, la produzione di grano duro stimata è a 3,8 milioni di tonnellate, in crescita del 5% rispetto ai 3,6 milioni del 2025. L&#8217;incremento è trainato dalle piogge primaverili abbondanti negli areali meridionali e adriatici, che hanno più che compensato la lieve contrazione della superficie e le perdite localizzate al Nord». Parole di Pasquale De Vita, dirigente Crea e responsabile del centro di ricerca di Foggia. L’annuncio è stato dato questa mattina al Durum Days, la Convention promossa da undici anni da Confcooprative Fedagripesca, Crea, Cia, Confagricoltura, Copagri, Compag, Italmopa, Unione Italiana Food e Assosementi.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">L’edizione di quest’anno è stata all’insegna dell’incertezza. A partire da quella statistica, visto che lo stesso De Vita si è chiesto pubblicamente “dove siano finiti” i 40mila ettari in meno di semine rilevati dall’Istat nella provincia di Foggia. Ad ogni buon conto, visto che di rilevazioni pubbliche si tratta, anche lui ha fatto i conti con i numeri dell’Istituto, che parlano complessivamente di 1.132.000 ettari.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">La previsione di un buon raccolto è ovviamente condizionata al clima delle prossime settimane, che, stando alle previsioni meteo, dovrebbe comunque assecondare il trend individuato, con l’eccezione del Nord, dove la produzione di durum ha vissuto diversi problemi climatici, legati all’abbondanza delle precipitazioni. In parellelo, come ha testimoniato la società Areté al convegno, ci saranno buoni raccolti in Turchia e NordAfrica, il che non rappresenta una buona notizia per un settore interno che deve ancora smaltire grandi scorte del 2024 e del 2025. Ci salveremo, osservano gli analisti, con il “pavimento”: il durum non può scendere sotto il tenero ed esistono dei livelli minimi di prezzi mondiali che ci “difendono”. Magra consolazione visto l’andazzo.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">La discussione successiva ha fatto emergere la proposta di un tavolo interprofessionale &#8211; sostenuta da Confcooperative e Confagricoltura &#8211; e l’allargamento agli stoccatori della Cun grano duro, chiesta da Compag e appoggiata da Confcooperative. Italmopa, dal canto suo, ha aperto al tavolo interprofessionale spiegando che i mulini continueranno a importare ma vorrebbero che si riuscisse a valorizzare il durum italiano, attraverso contratti di filiera, per poterlo pagare meglio, mentre oggi i livelli proteici più alti sono assicurati dal grano canadese e di altre provenienze. Giorgio Mercuri (Confcooperative) si dice favorevole a una revisione delle caratteristiche merceologiche utilizzate alla Cun ma propone un nuovo contratto quadro che riconosca delle premialità all’origine nazionale e alla sostenibilità della materia prima. Aver inserito i grani altoproteici nei listini Cun, ha spiegato, rappresenta un danno per i contratti di filiera in quanto trasforma l’eccellenza premiata dai contratti in uno standard.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>CEREALI: BIODIVERSITA&#8217; IN CAMPO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/cereali-biodiversita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 16:50:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varietà]]></category>
		<category><![CDATA[cereali]]></category>
		<category><![CDATA[CREA]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[genetica]]></category>
		<category><![CDATA[riso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 19 e 20 maggio 2026 il CREA di Vercelli apre le porte a tecnici, agricoltori e cittadini per due giornate dedicate a frumento e riso</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/cereali-biodiversita/">CEREALI: BIODIVERSITA&#8217; IN CAMPO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="323" data-end="554">Il 19 e 20 maggio 2026 il CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria – apre le porte del Centro di Ricerca Cerealicoltura e Colture Industriali di Vercelli per due giornate dedicate ai cereali.</p>
<p data-start="556" data-end="729">L’iniziativa, organizzata nell’ambito del <strong data-start="598" data-end="627">Fascination of Plants Day</strong>, ha un titolo molto chiaro: <strong data-start="656" data-end="728">“Scoprire i cereali: frumento e riso tra biodiversità e innovazione”</strong>. L’appuntamento si terrà presso il <strong data-start="765" data-end="788">CREA-CI di Vercelli</strong>, in Strada Statale 11 per Torino, km 2,5, dalle <strong data-start="837" data-end="856">9.30 alle 17.00</strong>.</p>
<h2 data-section-id="1swaiq0" data-start="859" data-end="890">Perché interessa chi coltiva</h2>
<p data-start="892" data-end="1111">Per chi lavora in campo, parlare di frumento e riso significa affrontare temi molto concreti: varietà, adattamento, sanità della granella, qualità, gestione della biodiversità e nuove tecniche di miglioramento genetico.</p>
<p data-start="1113" data-end="1388">L’evento di Vercelli nasce proprio con questo obiettivo: <strong data-start="1170" data-end="1257">avvicinare il pubblico al lavoro di ricerca che sta dietro alle colture cerealicole</strong>, mostrando come la conoscenza scientifica possa aiutare l’agricoltura a rispondere alle sfide produttive, ambientali e climatiche.</p>
<p data-start="1390" data-end="1631">Non sarà quindi solo una giornata divulgativa. Sarà anche un’occasione per capire meglio come si costruisce il futuro delle filiere cerealicole italiane, partendo dalla genetica, dalla conservazione delle risorse vegetali e dall’innovazione.</p>
<h2 data-section-id="1do81iq" data-start="1633" data-end="1668">Biodiversità da vedere da vicino</h2>
<p data-start="1670" data-end="1816">Una delle attività previste riguarda la visita alla <strong data-start="1722" data-end="1747">banca del germoplasma</strong>, definita nel programma come “uno scrigno prezioso di biodiversità”.</p>
<p data-start="1818" data-end="1979">Per agricoltori e tecnici è un passaggio importante, perché consente di osservare da vicino il patrimonio genetico che sta alla base del miglioramento varietale.</p>
<p data-start="1981" data-end="2174">La biodiversità, infatti, non è un concetto astratto. È una riserva di caratteri utili: rusticità, tolleranza agli stress, qualità tecnologica, adattabilità ai diversi ambienti di coltivazione.</p>
<p data-start="2176" data-end="2364">Nel programma sono previste anche osservazioni dirette di <strong data-start="2234" data-end="2269">spighe, pannocchie e cariossidi</strong>, per conoscere forme e differenze che spesso restano lontane dal dibattito tecnico quotidiano.</p>
<h2 data-section-id="kbgph2" data-start="2366" data-end="2387">Dal chicco al pane</h2>
<p data-start="2389" data-end="2548">Tra le attività proposte ci sarà anche un laboratorio di tecnologia dedicato al percorso <strong data-start="2478" data-end="2502">“dal chicco al pane”</strong>, con una dimostrazione del processo completo.</p>
