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	<title>mulini - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Sun, 19 Apr 2026 06:13:55 +0000</lastBuildDate>
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	<title>mulini - Grano Italiano</title>
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	<item>
		<title>CUN E PREZZI, PARLA ITALMOPA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/cun-e-prezzi-parla-italmopa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 22:02:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[CUN]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista al Presidente di Italmopa Vincenzo Martinelli</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/cun-e-prezzi-parla-italmopa/">CUN E PREZZI, PARLA ITALMOPA</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Il Presidente di Italmopa Vincenzo Martinelli ci ha rilasciato questa intervista esclusiva. Leggiamo con attenzione l&#8217;opinione dell&#8217;industria molitoria. (Avviso)<a href="https://granoitaliano.eu/la-sfida-delle-crucifere/" target="_blank" rel="noopener"> (Avviso)</a></p>
<h2 class="p1">Presidente Martinelli, a poche settimane dall&#8217;avvio della Cun grano duro, qual è la valutazione dell&#8217;industria?</h2>
<p class="p3">Possiamo esprimere una valutazione certamente positiva alla luce del fatto che sono state accolte le istanze dell’industria volte a favorire la quotazione di grani di alta qualità. Su questo aspetto, particolarmente rilevante, tengo infatti a sottolineare che siamo riusciti ad ottenere ciò che chiedevamo con specifico riferimento alla quotazione delle qualità che il mercato della filiera grano duro-pasta richiede.</p>
<h2 class="p1">La gestazione di quest&#8217;organismo è stata travagliata. Cosa non vi convinceva e perché avete deciso di partecipare?</h2>
<p class="p3">Non ci convinceva la chiusura delle borse merci pubbliche cosa che, essendo prevista dalla normativa, abbiamo necessariamente dovuto accettare, ma certamente avremmo preferito che le borse rimanessero in essere allo scopo di garantire il metodo democratico di rilevazione dei prezzi e mantenere la pluralità dei soggetti adibiti a questo compito. Al contempo, come Italmopa, abbiamo sempre sostenuto, in tutte le sedi possibili e in occasione delle interlocuzioni avute con i rappresentanti della competente Amministrazione, che l’unico modo per valorizzare il grano nazionale è quello di perseguire la qualità.</p>
<h2 class="p5">Due borse private (Milano e Altamura) continuano a quotare il duro. Cosa ne pensa?</h2>
<p class="p3">Per nostra fortuna viviamo in un Paese in cui non è possibile vietare agli operatori di riunirsi al fine di quotare il grano duro. Tale meccanismo rientra a pieno titolo in un contesto caratterizzato da una pluralità di soggetti volti a svolgere questo tipo di attività per garantire, in modo democratico, la rilevazione dei prezzi reali di mercato. Tengo a sottolineare, tra l’altro, che sia Milano, sia Altamura continuano ad essere borse frequentate da operatori del settore dove ci sono professionalità particolarmente indicate a svolgere questo compito e nulla vieta, anzi, che ne possano sorgere altre in Italia.</p>
<h2 class="p1">Molti agricoltori si aspettavano &#8211; perché così era stato detto &#8211; che la Cun avrebbe portato i prezzi ai livelli dei costi Ismea. E&#8217; verosimile?</h2>
<p class="p3">Assolutamente no, Italmopa ha sempre affermato che i listini devono rilevare solo ed esclusivamente i prezzi reali di mercato. Da parte nostra, non avremmo mai accettato un prezzo ‘politico’.</p>
<h2 class="p1">Perché la Cun adotta una classificazione del duro diversa da quelle che sono sempre state usate nelle borse cereali, includendo delle percentuali di proteine che secondo gli studi Crea non si raggiungono facilmente in Italia?</h2>
