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	<title>fusariosi - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Fri, 05 Jun 2026 05:35:40 +0000</lastBuildDate>
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		<title>FUSARIUM: PIU&#8217; DIFESA, PIU&#8217; RESA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 22:10:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
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		<category><![CDATA[fungicidi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al Campo Demo Cereali 2026 di Agricola 2000, le prove fungicide hanno confermato l’importanza della protezione della spiga e della gestione sanitaria anche in annate a bassa pressione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/fusarium-piu-difesa-piu-resa/">FUSARIUM: PIU&#8217; DIFESA, PIU&#8217; RESA</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="6714" data-end="7110">Il<strong> Campo Demo Cereali 2026, organizzato da Agricola 2000</strong> al CERZOO di Piacenza, <strong>ha messo al centro il rapporto tra andamento climatico, sanità della coltura e strategie di difesa dei cereali.</strong> La giornata del 28 maggio ha previsto la visita alle prove sperimentali, la presentazione della prova fungicida e il confronto diretto con le aziende produttrici, prima del passaggio alle prove varietali.</p>
<p data-start="7112" data-end="7626">L’annata è stata particolare. Dopo un autunno-inverno piovoso, con oltre 100 millimetri di pioggia nel solo mese di febbraio, la primavera è stata piuttosto asciutta. Le precipitazioni sono tornate da metà maggio, sostenendo il riempimento della granella, ma le temperature elevate hanno accelerato il ciclo fenologico. «La stagione è andata tutto sommato bene», ha spiegato Daniele Villa di Agricola 2000, ricordando che la bassa pressione delle malattie fogliari è stata favorita anche dalla siccità primaverile.</p>
<h2 data-section-id="njeq2w" data-start="7628" data-end="7671">Poche malattie, ma attenzione alla spiga</h2>
<p data-start="7673" data-end="8041"><strong>Il fatto che un’annata presenti una pressione fungina contenuta non significa che la difesa possa essere trascurata.</strong> Nel campo di Piacenza, il piano tecnico ha previsto un solo intervento di difesa in concomitanza con l’erbicida nella seconda metà di maggio per alcune prove, mentre <strong>le prove fungicide su frumento duro sono state costruite con due applicazioni mirate.</strong></p>
<p data-start="8043" data-end="8404">La prima applicazione è stata effettuata il 17 aprile, allo stadio BBCH 39, in corrispondenza dell’emissione della foglia bandiera. La seconda è arrivata il 4 maggio, allo stadio BBCH 61, quindi in fioritura. È una scelta tecnica chiara: proteggere gli organi decisivi per l’accumulo e intervenire nel momento in cui la spiga diventa vulnerabile alle infezioni.</p>
<p data-start="8406" data-end="8668"><strong>Il frumento duro, più suscettibile rispetto ad altri cereali, ha comunque mostrato una buona riuscita nel campo. Le differenze tra parcelle trattate e testimoni non trattati sono risultate visibili, soprattutto dove la fusariosi ha trovato condizioni favorevoli.</strong></p>
<h2 data-section-id="h6t8qu" data-start="8670" data-end="8702">Oidio favorito dal microclima</h2>
<p data-start="8704" data-end="8959">Marzo e aprile siccitosi, insieme a temperature medie elevate, hanno ridotto la diffusione delle principali malattie fogliari. <strong>Tuttavia, il microclima creatosi nella coltura ha favorito la comparsa dell’oidio, riconoscibile per la tipica muffa biancastra.</strong></p>
<p data-start="8961" data-end="9333">L’assenza di piogge dilavanti ha contribuito alla sua permanenza e diffusione. In alcune parcelle l’oidio è risalito dalle foglie basali fino a quelle apicali, diventando ben visibile in campo. Non sempre questo patogeno viene percepito come il problema principale del frumento ma, in determinate condizioni, può incidere sulla funzionalità fogliare.</p>
<p data-start="9335" data-end="9643"><strong>Le strategie fungicide presentate hanno permesso di sostenere anche lo <em>stay green</em> della pianta, grazie ad un effetto di rinverdimento,</strong> contribuendo a mantenere più a lungo la superficie fotosintetizzante attiva. È un punto importante, soprattutto in stagioni calde, dove la senescenza accelera e il periodo utile per riempire la granella tende a restringersi.</p>
<h2 data-section-id="dw9dxv" data-start="9645" data-end="9684">Fusariosi: il testimone parla chiaro</h2>
<p data-start="9686" data-end="10030">La fusariosi della spiga resta il tema più delicato. <strong>Le piogge in fioritura hanno creato condizioni favorevoli alla comparsa della malattia, osservabile in particolare nelle parcelle dei testimoni non trattati.</strong> La successiva ondata di caldo dell’ultima settimana ha, poi, bloccato l’evoluzione dell’infezione, ma non ne ha cancellato la presenza.</p>
<p data-start="10032" data-end="10370">Daniele Villa ha sintetizzato bene il messaggio tecnico emerso dal campo: «Si è presentata anche la fusariosi quest’anno: le alte temperature dell’ultima settimana l’hanno bloccata ma si è visto che le parcelle trattate con adeguata difesa fungicida mostrano un’evidenza e una severità della malattia notevolmente inferiore, prossima allo zero».</p>
<p data-start="10372" data-end="10736">Il confronto con i testimoni non trattati è stato particolarmente utile. «Nei testimoni non trattati c’è incidenza anche in funzione della suscettibilità varietale», ha aggiunto Villa. Da qui la raccomandazione: la fusariosi è «una malattia sempre da tenere sotto controllo e non trascurare mai perché poi può presentare brutte sorprese al momento della raccolta».</p>
<h2 data-section-id="1h16y46" data-start="10738" data-end="10772">Difesa e qualità della granella</h2>
<p data-start="10774" data-end="11104">Il punto non è solo la resa. La fusariosi incide anche sulla qualità sanitaria della granella e sul rischio micotossine. Per questo l’osservazione visiva in campo è soltanto il primo passaggio. La valutazione completa arriverà con le analisi dopo la raccolta, quando sarà possibile verificare l’eventuale presenza di contaminanti.</p>
<p data-start="11106" data-end="11426"><strong>In annate come questa, il rischio può essere sottovalutato. La primavera asciutta riduce la percezione del problema, ma basta una finestra piovosa in fioritura per riaprire la partita. La difesa della spiga serve proprio a gestire questo rischio, proteggendo la coltura in una fase in cui il margine di errore è ridotto.</strong></p>
<p data-start="11428" data-end="11793">Le strategie viste in campo hanno previsto anche l’impiego di <strong>protioconazolo</strong>, sostanza attiva che contribuisce al contenimento delle principali patologie e ha un <strong>effetto rinverdente</strong> sulla pianta. Il mantenimento di una maggiore vitalità vegetativa è risultato evidente nel confronto tra parcelle, con una senescenza più contenuta dove la difesa è stata gestita correttamente.</p>
<h2 data-section-id="1isn333" data-start="11795" data-end="11827">La difesa parte dalla varietà</h2>
<p data-start="11829" data-end="12113">Campo Demo Cereali ha confermato anche un altro principio: <strong>la difesa non si costruisce solo con il trattamento fungicida. La suscettibilità varietale resta un fattore determinante</strong>. Alcuni materiali reagiscono meglio, altri mostrano maggiore incidenza, soprattutto in presenza di fusariosi.</p>
<p data-start="12115" data-end="12365">Per questo la visita alle prove fungicide e quella alle prove varietali vanno lette insieme. La scelta della varietà, l’epoca di semina, la gestione della fertilizzazione, la rotazione e il trattamento in fioritura sono tasselli dello stesso sistema.</p>
<p data-start="12367" data-end="12720" data-is-last-node="" data-is-only-node="">In un contesto di temperature crescenti, cicli fenologici accelerati e piogge distribuite in modo irregolare, la difesa dei cereali dovrà essere sempre più tempestiva e integrata. Anche quando la pressione sembra bassa, la spiga resta l’ultimo passaggio da proteggere. Perdere qualità e sanità proprio alla fine del ciclo sarebbe il rischio più costoso.</p>
<p><em>Il video dell&#8217;intervista a Daniele Villa a Campo Demo Cereali 2026.</em></p>
<p><iframe title="Campo Demo Cereali 2026 - Daniele Villa" width="770" height="433" src="https://www.youtube.com/embed/VXD8GAWPwig?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><em>Alcune immagini della giornata: tra le spighe di frumento, in evidenza alcuni casi di attacchi di fusariosi.</em></p>

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<p>&nbsp;</p>
<p data-start="12529" data-end="12734"><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>TRIAZOLI E &#8220;BIOLOGICALS&#8221;</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/triazoli-biologicals/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 May 2025 22:03:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[afide]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[fusariosi]]></category>
		<category><![CDATA[lema]]></category>
		<category><![CDATA[Polesine]]></category>
		<category><![CDATA[trattamenti]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo stato dei frumenti teneri e duri in Veneto e le scelte degli agricoltori in questa fase cruciale</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue il nostro viaggio tra le regioni italiane per fare il punto sulle malattie della coltura. Grano italiano ha raccolto le testimonianze dai campi del Polesine, seminati sia a frumento tenero che a frumento duro. Qual è lo stato delle piante ad oggi? Si registra la presenza di parassiti? Che trattamenti sono previsti e con quali principi attivi? Capiamone di più.</p>
