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	<title>urea - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
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	<title>urea - Grano Italiano</title>
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		<title>FERTILIZZANTI, IL CONTO ESPLODE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 17:13:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fertilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[ammoniaca]]></category>
		<category><![CDATA[bacino padano]]></category>
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		<category><![CDATA[urea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il rincaro dei concimi e il futuro blocco dell’urea mettono sotto pressione la cerealicoltura italiana: dialogo con il prof. Reyneri</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il tema dell’urea nel Bacino Padano non è più soltanto una questione ambientale o normativa. È diventato, nel giro di pochi mesi, uno dei nodi economici più delicati per la cerealicoltura italiana.</strong> Perché il possibile blocco dell’urea dal 2028, previsto nell’ambito del Piano nazionale per la qualità dell’aria, arriva mentre il prezzo dei fertilizzanti ha già messo in difficoltà le aziende agricole.</p>
<p>A fine maggio, il tema era chiaramente al centro del confronto politico e tecnico. Ancora oggi resta attualissimo: la campagna 2026 è ormai compromessa sul piano dei costi della nutrizione azotata, mentre le decisioni prese in queste settimane avranno effetti diretti sulle prossime semine.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-192" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Amedeo_reyneri_frumento_grano-italiano-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />«Nelle ultime settimane sono emerse alcune novità, prevalentemente sul campo normativo» ci dice il Prof. Amedeo Reyneri del DISAFA, Università di Torino (nella foto). <strong>«Questo anche perchè il Governo italiano e le grandi filiere hanno potuto toccare con mano che la situazione è molto delicata. Si è avuto un rincaro di circa il 40% dei fertilizzanti dall’inizio del 2026 e questo ha messo in difficoltà non in modo secondario le aziende cerealicole europee, ed italiane in particolare»</strong>.</p>
<p>Il punto è semplice: chiedere agli agricoltori di smettere di impiegare l’urea, effettuare nuove scelte tecniche, logistiche e di calendario di distribuzione, proprio mentre i costi esplodono, rischia di trasformare una misura ambientale in una penalizzazione severa alla sostenibilità economica delle imprese.</p>
<p>«Pensare in questa fase di dovere caricare ulteriormente gli oneri delle aziende agricole per la concimazione è certamente ulteriormente problematico» aggiunge Reyneri.</p>
<h2><strong>Il credito d’imposta: aiuto utile, ma temporaneo</strong></h2>
<p>«<strong>Il Governo ha stanziato 40 milioni di euro da finanziare con il meccanismo del credito di imposta del 30% sugli acquisti di fertilizzanti.</strong> Si viene incontro ad una situazione contingente, una soluzione di brevissimo periodo».</p>
<p><strong>Per le aziende cerealicole, però, il problema è già entrato nei conti colturali.</strong> Nel frumento, come nel mais e negli altri seminativi ad alta richiesta di azoto, la concimazione rappresenta una delle voci decisive. Quando il prezzo dell’azoto cresce, il margine si assottiglia subito. E se i prezzi di mercato dei cereali restano instabili o deboli, la forbice diventa insostenibile.</p>
<p>«Ormai questa campagna si è conclusa: l’80-90% dell’urea che doveva essere acquistata ed impiegata, è stata effettivamente distribuita  tra aprile e l’inizio di giugno. La campagna 2026 è stata segnata da costi di azoto necessariamente più alti».</p>
<p>È qui che il tema diventa politico. L’agricoltore non contesta la necessità di ridurre le emissioni o di migliorare l’efficienza d’uso dell’azoto. Chiede, però, che la transizione non si trasformi in una sottrazione netta di competitività. Soprattutto in Pianura Padana, dove la cerealicoltura è già stretta tra costi, volatilità dei prezzi, vincoli ambientali e concorrenza internazionale.</p>
<h2><strong>L’Europa cerca autonomia sui concimi</strong></h2>
<p>Il 19 maggio, poi, la Commissione Europea ha presentato il Fertilizer Action Plan, un piano d’azione per rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, migliorare l’accessibilità economica dei fertilizzanti e ridurre la dipendenza dall’estero. La direzione è corretta, ma il percorso sarà lungo.</p>
<p>«Il Fertilizer Action Plan della Commissione Europea si muove verso gli obiettivi di incrementare disponibilità e accessibilità economica dei concimi a livello comunitario nel breve periodo. Nel medio periodo, poi, mira a  rafforzare l’autonomia europea sui fertilizzanti che, ad oggi, è piuttosto bassa».</p>
<p><strong>La dipendenza dell’Europa dalle importazioni è il vero punto debole.</strong> Come ci spiega Reyneri, l’Unione dipende dall’estero per una quota importante dei fertilizzanti azotati, fosfatici e potassici che va dal 30 al 70%. Questo significa che ogni tensione geopolitica, energetica o commerciale si scarica rapidamente sui costi agricoli.</p>
<p>«L’UE è ancora fortemente dipendente dalle importazioni, con tutto quello che ne consegue per la debolezza della struttura agricola. Il nuovo piano per ora è sicuramente pieno di buone intenzioni, tra cui quella di mobilizzare delle riserve della Pac: vedremo quale sarà l’interpretazione che verrà messa in atto, in particolare con l’avvio della nuova Politica Agricola dal 2027».</p>
<p>Nel frattempo, l’UE ha scelto anche la strada della sospensione temporanea dei dazi sui fertilizzanti importati (con l’eccezione di Russia e Bielorussia). Un intervento che può aiutare, ma solo in parte.</p>
<p>«È una decisione temporanea, quella di sospendere i dazi, ma le stime ci dicono che può influenzare il 4-6% dei costi globali che le aziende devono affrontare».</p>
<h2><strong>Una crisi che non finisce con questa campagna</strong></h2>
<p>La fotografia, dunque, è chiara. <strong>La campagna 2026 ha già incorporato l’aumento dei costi. I</strong>l credito d’imposta potrà alleggerire una parte del conto, ma non cambierà la sostanza. Il vero banco di prova sarà la capacità di costruire, prima del 2028, un sistema alternativo all’urea tradizionale che sia tecnicamente praticabile, economicamente sostenibile e logisticamente gestibile.</p>