<p class="p3">Come indicato in precedenza, riteniamo che solo perseguendo la qualità si possa riuscire a valorizzare la redditività della filiera tutta. Il mercato, soprattutto della pasta venduta in Italia, richiede alta qualità per andare incontro al consumatore italiano che è giustamente esigente. Consentitemi di sottolineare che da sempre auspichiamo di poter trasferire il surplus economico, che a tutt’oggi dobbiamo necessariamente destinare all’acquisto di grani esteri di alta qualità, caratterizzati da prezzi estremamente più elevati, sulla filiera italiana. I contratti di filiera volti al raggiungimento di un alto tenore proteico dimostrano che tale obiettivo risulta effettivamente raggiungibile. A tal riguardo, ci auguriamo che si possano prevedere investimenti da destinare alla ricerca sulle varietà di grani oltre che sulle operazioni colturali volte al raggiungimento di parametri di qualità adeguati.</p>
<h2 class="p5">In questi mesi l&#8217;attenzione è stata calamitata dal grano duro, ma anche il tenero soffre e gli scambi languono. Cosa vuol dire ai produttori italiani?</h2>
<p class="p3">Il grano duro rappresenta una commodity di nicchia non quotata, al contrario del grano tenero che è quotato su tutte le borse internazionali. Alla luce di quanto sopra, non riteniamo utile modificare lo status quo che caratterizza il grano tenero.</p>
<h2 class="p1">La normativa vigente rende realmente possibile la creazione di condizioni eque e trasparenti che aiutino a portare nelle filiere gran parte della produzione nazionale di frumento, in modo da consentire all&#8217;industria una programmazione certa e ai produttori una remunerazione altrettanto certa?</h2>
<p class="p1">A questo riguardo, permettetemi di ricordare che il mio motto è sempre stato ‘collaborazione anziché contrapposizione’, questo perché sono fermamente convinto che ci sia bisogno di collaborazione tra tutti gli attori della filiera. Soltanto se tale collaborazione verrà implementata proficuamente risulterà possibile prevedere uno sviluppo di tale strumento, magari partendo dalla costituzione di un tavolo di filiera, più volte richiesta da tutti gli attori coinvolti, inclusa ovviamente Italmopa.</p>
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		<item>
		<title>ITALMOPA &#8220;SVUOTA&#8221; LA CUN DEL DURO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/italmopa-svuota-la-cun/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 15:44:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[CUN]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[Italmopa]]></category>
		<category><![CDATA[mulini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Duro comunicato contro la decisione del Ministro</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Italmopa si mette di traverso alla Cun grano duro. L&#8217;Associazione Industriali Mugnai d’Italia, aderente a Confindustria, «conferma, a nome di tutti gli operatori del settore, la sua contrarietà nei riguardi della sospensione delle autonome rilevazioni dei prezzi del frumento duro effettuate dalle Commissioni prezzi delle Borse merci delle Camere di commercio &#8211; recita una nota &#8211; conseguente alla recente istituzione di una CUN &#8211; Commissione Unica Nazionale. Le attuali modalità di rilevazione delle quotazioni, da parte di una pluralità di Commissioni prezzi garantiscono, infatti, la formazione, in modo democratico e in piena trasparenza, di listini che rispecchiano pienamente le peculiarità locali della produzione, della logistica e della commercializzazione del frumento duro.</p>
<p>“<em>Italmopa ritiene che la CUN – la quale non sarà peraltro chiamata, contrariamente alle Commissioni Prezzi delle Borse merci, a rilevare le quotazioni costatate sul mercato ma semplicemente a formulare dei prezzi indicativi del frumento duro – debba circoscrivere il suo perimetro di attività alla sola tipologia di frumento duro di alta qualità, ad alto tenore proteico e che debba al contempo essere confermata l’operatività delle Commissioni prezzi sulle altre tipologie del prodotto. Proposta che si pone quale obiettivo di avviare un processo virtuoso volto all’indispensabile incremento della qualità media del frumento duro nazionale con una sua giusta e conseguente valorizzazione” </em>evidenzia <strong>Vincenzo Martinelli, Presidente Italmopa (nella foto).</strong></p>
