Il mercato del grano continua a ricordare quanto sia difficile ragionare guardando soltanto a ciò che accade dentro i confini nazionali. Raccolti nei grandi Paesi esportatori, tensioni geopolitiche, logistica e andamento della domanda possono modificare rapidamente uno scenario che, per chi produce o acquista frumento, resta complesso da interpretare.
Nelle ultime settimane qualche movimento si è visto. A luglio è sttao rilevato un aumento dell’1,3% dei prezzi del grano tenero sulle principali Borse Merci nazionali, proseguito nelle prime sedute di agosto e ricondotto anche alle nuove tensioni nell’area del Mar Nero. Per il duro, luglio era stato invece caratterizzato da una maggiore stabilità e da quotazioni ancora nettamente inferiori a quelle di un anno prima.
A fine agosto è arrivato poi qualche segnale diverso: la CUN grano duro ha aumentato le quotazioni delle diverse categorie, in un contesto internazionale nel quale le disponibilità dei principali esportatori e le incognite logistiche sono tornate sotto osservazione.
Non c’è solo il prezzo
In una situazione del genere la questione, però, non riguarda solamente dove si fermeranno le quotazioni.
Per una filiera fortemente integrata con i mercati internazionali diventa importante anche come circolano le informazioni tra chi produce, raccoglie, stocca, trasforma e utilizza il frumento. Conoscere esigenze e priorità degli altri anelli della catena può contribuire a ridurre incomprensioni, programmare meglio e rendere più efficace il rapporto tra offerta e domanda.
È un tema particolarmente rilevante per il frumento italiano. Nei primi cinque mesi del 2026, per esempio, le importazioni di tenero sono aumentate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre quelle di duro sono diminuite: dinamiche differenti che confermano quanto il mercato nazionale sia inserito in flussi commerciali più ampi.
La capacità di fare filiera non elimina naturalmente la volatilità dei mercati. Può però aiutare gli operatori a comprenderne meglio gli effetti e, soprattutto, a individuare con maggiore chiarezza esigenze, criticità e possibili punti di convergenza.
SATA chiede la parola alla filiera
È da questa esigenza che nasce “Filiera Connessa Frumento”, il questionario predisposto da SATA e rivolto a produttori agricoli, cooperative, stoccatori, molini e industrie.
Clicca e partecipa al questionario “Filiera Connessa Frumento” di SATA.
L’obiettivo dell’indagine è raccogliere direttamente dagli operatori esigenze, priorità e prospettive, cercando soprattutto di comprendere dove sia possibile migliorare lo scambio di informazioni e la collaborazione tra i diversi soggetti.
Più ampia sarà la partecipazione dei diversi anelli della filiera, più utile potrà essere la fotografia che ne emergerà.
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