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	<title>stoccaggio - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Thu, 30 Oct 2025 17:53:43 +0000</lastBuildDate>
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	<title>stoccaggio - Grano Italiano</title>
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		<title>IL PUNTERUOLO RADDOPPIA IL DANNO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/il-punteruolo-raddoppia-il-danno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 23:10:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[insetti dannosi]]></category>
		<category><![CDATA[silos]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come difendere il nostro grano dai curculionidi</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/il-punteruolo-raddoppia-il-danno/">IL PUNTERUOLO RADDOPPIA IL DANNO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I curculionidi, una famiglia di coleotteri incredibilmente vasta, annoverano al loro interno alcune specie che rappresentano una vera spina nel fianco per chi coltiva cereali, soprattutto quando arriva il momento di conservare il raccolto. Pensiamo, ad esempio, al <em>Sitophilus granarius</em>, il famigerato punteruolo del grano, o al suo cugino <em>Sitophilus oryzae</em>, specialista del riso: sono tra i più comuni e, purtroppo, dannosi nemici delle nostre scorte.</p>
<h2>Il danno doppio del punteruolo</h2>
<p>Ma cosa fanno esattamente questi insetti? Il danno che provocano è duplice. Da una parte, c&#8217;è un danno diretto, immediato, causato dal fatto che sia le larve che gli adulti si nutrono avidamente all&#8217;interno dei chicchi. Immagina la scena: la femmina depone le uova dentro al chicco, e quando le larve nascono, iniziano a scavare gallerie, mangiando l&#8217;endosperma, la parte più ricca di amido, svuotando il chicco un po&#8217; alla volta. Gli adulti non sono da meno: rosicchiano i chicchi, creando dei fori e peggiorando ulteriormente la qualità del cereale. Tutto questo si traduce in una perdita di peso del raccolto, un calo del valore nutrizionale e, cosa ancora più grave, una diminuzione della capacità dei semi di germogliare.</p>
<p>Poi c&#8217;è un danno indiretto, più subdolo. È legato al fatto che questi insetti contaminano le nostre scorte con i loro escrementi, con le loro &#8220;mute&#8221; (cioè le vecchie “pelli” che abbandonano crescendo) e con i resti dei loro corpi quando muoiono. Questa sporcizia favorisce lo sviluppo di muffe e batteri, che a loro volta possono produrre tossine pericolose per la salute, sia nostra che degli animali. E, naturalmente, la presenza di tutti questi insetti e dei loro residui rende il cereale inadatto a essere venduto o trasformato industrialmente.</p>
<h2>Proteggerci dal punteruolo</h2>
<p>Allora, come possiamo proteggere i nostri cereali da questi piccoli ma voraci nemici? La strategia migliore è quella di un approccio integrato, che unisca la prevenzione a interventi diretti mirati.</p>
<p>Cominciamo dalla prevenzione. Innanzitutto, l&#8217;igiene è fondamentale: magazzini e attrezzature di stoccaggio devono essere puliti a fondo per eliminare ogni possibile rifugio per gli insetti. Bisogna rimuovere ogni residuo di cereali, la polvere, insomma tutto ciò che potrebbe fornire loro cibo o riparo. Poi, è importantissimo controllare l&#8217;umidità: un ambiente secco (con un&#8217;umidità inferiore al 14%) è un ambiente ostile allo sviluppo degli insetti e delle muffe. Aerare periodicamente i magazzini aiuta a tenere bassa l&#8217;umidità. Anche la temperatura gioca un ruolo: temperature basse (sotto i 15°C) rallentano lo sviluppo degli insetti. Se viviamo in un clima freddo, possiamo sfruttare le basse temperature invernali per raffreddare i cereali. Infine, è bene evitare di accumulare scorte per troppo tempo: meglio consumare prima le partite più vecchie, per ridurre il rischio di infestazioni. E, naturalmente, tenere sempre gli occhi aperti: ispezionare regolarmente le scorte per individuare subito eventuali presenze sospette. Le trappole a feromoni possono essere un valido aiuto per individuare la presenza dei <em>Sitophilus</em>.</p>
<h2>Interventi diretti contro il punteruolo</h2>