<h2>Siamo in una fase fenologica fondamentale</h2>
<p>Come ci testimoniano i contatti della zona, ad oggi nell’areale del Delta del Po e del Basso Polesine i cereali vernini si trovano tra la fase 58 (80% di spighe emerse ) e 65 (50% antere mature &#8211; piena fioritura ) della scala BBCH. Si tratta di una fase fenologica cruciale per il mantenimento della sanità della granella e per garantire un buon livello produttivo. Il rischio, in questa fase, è quello dell&#8217;insediamento e dello sviluppo dei patogeni responsabili della fusariosi della spiga.</p>
<p>Anche garantire il corretto apporto nutrizionale alle piante è fondamentale, per abbattere lo stress e consentire un buon riempimento della cariosside. Gli agricoltori, infatti, stanno chiudendo in programma nutrizionale apportando le ultime unità di azoto, anche per via fogliare. Si sta anche concludendo il programma di difesa fitosanitaria: i target numero uno, quest&#8217;anno, sono parassiti come afide e lema che si sono rivelati particolarmente presenti nella zona</p>
<h2>Triazoli ma anche &#8220;biologicals&#8221;</h2>
<p>Pasqualino Simeoni, cerealicoltore e tecnico che lavora nell&#8217;areale, relativamente alle strategie aziendali, ci ricorda: «arrivano con più serenità a questa fase le aziende che hanno intrapreso un percorso tecnico/gestionale più accorto : scelta varietale, tipo di concia della semente (almeno C4 ma, meglio, se C5) , eventuale trattamento fungino per le septorie/ ruggini ad Aprile , frazionamento degli apporti azotati , al fine di fare in modo che la “ fitness “ della coltura in campo sia la migliore possibile e meno in balia degli stress biotici/abiotici della stagione».</p>
<p>Abbiamo chiesto a Pasqualino Simeoni quali principi attivi sono più selezionati in questa fase nel suo areale: «la scelta per la maggior parte delle aziende ricade su prodotti sistemici appartenenti alla famiglia dei Triazoli e, tra questi, il Protioconazolo , in abbinamento ad altri principi attivi che completino lo spettro di difesa».</p>
<p>E completa: «è il caso di ricordare che le aziende più attente e “innovatrici&#8221; stanno impiegando specialità che il mondo della ricerca ci ha messo a disposizione negli ultimi anni, dandoci la possibilità di ricorrere ai cosi detti “biologicals”. Si tratta di prodotti nutrizionali/corroboranti che migliorano le performance, proteggono e stimolano il potenziale produttivo che la genetica e la tecnica colturale ci mettono a disposizione e ci permettono anche di aumentare la naturale resistenza alle avversità. Tra questi prodotti spiccano, in particolare, le specialità che concorrono alla fissazione dell’azoto e gli acceleratori dello sviluppo/fotosintesi. E’ indubbiamente la nuova frontiera da percorrere, se vogliamo fare un percorso di maggior sostenibilità e minore e più ragionato impiego della chimica».</p>
<p>Leggi anche: <a href="https://granoitaliano.eu/rischio-alto/" target="_blank" rel="noopener">IL GRANO STA BENE MA IL RISCHIO E&#8217; ALTO</a></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<item>
		<title>SEPTORIA? NO GRAZIE!</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/septoria-no-grazie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Apr 2025 22:03:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[corteva]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[fungicidi]]></category>
		<category><![CDATA[fusariosi]]></category>
		<category><![CDATA[fusarium]]></category>
		<category><![CDATA[ruggini]]></category>
		<category><![CDATA[septoria]]></category>
		<category><![CDATA[Univoq]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=5245</guid>

					<description><![CDATA[<p>La difesa dalle malattie fogliari richiede flessibilità ed efficacia</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La gestione della septoria si è rivelata determinante per la qualità delle produzioni di frumento</strong> nella scorsa campagna, quando l’inverno temperato e le abbondanti precipitazioni hanno favorito attacchi precoci, compromettendo fin dall’inizio l’efficienza dell’apparato fogliare in coltivazioni non adeguatamente difese e in varietà sensibili. In generale, da alcuni anni si osserva la tendenza ad avere inverni con temperature sempre più miti, condizione che consente agli inoculi fungini presenti in campo una maggiore sopravvivenza. Non si rileva, invece, una tendenza chiara in termini di piovosità invernale, né tantomeno primaverile o estiva: capita di avere primavere, ad esempio, molto asciutte come quella del 2023 o tanto umide come quella del 2024.</p>
<p>In sintesi, le condizioni in cui si colloca il frumento sono caratterizzate da <strong>inverni miti</strong> e da una <strong>estrema imprevedibilità in termini di precipitazioni</strong> nell&#8217;arco della stagione, con <strong>malattie fungine che crescono per diffusione e intensità, ma anche per precocità di attacco</strong>. Ai cerealicoltori, quindi, <strong>si chiede una sempre maggiore flessibilità</strong> in termini di mezzi e strumenti da impiegare per la difesa della coltura.</p>
<h2><strong>Nel 2025 condizioni favorevoli alla septoria</strong></h2>
<p>Anche <strong>nel 2025 si stanno creando condizioni simili a quelle della stagione passata</strong>: nonostante le semine tardive abbiano rallentato lo sviluppo fenologico, le piogge frequenti e le temperature miti favoriscono nuovamente l’insediamento anticipato della malattia. L’umidità persistente e l’aumento termico previsto accelereranno sia la crescita del frumento, sia la diffusione della septoria. In un contesto come questo,  <strong>Univoq®</strong> di Corteva Agriscience, grazie alla formulazione con i-Q4<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />, <strong>rappresenta una soluzione efficace per difendere le foglie, riducendo il rischio di danni precoci e tutelando gli organi produttivi</strong>. Già nel 2024 Univoq ha confermato il suo ruolo di alleato ideale per la difesa del grano e si conferma strategico anche per il 2025.</p>
<p>Come ci spiega Vittoria Bardelloni, Customer Technology Specialist di Corteva Agriscience, Univoq è una miscela pronta e ottimizzata per contrastare l&#8217;insorgenza di resistenze, che si può applicare anche insieme al diserbo. Unisce il Fenpicoxamid, molecola con azione principe contro le malattie fogliari, al Prothioconazolo, con azione fungicida. La tecnologia formulativa brevettata i-Q4<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />, poi, consente di coprire l&#8217;intera area fogliare con tutte le tipologie di ugelli, resistendo al dilavamento.</p>
<h2><strong>Strategia di protezione fogliare e fungicida</strong></h2>
<p><strong>L&#8217;agricoltore può scegliere quando collocare l&#8217;applicazione stagionale</strong> di Univoq consentita dall&#8217;etichetta, in base all&#8217;andamento meteorologico e alle condizioni della coltura. E&#8217; possibile, infatti, effettuare <strong>una applicazione fogliare a fine accestimento</strong> alla dose di 1,5l/ ettaro, <strong>oppure alla foglia bandiera</strong> alla dose di 1,75l/ ettaro. In questi due casi, il prodotto esplica al meglio le sue doti di protezione fogliare per il controllo di septoria, ruggine gialla e bruna, con una <strong>azione di protezione dell&#8217;apparato fogliare coadiuvata dalla formulazione con i-Q4<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> che ottimizza copertura, assorbimento e prevenzione</strong>. <strong>In alternativa</strong>, Univoq si può applicare <strong>alla spigatura</strong> alla dose di 2l/ ettaro, con una azione di protezione dell&#8217;apparato fogliare, in questa delicata fase di accumulo di sostanza secca nella granella, ma <strong>anche contro la fusariosi</strong>, grazie alla dose massima di Prothioconazolo (100 g/ l).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di seguito i risultati delle prove di efficiacia svolte da Corteva Agriscience in Italia nel 2023: si rilevano la capacità di controllo della septoria del prodotto (a sinistra) e gli effetti positivi sulla resa (a destra), grazie al trattamento fungicida (<em>Fonte: Corteva Agriscience</em>). Nelle foto, efficacia di Univoq su varietà San Carlo, cultivar particolarmente suscettibile.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-5298 size-full" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_prove_corteva.png" alt="" width="1628" height="729" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_prove_corteva.png 1628w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_prove_corteva-300x134.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_prove_corteva-1024x459.png 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_prove_corteva-768x344.png 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_prove_corteva-1536x688.png 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_prove_corteva-370x166.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_prove_corteva-270x121.png 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_prove_corteva-570x255.png 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_prove_corteva-740x331.png 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_prove_corteva-1320x591.png 1320w" sizes="auto, (max-width: 1628px) 100vw, 1628px" /></p>
<h2></h2>
