ecco i migliori duri bio
Home » ECCO I MIGLIORI DURI BIO

ECCO I MIGLIORI DURI BIO

Pubblichiamo tutti i dati delle sperimentazioni Crea

Grano duro bio: i risultati varietali per le semine 2026

La Rete nazionale frumento duro, coordinata dal CREA-CI di Foggia nell’ambito del Piano nazionale sementi biologiche (Pnsb), finanziato dal Masaf, ha fornito anche quest’anno indicazioni utili per le aziende agricole impegnate nella produzione di frumento duro biologico. La sperimentazione è stata condotta in collaborazione con aziende agricole ed enti pubblici e privati (tabella A).

Il panel varietale testato

Nella stagione 2025-26 sono stati valutati 25 materiali (tabella varietà), suddivisi in tre gruppi: 18 varietà commerciali, 6 Materiali eterogenei biologici (Meb) e una varietà storica. I Meb sono popolazioni caratterizzate da un’elevata diversità genetica e fenotipica interna, a differenza delle varietà commerciali, contraddistinte da una maggiore uniformità. Cappelli è stata inserita come varietà storica di riferimento. Il panel è stato quindi strutturato per confrontare materiali geneticamente e agronomicamente differenti, valutandone il comportamento produttivo e qualitativo e la capacità di adattamento alle condizioni di coltivazione biologica.

La sperimentazione è stata condotta in 8 campi di prova, rappresentativi di alcuni dei principali areali cerealicoli italiani e distribuiti in tre macroaree: Sud-Isole, Centro Tirrenico e Centro Adriatico.

Considerata la taglia elevata dei Meb e la loro diffusione prevalentemente meridionale, l’intero panel di 25 materiali è stato saggiato in tre delle otto località (Foggia, Troia e Aidone), mentre nei restanti cinque campi (Policoro, Alberese-Rispescia, Tarquinia, Jesi e Pollenza) la prova è stata condotta su un panel ridotto di 19 varietà. (Prosegue dopo la tabella)

I risultati produttivi

La produzione media della Rete è stata pari a 3,21 t/ha (tabella 1), con differenze marcate sia tra le macroaree sia tra le singole località. Pur in presenza di un’ampia variabilità interna, il Centro Adriatico è risultato l’areale più produttivo, con una resa media di 4,60 t/ha, seguito dal Sud-Isole con 2,85 t/ha e dal Centro Tirrenico con 2,55 t/ha.

Ancora più evidente è risultata la variabilità tra i singoli campi di prova. Jesi, con 6,00 t/ha, ha fatto registrare la produzione media più elevata, seguita da Troia con 4,20 t/ha. A Pollenza e Tarquinia le rese si sono attestate poco sopra le 3 t/ha, mentre Aidone, con 1,52 t/ha, è risultata la località meno produttiva. Tra i due estremi si osserva quindi un divario produttivo di quasi 4,5 t/ha, a conferma della forte eterogeneità delle condizioni ambientali incontrate dalla Rete nel corso dell’annata.

La graduatoria generale vede ai primi posti le varietà moderne. Monastir risulta la cultivar più produttiva della Rete, con 3,72 t/ha e indice di resa 116, seguita da Confucio (3,64 t/ha; indice 114), Antalis (3,62 t/ha; 113), RGT Aventadur (3,57 t/ha; 112) e RGT Voilur (3,50 t/ha; 110). Oltre alle elevate rese medie, le varietà elencate si distinguono anche per l’ampia adattabilità negli ambienti testati: Monastir e Antalis hanno infatti registrato rese pari o superiori alla media di campo in 7 degli 8 ambienti di prova, seguite da Confucio, RGT Aventadur e RGT Voilur (6 campi su 8).

Nel Sud-Isole emerge soprattutto Monastir, con un indice medio di resa pari a 134, seguita da Antalis (121), RGT Aventadur (120) e Negus (119). Un comportamento particolarmente stabile è stato osservato in SIF Prossimo e Federico II, entrambe con indice pari o superiore a 100 in tutti e quattro i campi dell’areale. L’analisi delle singole località evidenzia tuttavia risposte varietali differenti. A Foggia le migliori performance sono state registrate da Confucio e Negus, entrambe con indice superiore a 150. A Troia si è distinta Giulio (129), seguita da SIF Prossimo (126), RGT Aventadur e Claudio (entrambe 125). Particolarmente marcata è stata la risposta di Monastir ad Aidone, dove ha raggiunto un indice di 201, corrispondente a una produzione circa doppia rispetto alla media di campo; nello stesso ambiente si è distinta anche Antalis (155). A Policoro, invece, il risultato migliore è stato ottenuto da RGT Voilur (134), seguita da Negus (125).

