Il controllo dell’azienda agricola non passa più soltanto dalla visita di un ispettore. Una parte crescente delle verifiche sulle superfici può essere svolta a distanza attraverso immagini satellitari e sistemi automatici di analisi.
Il riferimento è l’Area Monitoring System, l’AMS previsto dalla PAC. Il sistema è operativo dal 2023 e AGEA lo definisce ormai uno strumento strutturale dell’architettura dei controlli e dei pagamenti.
Non si tratta, quindi, di una novità che nascerà con il quaderno di campagna digitale nel 2027. Piuttosto, la crescente digitalizzazione delle informazioni aziendali rende possibile un incrocio sempre più ampio tra ciò che viene dichiarato e ciò che può essere osservato sulle superfici.
Sentinel: passaggio ogni cinque giorni
AGEA utilizza, tra le altre fonti, le immagini dei satelliti Sentinel-2. Il sistema AMS1 lavora su immagini con risoluzione di 10 metri e utilizza serie temporali dell’indice vegetativo NDVI per individuare l’evoluzione della vegetazione e alcune attività agricole.
Le immagini Sentinel-2 sono prodotte mediamente ogni cinque giorni. Algoritmi di machine learning analizzano, quindi, nel tempo l’andamento delle parcelle interessate dalle domande di aiuto.
Questo consente, ad esempio, di verificare elementi collegati alla presenza della coltura, alle variazioni della copertura vegetale o allo svolgimento di determinate pratiche osservabili da remoto.
Il paradigma non più soltanto quello dei controlli occasionali ma vi è la possibilità di confrontare sistematicamente dati dichiarati e informazioni provenienti dall’osservazione delle superfici. L’esito è quello dell’identificazione di aree senza anomalie (con bandierine verdi), e quelle che richiedono un approfondimento, identificate con bandierine gialle e rosse.
Un’anomalia non è automaticamente una sanzione
È importante però distinguere il monitoraggio satellitare dalla verifica completa di tutto ciò che viene registrato nel quaderno di campagna.
Il satellite non può, per esempio, leggere direttamente quale prodotto fitosanitario sia stato distribuito o quale dose sia stata impiegata. Queste informazioni derivano dalle registrazioni aziendali e possono essere oggetto di controlli amministrativi e documentali. Ricordiamo, infatti, che dal 1° gennaio 2027 le registrazioni degli eventi aziendali dovranno essere disponibili in un formato standardizzato digitale, comprensibile ed analizzabile da AGEA, che dovrà essere coerente con il piano colturale grafico e ogni altra dichiarazione rientrante, ad esempio, nel mondo PAC.
Software appositi e consulenti come periti e agronomi, iscritti ad Albo professionale, possono essere autorizzati dalle aziende e dalle istituzioni coinvolte (tramite deleghe sul sistema SIAN) per la gestione dei dati e l’utilizzo del sistemi digitali utili alla comunicazione delle registrazione. Non stiamo più parlando di futuro ma di una realtà ormai attuale, che si realizzerà tra pochissimi mesi.
L’AMS viene, invece, utilizzato per gli elementi che possono essere effettivamente osservati o dedotti dalle immagini. In caso di risultati non conclusivi o discordanti possono essere richiesti ulteriori elementi, comprese fotografie geolocalizzate o altra documentazione. AGEA prevede inoltre controlli in loco e altri sistemi di verifica per gli obblighi che non possono essere controllati da satellite.
Per l’agricoltore il messaggio è quindi semplice: la qualità del dato diventa sempre più importante. Piano colturale, domanda PAC e attività effettivamente svolte in campagna dovranno essere coerenti tra loro.
La digitalizzazione non significa necessariamente più controlli in azienda, ma rende certamente più semplice individuare automaticamente le situazioni che richiedono un approfondimento: solo così bandierine gialle e rosse, potranno ritornare ad essere verdi.
Autore: Azzurra Giorgio
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