<figure id="attachment_5314" aria-describedby="caption-attachment-5314" style="width: 486px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-5314 " src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1576-e1744918387274-774x1024.jpeg" alt="septoria no grazie" width="486" height="643" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1576-e1744918387274-774x1024.jpeg 774w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1576-e1744918387274-227x300.jpeg 227w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1576-e1744918387274-768x1016.jpeg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1576-e1744918387274-1161x1536.jpeg 1161w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1576-e1744918387274-370x490.jpeg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1576-e1744918387274-270x357.jpeg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1576-e1744918387274-570x754.jpeg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1576-e1744918387274-740x979.jpeg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1576-e1744918387274.jpeg 1170w" sizes="auto, (max-width: 486px) 100vw, 486px" /><figcaption id="caption-attachment-5314" class="wp-caption-text">Septoria su grano. Foto di Corteva Agriscience.</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_5315" aria-describedby="caption-attachment-5315" style="width: 486px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-5315" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1573-788x1024.jpeg" alt="septoria no grazie" width="486" height="632" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1573-788x1024.jpeg 788w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1573-231x300.jpeg 231w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1573-768x998.jpeg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1573-370x481.jpeg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1573-270x351.jpeg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1573-570x741.jpeg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1573-740x962.jpeg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1573.jpeg 1170w" sizes="auto, (max-width: 486px) 100vw, 486px" /><figcaption id="caption-attachment-5315" class="wp-caption-text">San Carlo non trattato a fine maggio. Foto di Corteva Agriscience.</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_5316" aria-describedby="caption-attachment-5316" style="width: 486px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-5316" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1571-783x1024.jpeg" alt="septoria no grazie" width="486" height="636" /><figcaption id="caption-attachment-5316" class="wp-caption-text">Efficacia di Univoq su San Carlo a fine maggio. Foto di Corteva Agriscience.</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Estrema flessibilità di impiego</strong></h2>
<p><strong>Univoq, quindi, si conferma strategico per i cerealicoltori che producono frumento, grazie alla sua grande flessibilità di impiego</strong>. L&#8217;agricoltore può scegliere tra due azioni: la protezione delle foglie, nell&#8217;applicazione più precoce, sommata a quella fungicida, nell&#8217;applicazione più tardiva. L&#8217;impiego del prodotto è ideale anche perché è in grado di plasmarsi non solo alle abitudini dell&#8217;agricoltore, ma anche alle condizioni specifiche del campo, in base all&#8217;andamento meteorologico dell&#8217;annata.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-5299 size-full aligncenter" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_corteva.png" alt="" width="1593" height="445" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_corteva.png 1593w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_corteva-300x84.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_corteva-1024x286.png 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_corteva-768x215.png 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_corteva-1536x429.png 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_corteva-370x103.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_corteva-270x75.png 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_corteva-570x159.png 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_corteva-740x207.png 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_corteva-1320x369.png 1320w" sizes="auto, (max-width: 1593px) 100vw, 1593px" /><em>Il periodo di possibile applicazione di Univoq si estende dalla levata alla fioritura, consentendo estrema flessibilità. Immagine di Corteva Agriscience. </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Puoi seguirci anche sui social, siamo su <a href="https://www.facebook.com/granoitaliano1" target="_blank" rel="noopener">Facebook,</a> <a href="https://www.instagram.com/granoitaliano.eu/" target="_blank" rel="noopener">Instagram </a>e <a href="https://www.linkedin.com/company/grano-italiano" target="_blank" rel="noopener">Linkedin</a></em></strong></p>
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		<title>FITOPATIE NELLE VARIETA&#8217; DI DURO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/fitopatie-duro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2024 13:34:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dati]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[complesso della septoriosi]]></category>
		<category><![CDATA[CREA]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[fusariosi]]></category>
		<category><![CDATA[mal del piede]]></category>
		<category><![CDATA[oidio]]></category>
		<category><![CDATA[ruggini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fitopatie del frumento duro e comportamento delle varietà nell’annata agraria 2023-24: i dati del CREA</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come si sono comportate le varietà di duro nei confronti delle fitopatie nell&#8217;annata 2023-24? Quale è stata l&#8217;influenza dell&#8217;andamento meteorologico?</p>
<p>Anche nell’annata agraria 2023-24, il CREA &#8211; Centro di ricerca Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari (CREA-IT) di Roma ha organizzato e gestito la <em>Rete nazionale prove epidemiologiche</em>: l&#8217;obiettivo è valutare il comportamento del frumento tenero e duro nei confronti delle malattie fungine, oltre a tenere sotto controllo l&#8217;evoluzione nello spazio e nel tempo dei patogeni fungini.</p>
<p>In questo articolo analizziamo i risultati delle prove relative al frumento duro, con l&#8217;aiuto della Dott.ssa Angela Iori, Dirigente Tecnologa del CREA-IT di Roma, e socia AISTEC. <strong>AISTEC</strong>, Associazione Italiana di Scienza e Tecnologia dei Cereali (<a href="http://www.aistec.it/" target="_blank" rel="noopener">www.aistec.it</a>) è partner di Grano italiano.</p>
<h2>La Rete Nazionale del CREA</h2>
<p>Nell&#8217;annata 23-24 i ricercatori hanno saggiato 44 varietà di frumento duro in 10 località situate nelle principali aree cerealicole italiane; la sperimentazione è frutto di una collaborazione con il CREA &#8211; Centro di ricerca Cerealicoltura e Colture Industriali e altre istituzioni pubbliche e private (si veda la tabella sottostante). I ricercatori hanno valutato i dati fitopatologici di soli 7 campi sperimentali, essendo venute meno 3 località (Libertinia (CT), Ciminna (PA) e Roma). I motivi sono riconducibili a siccità, temperature elevate e, nel caso di Roma, ad attacchi di animali selvatici.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3676" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/enti-localita-23-24.png" alt="" width="638" height="246" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/enti-localita-23-24.png 692w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/enti-localita-23-24-300x116.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/enti-localita-23-24-370x143.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/enti-localita-23-24-270x104.png 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/enti-localita-23-24-570x220.png 570w" sizes="auto, (max-width: 638px) 100vw, 638px" /></p>
<p>Le varietà di frumento duro saggiate sono: Aleandros, Amarcord, Antalis, Anvergur, Bering, Bourbon, Casteldoux, Catone, Claudio, Daurur, Fedele, Federico II, Felsina, Fuego, Gregorio, Intenso, Iride, LG Fructis, LG Indianapolis, Logan, Maciste, Mameli, Marakas, Marco Aurelio, Matusalem, Platone, President, RGT Aventadur, RGT Diogedur, RGT Estedur, RGT Festadur, RGT Grifodur, RGT Jasdur, RGT Voilur, San Carlo, Sherekhan, Simeto, SY Indren, SY Leonardo, SY Nilo, Tacito, Telemaco, Verace, Zante.</p>
<h2>Le fitopatie nelle varietà di duro</h2>
<p>Come ci ricorda la Dott.ssa Angela Iori, «l’andamento meteorologico con precipitazioni elevate al Nord, ridotta o scarsa piovosità al Centro e siccità al Sud e nelle Isole ha influenzato lo sviluppo dei funghi patogeni e la diversa diffusione delle malattie fungine nei vari areali italiani. Tra le principali malattie, le infezioni più rilevanti di <strong>oidio </strong>sono state riscontrate sul frumento duro nel campo di S. Lazzaro di Savena (BO), dove alcune cultivar hanno subìto attacchi elevati risultando suscettibili o moderatamente suscettibili». Il quadro emerge bene dal grafico che segue:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3690 size-full" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-oidio-23-24.png" alt="" width="472" height="308" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-oidio-23-24.png 472w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-oidio-23-24-300x196.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-oidio-23-24-370x241.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-oidio-23-24-270x176.png 270w" sizes="auto, (max-width: 472px) 100vw, 472px" /></p>