<p>Se, nonostante tutte le precauzioni, l&#8217;infestazione si verifica, bisogna intervenire direttamente. Un&#8217;opzione è quella dei trattamenti termici: riscaldare o raffreddare i cereali a temperature estreme può uccidere gli insetti. Il riscaldamento (oltre i 60°C per un certo periodo) è efficace, ma può alterare le caratteristiche del cereale. Il raffreddamento (sotto i -18°C per qualche giorno) è un&#8217;alternativa. Un&#8217;altra tecnica è quella dell&#8217;atmosfera controllata: ridurre l&#8217;ossigeno o aumentare l&#8217;anidride carbonica nell&#8217;ambiente di stoccaggio può eliminare gli insetti, ed è una tecnica adatta ai grandi volumi. L&#8217;uso di insetticidi è un&#8217;opzione da considerare, ma con molta cautela: meglio scegliere prodotti a basso impatto ambientale e seguire scrupolosamente le istruzioni. Bisogna tenere presente il rischio che gli insetti sviluppino resistenze e l&#8217;impatto che questi prodotti possono avere sulla nostra salute e sull&#8217;ambiente. Esistono diverse tipologie di insetticidi, da quelli che agiscono per contatto a quelli che vengono ingeriti dagli insetti, fino ai fumiganti, che richiedono particolari precauzioni nell&#8217;uso. Infine, una strada interessante è quella della lotta biologica: utilizzare insetti utili, come parassitoidi o predatori dei <em>Sitophilus</em>, è un&#8217;alternativa promettente agli insetticidi chimici.</p>
<p>Insomma, la scelta delle strategie migliori per proteggere i nostri cereali dipende da molti fattori: il tipo di cereale, le dimensioni del magazzino, il clima, le leggi locali. L&#8217;importante è avere un approccio integrato, fare attenzione e monitorare costantemente la situazione, per prevenire e controllare efficacemente le infestazioni e garantire la qualità e la quantità del nostro raccolto. (Immagine realizzata con l&#8217;ausilio dell&#8217;intelligenza artificiale)</p>
<p><em>Autore: Paolo Bonivento (Trieste &#8211; Brescia &#8211; Roma &#8211; Napoli)</em></p>
<p dir="ltr"><a href="https://mailto:p.bonivento@xyz-lab.it/" target="_blank" rel="noopener">p.bonivento@xyz-lab.it</a><br />
<a href="https://www.xyz-lab.it/" target="_blank" rel="noopener">https://www.xyz-lab.it/</a></p>
<p><em>Il Dr. Paolo Bonivento è un Perito Agrario impegnato in attività relative all&#8217;entomologia urbana ed agraria. Effettua valutazioni d’impatto ambientale ed ecologico (terrestri, marine e aeree); si occupa della consulenza sull’impiego di strumenti scientifici e tecnici oltre all’identificazione ed al trattamento degli organismi infestanti nonché alla valutazione dei danni alle coltivazioni. La sua attività include anche ambiti forensi con stime generali riguardanti contenziosi ed analisi dei danni.</em></p>
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		<title>LA CONSERVAZIONE DEI CEREALI</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/la-conservazione-dei-cereali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Aug 2024 12:08:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cereali]]></category>
		<category><![CDATA[stoccaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un nuovo libro di Edagricole</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un nuovo libro per un nuovo modo di conservare i cereali. Un modo capace di ridurre l’impatto ambientale tramite un uso corretto delle risorse e dei mezzi di difesa, in una visione d’insieme che abbracci sostenibilità, rispetto del lavoro e del territorio. Lo insegna “La conservazione dei cereali” di Gianni Beccarini e Andrea Villani, edito da Edagricole, che parla di strutture e tecniche di conservazione, ruolo della conservazione nella valorizzazione dei prodotti di filiera, conservazione dei cereali, destinazioni d’uso e casi specifici (riso e sementi), conservazione e gestione contaminanti, residui, allergeni, infestanti e tecniche di gestione, caratterizzazione merceologica dei cereali e dei semi oleosi e norme e schemi di certificazione applicabili alla conservazione. In 256 pagine per un costo di 29 euro. Per trovarlo: Tel. 051.65751 &#8211; e-mail: <a href="mailto:libri.edagricole@newbusinessmedia.it" target="_blank" rel="noopener">libri.edagricole@newbusinessmedia.it</a>   &#8211; <a href="https://djqqct04.eu1.hubspotlinks.com/Ctc/L1+113/djqqCT04/VWS8k_7pK9hzN6nFJ4nfPcc_W6B8lDm5fWRVSN3fD2Ds3qn9gW7Y8-PT6lZ3q7W939jCX8hFC75W1S-ltw64dczSW4nr5cF58Nc1SW6N5bmy2M4dDgW93cC1z3VthR-W8kq46j7swlhQW7F6Wdk42hvcvW3bThD07vPRbnW5PBGzD8_tQKRW7rfnNJ2sfJJ_W2bc_TX70-wTzW1PQGhX8PlKK0W3DcfJC5LBJHsW2Zf1vm3YdPnwW4GBCMy3J6FtxW5p6Vg26HRV48W7wrmPc6HYRh4Vdcx2y86jPd1W6S6yGX1NBHxWW2mB85V1J80C-W4hJc8W5JxZV_W629T583f0wJjW77FskS2BXcfrW65RyvT29GJPjW8FrZw32kKzrwVsBd2p7JPD4Ff2WtBl004" target="_blank" rel="noopener">www.edagricole.it</a></p>