<p data-start="2550" data-end="2678">È un tema centrale soprattutto per il frumento, perché collega la produzione agricola alla trasformazione e alla qualità finale.</p>
<p data-start="2680" data-end="2971">Per chi coltiva, comprendere meglio il rapporto tra varietà, gestione agronomica e destinazione d’uso è sempre più importante. La redditività del frumento passa infatti anche dalla capacità di produrre granella coerente con le richieste dei molini, dell’industria e delle filiere di qualità.</p>
<h2 data-section-id="2uii6s" data-start="2973" data-end="2995">Biotecnologie e DNA</h2>
<p data-start="2997" data-end="3124">Il programma prevede anche una visita al laboratorio di biotecnologia, con una dimostrazione pratica di <strong data-start="3101" data-end="3123">estrazione del DNA</strong>.</p>
<p data-start="3126" data-end="3259">È un modo semplice per entrare in un tema complesso ma sempre più attuale: il legame tra genetica, selezione varietale e innovazione.</p>
<p data-start="3261" data-end="3490">Non a caso, tra i dibattiti previsti ci sarà il confronto tra <strong data-start="3323" data-end="3362">miglioramento genetico tradizionale</strong> e miglioramento assistito da <strong data-start="3392" data-end="3416">marcatori molecolari</strong>, oltre a un approfondimento sulle <strong data-start="3451" data-end="3481">nuove tecnologie genomiche</strong>, le TEA.</p>
<h2 data-section-id="1gbvccn" data-start="3492" data-end="3524">Varietà antiche e innovazione</h2>
<p data-start="3526" data-end="3634">Uno degli aspetti più interessanti dell’evento riguarda il confronto sulle cosiddette <strong data-start="3612" data-end="3633">varietà “antiche”</strong>.</p>
<p data-start="3636" data-end="3905">Il programma propone diversi spunti di discussione: le varietà antiche sono davvero “naturali”? Sono state manipolate dall’uomo? Cosa significa oggi parlare di prodotto naturale? E quale rapporto esiste tra agricoltura sostenibile, innovazione e miglioramento genetico?</p>
<p data-start="3907" data-end="4053">Sono domande importanti, perché toccano temi molto presenti nella comunicazione verso i consumatori, ma anche nelle scelte delle aziende agricole.</p>
<p data-start="4055" data-end="4171">L’obiettivo non è contrapporre tradizione e innovazione, ma offrire strumenti per farsi un’opinione più consapevole.</p>
<h2 data-section-id="1bjinuu" data-start="4173" data-end="4205">Omaggio a Nazareno Strampelli</h2>
<p data-start="4207" data-end="4351">Nel programma è previsto anche un omaggio a <strong data-start="4251" data-end="4274">Nazareno Strampelli</strong>, pioniere del miglioramento genetico del frumento, a 160 anni dalla nascita.</p>
<p data-start="4353" data-end="4553">Il percorso si completerà con la visita al <strong data-start="4396" data-end="4430">campo sperimentale di Cigliano</strong>, su prenotazione, per toccare con mano l’evoluzione del breeding del frumento in Italia, dagli inizi del Novecento a oggi.</p>
<p data-start="4555" data-end="4732">La partecipazione alle giornate è <strong data-start="4589" data-end="4599">libera</strong>. Per motivi organizzativi è preferibile prenotare scrivendo a <strong data-start="4662" data-end="4689"><a class="decorated-link cursor-pointer" rel="noopener" data-start="4664" data-end="4687">ci.vercelli@crea.gov.it</a></strong> oppure a <strong data-start="4699" data-end="4731"><a class="decorated-link cursor-pointer" rel="noopener" data-start="4701" data-end="4729">patrizia.vaccino@crea.gov.it</a></strong>.</p>
<p data-start="4734" data-end="4784" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Di seguito è disponibile la locandina dell’evento.</p>
<p data-start="4734" data-end="4784" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-9048" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/Scoprire-i-cereali_CREA-2026-1024x576.jpeg" alt="" width="770" height="433" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/Scoprire-i-cereali_CREA-2026-1024x576.jpeg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/Scoprire-i-cereali_CREA-2026-300x169.jpeg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/Scoprire-i-cereali_CREA-2026-768x432.jpeg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/Scoprire-i-cereali_CREA-2026-1536x864.jpeg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/Scoprire-i-cereali_CREA-2026-370x208.jpeg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/Scoprire-i-cereali_CREA-2026-270x152.jpeg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/Scoprire-i-cereali_CREA-2026-570x321.jpeg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/Scoprire-i-cereali_CREA-2026-740x416.jpeg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/Scoprire-i-cereali_CREA-2026-1320x743.jpeg 1320w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/Scoprire-i-cereali_CREA-2026.jpeg 2000w" sizes="auto, (max-width: 770px) 100vw, 770px" /></p>
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		<title>PREVISIONI DI PRECISIONE IN PUGLIA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/previsioni-di-precisione-in-puglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 23:10:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[CREA]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[mappe di resa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CREA-CI Foggia: digitalizzazione, breeding e previsioni di resa nel progetto Grano.it</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/previsioni-di-precisione-in-puglia/">PREVISIONI DI PRECISIONE IN PUGLIA</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La digitalizzazione della filiera del frumento duro non è più un tema teorico o confinato alla ricerca accademica: al CREA Cerealicoltura e Colture Industriali di Foggia sta diventando un’infrastruttura operativa che integra immagini satellitari, mappe di vigore (es. NDVI), droni e modelli di intelligenza artificiale. La visita di Grano Italiano presso la sede pugliese e l’intervista a Pasquale De Vita, responsabile del centro, hanno messo in luce un cambio di paradigma: dalla raccolta del dato alla sua traduzione in decisione agronomica, con un cambio di scala dalla parcella al campo e poi al territorio.</p>
<h2><strong>Agricoltura digitale come asse strategico del CREA</strong></h2>
<p>Il progetto Grano.it non nasce in modo isolato. Come spiega De Vita, «si inserisce all’interno della tematica dell’agricoltura &#8220;digitale&#8221; del documento di visione strategica del CREA, uno dei due assi su cui si fondano le attività di ricerca e progettuali».</p>
<p>Il finanziamento arriva dal MIMIT e coinvolge, oltre al CREA, la società Digimat di Matera, specializzata nell’elaborazione di immagini satellitari. La parola chiave è chiara: digitalizzazione. Non solo delle pratiche agronomiche, ma anche del programma di breeding e dell’intera filiera cerealicola.</p>