<p><em>“Deve essere in ogni modo chiaro che gli operatori devono poter continuare a operare e a competere in un libero mercato e che il comparto si opporrà, nell’interesse dei consumatori e a tutela della competitività della filiera, alla fissazione di quotazioni artificiose e disallineate con la realtà”.»</em></p>
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		<item>
		<title>REAGIRE ALLA DEBOLEZZA DEL GRANO DURO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/debolezza-duro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Apr 2025 22:03:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[filiera]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[Molini Certosa]]></category>
		<category><![CDATA[mulini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Investire nella filiera è fondamentale per sostenere il reddito</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alessandro Desilvestri, Amministratore Delegato di Molini Certosa,  racconta a Grano italiano quanto sia necessario per gli agricoltori italiani produrre un  grano unico e di valore, differente dalla granella convenzionale che è possibile ritrovare anche all&#8217;estero: la chiave di volta è investire in tecnologia e competenze, nonchè aderire a contratti di filiera che valorizzano la granella grazie alle pratiche di sostenibilità o di garanzia di provenienza. Certamente non è un percorso facile da intraprendere per i cerealicoltori: con il tempo, però, ripaga gli sforzi degli operatori in termini di stabilità dei redditi e di premialità sul prezzo.</p>
<h2><strong>Quali vantaggi di fronte agli impegni per gli agricoltori?</strong></h2>
<p>«E&#8217; vero che aderire alle filiere presenta delle complessità, gli agricoltori devono attrezzarsi ed essere pronti a investire. Le spese e l’impegno però, garantiscono stabilità nel lavoro e una premialità sul prezzo della granella. Entrare in filiera vuol dire accedere all&#8217;unico meccanismo che garantisce più valore in un mercato che, anche per noi, è assolutamente imprevedibile. Le componenti che hanno impatti sui livelli di prezzo sono tante e non controllabili: ho parlato prima degli eventi meteorologici, ad esempio.</p>
<p>Se, però, un agricoltore si lega a una filiera, potrebbe avere una maggiore tranquillità e una sicurezza sulla sua attività, perché gli viene garantito uno sbocco sul mercato a condizioni note già al momento della semina. A giovarsene ci sono il produttore, il mulino, ma anche l&#8217;industria che ha bisogno di materia prima coltivata, prodotta e macinata secondo regole qualitative ben precise. Lo capiscono anche i nostri clienti che, sempre più, sono orientati a dare valore aggiunto all&#8217;origine delle catene del valore».</p>
<h2><strong>Che significa &#8220;attrezzarsi&#8221; per un agricoltore?</strong></h2>
<p>«Sicuramente è importante, per chi produce grano, avere un’adeguata capacità di stoccaggio e dotarsi di mezzi e strutture con un buon livello di tecnologia. Inoltre, è bene avere competenze di gestione della qualità che noi richiediamo, anche in base ai requisiti della filiera. Da questo punto di vista, anche le pratiche di coltivazione possono essere fondamentali, come nelle filiere che puntano sulla sostenibilità.</p>
<p>Bisogna, poi, essere disponibili a sostenere audit di controllo, in particolare sugli aspetti igienico-sanitari e di segregazione della materia prima. Anche la tracciabilità è fondamentale: in questo senso la tecnologia può aiutare i produttori a tenere traccia di tutte le operazioni effettuate, dalla semina allo stoccaggio della granella. Insomma, è importante &#8220;fare le cose per bene&#8221;».</p>
<h2><strong>Ci diceva del mercato imprevedibile: anche il grano duro da segni di debolezza, come si reagisce?</strong></h2>
<p>«L&#8217;Italia si conferma tra i principali produttori mondiali di grano duro e, oltre ai granai di Puglia e Sicilia, sembra esserci sempre più, anche qui al Nord, la volontà di dedicare superfici a questa coltura. Questo fenomeno di aumento superfici dedicate per il grano duro, però, sta accadendo anche in altri paesi europei come quelli dell&#8217;Est. Ogni anno le aree seminate aumentano e questo significa che l&#8217;offerta sui mercati è elevata. Se la granella italiana non si saprà far notare, in questo contesto, allora la guerra sarà solo sul prezzo e anche i valori nazionali saranno al ribasso.</p>