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		<title>TEMPERATURA NELLO STOCCAGGIO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/temperatura-stoccaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Aug 2024 22:02:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[Polveri]]></category>
		<category><![CDATA[stoccaggio]]></category>
		<category><![CDATA[temperatura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo già parlato delle diverse modalità di realizzazione dei silos per lo stoccaggio dei cereali, in base alle condizioni e alla destinazione del prodotto (leggi l&#8217;articolo). Le normative per la sicurezza della costruzione e gestione dei silos si occupano anche delle problematiche legate alla temperatura e alla diffusione di polveri nell&#8217;ambiente. In questo articolo vediamo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo già parlato delle diverse modalità di realizzazione dei silos per lo stoccaggio dei cereali, in base alle condizioni e alla destinazione del prodotto (<a href="https://granoitaliano.eu/stoccaggio/" target="_blank" rel="noopener">leggi l&#8217;articolo</a>). Le normative per la sicurezza della costruzione e gestione dei silos si occupano anche delle problematiche legate alla temperatura e alla diffusione di polveri nell&#8217;ambiente. In questo articolo vediamo perchè.</p>
<h2>Controllo della temperatura</h2>
<p>L&#8217;attività biologica nelle masse di granella conservata nei silos destinati alla conservazione dei cereali determina il verificarsi di innalzamenti di temperatura localizzati. In questi casi si può parlare di autocombustione ma è vero che l&#8217;opportuna ventilazione riesce a dissipare il calore prodotto e ridurre la temperatura della massa di granella, evitando conseguenze gravi.</p>
<p>Inoltre, è anche dimostrato che gli organismi come funghi e batteri che determinano l&#8217;aumento della temperatura per la loro attività biologica, tendono poi ad estinguersi: questo, quindi, determina che il rischio di autocombustione sia basso.</p>
<p>Tra i metodi per controllare la presenza di insetti, quelli che si basano sull&#8217;utilizzo di anidride carbonica non hanno sempre una completa efficacia. Inoltre, innalzamenti della temperatura si verificano anche in assenza di ossigeno, per fermentazione, oltre che per la formazione di muffe. E&#8217;, quindi, sempre bene avere a disposizione metodi di monitoraggio costante della temperatura: ai primi segnali di processi fermentativi in corso, infatti, si può intervenire così da minimizzare i ricicli della massa e eventuali scarti di prodotto.</p>
<h2>Rischi derivanti dalle polveri</h2>
<p>Come citato in apertura, gli operatori sono molto sensibili in particolare ai rischi che derivano dalla diffusione di polveri nell&#8217;ambiente: questi possono anche causare esplosioni, in certe condizioni. E&#8217; importante che gli stoccatori effettuino una valutazione adeguata dei rischi esplosivi, per poter definire i criteri quantitativi per la determinazione delle allerte.</p>
<p>E&#8217;, quindi, fondamentale che le polveri siano accuratamente controllate attraverso, principalmente, i sistemi di aspirazione, nonchè le operazioni di pulizia delle strutture dei silos. Rilevante, poi, è il controllo delle fonti di innesco: in questo caso sono gli impianti elettrici ad essere sotto la lente, in quanto questi devono realizzati a regola d&#8217;arte. Le certificazioni sono una via molto efficace per raggiungere questo obiettivo (ad esempio, la certificazione ATEX).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Fonte: NAElettronica</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>SICUREZZA NELLO STOCCAGGIO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/stoccaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Aug 2024 22:02:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[silos]]></category>
		<category><![CDATA[stoccaggio]]></category>
		<category><![CDATA[temperatura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le strutture per la conservazione della granella di frumento</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo stoccaggio del grano si effettua all&#8217;interno di silos di diverse tipologie e dimensioni, a seconda della destinazione e delle condizioni locali e di mercato. Un silo di cereali è una struttura, un magazzino o un locale che si colloca all&#8217;interno o all&#8217;esterno di un edificio. Esso è separato e chiuso; vi sono immagazzinati prodotti dell&#8217;industria agroalimentare: nel nostro caso parliamo della granella di frumento tenero e duro.</p>
