La gestione delle infestanti nel frumento alessandrino non è più una questione ordinaria. Lo si è visto chiaramente durante la tappa di Filiera Connessa 2026 – Cooperiamo per il frumento alessandrino, organizzata da SATA il 13 maggio nell’areale di Alessandria, con visite in campo, piattaforme sperimentali e confronto diretto tra tecnici, aziende agricole, ricerca e imprese della filiera.
Il tema del diserbo è stato uno dei più sentiti. Nell’areale alessandrino, infatti, loietto, papavero, avena e alopecuro stanno creando difficoltà crescenti, soprattutto dove negli anni si è fatto affidamento su strategie ripetute e semplificate. Secondo quanto emerso durante la giornata, il problema non riguarda più singoli appezzamenti, ma un fenomeno ormai diffuso in diverse zone della provincia, da Alessandria a Quattordio, da Novi Ligure fino a Casale Monferrato.
Resistenze sempre più diffuse
Nel frumento tenero della provincia di Alessandria il punto critico è la diffusione di popolazioni resistenti ai principali meccanismi d’azione impiegati nei trattamenti di post-emergenza, in particolare inibitori di ALS e ACCasi. Si tratta di una situazione che complica la gestione delle graminacee, ma non solo. Negli ultimi anni sono stati segnalati anche casi di papavero con resistenze verso meccanismi d’azione ormonici.
Giovanni Campagna, malerbologo, ha ricordato durante la giornata come la resistenza rappresenti spesso solo la punta dell’icebege del problema. Alla base ci sono rotazioni strette, monosuccessione, riduzione delle lavorazioni meccaniche e ripetizione degli stessi principi attivi. In questo quadro, il loietto è una delle infestanti più pericolose, perché molto competitivo, capace di espandersi rapidamente e favorito dalla dispersione del polline. L’avena, invece, tende ad allargarsi in modo più localizzato, ma diventa difficile da contenere quando mancano tempo, manodopera e margini per interventi puntuali in campo.
Il caso del frumento alessandrino
La testimonianza di Roberto Gavio, cerealicoltore della provincia di Alessandria presente all’evento, ha dato concretezza al problema. Gavio ha segnalato come nelle ultime stagioni loietto, avena e papavero stiano mostrando resistenze di grave intensità nella zona. E’ un problema che può avere conseguenze sulla qualità della granella e sulla gestione della raccolta.
Questo è un passaggio importante, perché dimostra che il tema non è solo tecnico o sperimentale. Le resistenze incidono direttamente sulla redditività del frumento: aumentano i costi, riducono l’efficacia degli interventi, peggiorano la pulizia del campo e possono rendere più complicata la trebbiatura. In un contesto di margini già stretti, anche una gestione non perfettamente riuscita delle infestanti può diventare un fattore economico decisivo.
Tornare al diserbo precoce
Il messaggio emerso dal campo dimostrativo è chiaro: per rompere il ciclo delle resistenze occorre tornare a strategie che impieghino meccanismi d’azione differenti, in particolare prodotti residuali applicati in pre-emergenza o in post-emergenza precoce, nella fase di 2-3 foglie del frumento.
Queste tecniche erano state in parte abbandonate a favore di una gestione più semplice, basata sui trattamenti primaverili. Oggi, però, tornano centrali. Il campo ha mostrato che le strategie precoci possono garantire efficacia e selettività paragonabili ai trattamenti classici di primavera. Le eventuali lacune su infestanti specifiche, come per l’Avena, possono poi essere corrette con un secondo passaggio mirato.
Il dato agronomico va letto anche alla luce delle condizioni del sito dimostrativo: i tecnici di Sata hanno ricordato che qui il terreno è a tessitura franca, pH mediamente alcalino, scheletro trascurabile, dotazione media di azoto e livelli elevati di fosforo e potassio. La semina è avvenuta a fine ottobre, mentre le piogge rilevate dalla capannina meteo di Tortona dal 1° ottobre 2025 all’11 maggio 2026 sono state pari a 335 millimetri.
La linea Corteva in campo
Tra le soluzioni presentate, Corteva ha portato una strategia completa pensata proprio per affrontare graminacee resistenti e dicotiledoni difficili. La linea prevede l’impiego di Eledura, prodotto a tre vie per il controllo delle graminacee resistenti, con applicazione in post-emergenza precoce secondo etichetta.
A questa prima fase può seguire un secondo passaggio con Zypar, indicato come alternativa agli ormonici per la gestione del papavero. La strategia può essere completata con Fencade e Wetting Plus, utilizzato come bagnante. L’impostazione tecnica è quella di non affidare tutto a un unico intervento tardivo, ma di costruire un programma che alterni meccanismi d’azione e tempistiche, riducendo la pressione selettiva.
Cooperare per decidere meglio
Il valore di eventi come Filiera Connessa sta proprio nella possibilità di vedere in campo le soluzioni, confrontarle con le criticità reali delle aziende e discuterle con tecnici e agricoltori. Nel frumento alessandrino, dove la pressione delle infestanti resistenti è ormai evidente, la condivisione delle esperienze diventa uno strumento operativo.
La direzione sembra tracciata: più prevenzione, più integrazione tra strategie chimiche e agronomiche, maggiore attenzione alle finestre di intervento e meno affidamento al solo post-emergenza primaverile. Anche il diserbo meccanico ha un ruolo fondamentale e contribuisce alla riduzione degli input chimici: oggi è possibile realizzarlo con tecnologie di precisione, sito-specifiche, che consentono di risparmiare potenza, come presentato ad Alessandria dall’Università degli Studi di Milano.
Perché oggi, nel frumento, il diserbo non è più solo una pratica di pulizia del campo. È una scelta che incide sulla qualità, sulla raccolta e sulla sostenibilità economica della coltura.
Alcune foto dell’evento in campo
Autore: Azzurra Giorgio
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