<p>L’obiettivo è duplice: da un lato migliorare la previsione delle rese di frumento duro su scala territoriale, dall&#8217;altro rafforzare la selezione varietale attraverso strumenti di fenotipizzazione avanzata.</p>
<h2><strong>Fenotipizzazione in campo e droni per il breeding</strong></h2>
<p>Una prima linea di attività riguarda il miglioramento genetico del frumento duro e si sviluppa su scala parcellare, con il coinvolgimento diretto di agricoltori e ditte sementiere. Qui la digitalizzazione è applicata al breeding, cioè alla selezione di nuove varietà più performanti e resilienti. “Abbiamo una flotta di droni equipaggiata con camere multi e iper spettrali: scansioniamo le parcelle con cadenza settimanale per seguire l’evoluzione della coltivazione”, spiega De Vita (si vedano le foto di seguito).</p>
<p>La sensoristica consente confronti puntuali tra parcelle sottoposte a differenti condizioni agronomiche, ad esempio con o senza concimazione azotata. «Questo ci aiuta a selezionare le varietà che, sulla base di questi indici, sono più o meno performanti».</p>
<p>La digitalizzazione diventa così strumento di fenotipizzazione ad alta processività in pieno campo: non più soltanto rilievi visivi tradizionali, ma acquisizione sistematica di dati multispettrali integrati con parametri produttivi. Il risultato è un’accelerazione dei processi decisionali nel breeding e una maggiore accuratezza nella valutazione varietale.</p>

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<h2><strong>Dalle immagini Sentinel alle previsioni di resa sul Tavoliere</strong></h2>
<p>La seconda linea di attività si sviluppa invece su scala territoriale e riguarda la stima delle produzioni di frumento duro attraverso immagini satellitari e modelli di intelligenza artificiale, in collaborazione con Digimat di Matera. «Raccogliamo ed elaboriamo immagini satellitari per fare stime di produzione: ad oggi, sono effettuate sulla base dell’esperienza dei tecnici attraverso contatti periodici, definite sulla base dell’andamento meteorologico ma non basati su dati scientifici».</p>
<p>Il salto è evidente: dalla previsione “esperienziale” a un modello predittivo fondato su dati oggettivi. Le immagini utilizzate sono principalmente quelle della costellazione Sentinel, con  impiego dell’indice NDVI. Tuttavia, la prospettiva è ancora più ambiziosa: «già è disponibile una versione con la costellazione Prisma di satelliti che ha risoluzione molto più accurata e ha molte più bande, una sorta di iperspettrale. A breve avremo indici molto più informativi rispetto all’NDVI».</p>
<p>Il cuore metodologico sta nella calibrazione dei modelli di intelligenza artificiale. «Definiamo le previsioni calibrando modelli di Intelligenza Artificiale attraverso le mappe di resa che ci forniscono gli agricoltori coinvolti  nel progetto. Le mappe di resa, realizzate attraverso i sensori delle mietitrebbie, rappresentano il dato reale con cui confrontiamo ciò che emerge dalle immagini satellitari. I modelli &#8220;apprendono&#8221; fino ad avvicinarsi ad un dato di previsione più vicino a quello che si realizzerà».</p>
<p>Per un territorio come il Tavoliere, dove le superfici sono ampie e la volatilità produttiva incide sulle dinamiche di mercato e di stoccaggio, disporre di una previsione affidabile con mesi di anticipo rappresenta uno strumento strategico per l’intera filiera.</p>
<h2><strong>Il nodo delle mappe di resa: tecnologia disponibile, ma poco richiesta</strong></h2>
<p>C’è però un punto critico che frena il pieno sviluppo dell’agricoltura digitale: la scarsa diffusione delle mappe di resa. «Per il progetto ci servono le mappe di resa ma molti agricoltori non le richiedono, quindi il contoterzista in genere non riceve questa richiesta». Le tecnologie sono già presenti sulle mietitrebbie, ma spesso non vengono utilizzate in modo sistematico. Il limite, più che tecnico, è culturale ed economico: «Molti agricoltori non hanno ancora ben presente quale possa essere la ricaduta di avere la mappa di resa dei loro campi anno per anno».</p>
<p>Anche la distribuzione a rateo variabile rimane poco applicata. «Sulla corretta interpretazione agronomica delle mappe di resa serve ancora molta ricerca: sta a noi il compito di far comprendere all’agricoltore quale sia il vantaggio economico collegato. Solo così si potranno diffondere maggiormente». Il tema è strategico soprattutto per le filiere più sensibili come quella cerealicola: senza una raccolta continuativa e strutturata dei dati reali di campo, modelli previsionali e strategie agronomiche di precisione rischiano di restare strumenti incompleti, incapaci di generare pieno valore per le aziende.</p>
<h2><strong>Dall’esperienza AdP4Durum alla misura SRA24</strong></h2>
<p>Grano.it si innesta su un’esperienza precedente, il progetto pilota AdP4Durum finanziato dalla Regione Puglia. «Il progetto è durato 2 anni, su 250 ettari gestiti sfruttando tutte le tecnologie disponibili». Sensoristica per la variabilità del suolo, immagini satellitari, yield monitor: un laboratorio a cielo aperto che ha prodotto indicazioni concrete anche per le politiche regionali. «Il bando della regione per finanziare l&#8217;agricoltura di precisione (SRA24) è stato definito anche grazie a questi risultati».</p>
<p>Oggi la sfida è ulteriore: «È molto facile finanziare l’acquisto, ma altrettanto complesso è finanziare il risultato dell&#8217;applicazione delle tecnologie di precisione». Una frase che sintetizza il passaggio necessario: dalle macchine agli esiti misurabili in termini di efficienza e sostenibilità.</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>DALLA MAPPA DI RESA ALLA DECISIONE AGRONOMICA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/dalla-mappa-di-resa-alla-decisione-agronomica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 23:10:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura di precisione]]></category>
		<category><![CDATA[CREA]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[mappe di resa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le potenzialità delle tecnologie di precisione nel frumento duro: dibattito al CREA CI di Foggia</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 23 febbraio 2026, presso la Sala Convegni del CREA Cerealicoltura e Colture Industriali di Foggia, si è svolta la giornata di studio “Tecnologie di precisione nel frumento duro – Dalla misurazione dei dati alla decisione agronomica: le mappe di resa”, evento realizzato nell’ambito del progetto Grano.it (in alto una foto dell&#8217;evento). Un appuntamento tecnico-scientifico che ha messo al centro un tema decisivo per la competitività della cerealicoltura pugliese: come trasformare il dato raccolto in campo in una scelta agronomica concreta.</p>
<h2><strong>Il progetto </strong><strong>Grano.it</strong><strong> e l’innovazione di filiera</strong></h2>
