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CONVIENE SEMINARE, MA…

Il materano Giuseppe Corrado fa il punto su rischi e opportunità

Conviene seminare frumento nella campagna attuale? Basandosi sulle complesse dinamiche di mercato attuali, la risposta pende verso il sì, ma con forti riserve legate ai costi di produzione e alla gestione del rischio aziendale. L’analisi dei dati e delle tendenze geopolitiche, logistiche e climatiche evidenzia una situazione caratterizzata da una contrazione dell’offerta esportabile globale e da prezzi interni europei che mostrano segnali di tenuta, a fronte però di mercati locali al collasso nei paesi in conflitto e di costi produttivi straordinariamente alti. Di seguito vengono sintetizzati i principali fattori di mercato e i relativi trade-off da considerare per prendere una decisione strategica.

Dinamica in atto e impatto sui prezzi in UE

Disponibilità all’esportazione: contrazione netta: 55 Mt di grano su 200 Mt globali sono parzialmente bloccate nel Mar Nero. Mercato rialzista (Meno offerta globale)
Logistica Russia/Ucraina: infrastrutture sature, ferrovie monopolizzate dal settore siderurgico russo, porti del Baltico limitati. Mercato rialzista (Colli di bottiglia persistenti)
Semine nel Mar Nero Ritardi meteo in Russia (-1 Mha di cereali invernali) e terreni incolti in Ucraina (fino a 1/3 del totale). Mercato rialzista (Previsione di raccolti futuri scarsi)
Costi dei fattori produttivi Prezzi esorbitanti di energia e fertilizzanti; redditività aziendale complessivamente bassa. Rischio di perdita (Margini ridotti per l’agricoltore)
Mercati interni (Russia/Ucraina) Prezzi al collasso (-20/30% sotto il punto di pareggio) per eccesso di stoccaggio invenduto. Posizione Neutra/Isolata (Mancato sbocco sui mercati esteri)
Fattore Climatico Presenza di El Niño nell’emisfero australe (Australia, Sud America, Sud-est asiatico). Mercato rialzista (Potenziali cali produttivi concorrenti)

I Trade-Off per l’imprenditore agricolo

La decisione di seminare frumento oggi ruota attorno a due elementi contrastanti:
• Le opportunità di mercato (Perché seminare): La ridefinizione dei flussi globali e le difficoltà logistiche del Mar Nero spingono i paesi importatori (come quelli del Maghreb e dell’Africa) a cercare nuove rotte e fornitori nell’Ue. I prezzi europei stabili (es. 240 €/t a Rouen) riflettono questa tensione geopolitica. Il calo strutturale delle semine atteso per la prossima stagione sia nel Mar Nero che in alcune aree della stessa UE a causa delle difficoltà finanziarie dei coltivatori potrebbe generare una carenza di offerta nel medio termine, sostenendo i listini al momento del raccolto.
• I rischi gestionali (Perché desistere o diversificare): Il vero ostacolo non è il prezzo di vendita, ma la bassa redditività causata dai costi di produzione (concimi, gasolio, sementi). Investire capitali liquidi in una coltura ad alto input finanziario in questo momento espone l’azienda a un forte rischio di credito, lo stesso che sta spingendo molti agricoltori verso colture alternative più remunerative o meno esigenti (come soia e colza).

Raccomandazioni strategiche

1. Valutare colture alternative a minor input: se l’accesso al credito o la liquidità aziendale sono limitati, considerare la diversificazione verso oleaginose (colza o soia, come stanno facendo gli agricoltori dell’Est Europa), che al momento garantiscono una migliore redditività o richiedono una gestione dei fattori produttivi meno onerosa.
2. Calcolare il punto di pareggio aziendale reale: Prima di procedere alla semina, è fondamentale stimare il costo per ettaro aggiornato ai prezzi correnti dei fertilizzanti e dell’energia. La semina del frumento è consigliabile solo se i contratti a termine o le proiezioni realistiche di mercato coprono ampiamente tali costi, evitando il rischio di produrre in perdita come sta accadendo nei mercati interni russi.
3. Monitorare l’evoluzione di El Niño: L’andamento climatico nell’emisfero australe nei prossimi mesi sarà il vero ago della bilancia per i prezzi globali della seconda metà dell’annata agraria. Una siccità in Australia potrebbe far impennare ulteriormente i prezzi del grano europeo.
Autore: Giuseppe Corrado, cerealicoltore a Nova Siri (MT)
Giuseppe Corrado

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