Nel Centro Tirrenico RGT Voilur ha fatto registrare la migliore performance media, con indice 129, seguita da Confucio (122) e RGT Rangodur (118). Le stesse tre varietà occupano le prime posizioni ad Alberese-Rispescia, mentre a Tarquinia si distinguono SIF Inizio (117), Negus (112) e Giulio (111). In termini di adattabilità ai due ambienti dell’areale, Monastir, Farah, RGT Aventadur, Platone, Antalis e Bourbon hanno raggiunto o superato la media di campo in entrambe le località.

Nel Centro Adriatico, caratterizzato dalle rese medie più elevate della Rete, si distinguono Monastir, Antalis, Confucio, Platone e Giulio, tutte con indice medio di areale compreso tra 107 e 110 e con rese pari o superiori alla media in entrambe le località. A Jesi le migliori performance sono state ottenute da Antalis (117), Platone (113) e RGT Rangodur (111), mentre a Pollenza spiccano Monastir e Anvergur, entrambe con indice 116.

Caratteri agronomici

I principali caratteri agronomici rilevati nel corso della sperimentazione (tabella 2) hanno evidenziato una marcata variabilità sia tra i materiali in prova sia tra gli ambienti.

L’epoca di spigatura si è attestata mediamente a 24 giorni dal 1° aprile, con una discreta variabilità sia tra le varietà sia tra gli ambienti di prova. Tra le cultivar commerciali, Federico II e SIF Prossimo sono risultate le più precoci, con spigatura rispettivamente a 18 e 19 giorni dal 1° aprile, mentre SIF Inizio è risultata la più tardiva (33 giorni), insieme alla varietà storica Cappelli (33 giorni). Tra i Meb, particolarmente precoce è risultato MEB_6, con 15 giorni dal 1° aprile. A livello ambientale, la spigatura è risultata più precoce ad Alberese-Rispescia (15 giorni) e più tardiva a Tarquinia (44 giorni), evidenziando un intervallo di quasi un mese tra i due ambienti.

L’altezza delle piante è stata mediamente di 97 cm, ma con differenze molto marcate tra i diversi gruppi di materiali. Le varietà commerciali moderne hanno mostrato generalmente una taglia più contenuta, compresa tra i 79 cm di RGT Voilur e i 94 cm di SIF Prossimo. Decisamente superiore è risultata invece la taglia dei Meb, con valori che hanno raggiunto 142 cm in MEB_3, fatta eccezione per MEB_6, caratterizzato da un’altezza più contenuta. Cappelli, con circa 131 cm, ha confermato la tipica taglia elevata delle varietà storiche.

La densità di spighe a m2, rilevata unicamente nella prova di Alberese-Rispescia, è risultata mediamente pari a 192 spighe/m². Tra le cultivar, SIF Prossimo (236 n./m²) e RGT Voilur (230 n./m²) hanno mostrato i valori più elevati.

Caratteri merceologici e qualitativi

La valutazione dei materiali è stata completata dall’analisi dei principali caratteri merceologici e qualitativi della granella (tabella 2). Peso ettolitrico, peso dei 1.000 semi e tenore proteico hanno mostrato risposte differenziate sia tra i materiali sia tra gli ambienti di prova.

Il peso ettolitrico medio della Rete è stato pari a 82,6 kg/hL. Tra i Meb, quattro dei sei materiali saggiati hanno fatto registrare valori superiori a 83 kg/hL, con MEB_1 che, con 84,6 kg/hL, ha raggiunto il valore più elevato dell’intero panel. Tra le varietà moderne SIF Prossimo ha fatto registrare il valore più elevato (84,4 kg/hL). Valori superiori a 83,5 kg/hL sono stati registrati anche da Antalis, Federico II e Claudio, che confermano i buoni risultati dello scorso anno, e da Farah, al primo anno nella Rete.

Il peso dei 1.000 semi è risultato mediamente pari a 42,0 g, con una buona variabilità tra i materiali in prova. Come lo scorso anno, Federico II (48,1 g) e Cappelli (47,0 g) hanno fatto registrare i valori più elevati. Particolarmente marcate sono risultate anche le differenze tra gli ambienti, con valori compresi tra i 36,5 g di Aidone e i 52,9 g di Jesi.

Il tenore proteico medio della Rete si è attestato al 12,9% s.s., mostrando una marcata variabilità sia tra i materiali sia tra gli ambienti di prova. I valori più elevati sono stati osservati nella varietà storica Cappelli (15,0% s.s.), che si conferma ai vertici per contenuto proteico, come già osservato nelle stagioni 2023-24 e 2024-25. Valori elevati sono stati registrati anche in alcuni Meb, mentre tra le varietà commerciali si sono distinte Federico II (13,4%) e SIF Prossimo (13,3%). Particolarmente evidente è risultata la variabilità tra le località, con valori medi compresi tra il 10,7% di Foggia e il 14,5% di Tarquinia.