<p>Il programma dei lavori ha visto, tra gli interventi, la presentazione del progetto Grano.it da parte di Fabio Fania (CREA-CI Foggia) e una relazione di Bruno Basso (Michigan State University) sulle mappe di stabilità di resa.</p>
<p>Il messaggio del progetto è chiaro: le mappe di resa non sono un semplice output della mietitrebbia, ma uno strumento decisionale. Consentono di:</p>
<ul>
<li>analizzare la variabilità intra-aziendale;</li>
<li>individuare aree a diversa produttività;</li>
<li>valutare l’efficienza delle pratiche agronomiche;</li>
<li>pianificare concimazioni e semine a rateo variabile;</li>
<li>ottimizzare costi e margini.</li>
</ul>
<p>Il vero salto, come emerso nel dibattito, è passare dalla “misurazione” alla “decisione”.</p>
<h2><strong>Tavola rotonda: politiche regionali e criticità operative</strong></h2>
<p>La tavola rotonda, moderata da Pasquale De Vita (responsabile della sede del CREA-CI di Foggia), ha visto la partecipazione di rappresentanti della Regione Puglia, del mondo agromeccanico, dei tecnici e delle organizzazioni di produttori.  Obiettivo del dibattito è stato portare il confronto anche sulla misura SRA24 del Complemento di Sviluppo Rurale della Regione Puglia, quindi sulle opportunità offerte dalla programmazione regionale per l’agricoltura di precisione. Su questo punto, infatti, resta un nodo strutturale: finanziare l’acquisto delle tecnologie è relativamente semplice; verificare l’effettiva applicazione e misurarne i risultati è molto più complesso.</p>
<p>Come sottolineato dallo stesso De Vita intervistato da Grano Italiano «oggi il tema non è più se adottare l’agricoltura di precisione, ma come renderla ordinaria, accessibile e realmente utile per le aziende». Per questo motivo, la giornata di studio ha rappresentato un momento di dialogo operativo tra ricerca, istituzioni e operatori.</p>
<h2><strong>Una sfida culturale prima che tecnologica</strong></h2>
<p>Il frumento duro rappresenta un pilastro dell’identità agricola pugliese. Oggi però competiamo in un contesto internazionale dove efficienza, sostenibilità e capacità di leggere i dati fanno la differenza. Le tecnologie ci sono. Le competenze anche. La domanda è: il sistema è pronto a fare un salto di scala? Per esempio, le mietitrebbie dotate di <em>yield monitor</em> (sensori di flusso per la misurazione della variabilità delle rese in campo) sono già presenti sul territorio, ma le mappe di resa spesso non vengono richieste dagli agricoltori. Senza questo dato reale, la costruzione di mappe di stabilità, piani di concimazione mirata e modelli previsionali perde efficacia.</p>
<p>La digitalizzazione, dunque, non è solo un tema di hardware o software, ma di consapevolezza economica. Occorre dimostrare che l’uso sistematico delle mappe di resa e delle immagini satellitari può generare un vantaggio competitivo misurabile, in termini di efficienza tecnica e riduzione dei costi.</p>
<p>La giornata del 23 febbraio ha ribadito proprio questo: la cerealicoltura del futuro sarà sempre più data-driven. La sfida non è raccogliere dati, ma interpretarli e trasformarli in decisioni agronomiche sostenibili e profittevoli. E per il Tavoliere, cuore del frumento duro italiano, questo passaggio non è più rimandabile.</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ELOGIO DEL GRANO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/elogio-del-grano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2025 14:39:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CREA]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=7355</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un libro che racconta il grano da tanti punti di vista, mescolando storie personali, scienza, arte e tradizione.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il grano merita un <em>elogio</em>: fa parte della nostra vita.</strong> È nel pane e nella pasta che mangiamo ogni giorno, nei campi dorati d’estate, nei libri di scuola, perfino nei musei.<strong> &#8220;Elogio del grano&#8221; è un libro che nasce dal desiderio di raccontare il grano da tanti punti di vista, mescolando storie personali, scienza, arte e tradizione.</strong> Il testo si compone di sette capitoli, scritti con passione e parole semplici, che accompagnano il lettore in un viaggio dentro il mondo del grano. Dall’agronomia &#8220;fatta in casa&#8221; alla storia dell&#8217;arte, passando per antropologia, archeologia, botanica, scienza della nutrizione, genetica. Come ci ricorda Marina Carcea, dirigente tecnologo del CREA e autrice del quinto capitolo del libro, «non occorre essere esperti per leggere queste pagine. Basta la curiosità di capire un po’ meglio che cosa c’è dietro (e dentro) un cereale da sempre fondamentale per gran parte dell’umanità».</p>
<h2>Frumento: base della nutrizione umana</h2>
<p>Marina Carcea, che è anche presidente dell’AISTEC (Associazione Italiana di Scienza e Tecnologia dei Cereali), è autrice del quinto capitolo di &#8220;Elogio del grano&#8221;. Il capitolo è tutto dedicato all’argomento della importante funzione nutrizionale del frumento per l’uomo. <strong>Il frumento, grazie al suo contenuto di carboidrati, proteine, lipidi, elementi minerali, vitamine, fibra e composti bioattivi, è alla base della nostra nutrizione da tempi antichissimi.</strong> Nel capitolo, ognuna delle categorie di componenti nutrizionali di cui è ricco il frumento viene esaminata in dettaglio e ne vengono descritte le peculiarità. Questo aiuta i lettori a comprendere i motivi per cui, fin dagli albori della civiltà questo vegetale abbia costituito un caposaldo dell’alimentazione umana, validissimo ancora oggi.</p>
<h2>Un libro a nove voci</h2>
<p>&#8220;Elogio del grano &#8211; Di cosa parliamo quando parliamo di grano&#8221; è un libro a più voci, scritto con il contributo di nove autori, edito da Edizioni Medicea di Firenze. La prefazione è di Giorgio Manzi dell’Università La Sapienza di Roma; il libro è dedicato alla memoria di Fulco Pratesi, co-fondatore del WWF-Italia e ambientalista. Il volume, di circa 200 pagine, è composto dai seguenti capitoli:</p>
<p>1)  “<em>Manuale del coltivatore amatoriale del grano</em>” di Piero Chiaradia, professore di Fisica, dalla cui esperienza di coltivatore amatoriale di frumento è partita l&#8217;idea del libro.<br class="yoast-text-mark" />2) “<em>Il pane tra storia, simbologia e ritualità</em>” di Lucia Galasso, antropologa, che offre un contributo sulla simbologia e sacralità del pane.<br class="yoast-text-mark" />3)  “<em>Il grano come alimento e mito</em>” di Bianca Ferrara, professoressa di Archeologia Classica, che racconta sull’alimento e il mito del pane.<br class="yoast-text-mark" />4)  “<em>Frumento antico e moderno</em>” di Stefano Benedettelli e Lisetta Ghiselli, professore e ricercatrice di Scienze Agrarie, che offre interventi orientati alla botanica e agronomia del frumento.<br class="yoast-text-mark" />5)  “<em>Il frumento e la nutrizione umana</em>” di Marina Carcea, dirigente tecnologo del Crea, che racconta l&#8217;importanza del frumento nella nutrizione umana nei secoli<br />