<p><em>Legenda</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-3678 " src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/legenda-23-24-300x291.png" alt="" width="163" height="158" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/legenda-23-24-300x291.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/legenda-23-24-370x358.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/legenda-23-24-270x262.png 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/legenda-23-24.png 544w" sizes="auto, (max-width: 163px) 100vw, 163px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-3677 " src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/legenda-1-23-24-300x161.png" alt="" width="291" height="156" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/legenda-1-23-24-300x161.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/legenda-1-23-24-370x198.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/legenda-1-23-24-270x144.png 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/legenda-1-23-24-570x305.png 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/legenda-1-23-24.png 583w" sizes="auto, (max-width: 291px) 100vw, 291px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Il <strong>complesso della septoriosi </strong>comprende le patologie fungine septoriosi e stagonosporiosi che si manifestano con sintomi simili e colpiscono entrambe le specie di frumento. Sulle varietà di frumento duro, gli attacchi di maggiore entità sono stati rilevati in qualche campo del Centro-Nord (Roccastrada-GR e Voghera-PV), e diverse cultivar hanno mostrato infezioni consistenti, risultando moderatamente suscettibili. Una presenza contenuta del complesso della septoriosi è stata riscontrata pure su molte varietà a Ussana (SU) in Sardegna». A questo proposito, si veda il grafico che segue:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3688 size-full" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-septoriosi-23-24.png" alt="" width="472" height="309" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-septoriosi-23-24.png 472w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-septoriosi-23-24-300x196.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-septoriosi-23-24-370x242.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-septoriosi-23-24-270x177.png 270w" sizes="auto, (max-width: 472px) 100vw, 472px" /></p>
<h2>Le ruggini</h2>
<p>Con riferimento alle ruggini, «<strong>l</strong><strong>a ruggine gialla</strong> non ha costituito un problema nell’ultima annata agraria. Le cultivar hanno presentato una sintomatologia decisamente contenuta, mostrando al massimo un comportamento moderatamente resistente. Solo poche varietà sono risultate moderatamente suscettibili nel campo di Roccastrada» (dettaglio nel grafico che segue).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3686 size-full" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-ruggine-gialla-23-24.png" alt="" width="472" height="309" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-ruggine-gialla-23-24.png 472w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-ruggine-gialla-23-24-300x196.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-ruggine-gialla-23-24-370x242.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-ruggine-gialla-23-24-270x177.png 270w" sizes="auto, (max-width: 472px) 100vw, 472px" /></p>
<p>«La <strong>ruggine bruna</strong> è stata rilevata in  varie di località di prova. Le infezioni sul frumento duro sono state più leggere rispetto al frumento tenero e un numero minore di cultivar ha subìto attacchi consistenti». Si veda il grafico seguente:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3692 size-full" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-ruggine-bruna-23-24.png" alt="" width="472" height="309" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-ruggine-bruna-23-24.png 472w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-ruggine-bruna-23-24-300x196.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-ruggine-bruna-23-24-370x242.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-ruggine-bruna-23-24-270x177.png 270w" sizes="auto, (max-width: 472px) 100vw, 472px" /></p>
<p>Anche «la <strong>ruggine nera, </strong>ricomparsa nelle regioni italiane in forma epidemica ormai da qualche anno, nell’ultima annata agraria si è manifestata in maniera più contenuta. Le particolari condizioni meteorologiche (siccità e alte temperature) riscontrate al Sud e nelle Isole hanno compromesso la coltura di frumento e ridotto lo sviluppo della malattia nelle località di prova, dove si manifestava con attacchi maggiori. La patologia ha raggiunto alti livelli di infezione solo su poche varietà a Foggia». I dettagli sono nel grafico seguente:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3684 size-full" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-ruggine-nera-23-24.png" alt="" width="473" height="309" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-ruggine-nera-23-24.png 473w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-ruggine-nera-23-24-300x196.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-ruggine-nera-23-24-370x242.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-ruggine-nera-23-24-270x176.png 270w" sizes="auto, (max-width: 473px) 100vw, 473px" /></p>
<p>«La <strong>fusariosi della spiga</strong> è stata favorita dalle piogge e dalle temperature registrate al Centro-Nord. La malattia è stata rilevata su frumento duro nei campi di Voghera (PV) e Roccastrada (GR)&#8221;. Il dettaglio è nel grafico seguente:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3682 size-full" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-fusariosi-spiga-23-24.png" alt="" width="473" height="309" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-fusariosi-spiga-23-24.png 473w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-fusariosi-spiga-23-24-300x196.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-fusariosi-spiga-23-24-370x242.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-fusariosi-spiga-23-24-270x176.png 270w" sizes="auto, (max-width: 473px) 100vw, 473px" /></p>
<p>Infine, «il <strong>mal del piede</strong> ha riguardato le cultivar di frumento duro presso la località di Ussana (SU)», come mostrato nel grafico che segue:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3680 size-full" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-mal-del-piede-23-24.png" alt="" width="472" height="309" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-mal-del-piede-23-24.png 472w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-mal-del-piede-23-24-300x196.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-mal-del-piede-23-24-370x242.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-duro-mal-del-piede-23-24-270x177.png 270w" sizes="auto, (max-width: 472px) 100vw, 472px" /></p>
<h2></h2>
<p>Per concludere, «il monitoraggio fitopatologico, effettuato annualmente nell’ambito della Prova epidemiologica, fornisce informazioni utili sul comportamento delle varietà verso le principali malattie che colpiscono il frumento e ciò ha una particolare importanza, soprattutto, in questo periodo di forti cambiamenti climatici».</p>
<figure id="attachment_3748" aria-describedby="caption-attachment-3748" style="width: 434px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-3748" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Complesso-della-septoriosi-su-frumento-duro-768x1024.jpg" alt="fitopatie duro" width="434" height="579" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Complesso-della-septoriosi-su-frumento-duro-768x1024.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Complesso-della-septoriosi-su-frumento-duro-225x300.jpg 225w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Complesso-della-septoriosi-su-frumento-duro-1152x1536.jpg 1152w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Complesso-della-septoriosi-su-frumento-duro-1536x2048.jpg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Complesso-della-septoriosi-su-frumento-duro-370x493.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Complesso-della-septoriosi-su-frumento-duro-270x360.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Complesso-della-septoriosi-su-frumento-duro-570x760.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Complesso-della-septoriosi-su-frumento-duro-740x987.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Complesso-della-septoriosi-su-frumento-duro-1320x1760.jpg 1320w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Complesso-della-septoriosi-su-frumento-duro-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 434px) 100vw, 434px" /><figcaption id="caption-attachment-3748" class="wp-caption-text">Complesso della septoriosi su frumento duro</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_3749" aria-describedby="caption-attachment-3749" style="width: 427px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-3749" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Ruggine-gialla-su-frumento-duro.jpg" alt="fitopatie duro" width="427" height="759" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Ruggine-gialla-su-frumento-duro.jpg 516w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Ruggine-gialla-su-frumento-duro-169x300.jpg 169w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Ruggine-gialla-su-frumento-duro-370x658.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Ruggine-gialla-su-frumento-duro-270x480.jpg 270w" sizes="auto, (max-width: 427px) 100vw, 427px" /><figcaption id="caption-attachment-3749" class="wp-caption-text">Ruggine gialla su frumento duro</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://granoitaliano.eu/migliori-varieta-duro/" target="_blank" rel="noopener">Leggi i risultati delle prove varietali della Rete Nazionale Frumento Duro 23-24</a></p>
