Dall’asfissia radicale al rischio Fusarium: come il clima variabile ha condizionato il frumento
La campagna cerealicola 2025-2026 in Piemonte si avvia verso la raccolta con molte incognite. In particolare, il grano piemontese sarà messo a dura prova quest’anno. Le condizioni meteorologiche hanno alternato periodi di piogge intense a lunghi intervalli siccitosi, mettendo a dura prova le colture di frumento. In molte aree della regione gli agricoltori hanno dovuto gestire terreni saturi d’acqua durante l’inverno, ritardi nelle concimazioni e successivi stress idrici nelle fasi più delicate del ciclo produttivo.
A raccontare l’andamento della stagione è Davide Bo, cerealicoltore di Rocchetta Tanaro (Asti) e associato CIA Piemonte, che conduce un’azienda di circa 200 ettari, dei quali oltre la metà investiti a frumento. La sua testimonianza offre uno spaccato significativo delle difficoltà affrontate dai produttori piemontesi e consente di approfondire alcuni aspetti tecnici fondamentali della coltivazione del grano: dalla nutrizione alla gestione delle infestanti, fino al controllo delle principali malattie fungine.
Frumento in Piemonte: una stagione caratterizzata dagli eccessi
L’annata è stata segnata soprattutto dall’instabilità climatica. Una situazione che ha influenzato sia lo sviluppo vegetativo sia la formazione della produzione.
«All’inizio della stagione il clima ha consentito di procedere per tempo alle semine. Successivamente ha iniziato a piovere molto e questo ha provocato un forte compattamento dei terreni e ritardi nelle operazioni colturali», spiega Davide Bo. L’azienda si trova in un’area caratterizzata da suoli pesanti, particolarmente sensibili ai ristagni idrici. Le abbondanti precipitazioni registrate nei mesi autunnali e invernali hanno limitato l’accesso ai campi e rallentato soprattutto la distribuzione delle prime concimazioni.
La conseguenza più immediata è stata l’asfissia radicale. Quando il terreno rimane saturo d’acqua per periodi prolungati, infatti, diminuisce la disponibilità di ossigeno per le radici e la pianta riduce la propria capacità di assorbire nutrienti e acqua. La situazione si è poi ribaltata.
«Prima della fioritura abbiamo avuto circa tre mesi senza precipitazioni significative. Successivamente, proprio durante la fioritura, sono tornate piogge abbondanti». Questo alternarsi di estremi climatici rappresenta oggi uno dei principali fattori di rischio per la cerealicoltura italiana. Le piante riescono infatti a tollerare meglio situazioni di stress costante rispetto a repentini cambiamenti delle condizioni ambientali.
Le varietà coltivate e il progetto Gran Piemonte
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favorire la biodiversità aziendale;
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aumentare l’adattabilità agli stress climatici;
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ridurre l’impatto delle principali fitopatie;
- migliorare la stabilità delle rese nel tempo
Escursioni termiche e riempimento della granella
Oltre agli squilibri idrici, il finale di stagione è stato caratterizzato da forti escursioni termiche.
«Nell’ultimo mese abbiamo registrato temperature mattutine intorno ai 6 gradi e massime che hanno raggiunto i 37-38 gradi. Questo ha creato difficoltà nel riempimento della granella». Il riempimento della cariosside rappresenta una delle fasi più importanti del ciclo produttivo del frumento. In questo periodo la pianta trasferisce verso la spiga gli assimilati prodotti attraverso la fotosintesi.
Temperature eccessivamente elevate accelerano il metabolismo della coltura e riducono la durata della fase di accumulo. Il risultato può essere una granella meno pesante e una diminuzione del peso ettolitrico. Quando gli sbalzi termici si associano a carenze idriche, il rischio di perdita produttiva aumenta ulteriormente.