6)  “<em>La rivoluzione genomica e il grano del futuro</em>” di Leonardo Caproni e Mario Enrico Pè, ricercatore e professore di Genetica Agraria, autori di un saggio sul frumento e il suo prodotto alimentare dal punto di vista della genetica.<br class="yoast-text-mark" />7)  “<em>Il grano nell&#8217;arte</em>” di Laura Rago, professoressa di Lettere e pittrice, che ha raccolto una carrellata di immagini che offre uno sguardo del grano nell’arte nei secoli.</p>
<p>Il libro è impreziosito da disegni sul grano e sul pane, opera del Maestro Mario Bruno Bambacaro. La copertina, che vediamo qui di seguito, è dell&#8217;artista Enzo Cursaro.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-7356" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/12/copertina-Elogio-del-grano_EMF_25-novembre-758x1024.jpg" alt="" width="758" height="1024" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/12/copertina-Elogio-del-grano_EMF_25-novembre-758x1024.jpg 758w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/12/copertina-Elogio-del-grano_EMF_25-novembre-222x300.jpg 222w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/12/copertina-Elogio-del-grano_EMF_25-novembre-768x1038.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/12/copertina-Elogio-del-grano_EMF_25-novembre-1137x1536.jpg 1137w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/12/copertina-Elogio-del-grano_EMF_25-novembre-370x500.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/12/copertina-Elogio-del-grano_EMF_25-novembre-270x365.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/12/copertina-Elogio-del-grano_EMF_25-novembre-570x770.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/12/copertina-Elogio-del-grano_EMF_25-novembre-740x1000.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/12/copertina-Elogio-del-grano_EMF_25-novembre.jpg 1296w" sizes="auto, (max-width: 758px) 100vw, 758px" /></p>
<p><em>Fonti delle immagini: Edizioni Medicea Firenze</em></p>
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		<title>ARRIVA IL PIANO NAZIONALE SEMENTI BIO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/piano-nazionale-sementi-bio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Oct 2025 23:10:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[biologico]]></category>
		<category><![CDATA[CREA]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[sementi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il contributo del CREA-CI al Piano Nazionale delle Sementi Biologiche: intervista a Pasquale De Vita</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pasquale De Vita, Dirigente del CREA-CI di Foggia, racconta a Grano Italiano il progetto del Piano Nazionale delle Sementi Biologiche (PSNB) e le attività previste per il frumento duro e tenero. Capiamone di più.</p>
<h2>Dott. Pasquale De Vita, partiamo dalle basi: cos&#8217;è il Piano Nazionale delle Sementi Biologiche e quale necessità lo ha reso necessario?</h2>
<p>Il Piano Nazionale delle Sementi Biologiche 2025-2027 nasce dalla volontà del MASAF di dare piena attuazione agli obiettivi previsti dalla legge 23/2022 per lo sviluppo dell’agricoltura biologica. Il suo scopo principale è ridurre in modo strutturale il ricorso alle deroghe, ovvero l’uso di sementi convenzionali nei sistemi di produzione biologici, che oggi rappresenta ancora un problema significativo. Questo accade perché il settore sementiero non riesce ancora a offrire, in quantità e qualità adeguate, varietà realmente adatte alle esigenze dell’agricoltura biologica. Il PNSB, quindi, si pone come strumento di sistema per aumentare la disponibilità di materiale riproduttivo vegetale biologico e per incentivare lo sviluppo di varietà e popolazioni eterogenee adatte a coltivazioni prive di input chimici, in contesti ambientali e pedoclimatici estremamente diversificati come quelli italiani.</p>
<h2>Quali sono gli attori coinvolti nell’attuazione di questo Piano e quali i principali ambiti di lavoro?</h2>
<p>Il coordinamento nazionale è affidato al CREA-DC, ma sono coinvolti in modo operativo diversi centri del CREA, tra cui il nostro centro CREA-CI, che ha la responsabilità scientifica delle attività riguardanti le <strong>specie agrarie</strong> – in particolare frumento duro, frumento tenero e riso – nell’ambito della <strong>macroarea 3 “Innovazione”</strong>. Altri centri CREA come il CREA-OF, il CREA-PB, CREA-OFA e CREA-VE curano le attività relative ad altre filiere (orticole, politiche di filiera, fruttifere). L’approccio è multidisciplinare, integrato e soprattutto partecipativo, con un forte coinvolgimento di agricoltori, tecnici, ditte sementiere e stakeholder locali.<strong> </strong></p>
<h2>In quale contesto si inserisce questo Piano? E perché proprio adesso è così urgente agire?</h2>
<p><strong>De Vita:</strong> Il Piano si inserisce in un contesto europeo ed italiano in grande evoluzione. Le strategie del Green Deal e della Farm to Fork spingono verso una transizione ecologica dell’agricoltura, con obiettivi chiari di riduzione dell’uso di prodotti chimici e di aumento della superficie coltivata con metodo biologico. Tuttavia, questo processo rischia di rimanere incompiuto se non si risolvono i colli di bottiglia che ostacolano la piena autonomia della produzione biologica, a partire proprio dalla disponibilità di sementi adatte. È inaccettabile, a distanza di anni dall’introduzione del biologico nel sistema normativo europeo, che ancora oggi molte aziende agricole siano costrette a utilizzare sementi convenzionali per mancanza di alternative. Occorre quindi rafforzare il comparto sementiero biologico, sia sul piano quantitativo che qualitativo, incentivando la costituzione di nuove varietà e popolazioni in grado di affrontare le sfide legate al cambiamento climatico, alla pressione delle malattie e alla sostenibilità economica delle aziende agricole.</p>
<h2>Entrando più nel dettaglio, quali sono le attività previste dal CREA-CI per le specie agrarie frumento duro, tenero e riso?</h2>
<p>Le nostre attività si articolano in quattro linee di intervento principali. La prima riguarda la creazione di una <strong>rete di collaborazione con agricoltori e stakeholder</strong>, attraverso incontri, workshop e momenti formativi, con l’obiettivo di garantire un approccio partecipativo al miglioramento genetico. Coinvolgere i portatori di interesse significa orientare fin dall’inizio le attività di selezione verso bisogni reali, aumentando le probabilità di successo e di adozione delle varietà sviluppate.</p>
<p>La seconda linea riguarda lo sviluppo di <strong>Materiale Eterogeneo Biologico (MEB)</strong>, sia dinamico (come le popolazioni evolutive) sia statico (come i miscugli), attraverso l’utilizzo di materiale genetico vario – varietà tradizionali, linee in selezione, varietà da conservazione – e la loro moltiplicazione in campo biologico. I miscugli vengono selezionati anche in funzione delle loro caratteristiche qualitative, come l’attitudione alla pastificazione e/o alla panificazione, e testati direttamente sul campo con il supporto degli agricoltori.</p>