<p>«Capisco l’intervento del Governo che vuole lavorare su strumenti come il credito d’imposta che, a posteriori, alleggerisce un po’ l’azienda. Sono, tuttavia, soluzioni temporanee, come quelle per il gasolio agricolo» chiude Reyneri.</p>
<p>Per la cerealicoltura italiana il rischio è evidente: sommare crisi dei prezzi, rincaro dei mezzi tecnici e nuovi vincoli normativi significa spingere molte aziende verso una riduzione degli investimenti, delle rese attese o delle superfici coltivate. Esattamente il contrario di ciò che servirebbe per difendere i seminativi italiani.</p>
<p>La transizione dell’azoto, quindi, non può essere affrontata come un semplice divieto. Deve diventare una strategia industriale, agronomica e di filiera. Altrimenti il costo finale non sarà solo nelle fatture dei fertilizzanti, ma nella tenuta produttiva dei cereali nazionali.</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>GRANO CHE SI CONCIMA DA SOLO?</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/grano-che-si-concima-da-solo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 22:10:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fertilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[azoto]]></category>
		<category><![CDATA[concime]]></category>
		<category><![CDATA[fertilizzanti]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[urea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La genetica lavora a frumenti capaci di sfruttare meglio l’azoto atmosferico grazie ai microrganismi del suolo. Una frontiera ancora lontana dal campo, ma già al centro della ricerca internazionale.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="344" data-end="626">Tra gli spunti emersi al <strong data-start="369" data-end="405">Food&amp;Science Festival di Mantova 2026</strong>, uno dei più interessanti per la cerealicoltura riguarda l’azoto. Non solo perché è un elemento decisivo per resa e proteine, ma perché rappresenta anche una delle voci più pesanti nei costi di coltivazione del frumento.</p>
<p data-start="628" data-end="950">Il grano, infatti, ha bisogno di azoto per costruire biomassa, sostenere il riempimento della granella e raggiungere i parametri qualitativi richiesti dalla filiera. Ma l’azoto è anche un input complesso da gestire: costa, può essere perso nell’ambiente e non sempre viene assorbito dalla pianta con la massima efficienza.</p>
<p data-start="952" data-end="1110">Da qui nasce una domanda che sembra quasi fantascienza agronomica: sarà mai possibile avere una varietà di frumento capace di procurarsi almeno una parte dell’azoto da solo?</p>
<h2 data-section-id="1sgevls" data-start="1112" data-end="1142">Il modello delle leguminose</h2>
<p data-start="1144" data-end="1450">In natura il riferimento è noto. Le leguminose, grazie alla simbiosi con batteri azotofissatori, riescono a trasformare l’azoto atmosferico in forme utilizzabili dalla pianta. Per questo colture come favino, soia, pisello o erba medica hanno un ruolo importante nelle rotazioni e nella fertilità dei suoli.</p>
<p data-start="1452" data-end="1685">Il frumento, però, non funziona così. Non forma noduli radicali come le leguminose. Assorbe l’azoto dal terreno e dipende, quindi, dalla fertilità naturale del suolo, dalla mineralizzazione della sostanza organica e dagli apporti esterni.</p>
<p data-start="1687" data-end="1895">La sfida della genetica è provare ad aprire una terza strada. Non trasformare semplicemente il frumento in una leguminosa, ma renderlo più capace di dialogare con i microrganismi presenti attorno alle radici.</p>
<h2 data-section-id="u7qk9c" data-start="1897" data-end="1940">Una ricerca che arriva dagli Stati Uniti</h2>
<p data-start="1942" data-end="2475">Un esempio interessante arriva dall’Università della California, Davis. Un gruppo di ricerca ha lavorato su piante di frumento capaci di stimolare nel suolo la produzione di azoto utilizzabile dalla coltura. Il meccanismo si basa sull’uso di tecniche di miglioramento genetico (CRISPR) per indurre il grano a produrre in maggiore quantità un composto naturale. Una volta rilasciato nella rizosfera, questo composto aiuta alcuni batteri a convertire l’azoto atmosferico in forme disponibili per la pianta (<a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/pbi.70289" target="_blank" rel="noopener">https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/pbi.70289</a>).</p>
<p data-start="2477" data-end="2753">Non si tratta, almeno per ora, di un grano che “fissa l’azoto” come una leguminosa. La differenza è importante. La pianta non diventa una soia o un favino. Piuttosto, diventa più capace di creare attorno alle radici un ambiente favorevole alla fissazione biologica dell’azoto.</p>
<p data-start="2755" data-end="3069">È una prospettiva interessante perché sposta l’attenzione dal solo patrimonio genetico della pianta al rapporto tra pianta, suolo e microbioma. In altre parole, il futuro del grano potrebbe non dipendere solo da varietà più produttive, ma anche da piante capaci di valorizzare meglio la vita microbica del terreno.</p>
<h2 data-section-id="ts13e5" data-start="3071" data-end="3104">Meno concime, non zero concime</h2>
<p data-start="3106" data-end="3260">Per l’agricoltore, è bene essere chiari: non siamo davanti a varietà commerciali già disponibili, nè prevediamo la fine della concimazione azotata.</p>
<p data-start="3262" data-end="3587">Anche nella migliore delle ipotesi, un grano più efficiente nel rapporto con i batteri azotofissatori dovrà essere inserito in una gestione agronomica completa ed integrata. Serviranno suoli vitali, rotazioni corrette, sostanza organica, attenzione alla struttura del terreno e una nutrizione calibrata sui fabbisogni reali della coltura.</p>
<p data-start="3589" data-end="3803">Il punto, quindi, non è immaginare un grano coltivato senza concimi. Il punto è arrivare a un grano che usi meglio l’azoto, che ne sprechi meno e che possa ridurre, almeno in parte, la dipendenza dagli input esterni.</p>
<h2 data-section-id="2wrrdc" data-start="3805" data-end="3838">Una frontiera anche ambientale</h2>
