La stagione del campo dimostrativo della Fondazione per l’Agricoltura F.lli Navarra, a Malborghetto di Boara, nel Ferrarese, si è chiusa con una trebbiatura nettamente anticipata. Alfredo Bernard, vicepresidente della Fondazione, e Luca Davì, responsabile dell’area tecnico-agricola, ricostruiscono l’ultima parte del ciclo, segnata da temperature elevate, rapide transizioni fenologiche e finestre operative più ristrette.
Sviluppo regolare fino alla levata
Durante l’accestimento e l’inizio della levata, l’andamento della coltura è rimasto abbastanza in linea con quello delle ultime annate. Il cambio di passo è arrivato tra la fine di marzo e aprile, quando l’aumento delle temperature, alternato a periodi piovosi, ha favorito un forte sviluppo vegetativo e accelerato l’evoluzione delle varietà presenti nel campo.
Tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera sono caduti circa 45 millimetri di pioggia a marzo e 18 millimetri ad aprile. Le settimane più calde si sono alternate a fasi con precipitazioni e temperature miti che i tecnici paragonano a condizioni tipiche del Nord Europa. Il risultato è stato un avanzamento generalizzato del ciclo: spigatura e fioritura si sono presentate con 7-10 giorni di anticipo.
«L’alternanza tra temperature elevate, precipitazioni e fasi più miti ha determinato un forte sviluppo della vegetazione e un’accelerazione generale», spiegano Bernard e Davì.
Maggio spinge verso la maturazione
A maggio il frumento era ormai tra spigatura e fioritura. In questa fase le temperature medie, salite oltre i 15 gradi e in alcuni periodi prossime ai 20, hanno impresso un’ulteriore accelerazione. Dopo le ultime precipitazioni della prima decade del mese, il caldo ha favorito un rapido disseccamento della vegetazione.
La trebbiatura del campo varietale è stata, così, effettuata il 17 giugno, ancora una volta con 7-10 giorni di anticipo rispetto alle ultime annate. Anche le varietà a ciclo più lungo sono arrivate alla raccolta con un’umidità della granella già inferiore al 12,5%.
Per gli agricoltori il dato più significativo non è soltanto la precocità della raccolta. Un ciclo che accelera così rapidamente riduce il tempo disponibile per osservare l’evoluzione delle colture, valutare il rischio fitosanitario ed eseguire gli interventi nel momento più efficace.
Septoria sotto osservazione
Nel mese di aprile l’attenzione si è concentrata soprattutto sulla septoria. I bollettini regionali e le segnalazioni dei tecnici avevano evidenziato condizioni potenzialmente favorevoli alla malattia. I trattamenti di chiusura sono stati eseguiti mediamente alla fine di aprile, anticipati anch’essi di circa una settimana rispetto alle epoche più consuete.
L’obiettivo era proteggere contemporaneamente l’ultima foglia e la spiga. Nelle parcelle di confronto sono emerse alcune differenze nel controllo della septoria, ma la patologia non si è diffusa con un’intensità tale da determinare problemi produttivi evidenti.
Il successivo andamento caldo e asciutto ha, invece, limitato la pressione delle altre principali malattie della fase finale. Non sono stati osservati problemi significativi di fusariosi o ruggini. Le piogge si sono fermate nella prima decade di maggio e le temperature elevate hanno reso meno favorevole la prosecuzione delle infezioni.
Non abbassare la guardia
Il bilancio sanitario è positivo ma certamente non suggerisce di ridurre l’attenzione nelle prossime campagne. «Queste ultime annate hanno insegnato che ogni anno è diverso», ricordano i tecnici della Fondazione Navarra. La scarsa presenza di fusariosi e ruggini nel 2026, infatti, è legata alle condizioni specifiche della stagione e non elimina il rischio per il futuro.
La gestione dovrà continuare a basarsi su monitoraggio, analisi dei bollettini previsionali e tempestività di intervento. Septoria, ruggini e fusarium restano avversità da controllare, così come le infestanti, perché l’assenza di danni rilevanti in una singola annata non consente di modificare una strategia costruita sulla prevenzione.
La lezione del campo varietale, quindi, è soprattutto operativa: con temperature che accelerano il ciclo, anche una settimana può cambiare il risultato di un intervento. Più che affidarsi a calendari fissi, è più che mai necessario seguire da vicino lo stadio reale della coltura e sfruttare rapidamente le finestre utili offerte dal meteo.
Foto di Fondazione Navarra
Autore: Azzurra Giorgio
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