<p>La terza attività è centrata sul <strong>miglioramento genetico per linea pura</strong>, finalizzato a ottenere nuove varietà con caratteristiche specifiche: resistenza alle malattie trasmesse da seme, tolleranza alle infestanti e maggiore efficienza d’uso dell’azoto. Tutti aspetti cruciali in agricoltura biologica, dove l’uso di prodotti chimici e fertilizzanti è fortemente limitato. Usiamo anche tecnologie avanzate di fenotipizzazione e selezione assistita, sempre nel rispetto delle regole del biologico.</p>
<p>Infine, con la <strong>Rete Nazionale di Prove di Confronto Varietale</strong> testiamo le varietà più promettenti – comprese quelle da conservazione e i MEB – in più località italiane, con l’obiettivo di verificarne adattabilità, performance agronomica, qualità tecnologica e resistenza alle principali patologie. Queste prove sono fondamentali per dare evidenza scientifica alle potenzialità dei materiali genetici e supportare eventuali processi di registrazione varietale.</p>
<h2><strong> </strong>Quali sono i risultati attesi e come pensate che queste attività possano cambiare il settore?</h2>
<p>Ci aspettiamo un impatto su più livelli. Dal punto di vista tecnico, vogliamo offrire al comparto biologico materiali genetici migliori e più adatti, in grado di rispondere alla domanda crescente di sementi certificate. A livello strategico, puntiamo a rafforzare la filiera sementiera biologica italiana, che oggi è ancora troppo debole per sostenere una domanda in forte espansione. E infine, sul piano normativo, il nostro contributo servirà anche a migliorare le valutazioni per l’iscrizione al Registro Nazionale di nuove varietà e per la riduzione delle deroghe, attraverso dati sperimentali affidabili. Se riusciremo a rendere disponibili sementi biologiche di qualità, adatte e tracciabili, sarà possibile diminuire sensibilmente l’utilizzo delle deroghe, con benefici per tutto il sistema.</p>
<h2>Vorrei chiudere con una domanda che tocca un tema sensibile. Oggi le <strong>Tecnologie di Evoluzione Assistita</strong> (TEA) note anche come <strong><em>genome editing</em></strong>, sono escluse dal comparto biologico. Come vede questa limitazione?</h2>
<p>Nel progetto del PNSB, non è previsto l’uso di <em>genome editing</em> né di TEA. Tutte le attività di miglioramento genetico saranno sviluppate nel rispetto delle regole vigenti per il biologico. Utilizzeremo metodologie avanzate ma accettate, come la selezione assistita da marcatori molecolari (MAS) per tratti fenotipici semplici (i.e. resistenza a patogeni trasmessi da seme), e tecniche di <em>Genomic Selection</em> per affrontare caratteri complessi, come l’efficienza nell’uso dell’azoto o la tolleranza alle infestanti. Questi strumenti ci permettono di accelerare la selezione varietale, senza violare i principi normativi attuali.</p>
<p>Detto ciò, personalmente ritengo che la ricerca non possa permettersi barriere ideologiche, soprattutto in un Paese come l’Italia, dove l’agricoltura è esposta a sfide sempre più complesse, dai cambiamenti climatici alla pressione fitosanitaria. Limitare per principio l’uso delle TEA, incluso il <em>genome editing</em>, significa privarci di potenzialità straordinarie per migliorare sostenibilità, resilienza e competitività delle colture. Va riconosciuto infatti che le TEA sono tecnologie rivoluzionarie che permettono di modificare il DNA delle piante con elevata precisione, agendo come delle &#8220;forbici molecolari&#8221; per tagliare, modificare o sostituire specifiche sequenze genetiche, e rappresentano un&#8217;evoluzione scientifica rispetto alle tecniche OGM del passato basate sull’introduzione casuale di geni estranei.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><em>Di seguito, le tabelle che mostrano i risultati produttivi di 19 varietà testate in 7 campi di prova nella stagione 24-25, nell&#8217;ambito di prove di frumento duro in coltura biologica eseguite dal CREA (tabella 1, 2 e tabella B e A).</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-7054" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-1-Bio.png" alt="" width="1021" height="630" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-1-Bio.png 1021w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-1-Bio-300x185.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-1-Bio-768x474.png 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-1-Bio-370x228.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-1-Bio-270x167.png 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-1-Bio-570x352.png 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-1-Bio-740x457.png 740w" sizes="auto, (max-width: 1021px) 100vw, 1021px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-7055" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-2-Bio.png" alt="" width="1087" height="870" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-2-Bio.png 1087w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-2-Bio-300x240.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-2-Bio-1024x820.png 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-2-Bio-768x615.png 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-2-Bio-370x296.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-2-Bio-270x216.png 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-2-Bio-570x456.png 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-2-Bio-740x592.png 740w" sizes="auto, (max-width: 1087px) 100vw, 1087px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-7057 size-full" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-B-Bio.png" alt="piano nazionale sementi bio" width="1136" height="363" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-B-Bio.png 1136w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-B-Bio-300x96.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-B-Bio-1024x327.png 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-B-Bio-768x245.png 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-B-Bio-370x118.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-B-Bio-270x86.png 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-B-Bio-570x182.png 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-B-Bio-740x236.png 740w" sizes="auto, (max-width: 1136px) 100vw, 1136px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-7056 size-full" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-A-Bio.png" alt="piano nazionale sementi bio" width="1035" height="528" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-A-Bio.png 1035w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-A-Bio-300x153.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-A-Bio-1024x522.png 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-A-Bio-768x392.png 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-A-Bio-370x189.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-A-Bio-270x138.png 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-A-Bio-570x291.png 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/10/tabella-A-Bio-740x378.png 740w" sizes="auto, (max-width: 1035px) 100vw, 1035px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I COMMENTI ALLA RETE DURO 24-25</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/commenti-rete-duro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Sep 2025 22:10:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varietà]]></category>
