I mercati del grano proseguono nel loro andamento positivo: il rischio geopolitico che grava sul Mar Nero si è intensificato ed è più impattante sui mercati dei raccolti stessi. Il grano di Chicago con scadenza dicembre ha chiuso venerdì a circa 7,14 dollari al bushel, registrando il terzo calo settimanale consecutivo, ma l’escalation russo-ucraina si sta concentrando sulle infrastrutture energetiche, portuali e logistiche, e ciò incide su costi di trasporto, carburante e assicurazione. Il nervosismo internazionale si ripercuote anche sul mercato italiano: la Cun grano duro lo registra con un debole aumento di tutte le tipologie. Scarica listinogranoduro21settembre26
La Granaria di Milano ci presenta una situazione di attesa (listino granaria 22 settembre 2026), con leggeri incrementi per le varietà meno pregiate di frumento tenero, un dato che collide con quello che proprio in queste ore sostengono i mulini.
Export di farine in crescita
Italmopa, infatti, fa sapere che le esportazioni di farina di grano tenero sui mercati internazionali crescono: nel primo semestre del 2026, hanno raggiunto 202.654 tonnellate, + 14,83% rispetto allo stesso periodo del 2025. «Una progressione che spinge le proiezioni per la fine dell’anno verso il traguardo delle 400.000 tonnellate. A trainare la crescita sono soprattutto gli USA, che conquistano la leadership della classifica export grazie a un balzo record del +38,42% nel semestre. Gli Stati Uniti si posizionano così come il principale mercato di esportazione, lasciandosi alle spalle Francia (+9,22%), Germania (+11,11%) e Spagna (+23,1%)».
Origine non riconosciuta
Nel suo comunicato, però, Italmopa svilisce implicitamente il grano italiano: «L’accurata selezione dei migliori grani, quale che sia la loro origine, l’assoluta eccellenza e il know how dell’Industria molitoria supportati da competenze e tecniche di macinazione all’avanguardia e la capacità di rispondere alle singole richieste di segmenti premium all’estero, dalla pizzeria alla pasticceria di alta qualità, si confermano le leve strategiche di questo successo, delineando uno scenario solido e duraturo anche per gli anni a venire». Quel riferimento a “quale che sia la loro origine” dimostra che i mugnai non intendono valorizzare il prodotto agricolo italiano.




