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«NON VOGLIAMO SVILIRE IL GRANO ITALIANO»

Replica di Italmopa al nostro articolo sull’export

Il presidente di Italmopa, Vincenzo Martinelli, non condividendo le osservazioni di Granoitaliano su una nota della stessa Italmopa relativa all’export di farine (leggi l’articolo), ha ritenuto di scriverci per esprimere la sua opinione. Ospitiamo la sua lettera perché riteniamo che, pur nella dialettica evidente e necessaria tra cerealicoltori e molini, sia utile conoscere l’opinione di tutti. 

«Buonasera Dr. Viana,

dopo aver preso visione dell’articolo a Sua firma dal titolo: ‘Svilito il tenero italiano’ pubblicato sul portale https://granoitaliano.eu in data 23 settembre, intendiamo far presente quanto segue a nome del Presidente Martinelli.

Innanzitutto, riportiamo, qui di seguito, le parti dell’articolo oggetto delle nostre osservazioni:

  • SVILITO IL TENERO ITALIANO
  • NEL SUO COMUNICATO, PERO’ ITALMOPA SVILISCE IMPLICITAMENTE IL GRANO ITALIANO
  • QUESTO RIFERIMENTO A ‘QUALE CHE SIA LA LORO ORIGINE’ DIMOSTRA CHE I MUGNAI NON INTENDONO VALORIZZARE IL PRODOTTO AGRICOLO ITALIANO

In merito a quanto sopra, teniamo a sottolineare che l’utilizzo del termine ‘svilito’ inserito nel titolo e più volte ripetuto in varie forme nel testo dell’articolo appare totalmente inappropriato e non corrisponde minimamente al significato di quanto da noi riportato all’interno del Comunicato stampa che aveva ad oggetto l’andamento delle esportazioni di farine di frumento tenero.

Come ribadito in più occasioni, le nostre farine e semole costituiscono prodotti di assoluta eccellenza, peraltro alla base del ‘Made in Italy’ alimentare, e sono ottenuti grazie all’abilità dei mugnai italiani nel selezionare, miscelare e trasformare i grani migliori, indipendentemente dalla loro origine, per ottenere sfarinati pienamente rispondenti alle molteplici esigenze del mercato e alle richieste sempre più attente dei consumatori.

Affermare una verità inequivocabile, ovvero che l’origine della materia prima non è di per sé garanzia di qualità, non vuole assolutamente significare che i Mugnai italiani intendono svilire la produzione nazionale di grano. Queste sono considerazioni distorte frutto di una interpretazione totalmente errata.

Italmopa ha chiesto più volte al Ministero dell’Agricoltura di instaurare un tavolo di filiera con tutte le parti: associazioni agricole, industria molitoria, pastai e grande distribuzione, per definire un programma condiviso volto a migliorare la redditività della filiera tutta. L’industria ha bisogno degli agricoltori e gli agricoltori hanno bisogno di un mercato capace di riconoscere il valore della qualità.

L’obiettivo, quindi, non è e non deve essere quello di sostituire il grano italiano, ma anzi al contrario valorizzarlo sempre di più.

È utile inoltre sottolineare che i nostri Molini utilizzano sempre tutto il grano che viene prodotto in Italia, quale che sia la qualità prodotta.

Seppure le importazioni continueranno a essere necessarie, perché è utopistico pensare che la produzione nazionale potrà soddisfare l’intero fabbisogno dell’industria, questo non significa ‘svilire’ il grano italiano, anzi.

L’obiettivo deve essere quello di lavorare insieme per aumentarne qualità e competitività. Serve meno contrapposizione e più collaborazione. Se il mercato chiede qualità, tutta la filiera deve orientarsi in quella direzione. È questa la strada per creare valore e garantire redditività a ciascun anello della catena. Nessuno escluso.

Mi permetto di aggiungere che veicolare messaggi palesemente errati attraverso mezzi di stampa certamente non favorisce un confronto disteso e costruttivo fra le parti, ma anzi accentua le divergenze di vedute e inasprisce gli animi.

Rinnoviamo, infine, l’invito a interpellarci in merito a tematiche di nostra specifica competenza, cosa che abbiamo sempre richiesto e per la quale ci siamo resi più che disponibili». 

Autore: Vincenzo Martinelli, presidente Italmopa

 

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