<p><em>Foto di Angela Iori, CREA-IT</em></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>FITOPATIE NELLE VARIETA&#8217; DI TENERO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/fitopatie-tenero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2024 12:21:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dati]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[complesso della septoriosi]]></category>
		<category><![CDATA[CREA]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[fusariosi]]></category>
		<category><![CDATA[mal del piede]]></category>
		<category><![CDATA[oidio]]></category>
		<category><![CDATA[ruggini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fitopatie del frumento tenero e comportamento delle varietà nell’annata agraria 2023-24: i dati del CREA</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come si sono comportate le varietà di tenero nei confronti delle fitopatie nell&#8217;annata 2023-24? Quale è stata l&#8217;influenza dell&#8217;andamento meteorologico?</p>
<p>Anche nell’annata agraria 2023-24, il CREA &#8211; Centro di ricerca Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari (CREA-IT) di Roma ha organizzato e gestito la <em>Rete nazionale prove epidemiologiche</em>: l&#8217;obiettivo è valutare il comportamento del frumento tenero e duro nei confronti delle malattie fungine, oltre a tenere sotto controllo l&#8217;evoluzione nello spazio e nel tempo dei patogeni fungini.</p>
<p>In questo articolo analizziamo i risultati delle prove relative al frumento tenero, con l&#8217;aiuto della Dott.ssa Angela Iori, Dirigente Tecnologa del CREA-IT di Roma, e socia AISTEC. <strong>AISTEC</strong>, Associazione Italiana di Scienza e Tecnologia dei Cereali (<a href="http://www.aistec.it/" target="_blank" rel="noopener">www.aistec.it</a>) è partner di Grano italiano.</p>
<h2>La Rete Nazionale del CREA</h2>
<p>Nell&#8217;annata 23-24 i ricercatori hanno saggiato 43 varietà di frumento tenero in 10 località situate nelle principali aree cerealicole italiane; la sperimentazione è frutto di una collaborazione con il CREA &#8211; Centro di ricerca Cerealicoltura e Colture Industriali e istituzioni pubbliche e private (si veda la tabella sottostante). I ricercatori hanno valutato i dati fitopatologici di soli 7 campi sperimentali, essendo venute meno 3 località (Libertinia (CT), Ciminna (PA) e Roma). I motivi sono riconducibili a siccità, temperature elevate e, nel caso di Roma, ad attacchi di animali selvatici.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3676" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/enti-localita-23-24.png" alt="" width="638" height="246" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/enti-localita-23-24.png 692w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/enti-localita-23-24-300x116.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/enti-localita-23-24-370x143.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/enti-localita-23-24-270x104.png 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/enti-localita-23-24-570x220.png 570w" sizes="auto, (max-width: 638px) 100vw, 638px" /></p>
<p>Le varietà di frumento tenero saggiate sono: Alagir, Alampur, Algeri, Altamira, Apulia Artek, Atlanta, Azzurra, Blasco, Bologna, Costanza D&#8217;Altavilla, Dalì, Frida, Garbino, Giorgione, Isabella, Katou, KWS Alpinum, KWS Flexum, KWS Milanum, LG Arecibo, Ligabue, Modern, Nefertari, Perugino, Providence, Rebelde, RGT Fandango, RGT Impavido, RGT Montreal, RGT Pantone, RGT Scrambler, Salamandra,San Domino, Solehio, Sonatine CS, SU Vermillon, SY Lirico, SY Nuvola, SY Olen, SY Passion, SY Rocinante, SY Sanluca.</p>
<h2>Le fitopatie nelle varietà di tenero</h2>
<p>Come ci ricorda la Dott.ssa Angela Iori, «l’andamento meteorologico con precipitazioni elevate al Nord, ridotta o scarsa piovosità al Centro e siccità al Sud e nelle Isole ha influenzato lo sviluppo dei funghi patogeni e la diversa diffusione delle malattie fungine nei vari areali italiani. Tra le principali malattie, <strong>l’oidio</strong> ha colpito in maniera lieve le varietà di frumento tenero», come emerge dal grafico che segue:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-3689" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-oidio-23-24.png" alt="" width="472" height="309" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-oidio-23-24.png 472w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-oidio-23-24-300x196.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-oidio-23-24-370x242.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-oidio-23-24-270x177.png 270w" sizes="auto, (max-width: 472px) 100vw, 472px" /></p>
<p><em>Legenda</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-3678 " src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/legenda-23-24-300x291.png" alt="" width="163" height="158" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/legenda-23-24-300x291.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/legenda-23-24-370x358.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/legenda-23-24-270x262.png 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/legenda-23-24.png 544w" sizes="auto, (max-width: 163px) 100vw, 163px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-3677 " src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/legenda-1-23-24-300x161.png" alt="" width="291" height="156" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/legenda-1-23-24-300x161.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/legenda-1-23-24-370x198.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/legenda-1-23-24-270x144.png 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/legenda-1-23-24-570x305.png 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/legenda-1-23-24.png 583w" sizes="auto, (max-width: 291px) 100vw, 291px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Il <strong>complesso della septoriosi </strong>comprende le patologie fungine septoriosi e stagonosporiosi che si manifestano con sintomi simili e colpiscono entrambe le specie di frumento. Per questa malattia, le cultivar di frumento tenero nel campo di Voghera hanno subìto attacchi consistenti. Una presenza contenuta del complesso della septoriosi è stata riscontrata pure su molte varietà a Ussana (SU) in Sardegna». A questo proposito, si veda il grafico che segue:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-3687" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-septoriosi-23-24.png" alt="" width="472" height="308" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-septoriosi-23-24.png 472w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-septoriosi-23-24-300x196.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-septoriosi-23-24-370x241.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-septoriosi-23-24-270x176.png 270w" sizes="auto, (max-width: 472px) 100vw, 472px" /></p>
<h2>Le ruggini</h2>
<p>Con riferimento alle ruggini, «<strong>l</strong><strong>a ruggine gialla</strong> non ha costituito un problema nell’ultima annata agraria. Le cultivar hanno mostrato una sintomatologia decisamente contenuta, risultando al massimo moderatamente resistenti, tranne poche di esse risultate moderatamente suscettibili nel campo di Roccastrada» (dettaglio nel grafico che segue).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-3685" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-ruggine-gialla-23-24.png" alt="" width="472" height="309" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-ruggine-gialla-23-24.png 472w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-ruggine-gialla-23-24-300x196.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-ruggine-gialla-23-24-370x242.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-ruggine-gialla-23-24-270x177.png 270w" sizes="auto, (max-width: 472px) 100vw, 472px" /></p>
<p>«La <strong>ruggine bruna</strong> , invece, è stata riscontrata in un maggior numero di località di prova. Le infezioni su frumento tenero, soprattutto al Centro-Nord, sono state più elevate, con numerose varietà risultate suscettibili o moderatamente suscettibili, soprattutto nei campi di Voghera (PV) e di S. Lazzaro di Savena (BO). Anche a Tolentino (MC), Roccastrada (GR) e Ussana (SU) un minor numero di cultivar ha subìto attacchi elevati». Si veda il grafico seguente:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-3691" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-ruggine-bruna-23-24.png" alt="" width="472" height="309" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-ruggine-bruna-23-24.png 472w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-ruggine-bruna-23-24-300x196.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-ruggine-bruna-23-24-370x242.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-ruggine-bruna-23-24-270x177.png 270w" sizes="auto, (max-width: 472px) 100vw, 472px" /></p>
<p>Anche «la <strong>ruggine nera, </strong>ricomparsa nelle regioni italiane in forma epidemica ormai da qualche anno, nell’ultima annata agraria si è manifestata in maniera più contenuta. La patologia ha raggiunto alti livelli di infezione solo su poche varietà a Foggia. Attacchi elevati hanno riguardato un maggior numero di cultivar di frumento tenero a Ussana (SU)». I dettagli sono nel grafico seguente:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-3683" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-ruggine-nera-23-24.png" alt="" width="472" height="309" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-ruggine-nera-23-24.png 472w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-ruggine-nera-23-24-300x196.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-ruggine-nera-23-24-370x242.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-ruggine-nera-23-24-270x177.png 270w" sizes="auto, (max-width: 472px) 100vw, 472px" /></p>
