Dal campo alla banca nel ghiaccio: il deposito della collezione di grano del CREA nelle Isole Svalbard
Nell’ottobre 2026 una selezione di preziose risorse genetiche di frumento tenero conservate presso la banca del germoplasma del CREA ha intrapreso un lungo viaggio. La destinazione finale è stata lo Svalbard Global Seed Vault, il più importante deposito di sicurezza per sementi al mondo, situato nell’arcipelago norvegese delle Svalbard, oltre il Circolo Polare Artico. Questo conferimento rappresenta un passo significativo per la tutela del patrimonio agricolo italiano e per la conservazione della biodiversità coltivata a beneficio delle generazioni future.
Un patrimonio da preservare
Le varietà agricole tradizionali e le risorse genetiche conservate nelle banche del germoplasma costituiscono una riserva insostituibile di diversità biologica. Nel corso dei secoli gli agricoltori hanno selezionato e adattato colture capaci di rispondere alle condizioni ambientali dei diversi territori. Molte di queste varietà sono oggi scomparse dai campi, sostituite da cultivar moderne più produttive e uniformi. Tuttavia, i caratteri genetici presenti nelle varietà storiche continuano a rappresentare una fonte fondamentale per il miglioramento genetico delle colture.
La banca del germoplasma del CREA Cerealicoltura e colture industriali di Vercelli conserva oltre 4000 accessioni di frumento, comprendenti varietà tradizionali, popolazioni locali e materiali di elevato interesse storico e scientifico. Questi campioni vengono mantenuti, rigenerati periodicamente e messi a disposizione della ricerca e dei programmi di miglioramento genetico.
Perché depositare semi a Svalbard
Le banche del germoplasma adottano rigorose procedure di conservazione a lungo termine. Tuttavia, nessuna struttura può essere considerata completamente immune da eventi imprevisti quali calamità naturali, guasti tecnici, incidenti o conflitti. Per questo motivo la comunità internazionale promuove la duplicazione di sicurezza delle collezioni più importanti.
Lo Svalbard Global Seed Vault svolge proprio questa funzione. Inaugurato nel 2008 e scavato nel permafrost di una montagna dell’isola di Spitsbergen, oltre il circolo polare artico, il deposito offre condizioni ambientali ideali per la conservazione dei semi a lungo termine. Le basse temperature naturali e l’elevato livello di sicurezza garantiscono una protezione aggiuntiva alle collezioni conservate nei diversi Paesi.
I semi depositati, finora oltre 1,4 milioni di campioni da oltre 6500 specie diverse, restano di proprietà delle istituzioni che li hanno inviati. Svalbard agisce come una sorta di “cassaforte globale”, dove vengono custodite copie di sicurezza delle collezioni nazionali e internazionali.
La scelta dei materiali
Per questo deposito il CREA di Vercelli ha selezionato una serie di accessioni di frumento particolarmente rappresentative della cerealicoltura italiana. Tra queste figurano varietà locali e alcuni dei più importanti frumenti ottenuti da Nazareno Strampelli, il pioniere del miglioramento genetico del grano in Italia.
Le varietà sviluppate da Strampelli all’inizio del Novecento hanno rappresentato una svolta per la cerealicoltura italiana. Cultivar come Mentana, Ardito, Villa Glori e Damiano Chiesa hanno contribuito ad aumentare la produttività, migliorare l’adattamento agronomico e favorire la modernizzazione della coltivazione del frumento.
In particolare, Mentana occupa un posto speciale nella storia del miglioramento genetico mondiale. Oltre ad aver avuto un ruolo fondamentale nella cerealicoltura italiana, questa varietà compare nel pedigree di numerose cultivar sviluppate successivamente in diversi Paesi, contribuendo alla diffusione di caratteri agronomici di valore internazionale.
Un lavoro di pazienza e precisione
La preparazione del materiale destinato a Svalbard ha richiesto una serie di operazioni. Il primo passo è stato il controllo delle accessioni selezionate. Per garantire la disponibilità di quantitativi adeguati e una buona qualità fisiologica del seme, alcuni materiali sono stati nuovamente coltivati nei campi sperimentali del CREA. Questa attività di rigenerazione è fondamentale nelle banche del germoplasma, poiché consente di mantenere viva la collezione e assicurare un’elevata germinabilità.
Al termine del ciclo colturale le piante sono state raccolte e sottoposte a trebbiatura manuale, dopodichè i semi sono stati puliti, controllati e confezionati secondo gli standard richiesti per la conservazione a lungo termine. Ogni campione è stato identificato con precisione e accompagnato dalla documentazione necessaria per assicurarne la completa tracciabilità.
Dall’Italia all’Artico
Una volta completata la preparazione, i campioni sono stati spediti verso la Norvegia e da qui hanno raggiunto le Svalbard insieme ai conferimenti provenienti da numerose altre istituzioni di conservazione del mondo.
Ogni deposito rappresenta un momento simbolico di grande rilevanza. Dietro a ogni confezione di semi si nascondono anni di lavoro, attività di caratterizzazione, rigenerazione e conservazione svolte dai curatori delle collezioni e dal personale tecnico.
Nel caso del CREA, il deposito assume un significato particolare perché contribuisce a salvaguardare una parte importante della storia dell’agricoltura italiana. Le varietà conservate raccontano infatti l’evoluzione della granicoltura nazionale. (segue dopo la foto dei campioni inviati in Norvegia)

Un investimento per il futuro
La conservazione delle risorse genetiche non riguarda soltanto il passato. I semi custoditi nelle banche del germoplasma rappresentano infatti una risorsa strategica per affrontare le sfide future dell’agricoltura.
I cambiamenti climatici, l’emergere di nuove malattie e la necessità di produrre cibo in modo più sostenibile richiederanno varietà sempre più resilienti. Varietà storiche e popolazioni tradizionali potrebbero custodire caratteri genetici utili ad affrontare queste sfide e rappresentano quindi una preziosa fonte di diversità per la ricerca e il miglioramento genetico. Preservare questa diversità significa offrire agli agricoltori e ai ricercatori gli strumenti necessari per sviluppare le colture del futuro.
Un messaggio di responsabilità
Il deposito della collezione di frumento del CREA-CI nello Svalbard Global Seed Vault rappresenta molto più di una semplice operazione tecnica. È un atto di responsabilità verso il patrimonio agricolo nazionale e verso le generazioni future.
Sapere che queste varietà storiche italiane sono ora custodite anche nel cuore dell’Artico offre una garanzia in più per la loro conservazione. Ma soprattutto ribadisce il valore della cooperazione internazionale nella tutela della biodiversità agricola.
In un mondo caratterizzato da cambiamenti sempre più rapidi, conservare la diversità genetica delle nostre colture significa conservare opportunità. Opportunità per la ricerca, per l’innovazione e per la sicurezza alimentare. I semi depositati a Svalbard sono piccoli scrigni di storia e di futuro: custodirli significa proteggere una parte del nostro patrimonio più prezioso.
Autore: Patrizia Vaccino, Crea (nella foto con il responsabile del Crea CI di Roma e il ministro norvegese)
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