<p data-start="3840" data-end="4062">Il tema è rilevante anche sul piano ambientale. L’azoto non utilizzato dalla pianta può essere perso per lisciviazione, volatilizzazione o emissione di protossido di azoto. Per questo ogni punto di efficienza in più conta.</p>
<p data-start="4064" data-end="4350">La ricerca internazionale sulle simbiosi tra colture e microbioma del suolo va proprio in questa direzione: rafforzare le relazioni utili tra piante e microrganismi per costruire sistemi agricoli più sostenibili. Non è una scorciatoia ma una nuova frontiera del miglioramento genetico.</p>
<p data-start="4352" data-end="4688">Il miglioramento genetico, quindi, non sostituirà l’agronomia ma potrà darle strumenti nuovi. Dopo decenni in cui l&#8217;evoluzione genetica ha puntato soprattutto a resa, qualità e resistenza alle malattie, la prossima fase potrebbe includere anche la capacità della pianta di collaborare meglio con il suolo.</p>
<p data-start="4690" data-end="4889">E in un contesto in cui produrre frumento significa fare i conti con margini stretti, clima instabile e input costosi, un frumento più efficiente nell’uso dell’azoto sarebbe già una piccola rivoluzione.</p>
<p data-start="4690" data-end="4889"><strong><em>Puoi seguirci anche sui social, siamo su <a href="https://www.facebook.com/granoitaliano1" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-vendor="19">Facebook</a>, <a href="https://www.linkedin.com/company/granoitaliano" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-vendor="60">Linkedin</a> e <a href="https://www.instagram.com/granoitaliano.eu/" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-ab="2">Instagram</a></em></strong></p>
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		<title>FERTILIZZANTI, DAZI SOSPESI: NON BASTA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/dazi-sospesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 10:11:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[concimi]]></category>
		<category><![CDATA[dazi]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[urea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’UE sospende per un anno i dazi su alcuni fertilizzanti azotati. Per le organizzazioni agricole è un segnale, ma resta aperto il nodo Cbam.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Consiglio dell’Unione Europea ha deciso di <strong>sospendere per un anno i dazi doganali</strong> su alcuni fertilizzanti azotati utilizzati in agricoltura, compresi input strategici come urea e ammoniaca. La misura entrerà in vigore dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’UE e, secondo le stime della Commissione europea, dovrebbe generare un risparmio di circa <strong>60 milioni di euro</strong> in dazi all’importazione per agricoltori e industria europea dei fertilizzanti.</p>
<p>La sospensione non riguarderà i prodotti provenienti da <strong>Russia e Bielorussia</strong>, esclusi per ragioni legate alla guerra in Ucraina e al sostegno bielorusso a Mosca. Bruxelles punta così a ridurre i costi, ma anche a diversificare gli approvvigionamenti, senza riaprire canali ritenuti politicamente critici.</p>
<h2>Una boccata d’ossigeno per le aziende</h2>
<p>Per le aziende agricole, il tema è centrale. I fertilizzanti, in particolare quelli azotati, restano una delle voci più pesanti nei costi colturali, soprattutto per cereali, mais e colture industriali. Il Consiglio UE ricorda che i prezzi sono aumentati in modo consistente dal 2021, contribuendo a mettere sotto pressione produzione agricola e sicurezza alimentare.</p>
<p>La misura arriva quindi in una fase in cui molte imprese stanno già rivedendo i piani di concimazione, cercando di contenere le spese senza compromettere rese e qualità. Per i cerealicoltori, il punto sarà capire se lo stop ai dazi si tradurrà davvero in <strong>prezzi più accessibili sul mercato interno</strong>.</p>
<h2>Le reazioni agricole</h2>
<p>Confagricoltura ha accolto con favore la decisione del Consiglio Ue, definendola positiva per alleggerire i costi, ma ha chiesto anche interventi più strutturali, a partire dalla tassazione che pesa sulla produzione e sull’importazione dei fertilizzanti.</p>
<p>Copagri parla di una <strong>boccata d’ossigeno</strong>, ricordando però che i prezzi dei fertilizzanti erano già aumentati del 60% a fine 2025 e poi di un ulteriore 40% ad aprile 2026. Per il presidente Tommaso Battista, il nodo resta anche il Cbam, che rischia di scaricare nuovi costi sulle aziende agricole.</p>
<p>Anche Coldiretti e Filiera Italia giudicano la sospensione insufficiente senza uno stop al Cbam: secondo l’organizzazione, la misura non basta a tutelare gli agricoltori dai rincari energetici e dalle tensioni sui mercati.</p>
<h2>Resta il nodo Cbam</h2>
<p>Cia Agricoltori Italiani aveva già giudicato insufficiente il Piano UE sui fertilizzanti, chiedendo azioni più forti e immediate per contenere i costi, segnalando anche l’aumento dell’urea in Italia tra aprile 2025 e aprile 2026.</p>
<p>Per il mondo agricolo, quindi, lo stop ai dazi è un passo avanti. Ma la partita dei fertilizzanti resta aperta: disponibilità, prezzi e Cbam continueranno a pesare sulle scelte colturali delle prossime campagne.</p>
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		<title>VIETARE L&#8217;UREA CI COSTERA&#8217; CARO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/vietare-lurea-ci-costera-caro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 10:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fertilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[CBAM]]></category>
		<category><![CDATA[fertilizzanti]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[nomisma]]></category>
