Il mercato italiano delle macchine agricole rallenta. Dopo un avvio d’anno positivo, tra luglio e settembre 2026 tutte le principali categorie di mezzi registrano una contrazione rispetto allo stesso periodo del 2025. Una frenata che porta in territorio negativo il bilancio dei trattori nei primi nove mesi, mentre mietitrebbie e sollevatori telescopici conservano parte del vantaggio accumulato nella prima fase dell’anno.
I dati, elaborati da FederUnacoma sulla base delle registrazioni del Ministero dei Trasporti, sono stati presentati il 13 ottobre a Roma, presso il MASAF, durante la conferenza stampa dedicata alla 47ª edizione di EIMA International. A illustrare l’andamento del mercato è stata la presidente della Federazione dei costruttori, Mariateresa Maschio, alla presenza del ministro Francesco Lollobrigida, del presidente del CREA Andrea Rocchi e della direttrice generale di FederUnacoma Simona Rapastella.
Trattori e mietitrebbie, terzo trimestre in rosso
Il peggioramento estivo interessa l’intero quadro della meccanizzazione agricola. Nel terzo trimestre le vendite di trattrici diminuiscono del 13,8%, mentre per le mietitrebbiatrici la flessione raggiunge il 37,5%, il dato più marcato tra le tipologie considerate.
In calo anche i transporter, che perdono il 18,2%, e i sollevatori telescopici, in arretramento del 16,2%. Più contenuta, ma comunque negativa, la variazione dei rimorchi, che segnano un −5,6%.
Il confronto si riferisce in tutti i casi ai mesi di luglio, agosto e settembre del 2025. È quindi soprattutto l’ultima parte del periodo osservato a modificare lo scenario delineato a inizio 2026, quando il mercato aveva proseguito la crescita dell’anno precedente, sostenuta anche dalle agevolazioni pubbliche.
Nei nove mesi tengono le mietitrebbie
La frenata del trimestre si riflette sui risultati cumulati da gennaio a settembre. Le trattrici si fermano a 12.290 unità, con una diminuzione del 3,3% rispetto ai primi nove mesi del 2025. Per i transporter il bilancio è di 542 mezzi, in calo dell’11,4%, mentre i rimorchi totalizzano 5.685 immatricolazioni, il 6,1% in meno.
Diversa la situazione delle mietitrebbiatrici: nonostante la forte contrazione estiva, le nuove immatricolazioni raggiungono quota 235 unità, mantenendo un incremento del 12,4% nei nove mesi. Il risultato cumulato resta dunque positivo, pur in presenza di un netto peggioramento nel trimestre.
Anche i sollevatori telescopici conservano il segno più, con 916 mezzi e una crescita del 9,3%. Secondo quanto evidenziato dalla Federazione, gli incrementi risultano, però, dimezzati rispetto a quelli di inizio anno. I dati descrivono così un mercato che perde slancio, con differenze ancora significative tra le diverse categorie.
Geopolitica, inflazione e clima pesano sugli acquisti
Nell’analisi proposta da Maschio, la minore propensione delle aziende agricole a investire in nuovi mezzi è legata a più fattori. All’instabilità geopolitica e alla ripresa dell’inflazione si è aggiunta la crisi climatica manifestatasi nella tarda primavera e durante l’estate.
Questi elementi hanno penalizzato le imprese agricole, rendendo meno favorevole il contesto per l’acquisto di macchinari. Il cambio di passo segue una prima parte dell’anno nella quale gli incentivi avevano contribuito a sostenere la domanda, confermando inizialmente la tendenza positiva del 2025.
Gli incentivi attenuano le difficoltà
Il sistema di agevolazioni pubbliche ha comunque attutito l’impatto della congiuntura. Tra gli strumenti richiamati durante la conferenza figurano il Fondo Innovazione ISMEA e il bando sicurezza INAIL, a sostegno della sostituzione delle vecchie macchine con tecnologie di nuova generazione.
«L’intervento pubblico svolge un ruolo strategico – ha spiegato Mariateresa Maschio – sia perché sostiene le aziende agricole in una fase poco favorevole agli investimenti in macchinari avanzati, sia perché stimola un’attenzione verso l’innovazione e il progressivo aggiornamento del parco macchine su standard più elevati».
In questa prospettiva, FederUnacoma attribuisce a EIMA una funzione che affianca all’esposizione delle tecnologie il confronto sulle politiche di settore: dalle misure di incentivazione del mercato al sostegno dell’industria, fino alle opportunità di ingresso nei contesti commerciali più promettenti.




