Francesco Vincenzi (nelle foto) rieletto all’unanimità alla presidenza di ANBI Emilia-Romagna per il mandato 2026-2030. È questo l’esito dell’assemblea dei soci che, a Bologna, ha confermato per acclamazione l’imprenditore agricolo di Mirandola alla guida dell’associazione che rappresenta i Consorzi di bonifica e irrigazione della regione. Una scelta che arriva in una fase delicata per la gestione della risorsa idrica, in particolare per la regione, tra cambiamenti climatici, dissesto idrogeologico, siccità, alluvioni e necessità di ammodernare le infrastrutture irrigue.
Una conferma nel segno della continuità
La rielezione di Francesco Vincenzi rafforza una linea di continuità istituzionale in un settore sempre più strategico per l’agricoltura e per la sicurezza dei territori. Il presidente, 47 anni, imprenditore agricolo e già presidente di Coldiretti Modena, porta con sé un’esperienza consolidata: guida ANBI nazionale da 12 anni, ANBI Emilia-Romagna da 5 anni e dal 2011 è alla presidenza del Consorzio di bonifica Burana.
Questo lungo percorso gli ha consentito di maturare una conoscenza approfondita delle diverse realtà territoriali, non solo in Emilia-Romagna ma anche a livello nazionale, costruendo nel tempo un patrimonio di relazioni istituzionali e professionali utile ad affrontare un contesto sempre più complesso. Proprio questo bagaglio di competenze viene indicato come uno dei principali elementi di valore per affrontare il nuovo mandato.
Il voto dell’assemblea e i vicepresidenti
L’elezione è avvenuta nella sede di via Masi, a Bologna, al termine dell’assemblea dei soci. Hanno partecipato i presidenti dei Consorzi di bonifica di primo grado di Piacenza, Bonifica Parmense, Emilia Centrale, Burana, Renana, Pianura di Ferrara, Romagna e Romagna Occidentale, oltre al Consorzio per il Canale Emiliano Romagnolo e ai consorzi minori Ronchi di Soarza e San Giuliano, nonché al Consorzio fondiario Canale dei Molini di Imola e Massalombarda.
Nel corso della stessa riunione sono stati nominati, anch’essi all’unanimità, i due vicepresidenti di ANBI Emilia-Romagna: Valentina Borghi, presidente del Consorzio di Bonifica Renana, e Stefano Francia, presidente del Consorzio di Bonifica Romagna.
I cinque anni segnati da pandemia, siccità e alluvioni
Nel suo intervento, Vincenzi ha tracciato un bilancio del mandato appena concluso, segnato da eventi eccezionali che hanno inciso profondamente sull’attività dei Consorzi di bonifica. Il riferimento è a una fase storica in cui le emergenze si sono sovrapposte pandemia, crisi geopolitiche, aumento dei costi energetici, siccità e alluvioni.
«Il quinquennio 2020-2025 è stato denso di eventi, attività e di cambiamenti – ha commentato Francesco Vincenzi – Abbiamo attraversato la pandemia, due anni di alluvioni nel 2023 e nel 2024 e una siccità prolungata nel 2022. Oltre a questo scenario, l’evoluzione altalenante degli equilibri geopolitici internazionali con una dinamica al rialzo dei prezzi delle materie prime non prevedibile Eventi che hanno innescato una serie di attività urgenti di grande rilevanza per i Consorzi : il PNRR – che si conclude quest’anno- con milioni di euro investiti sul territorio emiliano romagnolo dalle bonifiche ), le ordinanze per la ricostruzione a valle delle Alluvioni , le attività collegate al Commissario per la Siccità , i costi lievitati anche per il funzionamento energetico degli impianti.»
Parole che restituiscono il quadro di una struttura chiamata, negli ultimi anni, non solo a svolgere le attività ordinarie di manutenzione e gestione delle reti, ma anche a operare in un regime di emergenza permanente.
Programmazione e presidio del territorio
Accanto agli interventi urgenti, Vincenzi ha richiamato il valore crescente della programmazione. In uno scenario sempre più instabile, strumenti come il PAI, il PGRA e il PNIISSI diventano punti di riferimento per pianificare interventi strutturali e definire priorità coerenti con i bisogni dei territori.
Il presidente ha sottolineato anche il ruolo ordinario ma decisivo dei Consorzi nella manutenzione della rete irrigua e di bonifica, così come nelle attività svolte nelle aree montane, dove la contribuenza viene reinvestita nei territori maggiormente esposti al rischio di dissesto idrogeologico.
In questo quadro, ANBI Emilia-Romagna ha svolto una funzione di raccordo e supporto, assistendo i Consorzi nei tavoli istituzionali regionali e mantenendo un costante collegamento con ANBI nazionale, oltre a rafforzare la comunicazione verso l’esterno.
Le sfide del nuovo mandato 2026-2030
Se il quinquennio appena chiuso è stato segnato dall’emergenza, il prossimo non si presenta meno impegnativo. Sul tavolo restano dossier cruciali per il futuro dell’agricoltura e della gestione dell’acqua in Emilia-Romagna. Tra questi ci sono il deflusso ecologico, il riutilizzo delle acque depurate in agricoltura, il PAI Po, il rinnovamento delle reti irrigue e la costruzione di invasi per aumentare la capacità di stoccaggio della risorsa idrica.
A questi si aggiungono i temi dell’efficienza delle infrastrutture di trasporto dell’acqua, dei servizi ecosistemici e della gestione degli inquinanti emergenti, tutti elementi che richiedono una visione integrata e una forte capacità di coordinamento.
«I temi attenzionati che richiedono costantemente il nostro lavoro sono molteplici e sui quali stiamo già intervenendo: la disciplina del Deflusso Ecologico; quella sul riutilizzo delle acque depurate in agricoltura; il PAI Po, l’ammodernamento e adeguamento delle reti irrigue, la necessaria realizzazione di invasi per lo stoccaggio della risorsa idrica con estensione conseguente del sistema di irrigazione regionale, l’efficienza delle infrastrutture di trasporto con attenzione ai temi dei servizi eco-sistemici e gli inquinanti emergenti e tanto altro. Sfide per le quali il sottoscritto, ANBI Emilia Romagna e i Consorzi di bonifica saranno come sempre in prima linea, forti delle loro professionalità e della loro ferma convinzione per garantire alle comunità e all’universo agricolo produttivo maggiore sicurezza e opportunità di sviluppo».
Video dell’intervista a Francesco Vincenzi diffuso da ANBI-Emilia Romagna.
Un profilo radicato nell’agricoltura
La conferma di Vincenzi alla guida di ANBI Emilia-Romagna si inserisce dunque in una logica di continuità, ma anche nella consapevolezza che il governo della risorsa idrica sarà uno dei nodi più delicati per il futuro del comparto agricolo regionale. Il suo profilo unisce esperienza amministrativa, radicamento nel mondo agricolo e conoscenza dei meccanismi istituzionali.
Accademico dei Georgofili, imprenditore agricolo e amministratore dell’azienda di famiglia, Vincenzi è oggi presidente di ANBI, ANBI Emilia-Romagna, Consorzio di Bonifica Burana e CEA Consorzio Energia e Ambiente. La sua riconferma all’unanimità indica una fiducia piena da parte dell’assemblea e lascia intendere che, almeno sul fronte della governance, il sistema dei Consorzi emiliano-romagnoli intenda affrontare il prossimo quinquennio con una guida forte e condivisa.
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