		<category><![CDATA[urea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studio Nomisma presentato da Assofertilizzanti</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se Sostituire l&#8217;urea con le alternative proposte per la mitigazione dell&#8217;inquinamento nel bacino Padano comporterebbe un generale incremento dei costi della concimazione e sarebbe una mazzata ulteriore sui bilanci aziendali, dopo che in un anno il prezzo dell&#8217;urea è cresciuto dell&#8217;81%. Lo sostiene uno studio d&#8217;impatto Nomisma sulla fertilizzazione azotata e sull&#8217;uso dell&#8217;urea in Italia, presentato da Assofertilizzanti a Roma, dove oggi l’associazione di Federchimica, che rappresenta le imprese italiane attive nel settore dei fertilizzanti, ha organizzato una tavola rotonda dedicata allo stato e alle prospettive future dell’agricoltura italiana, con un focus sui fertilizzanti e soprattutto sull&#8217;urea, sulla quale incombe il veto del 2028. (Segue dopo la tabella)</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-8973" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/nomisma-urea.jpg" alt="" width="1972" height="1121" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/nomisma-urea.jpg 1972w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/nomisma-urea-300x171.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/nomisma-urea-1024x582.jpg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/nomisma-urea-768x437.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/nomisma-urea-1536x873.jpg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/nomisma-urea-370x210.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/nomisma-urea-270x153.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/nomisma-urea-570x324.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/nomisma-urea-740x421.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/nomisma-urea-1320x750.jpg 1320w" sizes="(max-width: 1972px) 100vw, 1972px" /></p>
<p>Il divieto di usare l&#8217;urea riguarda Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto e discende dall&#8217;idea che in questo modo si possa mitigare l&#8217;inquinamento dell&#8217;aria. L&#8217;urea è però il principale fertilizzante in Italia e lo è per reperibilità e gestione operativa, ma anche per efficienza. Non tutte le alternative hanno queste caratteristiche. Se ne è parlato anche a Roma, analizzando urea con inibitori dell&#8217;ureasi,  fertilizzanti a lento rilascio, fertilizzanti a cessione controllata, fertilizzanti a base di urea modificata o stabilizzata, fertilizzanti a rilascio controllato, solfato di ammonio, nitrato di ammonio, concimi organici e organo-minerali, digestato agrozootecnico e agroindustriale, refluo zootecnico, biochar, ammendanti, fertilizzanti e altri prodotti innovativi. Ad oggi, i campi italiani ricevono azoto soprattutto dall&#8217;urea, che rappresenta l&#8217;84% del fertilizzante distribuito e apporta il 56% dell&#8217;azoto apportato dalla fertilizzazione del terreno.</p>
<p>Se si considera il bacino padano, l&#8217;urea standard è anche il fertilizzante più economico, considerando i costi delle misure di mitigazione disponibili al momento. Infatti, se si considera il prezzo per unità di azoto, quello dell&#8217;urea è 1,10 euro al chilo, quello del nitrato di ammonio 1,45 e quello del solfato di ammonio 1,63. Passare dall&#8217;urea al nitrato d&#8217;ammonio per il frumento significa un incremento del 13%. Se invece si passa al solfato d&#8217;ammonio i costi di fertilizzazione crescono del 20% nel frumento tenero e del 21% nel duro.</p>
<p>Se poi si utilizzano le uree trattate, che consentono la mitigazione degli effetti inquinanti, non si risparmia affatto: rispetto all&#8217;urea standard NBPT costa il 20% in più e l&#8217;urea ricoperta addirittura il 65% in più. La scelta di passare a urea inibita NBPT comporterebbe pertanto un incremento dei costi di concimazione (considerando anche la distribuzione) del 6%. Si avrebbe un vantaggio solo utilizzando l&#8217;urea ricoperta che semplifica la distribuzione facendo registrare un risparmio del 2,4% nel frumento tenero e del 1,8 nel duro.</p>
<p>Lo sviluppo dell&#8217;agricoltura di precisione può portare dei risparmi, ma non decisivi: secondo Nomisma, attrezzarsi per concimare con rateo variabile porterebbe a un aggravio di costi del 10% nel caso di NBPT. Se poi optiamo per l&#8217;interramento il costo sale &#8211; rispetto alla tradizionale concimazione con urea &#8211; del 13%. I biostimolanti possono aiutare ma secondo Nomisma ci sono sensibili differenze tra i diversi prodotti.</p>
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		<title>LOLLO (RI)PROVA A FERMARE IL CBAM</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/lollobrigida-cbam/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 15:46:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fertilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[CBAM]]></category>
		<category><![CDATA[fertilizzanti]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi]]></category>
		<category><![CDATA[urea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alleanza con i francesi per sbloccare la tassa sull'import di urea</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«L&#8217;Italia e la Francia chiedono alla Commissione europea la sospensione immediata con effetto retroattivo del CBAM, il  Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, in forza dal 1° gennaio 2026. Serve per evitare un forte impatto sui costi di produzione agricoli, in particolare nel settore delle grandi colture che necessitano dei fertilizzanti il cui reperimento in questo periodo è diventato più difficoltoso».</p>
<h2>SIAMO BASITI, VABBE&#8217;</h2>
<p>Il comunicato stampa del Ministro Lollobrigida lascia un po&#8217; basiti, perché a gennaio lo stesso Ministro aveva annunciato in pompa magna che <a href="https://www.masaf.gov.it/Lollobrigida_sospensione_dazi_fertilizzanti" target="_blank" rel="noopener">il Cbam sarebbe stato sospeso</a>, ma sorvoliamo sui dettagli e speriamo che sia la volta buona. Anche perché con l&#8217;urea a 760 euro a tonnellata partenza &#8211; ammesso di trovarla sul mercato &#8211; bisogna trovare pure un modo per far ripartire il mercato dei fertilizzanti. 775 partenza saccone. Per non parlare degli 825 dollari FOB quotati in Egitto (e si parla di urea caricata sulla nave, senza contare quindi i successivi costi di nolo, sbarco e insacco&#8230;).</p>
<h2>IL QUADRO DELLA GUERRA</h2>
<p>«Il quadro è stato aggravato dalla guerra in Medio Oriente e dal conseguente aumento dei prezzi del gas e dalle difficoltà nelle importazioni di fertilizzanti dovute a rallentamenti nelle catene di approvvigionamento, fattori che mettono sotto pressione aziende già colpite da anni di difficoltà e di imposizioni ideologiche. Alla luce di queste circostanze, l&#8217;Italia &#8211; insieme alla Francia &#8211; sollecita la Commissione a valutare la sospensione CBAM per fertilizzanti e ammoniaca, con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2026, utilizzando gli strumenti previsti dal regolamento europeo.</p>
