loietti e bromi
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FRUMENTO, FENCADE SFIDA LOIETTI E BROMI

Nuove soluzioni dalle Giornate Fitopatologiche 2026

Per il cerealicoltore che coltiva frumento duro, frumento tenero o triticale, il diserbo delle graminacee resta uno dei passaggi tecnici più delicati della stagione. Nelle aree cerealicole del Centro-Sud, in particolare, loietto, avena, falaride e bromi continuano a rappresentare una pressione elevata, aggravata in molti casi dalla presenza di popolazioni meno sensibili o resistenti ai meccanismi d’azione più impiegati. Da qui nasce l’interesse per le nuove miscele erbicide capaci di allargare lo spettro e rafforzare la consistenza del controllo.

Alle Giornate Fitopatologiche 2026 è stato presentato un lavoro dedicato a Fencade, miscela erbicida di Corteva Agriscience a base di pyroxsulam e mesosulfuron, sviluppata per il diserbo di frumento duro, frumento tenero e triticale. L’obiettivo era verificare la complementarietà dei due principi attivi nel controllo delle graminacee, con un effetto utile anche sulle dicotiledoni.

I principi attivi e il razionale tecnico

Dal punto di vista tecnico, la miscela unisce pyroxsulam e mesosulfuron. Il primo appartiene alla famiglia delle triazolopirimidine, il secondo a quella delle solfoniluree; entrambi agiscono come inibitori dell’enzima ALS, quindi rientrano nel gruppo 2 HRAC. La logica della miscela non è quella di cambiare meccanismo d’azione, ma di sfruttare la complementarietà fra due sostanze attive diverse per migliorare il controllo delle infestanti più difficili, in particolare delle graminacee.

Come sono state impostate le prove

Le sperimentazioni sono state effettuate in Italia e in Europa nel biennio 2018-2019, da Corteva e da centri di saggio autorizzati. Il formulato WG conteneva 140 g/kg di pyroxsulam e 140 g/kg di mesosulfuron ed è stato applicato alla dose di 100 g/ha, pari a 14 g/ha di pyroxsulam e 14 g/ha di mesosulfuron, con aggiunta di bagnante. Lo schema sperimentale era a blocchi randomizzati con quattro repliche e controllo non trattato. L’intervento è stato eseguito da inizio accestimento fino al secondo nodo, mentre le valutazioni sono state effettuate con rilievi visivi su scala 0-100% di efficacia.

I risultati sulle infestanti più temute

Secondo quanto emerso dalle prove, la miscela ha raggiunto un’efficacia superiore al 90% sulla maggior parte delle infestanti valutate. I risultati migliori sono stati osservati su Avena sterilis e su altre graminacee molto temute, fra cui Lolium multiflorum. Anche su Bromus sterilis, pur in presenza di un’efficacia definita sub-ottimale, la miscela si è comunque dimostrata superiore allo standard di riferimento.

Un passaggio particolarmente interessante riguarda Lolium rigidum e Phalaris paradoxa. In questi casi il controllo non ha toccato i livelli massimi osservati su altre specie, ma è rimasto comunque sopra l’85% e, soprattutto, migliore rispetto allo standard. Per gli areali cerealicoli mediterranei, dove parlare di loietto rigido e falaride significa spesso parlare di una delle principali criticità di campo, è un segnale tecnico da non sottovalutare.

Il contributo sulle dicotiledoni e la selettività

Il lavoro mette in evidenza anche un comportamento molto positivo su Veronica hederifolia, con un’efficacia decisamente superiore rispetto allo standard di confronto. Questo allarga l’interesse della miscela anche ai contesti in cui il diserbo deve rispondere a una flora più composita.

Sul fronte della selettività, la miscela ha mostrato un profilo rassicurante. Le prove a dose doppia hanno evidenziato una fitotossicità limitata, inferiore al 15%, sia come clorosi sia come inibizione della crescita. Nelle conclusioni viene infatti indicata una selettività soddisfacente sui tre cereali autunno-vernini oggetto della sperimentazione.

Che cosa significa per il frumento

Per il cerealicoltore il messaggio è chiaro. Nelle situazioni in cui le graminacee difficili sono il vero fattore limitante, una miscela di questo tipo può diventare uno strumento interessante da inserire nel programma di diserbo. Non sostituisce la necessità di una strategia complessiva, ma offre un’opzione concreta per migliorare il controllo in presenza di infestanti complicate e, in alcuni casi, resistenti ad altri meccanismi di azione.

Le prospettive indicate dal lavoro vanno proprio in questa direzione. Utilizzare la miscela dentro strategie di gestione delle graminacee resistenti, integrandola con rotazioni, alternanza dei meccanismi d’azione e buona tempistica d’intervento. È su questo equilibrio fra efficacia, selettività e tenuta nel tempo del programma di diserbo che si gioca una parte rilevante della sostenibilità agronomica ed economica del frumento.

Fonte: Presentazione “Difesa dalle piante infestanti”, Giornate Fitopatologiche 2026

Autore: Azzurra Giorgio

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