Per le aziende che coltivano frumento, orzo e altri cereali autunno-vernini, il nuovo bando SRA 2026 di Regione Lombardia può rappresentare un’opportunità concreta per trasformare pratiche già in discussione in azienda in un sostegno economico annuale. Il bando, inserito nel quadro PSN/PAC 2023-2027, mette infatti a disposizione 50,33 milioni di euro per premiare impegni agroambientali legati a suolo, acqua, biodiversità e gestione sostenibile. La misura è aperta dal 18 marzo 2026 al 15 maggio 2026, tramite la piattaforma regionale Sis.Co.. Anche la CIA Lombardia ha richiamato l’attenzione sulla portata dell’iniziativa e sul valore che può avere per le aziende agricole orientate a una maggiore sostenibilità.
Perché il bando interessa chi fa cereali
Per un cerealicoltore lombardo, il punto centrale non è tanto la definizione generale del bando, quanto capire quali impegni possano adattarsi davvero alla gestione di seminativi e rotazioni cerealicole. Da questo punto di vista, le misure più interessanti sono soprattutto quelle che riguardano la produzione integrata, le tecniche di lavorazione ridotta del suolo e le cover crop. Sono interventi coerenti con aziende che coltivano grano tenero, grano duro, orzo o altri erbacei autunno-vernini e che vogliono migliorare la struttura del terreno, contenere i costi operativi, aumentare la resilienza e rafforzare la sostenibilità aziendale senza uscire da una logica produttiva.
Il bando prevede infatti un premio annuale per ettaro per quasi tutti gli interventi SRA, mentre per l’intervento zootecnico SRA14 il premio è calcolato per UBA. Per le aziende cerealicole, quindi, il tema è soprattutto la possibilità di attivare premi su superfici condotte e richieste a sostegno.
Chi può presentare domanda
Sul fronte dei beneficiari, la misura è ampia. Possono presentare domanda agricoltori singoli o associati per gli interventi SRA 01, 03, 06, 08, 10, 19, 20, 22 e 29. Possono inoltre partecipare anche enti pubblici gestori di aziende agricole per diversi interventi, tra cui SRA01, SRA03 e SRA06. Nel caso dei cerealicoltori, quindi, la platea naturale è quella delle imprese agricole che coltivano seminativi e hanno superfici idonee e correttamente presenti nel fascicolo aziendale.
Un aspetto pratico da non sottovalutare è che le superfici richieste a premio devono risultare nella disponibilità del beneficiario e, per i vari interventi, vanno mantenute per tutta la durata dell’impegno prevista dalla misura. In più, per alcuni interventi gli appezzamenti sono “fissi”, quindi la scelta iniziale va ponderata bene, soprattutto quando si lavora su rotazioni, terreni in affitto o appezzamenti con incertezza di conduzione futura.
Le misure più utili per frumento e cereali vernini
Per chi fa cereali, tra i primi interventi da osservare vi è l’SRA01 – Produzione integrata che sostiene l’adozione dei Disciplinari di Produzione Integrata e richiede l’adesione al SQNPI per la fase di coltivazione. In pratica, significa lavorare seguendo regole tecniche su lavorazioni, avvicendamento, irrigazione, fertilizzazione, difesa fitosanitaria e controllo delle infestanti, oltre alla tenuta del registro delle operazioni colturali e di magazzino. È una misura che può adattarsi bene alle aziende cerealicole già orientate a una gestione tecnica più strutturata, con attenzione ai piani di concimazione e alla razionalizzazione degli input. Per i seminativi, il premio indicato nel bando è di 95 euro/ha.
Molto interessante è poi l’SRA03 – Tecniche di lavorazione ridotta dei suoli. Qui le due strade principali sono la semina su sodo/no tillage e la minima lavorazione o strip tillage. Per la semina su sodo il premio è di 325 euro/ha, mentre per minima lavorazione o lavorazione a bande il premio è di 190 euro/ha. Nel primo caso, la semina deve avvenire senza alterare la struttura del terreno, salvo la stretta fascia di deposizione del seme; nel secondo, la lavorazione non deve invertire gli strati e deve mantenere una copertura superficiale di residui colturali. Per aziende cerealicole che vogliono contenere erosione, perdita di umidità e costi di lavorazione, è uno degli strumenti più centrali del bando.
Cover crop
Un terzo intervento da valutare con attenzione è l’SRA06 – Cover crop, con un premio di 300 euro/ha. Qui il bando richiede che la coltura di copertura sia seminata entro 30 giorni dalla raccolta della coltura precedente e che la coltura successiva sia seminata entro 30 giorni dalla terminazione della cover. La cover autunno-vernina non può essere eliminata prima della fine di febbraio e deve restare presente in campo per oltre 120 giorni. Inoltre, sulle colture di copertura è vietato usare fertilizzanti di orine minerali, prodotti fitosanitari o diserbanti, ed è vietato il pascolamento. Per chi gestisce una rotazione con cereali vernini, la cover crop può essere particolarmente interessante nelle successioni colturali che lasciano finestre utili tra raccolta e nuova semina, oppure in aziende che vogliono aumentare sostanza organica, copertura del terreno e contenimento del dilavamento.
Termini, modalità e attenzione pratica
La domanda deve essere presentata solo per via telematica su Sis.Co. e conta la segnatura di protocollo generata dal sistema regionale. La scadenza ordinaria è fissata al 15 maggio 2026 alle 23:59:59. Il bando ammette una presentazione tardiva fino al 9 giugno 2026, ma con una riduzione dell’1% per ogni giorno di ritardo; oltre quella data la domanda è irricevibile. Regione Lombardia raccomanda, inoltre, di non arrivare all’ultimo momento, proprio per evitare problemi informatici o rallentamenti nella protocollazione.
Per i cerealicoltori il consiglio vero è di non leggere il bando solo in chiave burocratica ma come una verifica di coerenza tra assetto agronomico aziendale e premio disponibile. Chi già lavora o vuole lavorare su rotazioni più evolute, riduzione delle lavorazioni, copertura del suolo, gestione integrata degli input può trovare in queste misure un sostegno reale. Il punto decisivo, però, è selezionare solo gli impegni davvero sostenibili sul piano tecnico e organizzativo, perché si tratta di misure che richiedono continuità, tracciabilità e superfici ben definite. In questo senso, il bando 2026 può essere una buona occasione non solo per incassare un premio, ma per rafforzare la competitività agronomica ed economica dell’azienda cerealicola.
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