<p>In alternativa, Roma e Parigi chiedono un meccanismo di compensazione immediato, finanziato con le risorse disponibili dell&#8217;attuale Quadro finanziario pluriennale, per neutralizzare nel breve periodo i costi a carico degli agricoltori. L&#8217;Italia invita inoltre la Commissione a chiarire rapidamente risorse disponibili, modalità operative e criteri di accesso e a presentare quanto prima il Piano europeo per la sovranità dei fertilizzanti, per rafforzare la produzione europea di fattori di produzione essenziali a basse emissioni e ridurre la dipendenza dall&#8217;estero» recita la nota ministeriale.</p>
<h2>LA RICHIESTA DEGLI IMPORTATORI</h2>
<p>Il mondo dei concimi mostra esasperazione nel leggere queste notizie, perché è sfiduciato. I commerci, del resto, sono fermi. Come scrive Mariano Alessio Vernì di <a href="https://www.silcfertilizzanti.it/?lang=en" target="_blank" rel="noopener">Silc Fertilizzanti</a>, se il governo volesse far scendere i prezzi dei concimi potrebbe iniziare a sospendere la tassa del 2% che grava su questi per la sicurezza alimentare. Il Consorzio Sostanze Chimiche Fertilizzanti e Reach, che raggruppa la categoria, ha presentato un ricorso al Tar e al Consiglio di Stato contro questa ecotassa.</p>
<p><em>Autore: Paolo Viana</em></p>
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		<title>IL GOVERNO DIFENDE IL CBAM</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/il-governo-difende-il-cbam/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 22:21:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fertilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[CBAM]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni]]></category>
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		<category><![CDATA[urea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Urso e Bruxelles a favore mentre i costi lievitano</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mettiamoci una bella pietra sopra alle speranze di sospendere il Cbam. La promessa del ministro Lollobrigida è sfumata ieri quando il suo collega al made in Italy Adolfo Urso ha detto che il Cbam va difeso e il commissario europeo al Clima ha dichiarato che non ci pensa proprio a sospenderlo. Il ministro delle Imprese e del made in Italy al Forum Ministeriale italo-francese con ministro francese per l&#8217;Industria, Sébastien Martin, ha detto testualmente: «ci impegniamo a difendere l&#8217;industria automobilistica e le imprese energivore» con il rafforzamento del meccanismo <span class="hlterm">Cbam</span> per la tassazione del carbonio alle frontiere e la riforma sostanziale degli Ets, il sistema di scambio delle emissioni.</p>
<h2>Europa pro Cbam</h2>
<p>Nello stesso momento, su Linkedin, il commissario al Clima, Wopke Hoekstra (nella foto), è tornato  a difendere il Cbam come strumento essenziale per evitare il dumping ambientale e garantire condizioni di concorrenza eque tra produttori europei e concorrenti extra-Ue. Il meccanismo &#8211; come ricorda ItalyPost &#8211; «non chiede ai prodotti stranieri nulla di più di quanto già si richieda ai nostri produttori» ha scritto Hoekstra, ribadendo come chi esporta verso l’Ue debba rispettare gli stessi standard climatici europei. Il commissario ha riconosciuto che il costo dei fertilizzanti è una delle principali preoccupazioni degli agricoltori, ancora fortemente dipendenti dalle importazioni, ma ha avvertito che un <i>carve-out</i> per il settore «creerebbe solo incertezza», scoraggiando gli investimenti, prolungando la dipendenza estera e limitando la crescita. Dichiarazioni che arrivano dopo l’impennata di preoccupazioni legata alla possibilità di aprire a un’esenzione retroattiva per i fertilizzanti, paventata da Bruxelles dopo i nuovi rialzi dei prezzi.</p>
<h2>Cosa dice Lollobrigida?</h2>
<p>In questo quadro, il commissario all’Agricoltura, Christophe Hansen, ha evocato l’ipotesi di un meccanismo di compensazione per gli agricoltori, mentre la facoltà di sospendere parzialmente il Cbam è formalmente prevista in una proposta, tutt’ora in fase negoziale, scrive <a href="https://www.italypost.it/news/bruxelles-italia/3105/no-alla-sospensione-del-meccanismo-di-adeguamento-co2-per-i-fertilizzanti-creerebbe-incertezza.html" target="_blank" rel="noopener">ItalyPost.it</a>. Per rispondere alle critiche, l’esecutivo rivendica correttivi mirati, compresa la sospensione temporanea ai dazi della clausola di nazione più favorita su ammoniaca, urea e altri prodotti chiave, per tentare di attenuare l’impatto combinato di Cbam e tensioni globali sui mercati. Parallelamente, la Commissione sostiene di lavorare a un Fertiliser Action Plan, costruito in dialogo con industria e organizzazioni agricole e atteso prima dell’estate, con l’obiettivo di rendere proprio il Cbam la leva per sviluppare fertilizzanti «accessibili, verdi e Made in Eu», con vantaggi reciproci per agricoltori e produttori.</p>
<p>Peccato che la produzione europea di fertilizzanti sia limitata a un grande produttore in regime di monopolio e che questo produttore abbia in Italia uno stabilimento fermo, il che ci rende dipendenti dalle importazioni interne (che non basteranno per noi e per gli altri Paesi Ue). A ciò naturalmente si aggiunga il rincaro ormai scontato del carburante all&#8217;alba dei lavori di diserbo e, se sarà un&#8217;annata siccitosa come pare, di irrigazione. Insomma, c&#8217;è una bella distanza tra le promesse della politica e i fatti dell&#8217;economia. Duole dirlo, ma le dichiarazioni pubblicate dal sito del ministero il 14 gennaio (<a href="https://www.masaf.gov.it/Lollobrigida_sospensione_dazi_fertilizzanti" target="_blank" rel="noopener">leggi il testo</a>) sulla sospensione del Cbam suonano come una presa in giro, alla luce delle parole di Urso e del silenzio con cui il Masaf assiste all&#8217;impennata dei prezzi dei fertilizzanti. Ieri l&#8217;urea al porto di Ravenna quotava 620 euro a tonnellata (100 più di venerdì).</p>
<p><em>Autore: Paolo Viana</em></p>