<figure id="attachment_3700" aria-describedby="caption-attachment-3700" style="width: 530px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-3700" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Ruggine-gialla-1024x768.jpg" alt="fitopatie tenero" width="530" height="398" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Ruggine-gialla-1024x768.jpg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Ruggine-gialla-300x225.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Ruggine-gialla-768x576.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Ruggine-gialla-1536x1152.jpg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Ruggine-gialla-2048x1536.jpg 2048w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Ruggine-gialla-370x278.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Ruggine-gialla-270x203.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Ruggine-gialla-570x428.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Ruggine-gialla-740x555.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Ruggine-gialla-80x60.jpg 80w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Ruggine-gialla-1320x990.jpg 1320w" sizes="auto, (max-width: 530px) 100vw, 530px" /><figcaption id="caption-attachment-3700" class="wp-caption-text">Ruggine gialla su frumento</figcaption></figure>
<figure id="attachment_3699" aria-describedby="caption-attachment-3699" style="width: 533px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-3699 " src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Ruggine-bruna-1024x768.jpg" alt="fitopatie tenero" width="533" height="400" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Ruggine-bruna-1024x768.jpg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Ruggine-bruna-300x225.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Ruggine-bruna-768x576.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Ruggine-bruna-1536x1152.jpg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Ruggine-bruna-2048x1536.jpg 2048w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Ruggine-bruna-370x278.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Ruggine-bruna-270x203.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Ruggine-bruna-570x428.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Ruggine-bruna-740x555.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Ruggine-bruna-80x60.jpg 80w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Ruggine-bruna-1320x990.jpg 1320w" sizes="auto, (max-width: 533px) 100vw, 533px" /><figcaption id="caption-attachment-3699" class="wp-caption-text">Ruggine bruna su frumento</figcaption></figure>
<h2></h2>
<h2>Fusariosi e mal del piede sul tenero</h2>
<p>«La <strong>fusariosi della spiga</strong> è stata favorita dalle piogge e dalle temperature registrate al Centro-Nord. La malattia è stata rilevata sulle varietà di frumento tenero a Voghera (PV) e, in misura minore, a Bergamo». Il dettaglio è nel grafico seguente:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-3681" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-fusariosi-spiga-23-24.png" alt="" width="472" height="309" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-fusariosi-spiga-23-24.png 472w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-fusariosi-spiga-23-24-300x196.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-fusariosi-spiga-23-24-370x242.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-fusariosi-spiga-23-24-270x177.png 270w" sizes="auto, (max-width: 472px) 100vw, 472px" /></p>
<p>Infine, «il <strong>mal del piede</strong> ha riguardato le cultivar di entrambe le specie di frumento presso la località di Ussana (SU)», come mostrato nel grafico che segue per il frumento tenero:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-3679" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-mal-del-piede-23-24.png" alt="" width="472" height="309" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-mal-del-piede-23-24.png 472w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-mal-del-piede-23-24-300x196.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-mal-del-piede-23-24-370x242.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/frumento-tenero-mal-del-piede-23-24-270x177.png 270w" sizes="auto, (max-width: 472px) 100vw, 472px" /></p>
<p><a href="https://granoitaliano.eu/migliori-varieta-tenero/" target="_blank" rel="noopener">Leggi i risultati delle prove varietali della Rete Nazionale Frumento Tenero 23-24</a></p>
<p><em>Foto di Angela Iori, CREA-IT</em></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/fitopatie-tenero/">FITOPATIE NELLE VARIETA&#8217; DI TENERO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>DIFESA INTEGRATA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/difesa-integrata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Aug 2024 22:02:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura integrata]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[fusariosi]]></category>
		<category><![CDATA[oidio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=3012</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le norme per gestire le fitopatie come Fusariosi e Oidio</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/difesa-integrata/">DIFESA INTEGRATA</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Iniziamo un percorso attraverso le norme per la difesa nell&#8217;agricoltura integrata definite dall&#8217;Emilia Romagna: in questo articolo parliamo della gestione di Carbone, Carie, Nerume, Fusariosi e Oidio. Avevamo già affrontato le norme tecniche agronomiche in una serie di articoli (<a href="https://granoitaliano.eu/agricoltura-integrata-la-gestione/" target="_blank" rel="noopener">leggi qui l&#8217;ultimo</a>).</p>
<p>Le norme per la difesa sono disponibili sul sito della Regione Emilia Romagna a questo indirizzo: <a href="https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/produzioni-agroalimentari/temi/bio-agro-climambiente/agricoltura-integrata/disciplinari-produzione-integrata-vegetale" target="_blank" rel="noopener">https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/produzioni-agroalimentari/temi/bio-agro-climambiente/agricoltura-integrata/disciplinari-produzione-integrata-vegetale</a></p>
<h2>Carbone (Ustilago tritici)</h2>
<p>Contro il carbone, gli interventi chimici consigliati sono relativi alla concia della semente.</p>
<h2>Carie (Tilletia spp.)</h2>
<p>Contro la carie, gli interventi chimici consigliati sono relativi alla concia della semente.</p>
<h2>Nerume(Alternaria spp., Cladosporium herbarum, Epicoccum nigrum)</h2>
<p>Contro il nerume si indicano interventi agronomici, ovvero evitare le semine fitte e effettuare concimazioni azotate equilibrate.</p>
<h2>Fusariosi (Fusarium spp.)</h2>
<p>Contro la fusariosi si indicano numerosi interventi agronomici possibili: in particolare, è bene evitare il ristoppio. Nel caso in cui il frumento sia in successione a mais e sorgo, è concesso seminare il frumento duro solo dopo l&#8217;interramento dei residui colturali. Questo obbligo vige anche per le cultivar è possibile seminare le Mieti, Serio e Trofeo. Per il frumento tenero, si suggerisce di seminare solo dopo l&#8217;interramento dei residui, sempre in caso di precessione con mais e sorgo.  In ogni caso, l&#8217;indicazione è di evitare le semine fitte, effettuare concimazioni azotate equilibrate e utilizzare le cultivar inserite nelle liste varietali di raccomandazione.</p>
<p>In merito alle soglie di intervento, è possibile intervenire in base alle indicazioni dei Bollettini tecnici provinciali.</p>
<p>Le sostanze ammesse, gli ausiliari (come <em>Bacillus subtilis</em> e <em>Pythium oligandrum</em>) e il numero di interventi sono specificati <a href="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/07/Difesa-frumento-2024.pdf" target="_blank" rel="noopener">nella tabella allegata qui</a>.</p>
<h2>Oidio (Erysiphe graminis)</h2>
<p>Contro l&#8217;oidio si indicano interventi agronomici: evitare le semine fitte, effettuare concimazioni azotate equilibrate, impiegare varietà resistenti e tolleranti, in particolare utilizzare le cultivar inserite nelle liste varietali di raccomandazione.</p>
<p>In merito alle soglie di intervento, è possibile intervenire in base alle indicazioni dei Bollettini tecnici provinciali e nel caso si superi la soglia di 10-12 pustole uniformemente distribuite sulle ultime 2 foglie.</p>
<p>Le sostanze ammesse, gli ausiliari (come <em>Bacillus subtilis</em>) e il numero di interventi sono specificati <a href="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/07/Difesa-frumento-2024.pdf" target="_blank" rel="noopener">nella tabella allegata qui</a>.</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>IL GRANO CAMPANO NON E&#8217; RIMASTO ALL&#8217;ASCIUTTO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/campania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jul 2024 22:02:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[campania]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[fusariosi]]></category>
		<category><![CDATA[pioggia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La raccolta del grano campano nella testimonianza di un ammassatore</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La raccolta del grano in Campania di quest’anno è stata positiva. A certificarlo sono gli stessi produttori e ammassatori che lavorano nelle zone in cui si produce più frumento. Per quanto non sia una regione focalizzata sulla produzione del grano – come la Puglia o la Sicilia – la Campania può vantare una superficie media di terreni destinati al frumento pari a circa 40mila ettari. Una considerevole parte di essi si trovano nella provincia di Avellino.</p>
