Confagricoltura Mantova analizza prezzi e costi del grano duro. L’ultimo listino della nuova Cun grano duro quota il frumento duro (fino) tra i 255 e i 260 €/t. Nello stesso periodo del 2024 lo stesso prodotto – fanno notare i mantovani – valeva 313-318 €/t, per non parlare del 2022, quando si toccarono anche i 530-535 €/t. Un crollo dunque di oltre il 50%, in meno di cinque anni.
Con una resa compresa tra le 6 e le 8 t/ha, e un costo produttivo che si aggira circa sui 300 €/t (dato Ismea, in aumento di oltre il 10% rispetto allo scorso anno), la marginalità della coltura viene completamente erosa, con i produttori che si trovano a lavorare in perdita. «Se una semente di grano tenero – analizza Pietro Marocchi, presidente della sezione cereali di Confagricoltura Mantova – costa in media 0,80 €/kg, per una di grano duro servono 1,10/1,20 €/kg. Senza contare che, in caso di pioggia, gli interventi fungicidi sono almeno due. È una coltura più delicata, con costi più alti.
Questo è il motivo per cui, nel mantovano, si è decisamente persa negli ultimi anni». Nel 2023, in provincia di Mantova, erano 11.248 gli ettari coltivati a grano duro (dato Istat), mentre nel 2025 sono scesi a 6.427. «L’industria molitoria mantovana – prosegue Marocchi – lavora perlopiù grano tenero, la richiesta di mercato va in quella direzione. Alla coltura mancano sostegni accoppiati, tipo quelli istituiti per soia o barbabietola».
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