Che cosa significa produrre un grano duro di qualità? È la domanda attorno alla quale LiberiAgricoltori ha avviato sui social la campagna #NOISIAMOQUELLOCHEMANGIAMO, promossa da Mimmo Viscanti, presidente di LiberiAgricoltori Puglia.
L’iniziativa punta, innanzitutto, a valorizzare il grano duro italiano e a mettere in discussione un concetto di qualità che, secondo Viscanti, nella filiera è diventato eccessivamente dipendente dal contenuto proteico della granella.
Il tema non è secondario. Le proteine rappresentano uno dei principali parametri qualitativi e commerciali del frumento duro e sono particolarmente importanti per la trasformazione. Secondo LiberiAgricoltori, tuttavia, nella valutazione della materia prima dovrebbe trovare maggiore spazio anche il legame con il territorio e con le caratteristiche della produzione nazionale.
Dalle proteine all’origine
Con la campagna Viscanti introduce anche il tema della relazione tra alimentazione e salute, sostenendo la necessità di approfondire le caratteristiche nutrizionali e la digeribilità dei prodotti ottenuti da differenti tipologie di grano.
Il messaggio che l’associazione vuole portare al consumatore è, comunque, più ampio: conoscere maggiormente la provenienza della materia prima e attribuire valore alla produzione cerealicola italiana.
«Gli agricoltori stanno fermando i trattori»
Dietro la campagna c’è, infatti, soprattutto la difficile situazione economica delle aziende cerealicole. Viscanti descrive una cerealicoltura meridionale alle prese con prezzi del grano insufficienti rispetto ai costi, aumento delle spese per carburanti e mezzi tecnici e aziende spesso indebitate per investimenti effettuati negli anni precedenti.
Una situazione che, secondo il presidente di LiberiAgricoltori Puglia, starebbe inducendo alcuni produttori a limitare le lavorazioni e a interrogarsi sulla convenienza stessa della prossima semina.
«Oggi fare l’agricoltore non conviene più», afferma Viscanti, descrivendo provocatoriamente quella in corso come una sorta di protesta silenziosa: anziché portare i trattori in piazza, alcuni agricoltori starebbero scegliendo di lasciarli fermi.
Il problema, sottolinea, è che anche non seminare ha conseguenze: molte aziende devono sostenere rimborsi dei mutui e investimenti: rinunciare alla produzione significa rinunciare alle entrate necessarie per farvi fronte.
È da questo scenario che nasce #NOISIAMOQUELLOCHEMANGIAMO: una campagna che prova a collegare la crisi dei produttori alla richiesta di riconoscere maggiore valore al grano duro italiano e di aprire una discussione più ampia su cosa debba significare, lungo la filiera, la parola “qualità”.
Foto di Mimmo Viscanti
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