<h2><strong>Campania: raccolta bagnata al momento sbagliato </strong></h2>
<p>E proprio nell’avellinese è attiva la dottoressa Giovanna La Penna, ammassatrice di grano ed esperta del settore. «Diciamo che abbiamo avuto una media intorno ai 40 quintali a ettaro, forse anche qualcosa in più e di buona qualità. Anzi ottima qualità fino a un certo momento, poi buona dopo due a quattro giorni dai primi arrivi, perché quando arriva l&#8217;acqua, si sa, il grano perde di colore, di peso specifico, di proteine».</p>
<p>Un’acqua che è arrivata tra il 4 e il 5 luglio, che in un’annata normale non avrebbe fatto particolari danni, ma «quest&#8217;anno è stata un&#8217;annata particolare, eccezionalmente anticipata su tutti i fronti. Ci siamo ritrovati che il 29 giugno si iniziava a raccogliere, anche 15 giorni prima rispetto alla norma», racconta La Penna.</p>
<p>Una situazione completamente opposta a quella della vicina Puglia, che al contrario si è trovata a fronteggiare una siccità che ha diminuito in modo consistente le rese. « Qui la siccità non l&#8217;abbiamo sentita», racconta La Penna, «ma più giù, in Puglia, ci sono zone che veramente sono in ginocchio».</p>
<h2><strong>La fusariosi della spiga</strong></h2>
<p>Non sono mancate le avversità e le fitopatie che hanno messo in difficoltà gli agricoltori. «Quest&#8217;anno c’è stata un pochino di fusariosi della spiga (una malattia fungina che secca le spighe) nella fase finale», spiega La Penna. «Quindi si è dovuti intervenire. Chi l&#8217;ha fatto ha visto i risultati. Chi non l&#8217;ha fatto ha perso la maggior parte dell&#8217;accordo. Se non seguiti da una figura tecnica che sia in grado di riconoscere la malattia e che sappia come curarla, nella maggior parte dei casi si perde la raccolta se si rimane senza agire».</p>
<p>L’analisi continuerà domani.</p>
<p><em>Autore: Ivan Torneo</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>FUSARIOSI: COME DIFENDERSI</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/fusariosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Apr 2024 22:03:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[fusariosi]]></category>
		<category><![CDATA[micotossine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il commento di Massimo Blandino allo studio presentato alle Giornate Fitopatologiche 2024</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;attività di fungicidi inibitori della biosintesi degli steroli per controllare la fusariosi della spiga. Con l&#8217;aiuto del Prof. Massimo Blandino dell&#8217;Università degli Studi di Torino &#8211; DISAFA, membro del team di ricerca, vi presentiamo una sperimentazione condotta in vitro e in pieno campo e presentato alla 31esima edizione delle Giornate Fitopatologiche.</p>
<h2>Lo studio sulla fusariosi</h2>
<p>Le prove si sono concentrate su due formulati commerciali a base di protoconiazolo o di protoconiazolo + difenoconazolo sulle principali specie di Fusarium associate alla fusariosi della spiga. Come ci spiega Massimo Blandino, «in queste prove sono stati valutati l’efficacia nel contenimento di patogeni agenti della fusariosi della spiga del frumento di diverse sostanze attive, con l’obiettivo di verificare se l’applicazione di questi, in miscela, potesse avere un superiore e più costante effetto nel controllare differenti specie e ceppi fungini».</p>
<h2>Che risultati avete osservato?</h2>
<p>«La sperimentazione, condotta sia in vitro, sia in campo, in 2 campagne agrarie, ha verificato una più costante efficacia della miscela protioconazolo + difeconazolo rispetto ai singoli prodotti. In particolare: con una migliore risposta produttiva (anche per il contenimento delle malattie fogliari, quali il complesso della septoriosi), un aumento del peso ettolitrico e quindi delle rese molitorie, ma soprattutto una più efficace controllo delle micotossine».</p>
<h2>Perchè questa sperimentazione è rilevante per gli agricoltori?</h2>
<p>«Nello scenario di cambiamenti climatici, che comportano anche modifiche nella composizione della microflora agente di malattie delle colture, l’impiego di soluzioni di difesa più efficienti e resilienti garantisce un più sicuro ritorno dell’investimento del fattore produttivo per l’agricoltore e una maggior sicurezza alimentare delle filiere».</p>
<figure id="attachment_1661" aria-describedby="caption-attachment-1661" style="width: 857px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1661 size-full" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/04/fusarium_gf2024.png" alt="fusarium" width="857" height="283" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/04/fusarium_gf2024.png 857w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/04/fusarium_gf2024-300x99.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/04/fusarium_gf2024-768x254.png 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/04/fusarium_gf2024-370x122.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/04/fusarium_gf2024-270x89.png 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/04/fusarium_gf2024-570x188.png 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/04/fusarium_gf2024-740x244.png 740w" sizes="auto, (max-width: 857px) 100vw, 857px" /><figcaption id="caption-attachment-1661" class="wp-caption-text">Un estratto dei risultati della sperimentazione</figcaption></figure>
<p><a href="http://www.giornatefitopatologiche.it/UserFiles/File/2024_Giornate_Fitopatologiche/Slide_14_marzo_POMERIGGIO/9---Battilani_Difesa-dalle-malattie-3.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Clicca per leggere la presentazione dei lavori sperimentali in tema di Difesa dalle malattie.</strong></a></p>
<p><em>Le Giornate Fitopatologiche sono l’evento biennale che porta la difesa fitosanitaria al centro del dibattito pubblico; mai come in questa nostra epoca di annunciati stravolgimenti normativi, il tema è nel focus degli agricoltori.  Le giornate sono organizzate dal settore di patologia vegetale e fitoiatria del dipartimento di Scienze e tecnologie agroalimentari dell’Università di Bologna, in collaborazione con Aipp, Federchimica-Agrofarma, Ibma Italia e altre società scientifiche.</em></p>
<p>Fonte: Prof. Massimo Blandino, Giornate Fitopatologiche 2024</p>
<p>Autore: Azzurra Giorgio</p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>PRECISION FARMING CONTRO I FUNGHI DEL FRUMENTO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/precision-farming-per-la-difesa-dai-funghi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jan 2024 00:16:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[funghi]]></category>
		<category><![CDATA[fusariosi]]></category>
		<category><![CDATA[mal del piede]]></category>
		<category><![CDATA[septoriosi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parla Claudio Cristiani, responsabile agronomico Ricerca e Sviluppo di CAI – Consorzi Agrari d’Italia</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tanti sono i patogeni fungini che possono attaccare la pianta di frumento causando danni economici e igienico-sanitari. Abbiamo chiesto a Claudio Cristiani, responsabile agronomico Ricerca e Sviluppo di CAI – Consorzi Agrari d’Italia, di illustrarci le principali malattie fungine del frumento, insieme ai metodi di difesa innovativi diffusi tra gli agricoltori.</p>
<h2><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-256 size-medium" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Claudio_Cristiani_CAI_SPA_granoitaliano-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Claudio_Cristiani_CAI_SPA_granoitaliano-300x226.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Claudio_Cristiani_CAI_SPA_granoitaliano-1024x771.jpg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Claudio_Cristiani_CAI_SPA_granoitaliano-768x578.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Claudio_Cristiani_CAI_SPA_granoitaliano-1536x1156.jpg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Claudio_Cristiani_CAI_SPA_granoitaliano-370x278.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Claudio_Cristiani_CAI_SPA_granoitaliano-270x203.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Claudio_Cristiani_CAI_SPA_granoitaliano-570x429.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Claudio_Cristiani_CAI_SPA_granoitaliano-740x557.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Claudio_Cristiani_CAI_SPA_granoitaliano-80x60.jpg 80w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Claudio_Cristiani_CAI_SPA_granoitaliano-1320x993.jpg 1320w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Claudio_Cristiani_CAI_SPA_granoitaliano.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Partiamo dalla semina: quali patogeni fungini sono pericolosi per il frumento?</strong></h2>
<p>«Vi sono patogeni che attaccano il seme o le giovani plantule, danneggiando la pianta nella sua parte basale e nelle prime fasi di sviluppo. Si tratta del cosiddetto complesso del mal del piede,  determinato da diversi agenti, presenti singolarmente o insieme a seconda delle condizioni ambientali. Nei casi più gravi la malattia porta alla morte delle giovani plantule a causa dell’ostruzione dei vasi linfatici.<br />
La concia del seme è un metodo di lotta fondamentale: oltre a quella con prodotti chimici, sempre più si diffondono semi conciati con prodotti biologici a base di funghi antagonisti ai patogeni, con risultati del tutto similari ai metodi tradizionali. Non si deve dimenticare, poi, che evitare la monosuccessione è fondamentale, come ci dice anche la nuova PAC: è bene inserire in rotazione colture da rinnovo come barbabietola da zucchero, erba medica, soia, orticole varie».</p>