		<category><![CDATA[CREA]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi]]></category>
		<category><![CDATA[proteine]]></category>
		<category><![CDATA[Rete Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le considerazioni di Michele De Santis dell'Università di Foggia: perchè coltivare il duro al Sud?</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se guardiamo ai risultati della Rete Nazionale del Frumento Duro del CREA, i risultati produttivi sono stati certamente migliori di quelli dell&#8217;annata precedente. Un trend positivo, però, lo si vede anche rispetto ai valori dei 5 anni precedenti. E&#8217; solo merito dell&#8217;andamento meteorologico o ci sono altri motivi? In un contesto di variabilità meteorologica, è bene che i cerealicoltori non dimentichino il potenziale produttivo delle diverse varietà. E&#8217; un aspetto che emerge certamente in stagioni con andamenti termo-pluviometrici più regolari come lo è stata quella 2024-25.</p>
<h2>Occhio al potenziale delle varietà</h2>
<p>Lo abbiamo chiesto al Dott. Michele De Santis dell&#8217;Università degli Studi di Foggia, che ci ha illustrato le sue considerazioni: «i valori di resa complessivamente osservati, relativi alle prove 24-25, hanno mostrato valori complessivamente più interessanti della passata annata e dell’ultimo quinquennio, in generale. L’andamento termo-pluviometrico rappresenta, sicuramente, il più importante fattore nel determinare i livelli di resa. Bisogna tenere presente che le scorse annate sono state caratterizzate da severi deficit idrici in alcuni areali (in particolare Puglia e Sicilia) che hanno gravemente condizionato le performance produttive.</p>
<p>E conclude focalizzando l&#8217;attenzione sul potenziale produttivo delle diverse varietà a cui i cerealicoltori dovrebbero porre attenzione: «in una stagione agraria più regolare come quest’ultima è stato possibile apprezzare meglio il potenziale produttivo dei genotipi investigati. Chiaramente, il contributo del miglioramento genetico, con la progressiva introduzione di varietà sempre più efficienti nell’uso delle risorse (soprattutto idriche) può spiegare i recenti trend produttivi rilevati nelle prove frumento».</p>
<h2>Perchè continuare a coltivare il duro al Sud?</h2>
<p>E se il potenziale non viene pagato adeguatamente dal mercato? Abbiamo, dunque, chiesto a Michele De Santis perchè dovrebbe essere interessante seminare frumento duro al Sud, al giorno d&#8217;oggi. Scegliere il frumento duro al Nord, infatti, significa investire in particolare in concimazione azotata, soprattutto per garantire la qualità. Ecco cosa ci ha risposto: «ciò che ancora mantiene viva la produzione del frumento duro nel sud Italia è proprio la migliore attitudine qualitativa, ottenibile già con livelli di concimazione azotata non particolarmente eccessivi.</p>
<p>Questo effetto qualitativo viene spesso valorizzato nell’ambito dei contratti di filiera, strumento che sta mitigando la volatilità dei prezzi. L&#8217;ottimizzazione di tutte le diverse pratiche agronomiche, come avvicendamenti sostenibili e uso di fungicidi e prodotti biostimolanti può sicuramente contribuire al raggiungimento degli obiettivi produttivi. Un occhio ai costi va comunque dato, pertanto il supporto di tecnici esperti e/o DSS può risultare una scelta vincente».</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
<p>Leggi anche: <a href="https://granoitaliano.eu/risultati-rete-duro/" target="_blank" rel="noopener">I RISULTATI DELLA RETE FRUMENTO DURO 24-25</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>RETE TENERO AL CENTRO E SUD: I COMMENTI</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/rete-tenero-centro-sud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 22:10:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varietà]]></category>
		<category><![CDATA[Centro]]></category>
		<category><![CDATA[CREA]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[Rete Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[sud]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=6702</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'analisi degli esperti del mondo della ricerca sui risultati delle prove </p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/rete-tenero-centro-sud/">RETE TENERO AL CENTRO E SUD: I COMMENTI</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>I risultati della Rete Nazionale del frumento tenero, coordinata dal CREA, sono sotto la lente di ingrandimento anche per gli areali del Centro e del Sud Italia. <strong>Le rese eccellenti delle regioni centrali, in particolare nelle Marche, si contrappongono a quelle degli areali meridionali</strong>, con la Puglia che non torna a raggiungere produzioni interessanti. <strong>La triste congiuntura del mercato, però, porta alcuni agricoltori del Sud a considerare il frumento tenero come una possibile alternativa</strong> nelle semine del prossimo autunno.</p>
<p><strong>Cosa ne pensano gli esperti</strong> del mondo della ricerca? Grano italiano ha raccolto i commenti del Prof. Massimo Blandino, del DISAFA &#8211; Università degli Studi di Torino, e del Prof. Michele De Santis, del DAFNE &#8211; Università degli Studi di Foggia.</p>
<h2>Rese record nelle Marche</h2>
<div>Massimo Blandino ci spiega come le condizioni meteorologiche siano state chiave per la produttività del frumento tenero nelle regioni del Centro Italia. Anche la difesa fungicida, però, ha avuto un suo ruolo: la protezione degli apparati fogliari migliora l&#8217;efficienza fotosintetica della pianta e valorizza gli interventi di concimazione.</div>
<div></div>
<p>Nelle sue parole: «negli areali del Centro Adriatico, le condizioni meteorologiche dell&#8217;annata sono state estremamente favorevoli a sostenere tutte le componenti produttive del frumento, garantendo ottimi densità colturali e sviluppo della <em>canopy</em>. Le rese estremamente elevate raggiunte dalle località in prova sono però da ascrivere principalmente a un ottimo riempimento della granella in maturazione, come dimostrato dagli altissimi pesi ettolitrici registrati. Questi dati confermano l&#8217;importanza della difesa fungicida del frumento anche negli areali del centro; sebbene non sempre le condizioni ambientali possano determinare forti attacchi di malattie, questa pratica preventiva permette di proteggere gli apparati fogliari ed in particolar modo la foglia bandiera, migliorandone l&#8217;efficienza fotosintetica e valorizzando così gli interventi agronomici ed in particolar modo quelli di concimazione azotata, applicati in precedenza per favorire un buon sviluppo colturale».</p>