<p>E&#8217; per questo motivo che i produttori italiani devono cooperare e aderire sempre di più a filiere che valorizzino l&#8217;origine del loro prodotto: come per il tenero si punta sulla sostenibilità, così per il duro bisogna puntare sulla nazionalità italiana, elemento che può trasferire valore aggiunto a monte della filiera e non obbliga a competere solo sul prezzo. Nel gioco al ribasso, purtroppo, il cerealicoltore italiano si trova ovviamente in difficoltà».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>IL PARERE DEL MULINO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/mulini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2025 22:03:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[filiera]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[Molini Certosa]]></category>
		<category><![CDATA[mulini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista ad Alessandro Desilvestri di Molini Certosa</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/mulini/">IL PARERE DEL MULINO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quali sono le richieste dei mulini agli agricoltori italiani? Lo abbiamo chiesto ad Alessandro Desilvestri, Amministratore Delegato di Molini Certosa, azienda storica che oggi è una delle principali realtà del comparto molitorio nazionale. Desilvestri ci conferma l&#8217;importanza dell&#8217;adesione a contratti di filiera che valorizzano la granella grazie alle pratiche di sostenibilità o di garanzia di provenienza. Certamente non è un percorso facile da intraprendere per i cerealicoltori: con il tempo, però, ripaga gli sforzi degli operatori in termini di stabilità dei redditi e di premialità sul prezzo.</p>
<h2><strong>Alessandro Desilvestri, chi è Molini Certosa?</strong></h2>
<p>«Siamo un&#8217;azienda storica, nata nel 1889, un molino di riferimento nel panorama nazionale. Anche se siamo collocati al Nord Italia, siamo produttori sia di farine di grano tenero e che di semole di grano duro: dal 1994 abbiamo affiancato allo storico molino a grano tenero anche un molino a grano duro che ci contraddistingue potendo offrire, come produttori, entrambi i prodotti finiti di macinazione del frumento (farine di grano tenero per biscotti, cracker, pane e semole di grano duro per pasta e anche pane con la semola rimacinata); ad oggi, abbiamo una capacità produttiva di macinazione di 3.600 quintali di grano duro al giorno, oltre ai 2.900 quintali di frumento tenero. Siamo in linea con la tendenza ad un aumento delle superfici seminate a frumento duro in Italia settentrionale: nonostante le difficoltà nella coltivazione a causa delle caratteristiche climatiche, il maggior valore di mercato potrebbe soddisfare i produttori».</p>
<h2><strong>In quali areali vi approvvigionate maggiormente?</strong></h2>
<p>«Ci orientiamo sul rifornirci di grano comunitario, dando priorità al territorio nazionale; ci rivolgiamo al mercato dell&#8217;Unione Europea in caso di effettiva necessità a soddisfare il fabbisogno produttivo. Spesso, ad esempio, acquistiamo grano francese o di provenienza est-Europa. In termini regionali, ci rivolgiamo agli areali della nostra provincia (Pavia) e del Nord Italia che sono in grado di offrire buoni quantitativi, seppur non sufficienti a soddisfare la nostra richiesta. Acquistare frumento nazionale in areali più distanti non sarebbe conveniente dal punto di vista economico a causa dei costi di trasporto».</p>
<h2><strong>Il Nord offre una qualità più adeguata alle vostre esigenze?</strong></h2>