<p>I silos più diffusi sono realizzati in acciaio: questo materiale ne consente una lunga durata nel tempo. Inoltre, l&#8217;acciacio li rende impermeabili e resistenti agli agenti atmosferici, oltre che più igienici e in  grado di conservare il prodotto. Nelle zone portuali, invece, sono più diffusi i silos in cemento perchè più grandi e capienti: essi sono più permeabili e meno resistenti agli agenti esterni ma possono essere suddivisi in celle in caso di necessità. Infine, quelli in vetroresina hanno la maggiore resistenza termica e alta resistenza meccanica. Sono molto impiegati per i mangimi animali.</p>
<h2>Norme di costruzione e sicurezza</h2>
<p>Volendo citare le principali indicazioni normative per la costruzione e la gestione dei silos destinati allo stoccaggio dei cereali, bisogna ricordare che quelli verticali devono essere costruiti in modo da facilitare le operazioni di pulizia, disinfestazione e disinfezione. Bisogna poi dotare le strutture di bocche di aerazione per consentire la ventilazione del prodotto. Possono anche essere adottati sistemi idonei che impiegano il freddo, l&#8217;anidride carbonica o l&#8217;azoto, eventualmente aggiuntivi ai sistemi di aerazione.</p>
<p>Per motivi di sicurezza, nei silos devono essere adottati sistemi per il contenimento di emissioni diffuse di polveri nell&#8217;ambiente durante le operazioni di stoccaggio e prelevamento del prodotto. In un articolo successivo approfondiremo i rischi legati alla diffusione delle polveri.</p>
<p>Ricordiamo anche che la destinazione ad alimentazione umana o animale fa riferimento a normative specifiche che dettano obblighi su modalità di autocontrollo, tracciabilità del prodotto e dei lotti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Fonte: NAElettronica</em></p>
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<p>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PARTE GRANARIUS: CONSERVAZIONE E STOCCAGGIO NEI CEREALI</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/parte-granarius-conservazione-e-stoccaggio-nei-cereali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jan 2024 09:10:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[cereali]]></category>
		<category><![CDATA[conservazione]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[insetti]]></category>
		<category><![CDATA[stoccaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parte il progetto Granarius per trovare soluzioni di difesa in conservazione e stoccaggio dei cereali: il 22.01 l'evento di lancio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/parte-granarius-conservazione-e-stoccaggio-nei-cereali/">PARTE GRANARIUS: CONSERVAZIONE E STOCCAGGIO NEI CEREALI</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lunedì 22 gennaio, presso il CREA Cerealicoltura e Colture Industriali di Foggia, si terrà l&#8217;incontro per il lancio del progetto GRANARIUS “Biological, chemical and genetic bases of granary weevil and purple wheat interactions”. ammesso a finanziato dal Ministero dell&#8217;Università e della Ricerca nell’ambito del bando PRIN (Progetti di Rilevante Interesse Nazionale) 2022.</p>
<p>Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Dipartimento DAFNE dell’Università di Foggia, l’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari (ISPA) del CNR, e il CREA Cerealicoltura e Colture Industriali e <strong>si propone di sviluppare soluzioni innovative e sostenibili per il controllo di insetti che danneggiano i cereali conservati</strong>, tema fondamentale per la Regione Puglia. Oggetto della ricerca sarà la suscettibilità di particolari genotipi pigmentati di frumento, ricchi di antociani (sostanze che difendono la pianta), agli attacchi di <em>Sitophilus granarius</em>. Obiettivo è indi individuare i composti e i geni coinvolti nella resistenza da poter utilizzare in futuri programmi di miglioramento genetico del frumento duro.</p>
<p>Segue il programma dell&#8217;evento:</p>