Concimazione del grano: una strategia decisiva
La nutrizione rappresenta uno dei principali strumenti per sostenere il potenziale produttivo del frumento. «In pre-semina utilizzo un concime organico pellettato. Successivamente distribuisco stallatico pellettato e in copertura effettuo due interventi: il primo con un concime a lenta cessione e il secondo con nitrato ammonico».
La strategia adottata da Bo punta a garantire una disponibilità progressiva degli elementi nutritivi durante tutto il ciclo colturale. L’assorbimento degli elementi nutritivi raggiunge infatti il suo massimo durante la fase di levata. Alla fine di questo stadio la coltura ha già assorbito oltre il 70-80% del fabbisogno totale.
Il ruolo dell’azoto nella produzione del frumento
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l’accestimento;
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la fertilità della spiga;
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la permanenza dell’apparato fogliare;
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l’attività fotosintetica;
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il contenuto proteico della granella.
Fosforo e potassio: nutrienti spesso sottovalutati
Se l’attenzione degli agricoltori si concentra frequentemente sull’azoto, anche fosforo e potassio svolgono funzioni fondamentali. Il fosforo favorisce lo sviluppo radicale e sostiene le prime fasi di crescita della coltura. Le carenze si manifestano con ridotto accestimento e rallentamento dello sviluppo vegetativo. Il potassio, invece, è strettamente collegato alla regolazione degli scambi idrici e alla resistenza agli stress ambientali.
L’assorbimento massimo avviene durante la levata e nelle settimane successive. In presenza di carenze le foglie assumono colorazioni rossastre e possono manifestare necrosi ai margini del lembo fogliare.
Loietto resistente: una minaccia crescente
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rotazioni colturali;
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falsa semina;
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utilizzo di sementi certificate;
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alternanza delle lavorazioni;
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impiego di erbicidi con differenti meccanismi d’azione;
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corretta tempistica degli interventi.
Le infestanti a foglia larga risultano invece generalmente più gestibili con i programmi di difesa oggi disponibili.
Fusarium della spiga sotto osservazione
Le abbondanti precipitazioni registrate durante la fioritura hanno favorito anche lo sviluppo delle malattie fungine.
«Quest’anno ho osservato una presenza di Fusarium superiore al normale, ma sono riuscito a intervenire tempestivamente con i trattamenti». Il Fusarium della spiga rappresenta una delle patologie più temute nel frumento perché può compromettere sia la quantità sia la qualità della produzione.
Oltre alle perdite produttive, alcune specie fungine possono infatti produrre micotossine che limitano la commerciabilità del raccolto. Il rischio aumenta in presenza di elevata umidità durante la fioritura e nelle settimane immediatamente successive.
Ruggini e mal del piede: danni contenuti
Accanto al Fusarium, l’annata ha favorito anche la comparsa di altre patologie.
«Ho riscontrato qualche attacco di ruggine e alcuni casi di mal del piede dovuti ai ristagni, ma senza perdite significative».
Le ruggini continuano a rappresentare una minaccia costante per la cerealicoltura europea, soprattutto nelle annate caratterizzate da elevata umidità e temperature miti. Il mal del piede, invece, tende a manifestarsi nei terreni soggetti a ristagno idrico e compattamento. Anche in questo caso la prevenzione passa da corrette rotazioni colturali, adeguata gestione dei residui e scelta varietale.
La campagna cerealicola 2025-2026 conferma quanto la gestione del frumento stia diventando sempre più complessa. Piogge abbondanti, lunghi periodi siccitosi, escursioni termiche marcate e nuove problematiche fitosanitarie richiedono competenze tecniche sempre più elevate. L’esperienza di Davide Bo evidenzia l’importanza di una gestione agronomica attenta, dalla scelta varietale alla concimazione, fino al controllo delle infestanti e delle malattie. In un contesto climatico sempre più instabile, la capacità di adattamento delle aziende agricole sarà uno degli elementi decisivi per mantenere redditività e qualità delle produzioni.




