Pianta biostimolata
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«LA PIANTA BIOSTIMOLATA PRODUCE +4,3%»

Corteva presenta i primi risultati delle sperimentazioni

I biostimolanti Corteva hanno portato a un aumento medio del 4,3% nelle rese delle colture estensive, come grano e riso. Lo ha rivelato Matteo Ceruti, Marketing Manager Crop Protection di Corteva Italia, presentando i primi risultati di Corteva Biologicals. «Stiamo investendo nella biostimolazione e nel biocontrollo dal 2023, anche attraverso le acquisizioni di Symborg e Stoller, che ci hanno portato a detenere, tra le diverse soluzioni, una banca di 700mila ceppi microbiologici sui quali lavoriamo per proporre agli agricoltori sempre nuove soluzioni per ridurre lo Yield gap, cioè il potenziale produttivo che oggi non viene ancora raggiunto in campo» ha detto il manager.

Il ruolo dell’agricoltore nella crescita della Divisione Biologicals è centrale, sia come interlocutore che come apripista verso
soluzioni concrete per vincere le sfide di un’agricoltura moderna e competitiva. Così come la collaborazione con la ricerca. Sullo sfondo, ci sono i vincoli imposti dall’Ue alla chimica in campo, l’avanzare delle sfide climatiche e la competizione con le importazioni, che si misura, per la parte agricola, con la forbice tra resa e produttività.

Le soluzioni di Corteva Biologicals affiancano la proposta genetica e di difesa (Crop Protection) di Corteva e ha tra gli obiettivi quelli di ridurre l’impatto della variabilità ambientale sulle rese e sbloccare al massimo il potenziale produttivo delle colture. L’impegno di Corteva Biologicals è quello di non fermarsi agli effetti visivi, ma “misurare” gli effetti dei biostimolanti “alla pesata”: dal 2023, ha spiegato Ceruti, nelle colture estensive abbiamo raggiunto più di 500.000 ettari trattati con soluzioni di Corteva Biologicals. ; più di 7000 agricoltori raggiunti ogni anno e oltre 300 campi dimostrativi; soprattutto, +4,3% di incremento medio delle rese nelle colture estensive, tra cui riso e frumento.

Analisi dei suoli e piani di utilizzo efficiente dei nutrienti, incluso l’azoto – anche utilizzando gli stabilizzatori dell’azoto che riducono la conversione dalla forma ammoniacale alla forma nitrica – sono due delle azioni coordinate nel pacchetto che si estende al programma Pioneer Sustainability Program (per ora, solo per il mais) che riduce l’impatto ambientale delle coltivazioni: si parla del 20% di riduzione media degli indicatori di impatto, 35% di riduzione dell’impronta carbonica ed emissioni legate ai fertilizzanti minerali ridotte da 36 a 21 kg/Co2.

Nel settore cerealicolo le strategie Biologicals hanno preso corpo a partire dall’introduzione di BlueN, a base di Methylobacterium Symbioticum SB23, un batterio che instaura un meccanismo di Simbiosi efficiente con la pianta una volta entrato dagli stomi. «Il batterio rimane attivo nelle parti aeree della coltura, a livello fogliare, ed è in grado di biostimolare la fotosintesi e migliorare la disponibilità di azoto per la coltura, con un impatto diretto sulla produttività e la qualità della produzione » ha dichiarato Ceruti.

Annunciando che entro il 2030 la società immetterà sul mercato nuove
soluzioni biologicals, sia sul fronte del biocontrollo di insetti patogeni (anche funghi), sia sul fronte della biostimolazione, anche utilizzando i risultati di una ricerca microbiologica all’avanguardia. Soddisfatto Gabriele Burato, Country Leader di Corteva Italia: «La crescita in doppia cifra del segmento Biologicals rappresenta una grande opportunità». Che ha chiosato: «grazie ad un’azione di valorizzazione capillare su territorio italiano, dove abbiamo attive anche iniziative di ricerca, miglioriamo continuamente la conoscenza delle soluzioni Biologicals e di come possono performare al meglio nei contesti specifici dell’Italia ».

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