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		<title>UREA APPESA AL FILO DI TEHERAN</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/urea-appesa-al-filo-di-teheran/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 14:32:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fertilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[concimi]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[urea]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aumento di 50 euro in un giorno. Dove andremo a finire?</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando è stata colpita Cipro sono state sospese le quotazioni ma alla riapertura è arrivato il balzo: oggi il prezzo dei concimi azotati sul mercato internazionale è salito di 50 dollari a tonnellata ed è probabile che la corsa non si fermi. Quella che sembrava una stagione di rincari pilotati dall&#8217;Ue attraverso il Cbam, si trasforma in una nuova guerra economica a colpi di listini, con azotati e fosfatici nel mirino, anche se dei secondo si registra una domanda scarsa. Al porto di Ravenna l&#8217;urea egiziana nei giorni scorsi veniva quotata 520 euro a tonnellata, partenza già insaccata, e adesso punta a 565.</p>
<p>Nulla di ufficiale, si tratta contratto per contratto ma la tendenza è quella che descriviamo. Anche perché non è solo un tema di caro petrolio: i trasporti marittimi sono fermi e non solo quelli a lunga distanza. Anche l&#8217;Egitto e l&#8217;Algeria non lasciano più partire le navi, come la Turchia. Da Suez transitano pochissime navi. Il rincaro atteso sugli azotati &#8211; urea, nitrato amminico e solfato ammonico &#8211; è simile a quello del 2022 e potrebbe penalizzare la concimazione di fondo del grano, perché i cerealicoltori possono decidere di risparmiare in vista del sovra costo dell&#8217;urea. In queste condizioni sarebbe bello poter contare sulla produzione europea, ma pare che gli stabilimenti italiani siano fermi e che dal Nord Europa arrivi poco fertilizzante. Il destino della campagna è appeso al filo di Teheran.</p>
<p>Nella vignetta, ecco come AI interpreta (peraltro con un errore ortografico in &#8220;muiono&#8221; che dovrebbe essere &#8220;muoiono&#8221;) la situazione:</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-8244" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/unnamed.jpg" alt="" width="1024" height="1024" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/unnamed.jpg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/unnamed-300x300.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/unnamed-150x150.jpg 150w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/unnamed-768x768.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/unnamed-370x370.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/unnamed-270x270.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/unnamed-570x570.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/unnamed-740x740.jpg 740w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
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		<item>
		<title>CBAM 2026:  A CHE PREZZO?</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/cbam-2026-a-che-prezzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 23:10:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fertilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[CBAM]]></category>
		<category><![CDATA[dazi]]></category>
		<category><![CDATA[fertilzzanti]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[urea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'avvio del Carbon Border Adjustment Mechanism mette a rischio la competitività europea: il peso dei fertilizzanti è rilevante</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="60" data-end="280"><strong data-start="60" data-end="280">Dal 1° gennaio il meccanismo europeo sul carbonio alle frontiere è pienamente operativo. Al centro del dibattito restano l&#8217;impatto sull&#8217;industria dei fertilizzanti, sulla competitività e la coerenza tra obiettivi climatici e sostenibilità economica. Ne abbiamo parlato in queste settimane: <a href="https://granoitaliano.eu/cbam-convitato-di-pietra/" target="_blank" rel="noopener">leggi l&#8217;articolo più recente</a>.</strong></p>
<p data-start="282" data-end="728">Il <strong data-start="285" data-end="330">CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism)</strong> è entrato nella fase definitiva nel 2026, con l’avvio degli obblighi economici per gli importatori. Il sistema collega le emissioni incorporate nei beni importati al prezzo europeo della CO₂, incidendo in particolare su prodotti energivori come i fertilizzanti. Per l’agricoltura italiana, la questione non è teorica: il costo dei mezzi tecnici è direttamente collegato alla redditività aziendale, considerato il peso del costo dei fertilizzanti minerali sul bilancio delle aziende agricole.</p>
<h2 data-start="730" data-end="776">Applicazione operativa e nodo fertilizzanti</h2>
<p data-start="778" data-end="1144">Con l’avvio della fase finanziaria, il CBAM impone l’acquisto di certificati legati alle emissioni incorporate nei prodotti importati. <strong>Nel caso dei fertilizzanti azotati, il tema è particolarmente sensibile: l’Europa è strutturalmente importatrice e il differenziale di costo energetico rispetto ad altri Paesi può tradursi in un aggravio di prezzo lungo l&#8217;intera filiera.</strong></p>
<p data-start="1146" data-end="1638">Il dibattito si concentra su tre punti critici. Primo: la complessità tecnica nella determinazione delle emissioni effettive. Secondo: il rischio di distorsioni concorrenziali nel breve periodo. Terzo: la coerenza tra obiettivi ambientali e tutela della competitività agricola. Il sistema nasce per evitare “carbon leakage”, ma la sua applicazione pratica incide direttamente sui costi di produzione delle colture cerealicole, già sotto pressione per volatilità dei mercati e margini ridotti.</p>
<h2 data-start="1640" data-end="1688">Transizione climatica e competitività europea</h2>
<p data-start="1690" data-end="2010">Il CBAM si inserisce nel quadro più ampio del Green Deal e del sistema ETS europeo. <strong>L’obiettivo è uniformare il costo del carbonio tra produzione interna e importazioni. Tuttavia, per il comparto agricolo, il tema resta quello dell’equilibrio: sostenibilità ambientale e sostenibilità economica devono procedere insieme.</strong></p>
