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GRANDINE, IL DATO AIUTA LA PERIZIA

Hypermeteo ricostruisce presenza, area e dimensione della grandine. Un supporto per periti e assicurazioni.

I danni causati dalla grandine sono evidenti sulle colture ma difficil da misurare una volta terminato l’evento. I chicchi si sciolgono rapidamente, le segnalazioni al suolo sono discontinue e una stazione meteorologica può non intercettare una cella temporalesca passata a pochi chilometri di distanza.

Su questo limite lavora Hypermeteo, società del gruppo Radarmeteo specializzata nella produzione di dataset meteorologici e climatici ad alta risoluzione. La tecnologia è impiegata anche nel settore assicurativo agricolo e si inserisce nella collaborazione con ANBI per attività di monitoraggio e supporto meteo-climatico.

A raccontarcene il funzionamento è Gianluca Ferrari, co-founder e CTO di Hypermeteo, che ci ha illustrato come la società integri stazioni meteorologiche, radar, satelliti, reti di rilevamento dei fulmini e modelli atmosferici. La rianalisi permette di ricostruire ciò che è accaduto anche nei punti privi di un’osservazione diretta, organizzando le informazioni su griglie digitali con risoluzione di un chilometro.

Dal radar alla dimensione dei chicchi

Per la grandine, Hypermeteo ha sviluppato un algoritmo che non si limita a indicare la probabilità dell’evento ma stima anche il diametro dei chicchi.

Il modello utilizza i profili verticali del mosaico radar nazionale e variabili atmosferiche come l’altezza dello zero termico, la quota alla quale la temperatura raggiunge -20 °C, il livello di equilibrio della cella temporalesca e altri parametri collegati alla formazione della grandine.

L’algoritmo è stato addestrato utilizzando circa 3.000 eventi di grandine e 15.000 casi di non-grandine, associati a dati radar e modellistici. Il dataset copre il territorio italiano dall’agosto 2022, con risoluzione spaziale di un chilometro e intervalli temporali fino a cinque minuti.

Le mappe, quindi, possono verificare la coerenza temporale e spaziale di una denuncia di danni da grandine, individuare le aree investite e orientare i sopralluoghi. Non misurano però automaticamente il danno reale alla coltura, per il quale le competenze tecniche restano fondamentali.

Nel grano conta la fase colpita

Come in altre colture, anche nel frumento la perdita non dipende soltanto dal diametro dei chicchi. Contano quantità, durata, vento e soprattutto stadio fenologico. Una grandinata può provocare perdita di superficie fogliare, spezzatura dei culmi, allettamento, lesioni delle spighe e caduta delle cariossidi.

Gli effetti diventano particolarmente rilevanti nelle fasi avanzate, quando la coltura ha ormai una limitata capacità di compensazione e il prodotto formato è direttamente esposto all’impatto.

Hypermeteo ha sviluppato anche AGRIRISK, un indice che classifica la pericolosità meteo-climatica su una scala da zero a dieci, utilizzando trent’anni di rianalisi a risoluzione chilometrica. La componente grandine descrive la frequenza relativa del fenomeno: coltura, valore esposto e vulnerabilità sono fondamentali nelle valutazioni a livello locale.

Per arrivare alla definizione della perdita effettiva, quindi, servono dati meteorologici, informazioni agronomiche e rilievi in campo. La tecnologia non sostituisce il perito ma offre una base indipendente, spazializzata e verificabile con cui rendere la valutazione più mirata e difendibile.

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