Ancora aumenti, ma contenuti, alla Cun grano duro e alla Granaria di Milano. Il mercato è ancora trascinato verso l’alto dalle tensioni internazionali, che compensano i buoni raccolti. Dall’inizio del 2026 i prezzi internazionali del grano tenero e del grano duro hanno registrato aumenti rispettivamente del 50% e del 58%. La Cia Centro Lombardia ha emesso un comunicato stampa per sottolineare che «dietro alle grandi dinamiche dei mercati internazionali ci sono le nostre aziende agricole, i nostri territori e la capacità del sistema agroalimentare di continuare a produrre. Non possiamo considerare l’agricoltura soltanto quando i prezzi aumentano o quando una crisi internazionale mette in discussione gli approvvigionamenti». Insomma, i prezzi crescono ma la sensazione di precarietà è diffusa tra gli operatori.
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L’ultimo rapporto WASDE – scrive un report d’Oltre Oceano – ha segnalato un aumento della produzione globale di grano e delle scorte finali, ma le previsioni al ribasso sulle esportazioni russe e ucraine continuano a restringere le prospettive di disponibilità di grano esportabile. Guardando al durum, bisogna dire che nel Canada occidentale, l’attenzione si sta spostando sempre più dalla produzione totale alla qualità, dato che le recenti piogge l’hanno compromessa. «Un periodo di tempo caldo e asciutto potrebbe ancora consentire alla raccolta nelle praterie di procedere rapidamente, ma ulteriori ritardi aumenterebbero il rischio per la qualità. Le stime di produzione di Statistics Canada, l’andamento della raccolta in Canada e gli sviluppi relativi al trasporto marittimo nel Mar Nero probabilmente influenzeranno l’andamento del mercato questa settimana» sostengono gli analisti americani.