In generale, negli ambienti caratterizzati dalle rese più elevate il tenore proteico è risultato più contenuto, come osservato a Jesi, dove alla produzione più alta della Rete si è associato un contenuto proteico dell’11,6%, coerentemente con il noto effetto di diluizione della proteina all’aumentare della resa. Al contrario, alle produzioni più contenute di Tarquinia, Alberese-Rispescia e Policoro si sono associati tenori proteici più elevati, rispettivamente pari al 14,5, 13,8 e 13,9%. Fa eccezione Troia, dove a una resa elevata (4,20 t/ha) si è associato anche un buon tenore proteico (13,3%), evidenziando un favorevole equilibrio tra produttività e accumulo proteico.

Il comportamento dei Meb

Un approfondimento specifico ha riguardato i sei Materiali eterogenei biologici (Meb), valutati insieme alle varietà commerciali e a Cappelli nei tre campi di Foggia, Troia e Aidone.

Dal punto di vista agronomico, i Meb hanno mostrato caratteristiche nettamente distinte rispetto alle moderne cultivar commerciali, soprattutto per la maggiore taglia delle piante, superando i 130-140 cm, a fronte di valori generalmente inferiori ai 95 cm nelle varietà moderne. Fa eccezione il MEB_6, caratterizzato da una taglia più contenuta e da una maggiore precocità.

Sul piano produttivo, MEB_1 ha mostrato il comportamento più interessante tra i materiali eterogenei, con una resa media di 2,66 t/ha nei tre ambienti di prova. Il materiale ha inoltre superato la varietà storica Cappelli in tutti e tre gli ambienti comuni, con indici di resa pari rispettivamente a 78 contro 45 a Foggia, 78 contro 59 a Troia e 137 contro 109 ad Aidone. Buono anche il comportamento di MEB_6, secondo tra i Meb per produttività media, con 2,51 t/ha. Nel complesso, tuttavia, i materiali eterogenei hanno mostrato livelli produttivi inferiori rispetto alle cultivar commerciali più performanti.

Per il tenore proteico, MEB_3 ha fatto registrare il valore più elevato tra i materiali eterogenei (14,1% s.s.), seguito da MEB_2 (13,6%) e MEB_5 (13,3%), pur senza raggiungere Cappelli (15,0% s.s.), che si conferma il riferimento del panel per questo carattere.

In conclusione

I risultati 2025-26 confermano un quadro ormai consolidato per il biologico: nel breve periodo, chi deve massimizzare la resa trova nelle costituzioni moderne a taglia contenuta  – Monastir, Confucio e Antalis in testa – le risposte più solide e stabili tra gli areali. Cappelli e i materiali eterogenei biologici non reggono il confronto produttivo, ma restano una risorsa per chi cerca materiali adattabili e una buona qualità della granella. Considerato che la valutazione dei Meb ha interessato soltanto tre ambienti, saranno necessarie ulteriori annate di sperimentazione per verificarne la stabilità e l’adattabilità.

La forte variabilità ambientale registrata nell’annata, dalle 6,00 t/ha di Jesi alle 1,52 t/ha di Aidone, conferma inoltre l’importanza di orientare la scelta varietale in funzione delle specifiche condizioni pedoclimatiche, valorizzando sia i materiali caratterizzati da un comportamento più stabile tra gli ambienti sia quelli che hanno espresso prestazioni particolarmente favorevoli in specifici contesti.

Il lavoro della Rete, e in particolare l’approfondimento sui materiali eterogenei, prosegue con l’obiettivo dichiarato dal Pnsb: ampliare l’offerta di semente davvero adatta al biologico, in vista della fine del regime derogatorio previsto per il 2036.

Autori: P. Spadanuda, F. Fania, I. Pecorella, P. De Vita, CREA Cerealicoltura e colture Industriali, Foggia

Rete Nazionale di confronto varietale per la cerealicoltura biologica – frumento duro_TAB.1

Rete Nazionale di confronto varietale per la cerealicoltura biologica – frumento duro_TAB.2

Puoi seguirci anche sui social, siamo su Facebook, Linkedin e Instagram

 

Iscriviti alla nostra Newsletter e al servizio Whatsapp!

Cliccando "Accetto le condizioni" verrà conferito il consenso al trattamento dei dati di cui all’informativa privacy ex art. 13 GDPR.

Informativa sulla Privacy

Informativa sulla Privacy - WhatsApp

* Campo obbligatorio