<p>«No, ci rivolgiamo a produttori del Nord Italia per varie ragioni, non soltanto per un tema qualitativo. L’origine non è sinonimo di qualità. Posso comunque affermare che, tutti i nostri fornitori nazionali lavorano bene. A volte, come per questo raccolto, sono purtroppo gli eventi meteorologici che mettono a rischio la qualità e le produzioni di frumento. Questi, però, sono elementi completamente al di fuori del controllo degli operatori della filiera. L&#8217;ultimo raccolto, ad esempio, tanto per il grano duro quanto per il tenero ha subito gravi danni a causa delle piogge nell&#8217;ultima parte della stagione, tra maggio e giugno. La nostra azienda ha acquistato la maggiore quantità possibile di granella sana qui in Italia: per il resto abbiamo dovuto attingere principalmente da fornitori di paesi dell&#8217;Est Europa. Le avversità climatiche, infatti, si sono riscontrate in gran parte dell’Europa occidentale; anche in Francia la qualità del grano non è stata delle migliori».</p>
<h2><strong>Quali sono le richieste che fate ai produttori per rispettare le esigenze dei clienti?</strong></h2>
<p>«Molini Certosa serve le principali realtà industriali italiane, ad esempio Barilla con farine di grano tenero e Pastificio Rana con semole di grano duro. Si tratta di operatori di alto livello e noi stessi abbiamo dovuto ottenere delle certificazioni per poterli servire. Quando ci riforniamo, sia dagli agricoltori che dai commercianti, richiediamo tutta una serie di requisiti che sono utili a rispettare quanto dettato nelle certificazioni. Inoltre, i produttori che hanno capacità di stoccaggio della granella devono essere disponibili a subire degli audit, dei controlli che ci consentano di verificare diversi aspetti della gestione.</p>
<p>Quando riceviamo la merce effettuiamo diverse analisi qualitative, come ad esempio il peso specifico, il contenuto proteico, oltre alla presenza di corpi estranei e insetti. Abbiamo inoltre la possibilità di verificare la presenza di DON (Deossinivalenolo). Per il grano tenero viene effettuata anche un&#8217;analisi alveografica. Naturalmente, per filiere e/o contratti particolari dobbiamo verificare caratteristiche qualitative più specifiche».</p>
<h2><strong>Di quali filiere fate parte?</strong></h2>
<p>«Siamo, ad esempio, parte della <em>Carta del Mulino</em> di Barilla: si tratta di una filiera che richiede agli agricoltori impegni importanti da rispettare, tanto che non è semplice trovare cerealicoltori intenzionati ad aderire in Italia. E&#8217; una filiera che punta sulla sostenibilità delle produzioni: per tanti cerealicoltori diverse pratiche agricole richieste sono complesse (ad esempio le rotazioni colturali). Si tratta, però anche di un problema di dimensioni mediamente ridotte delle aziende agricole italiane, oltre che di scarsa aggregazione tra imprese. Nella nostra esperienza ciò non accade in paesi come la Francia, dove lavoriamo con fornitori che si confrontano con centinaia di cooperative di agricoltori a monte della catena.</p>
<p>Dal nostro lato, infatti, la capacità produttiva del produttore è fondamentale in quanto dobbiamo garantire al cliente quantitativi rilevanti. Anche sulle varietà di grano, c’è molta attenzione: cerchiamo soprattutto biscottiero e panificabile, anche se negli ultimi anni, abbiamo riscontrato meno volontà a seminare varietà biscottiere per le rese più basse».</p>
<h2><strong>Insomma, non potete lavorare con chiunque&#8230;</strong></h2>
<p>«Aderire alle filiere rappresenta un impegno per gli agricoltori: bisogna rispettare requisiti, dimostrare di avere una struttura solida ed attrezzata. Oltre alle dimensioni in termini di superfici coltivate, è importante essere in grado di stoccare il prodotto con strutture adeguate. Sia noi che i nostri clienti siamo molto attenti al rispetto degli aspetti igienico-sanitari.</p>
<p>C’è sempre più la tendenza a stipulare contratti di filiera, e lavorando volumi importanti ci rivolgiamo a fornitori che siano in grado di produrre i quantitativi necessari a soddisfare le nostre richieste. Se parliamo di agricoltori, quindi, devono avere una capacità di stoccaggio, anche perché le nostre richieste di approvvigionamento sono costanti lungo tutto l&#8217;arco della campagna, da luglio a giugno».</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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<p>&nbsp;</p>
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