Temperature ancora elevate, corsi d’acqua in sofferenza e piogge che, quando arrivano, possono concentrarsi in pochissimo tempo. È il quadro delineato dall’ultimo Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, che segnala criticità diffuse lungo tutta la Penisola.
Per l’agricoltura il tema è duplice: da una parte la scarsità d’acqua, che non riguarda più soltanto il Mezzogiorno; dall’altra precipitazioni sempre più irregolari, capaci di scaricare grandi quantità d’acqua in tempi molto brevi e su aree ristrette.
Nord, anno idrologico in deficit
Secondo ANBI, il Nord Italia chiude l’anno idrologico 2025-2026 con un bilancio negativo.
In Lombardia il deficit annuale supera il 24%, pari a quasi 350 milioni di metri cubi in meno nelle riserve idriche, secondo i dati ARPA Lombardia riportati dall’Osservatorio. In calo anche i grandi laghi: Verbano al 21,3% di riempimento, Lario al 36,5%, Benaco al 45% e Sebino al 67,1%.
Anche i fiumi mostrano portate ridotte. Nel Tanaro scorre il 44% dell’acqua normalmente presente nel periodo, mentre i deficit raggiungono il 57% per la Stura di Lanzo e il 53% per il Toce.
Il Po presenta valori inferiori alle medie storiche in diverse sezioni: -54% a Isola Sant’Antonio, -55% a Piacenza e -47% a Pontelagoscuro.
Situazione difficile anche in Emilia-Romagna, dove circa metà del territorio chiude l’anno idrologico in perdita e diversi corsi d’acqua appenninici registrano portate molto basse.
Sud, piogge intense ma molto irregolari
Nel Mezzogiorno il quadro è differente ma non meno problematico. Le ultime precipitazioni hanno mostrato ancora una volta quanto gli eventi possano essere concentrati e localizzati.
Sulla penisola sorrentina, ad esempio, a Pimonte sono caduti 76,6 millimetri di pioggia, mentre a Gragnano, distante appena due chilometri in linea d’aria, si sono fermati a 0,4 millimetri. A Siracusa sono stati registrati 77,8 millimetri in meno di tre ore, mentre a Catania un nubifragio ha scaricato circa 50 millimetri.
Nel Cosentino, le precipitazioni intense hanno provocato l’esondazione del torrente Scirocco a Paola.
ANBI lega questi fenomeni anche alle elevate temperature del Mediterraneo, dove in alcune aree si registrano anomalie superiori ai 3 gradi. In queste condizioni, l’arrivo di masse d’aria più fredde può favorire episodi temporaleschi particolarmente intensi.
Puglia, riserve ancora sotto osservazione
Nel Sud agricolo resta centrale anche il tema delle riserve.
In Puglia l’Osservatorio segnala una riduzione di oltre 4 milioni di metri cubi nei volumi contenuti nel bacino di Occhito. A servizio delle campagne foggiane restano 102,59 milioni di metri cubi di risorsa idrica.
Il dato è, comunque, migliore rispetto allo scorso anno: ANBI indica infatti un surplus di 47,43 milioni di metri cubi rispetto al 2025.
In Campania, invece, le piogge recenti hanno favorito una risalita dei livelli di Volturno, Sele e Garigliano, anche se quest’ultimo resta ancora sotto i valori registrati negli anni più recenti.
«Servono piani di adattamento»
Non c’è più tempo e non si può più osservare ed aspettare: anche le amministrazioni e le istituzioni devono muoversi con convinzione e mettere in atto piani strutturali. Per Francesco Vincenzi, presidente di ANBI, la questione non può essere affrontata solo in termini emergenziali.
«Contestualmente vanno finanziati piani di adattamento alle nuove evenienze meteorologiche; la prevenzione fa risparmiare in termini economici e sociali», afferma Vincenzi.
E aggiunge: «Noi siamo pronti con progetti cantierabili e dimostrata efficienza operativa; ora tocca alla politica passare dall’etica della consapevolezza a quella della responsabilità».
Per il settore agricolo il messaggio che emerge è chiaro: la criticità non riguarda più soltanto la quantità totale di pioggia, ma anche la sua distribuzione nel tempo, la capacità di accumulo e la disponibilità effettiva della risorsa nei periodi di maggiore fabbisogno.
Arrivati a questo punto, cosa dice la politica?
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