<h2><strong>Quali sono le principali minacce per la fase di levata nei nostri areali?</strong></h2>
<p>«In questa fase una grave minaccia per il frumento è il complesso della septoriosi che attacca sia le foglie che le spighette e, in casi gravi, può arrivare a distruggere completamente l’apparato fotosintetico, con rischi di perdite fino al 50% della produzione. In genere la malattia si presenta ad inizio levata, ma la maggiore pericolosità si ha alla fine di questa fase, quando il fungo colpisce le ultime foglie, quelle destinate ad alimentare la spiga.<br />
Qui in Italia e in Europa i mezzi chimici la fanno ancora da padrone rispetto a quelli biologici per la maggiore efficacia, sono le famiglie delle stobilurine, degli SDHI e dei triazoli. Ovviamente anche le pratiche agricole sono importanti, come evitare la monosuccessione, le semine troppo fitte e squilibrate concimazioni azotate».</p>
<h2><strong>Quali sono le pratiche innovative messe in atto dagli agricoltori?</strong></h2>
<p>«Negli ultimi tempi sono stati fatti passi da gigante con l’agricoltura di precisione, il <em>precision farming</em> per prevedere se e quanto questa malattia possa creare dei danni in un certo ambiente. All’interno di modelli previsionali digitali, gli algoritmi matematici prendono in esame dati agro-meteorologici come le temperature e l’umidità relativa rilevati da centraline in campo e forniscono agli agricoltori le indicazioni su dove e come intervenire, ovvero se e quando effettuare i trattamenti di difesa.<br />
Fino a pochi anni fa non si applicavano parametri di precisione, con i trattamenti a calendario: oggi questi strumenti consentono una riduzione importante degli interventi in ottica di sostenibilità sia economica che ambientale. In CAI abbiamo i nostri modelli a cui si affidano agricoltori su grandi superfici seminate a frumento e riescono ad ottenere dei risparmi notevoli».</p>
<h2><strong>E in fioritura che rischi ci sono?</strong></h2>
<p>«Le spighette subiscono l’attacco di diversi agenti patogeni che afferiscono al complesso della fusariosi della spiga, malattia che ha implicazioni sia quantitative che qualitative sulla produzione. Le cariossidi striminzite, con peso specifico inferiore, determinano una perdita di produzione per l’agricoltore rispetto a un frumento sano, e le possibili contaminazioni da micotossine rendono invendibile la merce che, superate certe soglie, viene declassata a grano foraggero. L’attenzione è massima soprattutto in annate piovose durante il periodo di spigatura;  i rischi sono maggiori per il frumento duro, più sensibile e contaminabile rispetto al tenero: i controlli sono una pratica diffusa tra chi conserva e riceve la merce, come avviene ad esempio nei nostri centri di stoccaggio.<br />
Tecnici e agricoltori sanno che devono difendersi con anticipo dalla fusariosi, innanzitutto con il trattamento chimico che va fatto ad inizio spigatura, quando il fungo non è ancora entrato all’interno del fiore; qui i metodi biologici non sono ancora così efficaci e su tale tipo di coltivazione meglio utilizzare varietà tolleranti alla fusariosi. Importantissima, poi, è la gestione agronomica: fondamentale evitare la monosuccessione così come le semine dirette dopo mais e sorgo, colture che apportano un inoculo maggiore.<br />
Anche qui esistono modelli previsionali digitali che, però, a differenza del caso della septoriosi, rivestono una minore importanza pratica: questo a causa dell’estrema brevità del ciclo biologico del <em>fusarium</em> che non lascia all’agricoltore il tempo di organizzare ed effettuare i trattamenti, una volta emersa la necessità di intervento».</p>
<h2><strong>Quali altre malattie si riscontrano in areali specifici?</strong></h2>
<p>«Soprattutto in Italia del centro e del sud possiamo ritrovare con maggiore frequenza il complesso delle ruggini, con septoriosi e fusariosi che perdono di importanza. La ruggine bruna fa danni più importanti in fase di fine levata e spigatura, sull’apparato fogliare: la lotta è attuabile anche qui con modelli previsionali, sebbene si richieda maggiore tempestività rispetto al caso della septoriosi a causa del ciclo biologico più corto dell’agente patogeno.<br />
La cosiddetta ruggine nera, infine, di origine africana, ha fatto la sua comparsa in Italia del sud sulle varietà tardive nella scorsa stagione (parliamo di Sicilia, Puglia e Basilicata), a causa dell’andamento meteorologico piovoso. Anche qui il danno primario è sulle foglie e il trattamento è simile a quello della bruna».</p>
<p>Autore: Azzurra Giorgio</p>
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			</item>
		<item>
		<title>IL FRUMENTO SI CURA COSÌ</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/controllo-delle-malattie-del-frumento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Dec 2023 16:38:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[controllo]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[fungicidi]]></category>
		<category><![CDATA[fusariosi]]></category>
		<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[septoriosi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Malattie fungine, virosi e batteriosi possono essere prevenute e contrastate: ecco come</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il frumento è bersagliato da malattie fungine, virosi e batteriosi che possono essere prevenute e contrastate. In questo articolo spieghiamo come si fa, utilizzando la resistenza genetica, la lotta agronomica, l&#8217;uso di fungicidi, la lotta integrata e i microrganismi competitori.</p>
<h2><strong>Resistenza genetica</strong></h2>
<p>Consiste nell’impiego di varietà selezionate per la loro tolleranza o resistenza alle malattie; risultati rilevanti si sono ottenuti sinora per la difesa contro l’oidio, la ruggine gialla e bruna.</p>
<h2><strong>Lotta preventiva o agronomica</strong></h2>
<p>L’impiego di diverse pratiche colturali influenza il sistema suolo-pianta e le interazioni con i funghi: l’avvicendamento, la gestione dei residui nell’ambito delle lavorazioni, la data di semina e la concimazione azotata possono avere un effetto in modo variabile sull’entità di inoculo e la sensibilità della pianta all’agente patogeno.<br />
Ad esempio, contro la Fusariosi la gestione dei residui con lavorazioni del terreno e interramento può avere un effetto rilevante poiché i macroconidi del <em>Fusarium</em> non si adattano bene all’ambiente, specialmente se interrati. Per lo stesso motivo, sono da evitare le pratiche di semina su sodo, la monosuccessione e l’avvicendamento con mais e sorgo da granella.</p>
<h2><strong>Lotta diretta con fungicidi</strong></h2>
<p>I metodi diretti di difesa sono una realtà generalizzata negli areali dove la pressione della malattie fungine è molto forte, come in Europa Centrale e Nord Italia: questi si esplicano attraverso la concia della semente, l’irrorazione della coltura sulle foglie e sulla spiga.<br />
Il <strong>trattamento alla semente</strong> certificata può controllare efficacemente mal del piede, carboni e carie della granella, anche con azione biostimolante e sistemica a lunga durata.<br />
La <strong>difesa dalle malattie fogliari</strong> si esplica con l’applicazione di fungicidi ad ampio spettro per via fogliare; in questi casi il momento di applicazione in relazione alla fase fenologica è fondamentale e, considerando l’efficacia, il momento più diffuso è tra T1 e T2 per la protezione della foglia bandiera.<br />
La <strong>difesa della spiga</strong> dalla fusariosi si esplica con l’irrorazione alla piena fioritura (T3) che è il trattamento più frequente, soprattutto negli areali del Nord Italia, per agire contro l’accumulo di DON (deossinivalenolo) nella granella e in favore della sua sanità. <a href="https://granoitaliano.eu/stop-alle-micotossine-le-linee-guida-del-ministero/" target="_blank" rel="noopener">Si veda un nostro articolo sul tema micotossine.</a><br />
In <strong>agricoltura biologica</strong> fungicidi a base di rame e zolfo vengono utilizzati per il controllo in particolare delle malattie fogliari: per la ridotta persistenza ed efficacia è necessario ripetere i trattamenti ogni 12-20 giorni dalla levata alla fioritura, in condizioni favorevoli allo sviluppo delle malattie.</p>
<h2><strong>Lotta integrata</strong></h2>
<p>Consiste nella combinazione razionale dei metodi che si basano sulla resistenza genetica, quelli preventivi e diretti per poter ridurre la pressione delle patologie, l’impiego di fungicidi e i costi colturali connessi alla difesa dalle malattie. In questo ambito hanno un ruolo anche le pratiche di distribuzione di prodotti di sintesi a rateo variabile e l’impiego di sistemi di allerta territoriali basati su modelli di simulazione.<br />
Il Piano di Azione Nazionale (PAN) relativo al “quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei fitofarmaci” identifica un livello di applicazione della difesa integrata obbligatorio ed uno volontario, basato su disciplinari di produzione integrata.</p>
<h2><strong>Utilizzo di microrganismi competitori</strong></h2>
<p>Questi mezzi, ancora nei primi stadi di applicazione, potranno raggiungere una rilevanza crescente se inseriti in una strategia di lotta integrata con la genetica e le tecniche agronomiche. Consistono nell’induzione di una sorta di reazione preventiva della pianta attraverso l’introduzione di un microrganismo non patogeno che mima un processo di aggressione, così che la pianta stessa sia predisposta a rispondere ad un agente patogeno pericoloso.</p>
<p><em>Fonte: Coltivazioni erbacee, Vol. 1 – Cereali e colture industriali, a cura di G. Mosca e A. Reyneri, Edagricole, 2023.</em></p>
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