<p><a href="https://www.crea.gov.it/web/cerealicoltura-e-colture-industriali/-/al-via-il-progetto-granarius-per-una-gestione-sostenibile-dello-stoccaggio-delle-granaglie-1" target="_blank" rel="noopener"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-510 size-large" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/01/PRIN-2022-Progetto-GRANARIUS_corretto-1024x576.jpg" alt="Parte il progetto Granarius:" width="770" height="433" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/01/PRIN-2022-Progetto-GRANARIUS_corretto-1024x576.jpg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/01/PRIN-2022-Progetto-GRANARIUS_corretto-300x169.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/01/PRIN-2022-Progetto-GRANARIUS_corretto-768x432.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/01/PRIN-2022-Progetto-GRANARIUS_corretto-1536x864.jpg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/01/PRIN-2022-Progetto-GRANARIUS_corretto-2048x1152.jpg 2048w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/01/PRIN-2022-Progetto-GRANARIUS_corretto-370x208.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/01/PRIN-2022-Progetto-GRANARIUS_corretto-270x152.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/01/PRIN-2022-Progetto-GRANARIUS_corretto-570x321.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/01/PRIN-2022-Progetto-GRANARIUS_corretto-740x416.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/01/PRIN-2022-Progetto-GRANARIUS_corretto-1320x742.jpg 1320w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a></p>
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			</item>
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		<title>IL GRANO VIENE ATTACCATO NEL SILOS</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/controllo-degli-insetti-dannosi-in-post-raccolta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2023 15:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[conservazione]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[micotossine]]></category>
		<category><![CDATA[stoccaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Affrontiamo il pericolo di insetti, roditori, uccelli, acari e microrganismi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La lunga durata della fase di conservazione della granella di frumento determina la possibilità di interazione tra fattori fisici, chimici e biotici &#8211; tra cui insetti, roditori, uccelli, acari e microrganismi – che causa un deterioramento importante del prodotto. Le perdite possono arrivare al 9% nei paesi industrializzati e al 30% nei paesi in via di sviluppo.<br />
Oltre ai danni diretti da parte di insetti, vi possono essere contaminazioni biologiche dei prodotti alimentari, ad esempio con escrementi o microrganismi patogeni che alterano le caratteristiche organolettiche e nutrizionali, oltre a verificarsi la diffusione di micotossine prodotte da muffe sviluppatesi in condizioni deteriorate di conservazione.<br />
Vediamo di seguito i principali insetti dannosi del frumento presenti in post raccolta:</p>
<h2><strong>Calandre o punteruoli</strong></h2>
<p><em>Sitophylus granarius</em> e <em>Sitophylus oryzae</em> depongono le uova in fossette scavate nelle cariossidi in cui la larva e la pupa si sviluppano a spese dell’endosperma, con l’adulto che può sopravvivere e provocare danni fino a 12-14 mesi.</p>
<h2><strong>Cappuccino dei cereali</strong></h2>
<p><em>Rhyzopertha dominica</em> è xilofaga ma si è adattata a vivere a spese delle cariossidi, in campo e in magazzino: la femmina depone le uova sulla superficie delle cariossidi o in gallerie all’interno di esse, in cui penetra anche la larva. Adulti e larve si nutrono svuotando completamente la cariosside.</p>
<h2><strong>Vera tignola del grano</strong></h2>
<p><em>Sitotroga cerealella</em> è una farfalla di piccole dimensioni che depone le uova sulla superficie delle cariossidi, la larva vi penetra dal lato del germe e cresce a spese nutrendosi di tutto l’endosperma. E’ in grado di compiere anche 3-4 generazioni in magazzino.</p>
<h2><strong>Metodi di controllo</strong></h2>
<p>Il controllo integrato delle infestazioni di insetti nei siti di stoccaggio si fonda sulla preventiva pulizia dei locali, il monitoraggio costante della presenza di insetti dannosi e interventi fisici come i trattamenti con CO2 o polveri inerti, la conservazione in azoto, la refrigerazione, la movimentazione della granella per ridurre la temperatura.<br />
Sono diffusi anche interventi chimici con prodotti fumiganti (fosfina, piretrine, piretroidi), così come biologici che si basano sull’azione di nemici naturali dei fitofagi dannosi.</p>
<p><em>Fonte: Coltivazioni erbacee, Vol. 1 – Cereali e colture industriali, a cura di G. Mosca e A. Reyneri, Edagricole, 2023.</em></p>
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