La stagione della Rete nazionale del frumento tenero si avvicina alla raccolta, già iniziata nelle località più precoci. Con il contributo di Patrizia Vaccino, responsabile CREA della Rete nazionale frumento tenero, nella foto, iniziamo il viaggio nei campi sperimentali partendo dalle regioni settentrionali.
La rete convenzionale comprende quest’anno 42 varietà: 11 frumenti di forza, 9 panificabili superiori, 17 panificabili e 5 biscottieri. Le prove sono distribuite in 25 località: Stezzano, Voghera, Sale, Cigliano, Poirino, Lonigo, Ceregnano, Fiume Veneto, Pozzuolo del Friuli, Conselice, Fiorenzuola d’Arda, Idice, Roccastrada, Cesa, Alberese, Jesi, Tolentino, Roma, Tarquinia, Rieti, Foggia, Larino, Libertinia, Catania e Baucina.
La rete biologica valuta, invece, 22 varietà, suddivise tra 6 frumenti di forza, 6 panificabili superiori, 8 panificabili e 2 biscottieri. Le otto località interessate sono Piovera, Retorbido, Parma presso l’Azienda Stuard, Alberese, Jesi, Pollenza, Tarquinia e Foggia.
Le indicazioni territoriali raccolte in questa prima ricognizione riguardano i campi della rete convenzionale. Al Nord emerge un’annata segnata da accestimenti non sempre abbondanti e da una rapida accelerazione della maturazione provocata dal caldo di fine maggio.
A Bergamo la siccità limita l’accestimento
A Stezzano, in provincia di Bergamo (nella foto le prove), il lungo periodo siccitoso che ha interessato anche la fase di accestimento ha ridotto la capacità delle piante di produrre culmi secondari. Le parcelle risultano, quindi, relativamente rade, anche se la regolarità e l’attendibilità della prova non appaiono compromesse.
Come ci riferisce Stefania Mascheroni del CREA-CI, le varietà hanno, inoltre, manifestato una taglia generalmente ridotta. Dal punto di vista sanitario è stata osservata la presenza di septoriosi, mentre non sono stati rilevati sintomi significativi di oidio, fusariosi o ruggini.
Tra la terza e la quarta settimana di maggio, l’eccezionale aumento delle temperature ha impresso una forte accelerazione alla maturazione, accorciando la parte conclusiva del ciclo.
A Voghera raccolta anticipata
Anche a Voghera la trebbiatura è prevista in anticipo. Come ci racconta Paola Viola di Apsov, la raccolta dovrebbe partire circa una settimana prima rispetto alle annate precedenti.
L’anticipo, determinato dalla rapida chiusura del ciclo, potrebbe tradursi in una penalizzazione produttiva, soprattutto qualora il caldo abbia ridotto il tempo disponibile per il riempimento della granella.
Sul piano fitosanitario sono comparse septoriosi e ruggine bruna. A queste criticità si sono aggiunti gli effetti del temporale del 2 giugno che ha provocato allettamenti diffusi all’interno delle parcelle.
Piemonte, buone partenze ma stress finale
Nei campi piemontesi le semine sono state effettuate secondo la normale tempistica e su terreni in ottime condizioni. Andrea Pilati del Capac ci segnala emergenze molto buone e un inverno mite, favorevole alla formazione di buoni accestimenti.
Le precipitazioni primaverili contenute e l’assenza di improvvise impennate termiche hanno inizialmente limitato la diffusione delle principali fitopatie. Le spigature, tuttavia, sono risultate anticipate di circa 7-10 giorni rispetto alla media storica.
La situazione è cambiata con l’arrivo di un periodo caldo, asciutto e ventilato. Le temperature elevate hanno messo sotto pressione soprattutto i frumenti coltivati nei terreni leggeri e con minore capacità di trattenere l’acqua. Dove possibile, infatti, alcune aziende sono intervenute con irrigazioni di soccorso.
La fase successiva alla spigatura ha visto scomparire quasi completamente la pressione delle malattie ma nei suoli più sciolti il caldo ha causato una chiusura anticipata del ciclo. Le prime operazioni di raccolta sono ormai iniziate.
A Bologna buoni i primi dati qualitativi
Nel Bolognese l’accestimento è stato inizialmente piuttosto contenuto ma le colture hanno successivamente recuperato. Anche qui il caldo dell’ultima settimana di maggio ha anticipato la conclusione del ciclo.
Eder Groli di SIS ci segnala una presenza diffusa di ruggini e septoriosi sui materiali in prova. I primi risultati ottenuti sulle varietà già raccolte mostrano, però, un peso ettolitrico molto buono e tenori proteici nella media.
Si tratta di indicazioni ancora preliminari ma importanti, perché suggeriscono che l’accelerazione finale della maturazione non abbia necessariamente compromesso la qualità merceologica in tutte le parcelle.
In Friuli pesa la grandine
In Friuli-Venezia Giulia (nella foto le prove) l’andamento complessivo delle prove è stato buono, nonostante il ritardo delle semine causato dalle abbondanti precipitazioni iniziali.
L’evento più critico è stato registrato alla fine di maggio a Fiume Veneto, dove una violenta grandinata ha provocato danni gravi. Solo la raccolta consentirà una valutazione precisa delle perdite e delle differenze di risposta tra le varietà.
Secondo Maurizio Martinuzzi di Ersa Friuli Venezia Giulia, la trebbiatura dei campi friulani è prevista verso la fine di giugno. Il quadro del Nord rimane, quindi, estremamente articolato: accanto a campi con buoni parametri qualitativi emergono areali penalizzati da siccità, caldo, grandine e relativi allettamenti.
Le foto sono gentilmente fornite da Patrizia Vaccino e dai collaboratori della Rete.
Autore: Azzurra Giorgio
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