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	<title>corteva - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Tue, 09 Jun 2026 12:49:53 +0000</lastBuildDate>
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	<title>corteva - Grano Italiano</title>
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		<title>I BIOLOGICALS VALGONO +4,6 QUINTALI</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/biologicals-resa-grano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 22:10:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fertilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[biologicals]]></category>
		<category><![CDATA[biostimolanti]]></category>
		<category><![CDATA[corteva]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I biologicals valgono l’investimento: risultati incoraggianti su frumento</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel frumento e nei cereali autunno-vernini, la produttività non dipende solo da genetica, concimazione e difesa. Sempre più spesso, la differenza si gioca sulla capacità della pianta di <strong>assorbire meglio i nutrienti, utilizzare meglio l’azoto e mantenere attiva la fotosintesi</strong> anche nelle fasi più delicate del ciclo.</p>
<p>È in questo spazio tecnico che si inserisce la strategia biologicals di Corteva Agriscience, illustrata da <strong>Mario Colonico, Biostimulants Business Leader di Corteva Agriscience</strong>. L’obiettivo è accompagnare la coltura dalla semina al riempimento della granella, riducendo il divario tra potenziale produttivo e risultato reale in campo.</p>
<p>«Con i biologicals riduciamo il gap tra resa reale e potenziale», ci spiega. Si tratta di un approccio sostenuto anche dai dati sperimentali: su cereali autunno-vernini, Corteva ha condotto <strong>3 anni di attività di campo</strong>, con <strong>oltre 120 prove</strong> e un incremento medio di resa pari a <strong>+4,6 quintali per ettaro di granella</strong>.</p>
<h2><strong>Radici più efficienti dalla semina</strong></h2>
<p>Il primo tassello della strategia è <a href="https://www.corteva.com/it/prodotti-e-soluzioni/biologicals/Resid_Mg.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Resid MG</strong></a>, microgranulato da applicare alla semina a base di micorrize. Il ceppo utilizzato, <em>Glomus iranucum var. tenuihypharum</em>, è brevettato per isolamento, uso e formulazione ed è stato selezionato per la sua capacità di lavorare anche in condizioni molto difficili.</p>
<p>La sua origine è interessante dal punto di vista agronomico: il microrganismo è stato isolato in una regione della Murcia, in Spagna, caratterizzata da clima arido, temperature elevate, suoli ricchi di sodio e condizioni ambientali estremamente complesse. Questo profilo, infatti, lo rende funzionale anche in contesti fertilizzati e complessi, dove la salinità o l’uso intensivo dei suoli possono limitare lo sviluppo radicale.</p>
<p>«Resid MG accompagna lo sviluppo della pianta per tutto il ciclo colturale», sottolinea Colonico. Il suo ruolo è ampliare la superficie esplorata dalle radici, stimolare l’assorbimento del fosforo e favorire un ambiente rizosferico più ricco di organismi benefici.</p>
<p>Per il frumento, partire con un apparato radicale più efficiente significa mettere la coltura nelle condizioni migliori per sostenere le fasi successive, comprese fioritura e riempimento della granella, quando stress idrici e termici possono incidere in modo decisivo sulla resa finale.</p>
<h2><strong>Migliorare l’uso dell’azoto</strong></h2>
<p>Accanto al lavoro radicale, nei frumenti e nei cereali vernini Corteva propone <a href="https://www.corteva.com/it/prodotti-e-soluzioni/biologicals/BlueN.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Blue N</strong></a>, soluzione fogliare basata su un microrganismo capace di lavorare nella porzione aerea della pianta, in simbiosi con essa, migliorando il metabolismo dei nutrienti e dell’azoto.</p>
<p>Il punto chiave è interpretare correttamente il prodotto. «Blue N non è pensato per rimpiazzare i concimi azotati », chiarisce Colonico. L’obiettivo è rendere la pianta più efficace ed efficiente nell’uso dell’azoto, anche quando gli apporti di concime sono più contenuti o quando l’andamento stagionale ne limita l’efficienza.</p>
<p>Blue N contribuisce alla cattura di azoto atmosferico e sostiene la capacità fotosintetica. Non va quindi letto come un intervento a effetto immediato, ma come un supporto progressivo alla coltura, capace di accompagnarla fino alla parte finale del ciclo.</p>
<p>Una pianta con radici più performanti e apparato fotosintetico più attivo può utilizzare meglio non solo l’azoto ma anche fosforo, potassio e i mesoelementi. In questa logica, Blue N diventa un <strong>miglioratore delle prestazioni della pianta</strong>, da inserire in una gestione agronomica integrata.</p>
<h2><strong>Quando applicare Blue N</strong></h2>
<p>Il momento consigliato per Blue N è tra <strong>fine accestimento e inizio levata</strong>, quando la copertura fogliare è sufficiente a intercettare bene il prodotto. L’applicazione non deve essere troppo precoce, quando la vegetazione è ancora discontinua, ma nemmeno troppo tardiva.</p>
<p>Dal punto di vista operativo, il prodotto può essere inserito in miscela con l’erbicida, se il timing è coerente, oppure successivamente con il fungicida. Trattandosi di organismi vivi, il tema della compatibilità resta centrale. Corteva lavora su liste di compatibilità disponibili per agricoltori e tecnici: si possono, quindi, valutare situazioni specifiche per le aziende che vogliono inserirlo nei propri programmi colturali.</p>