<p data-start="2012" data-end="2365">La fase 2026 rappresenta, dunque, un banco di prova. Se il meccanismo funzionerà come leva di decarbonizzazione senza compromettere la competitività, potrà rafforzare l’autonomia industriale europea. In caso contrario, il rischio è una compressione ulteriore dei margini a valle, con effetti indiretti sui prezzi agricoli e sulla pianificazione colturale.</p>
<h2 data-start="2552" data-end="2873">L&#8217;analisi di Simone Mori su Nuova Energia</h2>
<p data-start="2552" data-end="2873"><strong>Sul tema è intervenuto anche <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Simone Mori</span></span>, in un’analisi pubblicata su <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Nuova Energia</span></span> (n.4/2025, da p.32), dove il CBAM viene letto come tassello strutturale della politica climatica europea e strettamente connesso al sistema ETS e agli equilibri energetici internazionali.</strong> Vent&#8217;anni dopo l&#8217;introduzione dell&#8217;Emission Trading System, ci si interroga sulla sua validità e sulla capacità di andare oltre i limiti già raggiunti, in particolare sull&#8217;incertezza che gli strumenti di decarbonizzazione messi in atto dall&#8217;Unione Europea possano continuare a sostenere le nostre imprese in ottica di concorrenza globale. Vuoi contattare Nuova Energia? <a href="mailto:nuovaenergia@nuova-energia.com" target="_blank" rel="noopener">Scrivi qui.</a></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>IL DURO ARRANCA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/duro-arranca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Feb 2026 23:10:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fertilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[azoto]]></category>
		<category><![CDATA[concimazione]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[ICL]]></category>
		<category><![CDATA[semine]]></category>
		<category><![CDATA[urea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=7999</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le superfici seminate sono in calo ma non bisogna dimenticarsi di concimare</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="3465" data-end="3936">Il frumento duro attraversa una delle stagioni più difficili degli ultimi anni, in particolare nelle regioni del Centro-Sud Italia. Prezzi instabili, concorrenza delle importazioni e condizioni meteo siccitose e irregolari hanno determinato una forte riduzione delle superfici seminate. <strong>In questo scenario, la concimazione da gennaio in avanti rappresenta una delle poche leve tecniche per sostenere accestimento, resa e tenore proteico, evitando ulteriori penalizzazioni economiche.</strong></p>
<h2 data-start="3938" data-end="3992"><strong data-start="3942" data-end="3992">Meno semine e mercato condizionato dall’estero</strong></h2>
<p data-start="3993" data-end="4570"><strong>Le semine si sono concluse quasi completamente prima di Natale ma, in molte aree, non sono nemmeno partite</strong>. «dalla Toscana in giù tanti hanno lasciato i terreni vuoti perché seminare non conveniva», ci racconta Diego Guarise di ICL Italy Milano. Le stime di riduzione delle superfici seminate non sono ancora diffuse ma si prevedono rilevanti. In molti hanno atteso le piogge per avviare i lavori di semina: le precipitazioni sono arrivate, però, a macchia di leopardo e non sono riuscite in tutti i casi a sciogliere l&#8217;incertezza dei cerealicoltori. Sul fronte dei prezzi, il mercato resta debole: «il prezzo del grano duro non si fa in Italia, ma in America, Spagna ed in Est Europa». Anche le filiere dedicate, pur offrendo premi legati alle proteine, faticano a compensare i maggiori costi produttivi sostenuti dagli agricoltori.</p>
<h2 data-start="4572" data-end="4640"><strong data-start="4576" data-end="4640">Concimare da gennaio per sostenere accestimento e produzione</strong></h2>
<p data-start="4641" data-end="5240">Dal punto di vista tecnico, la gestione della concimazione del duro è molto simile a quella del tenero, seppur anticipata di circa un mese per la precocità dettata dalle condizioni climatiche. <strong>Già da gennaio è possibile intervenire con concimi azotati – tra cui urea e nitrato ammonico – con dosi orientative di 200-300 kg/ha nel Centro-Sud, per favorire l’accestimento. Una seconda concimazione in levata, tra fine marzo e aprile in funzione delle temperature, resta fondamentale per sostenere la produzione. Tuttavia, la carenza idrica resta un fattore critico tipico degli areali più vocati alla coltivazione di frumento duro</strong>: «molti cerealicoltori distribuiscono urea in copertura sperando nelle piogge che possano solubilizzare i granuli e attivare il lavoro del concime; non sempre, però, le finestre sono favorevoli dal punto di vista meteorologico».</p>
<h2 data-start="5242" data-end="5315"><strong data-start="5246" data-end="5315">Agromaster anche sul duro: più efficienza in condizioni difficili</strong></h2>
<p data-start="5316" data-end="5928"><strong>In un contesto di investimenti ridotti e forte incertezza meteorologica, aumentare l’efficienza dell’azoto diventa strategico anche per il frumento duro</strong>. Le formulazioni <strong data-start="2901" data-end="2927"><a href="https://icl-growingsolutions.com/it-it/agriculture/products/agromaster-n-40/" target="_blank" rel="noopener">Agromaster N40</a> e <a href="https://icl-growingsolutions.com/it-it/agriculture/products/agromaster-n-355/" target="_blank" rel="noopener">Agromaster N35,5</a></strong>, basate su urea rivestita e solfato ammonico, permettono una gestione più razionale della concimazione. «Sono prodotti che migliorano l’efficienza dell’azoto e aiutano anche dal punto di vista dell&#8217;impatto ambientale», evidenzia Diego Guarise.</p>
<p data-start="5316" data-end="5928">La riduzione delle perdite e il rilascio più graduale dell’azoto consentono di sostenere resa e qualità proteica anche in annate difficili, limitando sprechi e ottimizzando i costi per ettaro.</p>
<p class="ydp3ef8836cyiv3574906327MsoNormal"><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>L&#8217;INGANNO DEL CBAM</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/inganno-del-cbam/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 15:19:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fertilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[CBAM]]></category>