</div>
<h2>Il futuro del tenero al Sud</h2>
<p>«Le rese del frumento tenero in Puglia, in linea con quelle del duro, sono leggermente migliorate rispetto allo scorso anno, seppur con valori medi non particolarmente interessanti&#8221;. E&#8217; il commento di Michele De Santis che, in merito alla possibilità di un possibile incremento delle superfici seminate a grano tenero nelle regioni meridionali, aggiunge: «negli areali del Sud, in generale, il frumento duro mostra comunque una migliore adattabilità sia per caratteristiche fenologiche (precocità) sia per la migliore resistenza al deficit idrico. A tali aspetti si aggiungono il minor valore di mercato che rendono il frumento tenero meno competitivo rispetto al duro, nel sud Italia».</p>
<p>Ci sono, però, delle aree a maggior potenziale di sviluppo, in particolare in contesti ambientali specifici. Nelle sue parole: «in areali dell&#8217;Appennino di alta collina o montagna, laddove le condizioni termopluviometriche siano più favorevoli, la coltivazione del frumento tenero rappresenta una migliore alternativa, specialmente finalizzata al raggiungimento di target qualitativi (proteici), più difficilmente raggiungibili in areali del centro-nord Italia. Una particolare attenzione va, comunque, posta alla difesa».</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
<p>Leggi anche: <a href="https://granoitaliano.eu/rese-rete-tenero/" target="_blank" rel="noopener">5 ANNI DI RESE DELLA RETE TENERO</a></p>
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		<title>ANALISI DELLA RETE TENERO AL NORD</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/rete-tenero-nord/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Sep 2025 22:10:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varietà]]></category>
		<category><![CDATA[CREA]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[prove varietali]]></category>
		<category><![CDATA[Rete Nazionale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=6679</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Prof. Massimo Blandino approfondisce i risultati delle prove nell'areale settentrionale</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;aiuto del Prof. Massimo Blandino (DISAFA &#8211; Università degli Studi di Torino), che ringraziamo per il contributo, approfondiamo in questa intervista le motivazioni che stanno dietro i risultati delle prove varietali della Rete Nazionale Frumento Tenero del CREA. Con un focus sul Nord Italia, analizziamo come si sono comportati gli areali delle prove rispetto alla generalità delle superfici seminate a frumento tenero e quali possono esserne le motivazioni.</p>
<p>Il Prof. Blandino ci spiega il ruolo importante della difesa fungicida adottata in tutte le prove nel corso di questa stagione, terminando con un commento sulle caratteristiche dei frumenti biscottieri e sul relativo panorama varietale che potrebbe essere meglio valorizzato sul mercato.</p>
<h2>Nella stagione 24-25 le rese medie sono in crescita: merito solo di una stagione più favorevole dal punto di vista meteorologico?</h2>
<p>«La campagna agraria era iniziata con andamenti meteorologici non favorevoli. Le piogge prolungate nel periodo ideale di semina per gli areali del Nord (fine ottobre, inizio novembre) hanno determinato semine tardive, con una lenta germinazione e investimenti molto radi fino al gennaio successivo. Questo ha determinato in primo luogo una forte riduzione della superficie di frumento tenero, in particolar modo rispetto alle intenzioni di semina degli agricoltori, in particolar modo negli areali con terreni più pesanti. In seguito, a partire già dalla fine dei mesi invernali, l&#8217;andamento meteorologico ha sostenuto una buona produttività del frumento. Le temperature miti della fine dell&#8217;inverno e inizio primavera, se supportate da adeguate fertilizzazioni azotate, hanno permesso di recuperare la densità colturale, che, fatto salvo i terreni più freddi e con tessitura fine, è risultata in linea con le condizioni ordinarie.</p>
<p>I positivi dati delle prove di confronto varietale nazionali sono soprattutto da rapportare all&#8217;adozione da quest&#8217;anno nel protocollo sperimentale del trattamento fungicida in tutte le località di prova. Sebbene l&#8217;annata abbia avuto dalla fioritura alla maturazione cerosa piovosità diffuse e temperature favorevoli all&#8217;insorgenza delle malattie fungine, la generale superiore tolleranza dei nuovi genotipi in prova, integrata dall&#8217;applicazione tempestiva del fungicida, ha garantito un ottimo stay green colturale, con un completo riempimento delle cariossidi, ed alti pesi ettolitrici.</p>
<p>Purtroppo, a differenza delle prove di confronto varietali, in molti areali le piogge non hanno permesso l&#8217;esecuzione di interventi tempestivi, e in molti casi le malattie della spiga e fogliari, hanno limitato le potenzialità produttive della coltura».</p>
<div></div>
<h2>I valori proteici medi non sono elevati e vicini a quelli dello scorso anno: le motivazioni?</h2>
<p>«I modesti contenuti proteici della granella sono da imputare da un lato alle frequenti e rilevanti piogge che hanno interessato a più riprese il ciclo colturale, in particolare in autunno e primavera, contribuendo a ridurre per dilavamento il contenuto di azoto nel terreno. Dall&#8217;altro all&#8217;elevata capacità produttiva dimostrata dalle varietà in prova. Le condizioni ideali nella fase di maturazione, garantite dalla difesa fungicida e da temperature e luminosità elevate nella parte finale del riempimento, hanno favorito un elevato accumulo di amido nelle cariossidi, diluendo le proteine accumulate».</p>
<div></div>
<h2>Il primato dei biscottieri nelle rese dipende dalle esigenze di queste varietà, più tolleranti in caso di semine tardive?</h2>
<p>«Le varietà biscottiere si contraddistinguono da buone capacità produttive, favorite anche da minori costi energetici per l&#8217;accumulo di nutrienti nella granella, non dovendo sostenere un superiore accumulo di proteine, rispetto ad esempio ai frumenti di forza. Tuttavia, questa categoria merceologica trova ancora un numero di varietà ridotto e la mancanza di un più stretto legame tra parametri qualitativi e destinazioni d&#8217;uso, che permetta una maggior valorizzazione in filiera di queste varietà».</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
<p>Leggi anche: <a href="https://granoitaliano.eu/risultati-rete-tenero/" target="_blank" rel="noopener">I RISULTATI DELLA RETE FRUMENTO TENERO 24-25</a></p>
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