Le piogge di quest’anno hanno bagnato, come non accadeva da decenni, tutte le regioni del Mezzogiorno e le isole: a “fotografarlo” è il settimanale report dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche. Sulla Sicilia, dove gli invasi sono pieni oltre l’ 85%, da inizio dell’anno sono caduti circa mm. 430 di pioggia, un valore tra i più alti del recente trentennio; le immagini satellitari fotografano i terreni verdeggianti dell’isola, ma soprattutto il vulcano Etna ancora oggi innevato, così come altre cime dell’isola e l’Aspromonte calabrese. Su diverse zone della Calabria, tra Gennaio e Marzo, è caduta la pioggia, che generalmente scende in un anno. Ad Aprile la neve è ancora presente in quota a garanzia di invasi ricchi d’acqua almeno fino all’ inizio dell’estate e le dighe trattengono oltre il 70% d’acqua in più rispetto alla media del periodo. Dopo le recenti perturbazioni di Aprile la diga del Menta è stata costretta, per la prima volta nella sua storia, ad effettuare rilasci.
«In altri tempi, considerata la dotazione di invasi, realizzata al Sud in anni ormai lontani, l’acqua rilasciata in mare sarebbe stata considerata null’altro che un’evenienza possibile; oggi è un insostenibile spreco di risorsa di fronte alle incertezze dell’andamento meteorico, che ha già creato danni per decine di miliardi all’agricoltura italiana. I dati dimostrano quanto sia necessario incrementare le infrastrutture idrauliche del Paese ad iniziare dall’avvio del Piano Nazionale Invasi Multifunzionali» commenta Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).
«Siamo orgogliosi di avere inserito 266 progetti redatti da Consorzi di bonifica nel Piano Idrico Nazionale; come da tutti affermato, le risorse ci sono. Ai soggetti decisori chiediamo allora di creare le condizioni, affinché si possa celermente metterle a disposizione per avviare concretamente i lavori. Basta guardare la situazione, che si sta disegnando nel Nord del Paese, per rendersi conto dell’incertezza, che stiamo vivendo anche in campo idrico. Dobbiamo aumentare la nostra capacità di trattenere acqua sul territorio e di trasportarla laddove, se ne registri la necessità» aggiunge Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI.
Sulla Basilicata, tra Gennaio e Marzo, sono caduti oltre 350 millimetri di pioggia: un quantitativo pari alla metà della pioggia caduta nel 2025; le dighe di monte Cotugno, Pertusillo, Camastra e Basentello trattengono complessivamente 405,84 milioni di metri cubi d’acqua. In un mese, su alcune zone della Puglia, si sono registrate cumulate di pioggia pari a circa 300 millimetri, segnando qui un record quasi novantennale! I serbatoi, che servono il Tavoliere, contengono finalmente oltre 293 milioni di metri cubi d’acqua. In Abruzzo, Marzo è stato il più umido degli scorsi 50 anni: lungo la fascia adriatica meridionale, le precipitazioni hanno registrato fino ad oltre il 300% in più! In Molise, il ciclone di fine Marzo ha portato, oltre a danni ed allagamenti, anche il doppio della pioggia, che normalmente cade sulla regione. Piogge abbondanti ed invasi pieni anche in Campania, dove continuano ad aumentare le portate dei fiumi Volturno, Sele e Garigliano. Sulla Sardegna, tra Gennaio e Febbraio sono caduti localmente fino a mm. 1300 di pioggia, cioè fino ad oltre 6 volte la norma del periodo (!!), segnando un record sessantennale; il riempimento dei bacini supera il 94%. Nel Lazio, invece, i livelli dei laghi di Albano e Nemi si sono ridotti di 1 centimetro in 7 giorni, mentre quelli di Bracciano e Bolsena sono cresciuti di cm. 2 e quello di Vico di cm.3; sono in calo le portate dei fiumi Aniene e Velino, nonché del Tevere, i cui flussi tornano al di sotto delle medie di riferimento (fonte: AUBAC). In Umbria sono stabili i livelli idrometrici dei fiumi Chiascio, Paglia e Topino, mentre il livello del lago Trasimeno si abbassa di un ulteriore centimetro e così, a Polvese, il livello del bacino naturale più grande dell’Italia Centrale risulta inferiore alla media di circa 1 metro! Nelle Marche, alla crescita idrometrica dei fiumi Potenza e Tronto, si contrappongono le riduzioni dei livelli negli alvei di Esino, Sentino e Nera. In Toscana, portate fluviali deficitarie sono registrate da Serchio (-68%), Ombrone (-54%) ed Arno (-52%). Autore: Anbi




