Il Campo Demo Cereali 2026, organizzato da Agricola 2000 al CERZOO di Piacenza, ha messo al centro il rapporto tra andamento climatico, sanità della coltura e strategie di difesa dei cereali. La giornata del 28 maggio ha previsto la visita alle prove sperimentali, la presentazione della prova fungicida e il confronto diretto con le aziende produttrici, prima del passaggio alle prove varietali.
L’annata è stata particolare. Dopo un autunno-inverno piovoso, con oltre 100 millimetri di pioggia nel solo mese di febbraio, la primavera è stata piuttosto asciutta. Le precipitazioni sono tornate da metà maggio, sostenendo il riempimento della granella, ma le temperature elevate hanno accelerato il ciclo fenologico. «La stagione è andata tutto sommato bene», ha spiegato Daniele Villa di Agricola 2000, ricordando che la bassa pressione delle malattie fogliari è stata favorita anche dalla siccità primaverile.
Poche malattie, ma attenzione alla spiga
Il fatto che un’annata presenti una pressione fungina contenuta non significa che la difesa possa essere trascurata. Nel campo di Piacenza, il piano tecnico ha previsto un solo intervento di difesa in concomitanza con l’erbicida nella seconda metà di maggio per alcune prove, mentre le prove fungicide su frumento duro sono state costruite con due applicazioni mirate.
La prima applicazione è stata effettuata il 17 aprile, allo stadio BBCH 39, in corrispondenza dell’emissione della foglia bandiera. La seconda è arrivata il 4 maggio, allo stadio BBCH 61, quindi in fioritura. È una scelta tecnica chiara: proteggere gli organi decisivi per l’accumulo e intervenire nel momento in cui la spiga diventa vulnerabile alle infezioni.
Il frumento duro, più suscettibile rispetto ad altri cereali, ha comunque mostrato una buona riuscita nel campo. Le differenze tra parcelle trattate e testimoni non trattati sono risultate visibili, soprattutto dove la fusariosi ha trovato condizioni favorevoli.
Oidio favorito dal microclima
Marzo e aprile siccitosi, insieme a temperature medie elevate, hanno ridotto la diffusione delle principali malattie fogliari. Tuttavia, il microclima creatosi nella coltura ha favorito la comparsa dell’oidio, riconoscibile per la tipica muffa biancastra.
L’assenza di piogge dilavanti ha contribuito alla sua permanenza e diffusione. In alcune parcelle l’oidio è risalito dalle foglie basali fino a quelle apicali, diventando ben visibile in campo. Non sempre questo patogeno viene percepito come il problema principale del frumento ma, in determinate condizioni, può incidere sulla funzionalità fogliare.
Le strategie fungicide presentate hanno permesso di sostenere anche lo stay green della pianta, grazie ad un effetto di rinverdimento, contribuendo a mantenere più a lungo la superficie fotosintetizzante attiva. È un punto importante, soprattutto in stagioni calde, dove la senescenza accelera e il periodo utile per riempire la granella tende a restringersi.
Fusariosi: il testimone parla chiaro
La fusariosi della spiga resta il tema più delicato. Le piogge in fioritura hanno creato condizioni favorevoli alla comparsa della malattia, osservabile in particolare nelle parcelle dei testimoni non trattati. La successiva ondata di caldo dell’ultima settimana ha, poi, bloccato l’evoluzione dell’infezione, ma non ne ha cancellato la presenza.
Daniele Villa ha sintetizzato bene il messaggio tecnico emerso dal campo: «Si è presentata anche la fusariosi quest’anno: le alte temperature dell’ultima settimana l’hanno bloccata ma si è visto che le parcelle trattate con adeguata difesa fungicida mostrano un’evidenza e una severità della malattia notevolmente inferiore, prossima allo zero».
Il confronto con i testimoni non trattati è stato particolarmente utile. «Nei testimoni non trattati c’è incidenza anche in funzione della suscettibilità varietale», ha aggiunto Villa. Da qui la raccomandazione: la fusariosi è «una malattia sempre da tenere sotto controllo e non trascurare mai perché poi può presentare brutte sorprese al momento della raccolta».
Difesa e qualità della granella
Il punto non è solo la resa. La fusariosi incide anche sulla qualità sanitaria della granella e sul rischio micotossine. Per questo l’osservazione visiva in campo è soltanto il primo passaggio. La valutazione completa arriverà con le analisi dopo la raccolta, quando sarà possibile verificare l’eventuale presenza di contaminanti.
In annate come questa, il rischio può essere sottovalutato. La primavera asciutta riduce la percezione del problema, ma basta una finestra piovosa in fioritura per riaprire la partita. La difesa della spiga serve proprio a gestire questo rischio, proteggendo la coltura in una fase in cui il margine di errore è ridotto.
Le strategie viste in campo hanno previsto anche l’impiego di protioconazolo, sostanza attiva che contribuisce al contenimento delle principali patologie e ha un effetto rinverdente sulla pianta. Il mantenimento di una maggiore vitalità vegetativa è risultato evidente nel confronto tra parcelle, con una senescenza più contenuta dove la difesa è stata gestita correttamente.
La difesa parte dalla varietà
Campo Demo Cereali ha confermato anche un altro principio: la difesa non si costruisce solo con il trattamento fungicida. La suscettibilità varietale resta un fattore determinante. Alcuni materiali reagiscono meglio, altri mostrano maggiore incidenza, soprattutto in presenza di fusariosi.
Per questo la visita alle prove fungicide e quella alle prove varietali vanno lette insieme. La scelta della varietà, l’epoca di semina, la gestione della fertilizzazione, la rotazione e il trattamento in fioritura sono tasselli dello stesso sistema.
In un contesto di temperature crescenti, cicli fenologici accelerati e piogge distribuite in modo irregolare, la difesa dei cereali dovrà essere sempre più tempestiva e integrata. Anche quando la pressione sembra bassa, la spiga resta l’ultimo passaggio da proteggere. Perdere qualità e sanità proprio alla fine del ciclo sarebbe il rischio più costoso.
Il video dell’intervista a Daniele Villa a Campo Demo Cereali 2026.
Alcune immagini della giornata: tra le spighe di frumento, in evidenza alcuni casi di attacchi di fusariosi.
Autore: Azzurra Giorgio
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