Anche la Granaria di Milano attende il nuovo raccolto: raffica di NQ nel listino di ieri. Tuttavia, l’aria che si respira è pessima. I mulini non lavorano e comprano a prezzi sempre più bassi: qualcuno di loro propone contratti ben al di sotto delle quotazioni attuali fino a marzo, un segno evidente che non si scommette sulla ripresa dei prezzi. All’origine di questa depressione ci sono gli scarsi consumi e gli ordinativi risicati della Gdo, che si sommano ai dati di raccolto globali e all’allentamento della tensione geopolitica. Ovviamente, il raccolto nazionale ormai in corso peggiora le cose, perché vanno liberati i silos. Va detto anche che nel primo trimestre dell’anno, secondo Anacer che commenta dati Istat, le importazioni diminuiscono sia in quantità che in valore; in particolare il grano duro (-148.000 tonnellate, pari a -80,4 milioni di euro), il grano tenero (-94.000 t, pari a -67,7 milioni di euro) ed il mais (-83.000 tonn, pari a -50,6 milioni di euro). Aumentano invece gli arrivi di orzo (+33.000 t, pari a +4,8 milioni di euro) e di avena (+6.700 t, pari a +1,5 milioni di euro).La riduzione delle quantità esportate si deve in particolare ai prodotti trasformati (-44.700 t, pari a -20,7 milioni di euro), ai cereali in granella (-16.900 t) ed al riso (-16.600 tonnellate considerato nel complesso tra risone, semigreggio e lavorato). Registrano invece un incremento quantitativo le esportazioni di farina di grano tenero (+11.200 t, pari a +7,3 milioni di euro), di pasta alimentare (+13.200 t, con controvalore in calo di 22,8 milioni di euro) e di mangimi a base di cereali (+8.600 t, pari a +12,2 milioni di euro). Scarica il listino granaria 16 giugno 2026.