		<category><![CDATA[concimi]]></category>
		<category><![CDATA[fertilizzanti]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[urea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutti annunciano "è sospeso" ma l'Europa non ha deciso nulla...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Prima l’ombra del Cbam, poi le rassicurazioni del Ministro Lollobrigida – l’Europa sospenderà questo balzello – infine il silenzio e adesso una pioggia di comunicati stampa che annunciano lo scampato pericolo, senza fornire alcuna prova. L’ultimo è della Confagricoltura, secondo cui «la Commissione Europea è orientata a sospendere temporaneamente i dazi su ammoniaca e urea e a introdurre una deroga all’applicazione del CBAM, il cosiddetto meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere. Un’apertura che Confagricoltura considera un passaggio cruciale nel capitolo fertilizzanti, voce di spesa che incide tra il 15% e il 30% nel budget globale delle aziende agricole».</p>
<p>Ok, essere orientati a sospendere non significa aver deliberato di sospendere: il fatto che il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, abbia ammesso che il costo dei fertilizzanti oggi è superiore del 60% rispetto al 2020 non significa che l’esecutivo abbia deciso di accogliere le richieste di sospensiva. Come ricorda il sindacato, «il 16 dicembre scorso la Commissione Europea ha presentato una proposta legislativa di modifica del regolamento CBAM, con l’introduzione di un nuovo articolo, il 27 bis, che consente di prevedere un’eventuale sospensione temporanea per determinate merci soggette al Meccanismo». Questa proposta non soddisfa del tutto Confagricoltura – che lo scrive – perché si vorrebbero togliere i fertilizzanti dal meccanismo; ma soprattutto nulla è ancora deciso.</p>
<h2>Il parere di un esperto</h2>
<p>Chi ne sa di più è Mariano Alessio Vernì, vicepresidente di  SILC Fertilizzanti che su Linkedin ha parlato di “grande inganno Ue/Italia”. Ecco cosa sostiene: «Sono ormai diverse settimane che regna una totale disinformazione sulle politiche UE relative ai concimi. Il 2026 era iniziato dando per scontato (Italia e Francia complici) che ci fosse una sospensione del CBAM. Poi si sono iniziate a confondere le acque citando i dazi quasi come se il loro peso economico fosse pari a quello del Cbam. Nella conferenza stampa il Commissario Šefčovič ha spiegato che non ci sarebbe stata alcuna sospensione e che si sarebbe impegnato ad accelerare l’iter legislativo di modifica del Cbam per introdurre l’art. 27a che prevederà di sospendere la misura. Ci ha anche detto che tra il 2020 ed il 2025 i costi dei fertilizzanti erano aumentati del 60% e che i prezzi delle produzioni agricole erano rimasti invariati.</p>
<p>In relazione ai dazi su ammoniaca ed urea forse le autorità non sanno che la maggior parte dei fornitori europei godono di tariffe preferenziali. Relativamente all’Italia gli arrivi annui di ammoniaca si aggirano intorno le 90mila tonnellate e solo l’1-2% è gravato dal dazio del 5,5%; per l’urea, si tratta di poco meno di un milione di tonnellate e meno del 2% paga il dazio del 6,5%. Quindi il 98% dell’urea che arriva in Italia non paga dazio mentre la maggiorazione prezzo legata alle emissioni sarà 50-70 €/tonnellata. Il quadro del nitrato ammonico è anche peggiore: uno dei maggiori fornitori extra-UE dell’Italia è la Georgia che non paga dazi a fronte di circa 150 €/t di maggiorazione Cbam.</p>
<p>Le variazioni prezzo sia delle produzioni agricole sia dei concimi sono molto ampie, analizzando l’andamento del prezzo dei concimi 2022/25, scopriamo che sono tutti diminuiti: urea del 275%, 18/46 di circa il 200% ed il cloruro di potassio del 245% (base 100=2020). L&#8217;indice (base 100=2010) Ismea delle Coltivazioni è oscillato tra 120 (fine 2020) e oltre 210 (2024).</p>
<h2>Il peso del Cbam</h2>
<p>Questi numeri servono per far capire che il “peso” del Cbam nella maggior parte dei casi è destinato a restare in quelle che sono le normali dinamiche del mercato internazionale dei concimi e che sarà molto difficile dimostrare che gli aumenti legati alle sole emissioni rechino “un grave pregiudizio al mercato interno dell&#8217;Unione a causa di circostanze gravi e imprevedibili connesse all&#8217;impatto sui prezzi dei beni” (tratto dal futuro art. 27a).</p>
<p>Temiamo quindi che non accadrà nulla e che gli agricoltori “assorbiranno” le normali oscillazioni dei prezzi dei concimi come è sempre accaduto da quando non esistono più i prezzi stabiliti per legge dal CIP (quelli con i capelli bianchi come me lo ricorderanno). Di là dai facili proclami e dal tuonare contro Dazi e Cbam, come mai il Ministro dell’Agricoltura non ha pensato di eliminare il contributo per la sicurezza alimentare del 2% che grava proprio sui concimi da sintesi maggiormente interessati dal Cbam? Sarebbe stata una misura immediata, rivolta al solo mercato nazionale ed attuabile con un semplice decreto. Ma questa è un’altra storia».</p>
<h2>Nulla è deciso</h2>
<p>Al momento, dunque, nulla è deciso sul Cbam e qualsiasi decisione potrebbe produrre effetti visibili meno importanti di quelli invisibili. Sul mercato interno gravano ancora, e contemporaneamente, CBAM, dazi e contributo per la sicurezza alimentare. Quand&#8217;anche vi fosse un ripensamento, coi tempi dell’Unione Europea che procede per trimestri, non sarà nel breve periodo: ma la stagione è cominciata e gli approvvigionamenti di concime per il grano dovranno essere effettuati da qui ai prossimi due mesi, ai prezzi correnti.</p>
<p>I tecnici ci fanno notare inoltre che il valore della CO2, sulla base del quale si pagherà il CBAM, non è un valore fermo, ma è un valore di mercato che da prima di Natale a oggi è passato dagli 80 euro/ton agli attuali 90 (ha toccato i 92). Non è difficile che superi i 100 euro/ton già entro la fine di questo trimestre e se ciò avverrà il CBAM dell’urea potrà passare dai 40 di inizio anno ad oltre 50 euro a tonnellata&#8230;</p>
<p class="ydp3ef8836cyiv3574906327MsoNormal"><em>(Vignetta creata con l&#8217;aiuto dell&#8217;intelligenza artificiale).</em></p>
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