Calano le quotazioni del frumento duro e si inizia a temere un trend ribassista che le stime provenienti dai Paesi produttori possono solo accelerare. Anche questa settimana sono scese le quotazioni del grano duro con minor contenuto di proteine, che rappresenta la parte preponderante del mercato. La continuità del calo è preoccupante e l’andamento dei costi energetici non basta più a spiegarla. Più facile pensare che si stiano svuotando gli stock industriali e si acquisti poco. Del resto, come dicevamo, ci si attende un buon raccolto un po’ ovunque: Nord Africa, Turchia, la stessa Europa. Punto interrogativo per siccità e rese in Nord America. Ma sono dubbi che si scioglieranno tra luglio e agosto quando le quotazioni del durum potrebbero risentire dell’abbondanza, se confermata. Sicuramente, le speranze degli agricoltori nella Cun sono evaporate: i “prezzi Ismea” parametrati sui costi restano lontani.





