Arriva un ristoro per il caro fertilizzanti e, questa volta, riguarda direttamente anche i cerealicoltori. Il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha firmato il Decreto del 15 settembre che mette a disposizione 136,8 milioni di euro per compensare parte dell’aumento dei costi dei concimi. La platea indicata dal Ministero (Masaf) supera i 547 mila agricoltori.
La cifra è consistente ma va letta nella sua reale dimensione: lo stesso decreto riporta una stima Ismea di 396,7 milioni di euro di maggiori costi per i concimi a base di azoto, fosforo e potassio. Le risorse disponibili, precisa quindi il provvedimento, risultano insufficienti rispetto all’incremento complessivamente stimato.
Per il grano fino a 35,25 euro per ettaro
Per chi coltiva frumento e altri cereali il dato più concreto è quello del contributo unitario. Il decreto stabilisce un aiuto massimo di 35,25 euro per ettaro per i cereali, esclusi mais da granella e mais da insilato. Per il mais da granella il tetto sale a 64,30 euro/ha, mentre per il mais da insilato è pari a 41,55 euro/ha. Sono previsti, inoltre, 36 euro/ha per il girasole, 35,30 per la barbabietola da zucchero, 29,60 per colza e ravizzone, oltre agli interventi destinati ad altre colture.
Gli importi derivano dalle stime elaborate da Ismea. Per i cereali diversi dal mais da granella, ad esempio, l’aumento del costo della fertilizzazione è stato valutato in 70,5 euro/ha, di cui 53,9 euro attribuibili all’azoto. Per il mais da granella la maggiorazione stimata arriva invece a 128,6 euro/ha. Il sostegno copre quindi, nel limite delle risorse disponibili, fino al 50% dell’incremento stimato, non il 50% dell’intera spesa sostenuta dall’azienda per la concimazione.
Quasi un terzo delle risorse arriva dall’Europa
Il provvedimento italiano è soprattutto l’attuazione di una misura definita a livello europeo. Dei 136,8 milioni complessivi, 45,599 milioni arrivano dall’Unione europea, nell’ambito del sostegno finanziario di emergenza attivato dalla Commissione dopo l’impennata dei prezzi di fertilizzanti ed energia collegata alla crisi in Medio Oriente. L’Italia ha aggiunto altri 91,198 milioni di cofinanziamento nazionale, pari al massimo del 200% della quota europea consentito dalle regole Ue.
Il quadro europeo nasce dal Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1894, che ha mobilitato complessivamente 540 milioni di euro per gli agricoltori europei. Bruxelles ha rilevato che nel maggio 2026 i prezzi medi dei fertilizzanti azotati erano saliti indicativamente del 30% rispetto a febbraio e risultavano circa il 70% superiori alla media 2024; per i fosfatici l’aumento rispetto al 2024 era del 22%.
Un ristoro d’emergenza, non una soluzione strutturale
È proprio la normativa europea a definire l’intervento come “sostegno finanziario di emergenza” e “temporaneo eccezionale”. La misura è in grado di alleggerire una parte del maggiore costo sostenuto dalle aziende ma, per sua natura, non agisce sulle cause strutturali della volatilità dei fertilizzanti, dalla dipendenza energetica della produzione di concimi azotati alle tensioni sui mercati internazionali. La stessa Commissione europea riconosce che il mercato dei fertilizzanti era già sottoposto a pressioni e volatilità prima dell’ultima crisi mediorientale.
Per accedere al sostegno non dovrebbe servire una nuova domanda: il decreto consente ad Agea di ricorrere alla domanda automatica, utilizzando le informazioni già contenute nel fascicolo aziendale e nelle domande per gli interventi a superficie presentate entro il 25 luglio 2026. Sono considerate le superfici nella disponibilità dell’agricoltore al 15 maggio.
Un ultimo passaggio è ancora necessario: il decreto è in corso di registrazione alla Corte dei conti e dovrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione.
Leggi il Decreto Masaf del 15 settembre 2026
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