<p><strong>Blue N può essere utilizzato anche in regime biologico.</strong> In quest’ultimo caso, dove gli strumenti tecnici disponibili sono più limitati, il contributo all’efficienza fisiologica della pianta può risultare ancora più rilevante.</p>
<h2><strong>Bioforge contro caldo e siccità</strong></h2>
<p>Un altro prodotto della gamma è <a href="https://www.corteva.com/it/prodotti-e-soluzioni/biologicals/BioForge.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Bioforge</strong></a>, pensato per aiutare la pianta a tollerare situazioni di stress. Nel caso del frumento e dei cereali vernini, il riferimento principale è agli stress da caldo e siccità.</p>
<p>«Bioforge aiuta la pianta a tollerare situazioni di stress, in particolare caldo e siccità nel momento della fioritura di frumento e cereali vernini», spiega Mario Colonico. Il prodotto agisce sulla fisiologia della pianta e offre i risultati migliori se applicato in via preventiva, prima che lo stress diventi pienamente limitante.</p>
<p>Qui l’obiettivo è mantenere il potenziale idrico fogliare e sostenere l’attività fotosintetica anche quando la pianta tende a rallentare il proprio metabolismo. Il momento indicato è in miscela con il trattamento fungicida tra botticella e fioritura, fase decisiva per preservare resa e qualità.</p>
<h2><strong>Qualità della granella e futuro della gamma</strong></h2>
<p>Nel frumento non conta solo produrre di più. Per i panificabili e, ancora di più, per i grani di forza, la qualità della granella è un obiettivo tecnico centrale. In quest’ambito Corteva ha sviluppato <a href="https://www.corteva.com/it/prodotti-e-soluzioni/biologicals/Harbest.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Harbest</strong></a>, soluzione pensata per contribuire al miglioramento qualitativo.</p>
<p>Il principio è coerente con tutta la strategia biologicals: una pianta che lavora meglio dal punto di vista fisiologico, mantiene attiva la fotosintesi e utilizza meglio le risorse, allora è in grado di esprimere in maniera ottimale anche il potenziale qualitativo.</p>
<p>Lo sviluppo futuro delle strategie <em>biologicals</em> guarda, inoltre, alla gestione degli stress legati alla disponibilità dell’acqua, alla valorizzazione della difesa e alla microbiologia avanzata. «Stiamo lavorando su soluzioni orientate al biocontrollo, oltre che alla biostimolazione, per consegnare agli agricoltori uno strumento in più con cui mantenere il potenziale produttivo delle colture e la redditività delle loro aziende agricole», conclude Colonico.</p>
<p>Per tecnici e agricoltori, il messaggio è chiaro: i biologicals non sostituiscono le tecniche agronomiche consolidate, ma possono completarle. Inseriti nel momento corretto, aiutano la coltura a usare meglio le risorse, tollerare gli stress e difendere resa, qualità e competitività aziendale.</p>
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			</item>
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		<title>SENZA DIFESA NON HAI QUALITA&#8217;</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/senza-difesa-non-hai-qualita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Contini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 22:10:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[corteva]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[diserbo]]></category>
		<category><![CDATA[fertilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[resistenze]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La difesa del grano in Veneto. Intervista con Arnaldo Bovolenta</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="41" data-end="360">Una resa di qualità passa da un’ottima gestione delle infestanti, delle fitopatie e della nutrizione. Ne parliamo con <strong data-start="159" data-end="180">Arnaldo Bovolenta</strong>, amministratore delegato di <strong data-start="209" data-end="246">PSP – Produttori Sementi Polesani</strong>, che opera tra Veneto ed Emilia-Romagna a supporto delle aziende agricole impegnate nella produzione cerealicola.</p>
<p data-start="362" data-end="722">«Sono originario della provincia di Rovigo, ma la mia attività spazia in tutto il Veneto fino all’Emilia-Romagna. Sono un professionista che lavora per una grande multinazionale, per cui il mio obiettivo è far produrre il più possibile le aziende agricole. Al tempo stesso devo aumentare la qualità delle farine prodotte, senza trascurare la sanità dei grani».</p>
<p data-start="724" data-end="856">Il tema sanitario è oggi centrale, soprattutto alla luce dell’attenzione crescente verso le micotossine e i nuovi limiti per il DON. «In questo momento il problema del DON è rilevante: bisogna affrontarlo soprattutto in questa fase, quando potrebbero riscontrarsi problemi di Fusarium sulle spighe».</p>
<h2 data-section-id="1vrfe9h" data-start="1025" data-end="1068">Rese buone, ma solo con tecnica corretta</h2>
<p data-start="1070" data-end="1209">Secondo Bovolenta, le aziende che hanno impostato correttamente la gestione agronomica possono guardare con fiducia alla campagna in corso.</p>
<p data-start="1211" data-end="1469">«Le aziende che seguo, che hanno eseguito correttamente tutti gli interventi tecnici necessari, dalle lavorazioni alle concimazioni, e che non hanno problemi di ristagni idrici, possono pensare di ottenere una buona resa sia qualitativa sia quantitativa».</p>
<p data-start="1471" data-end="1658">Accanto al frumento, nell’areale veneto-emiliano trova spazio anche l’orzo da birra, coltura interessante anche per la possibilità di inserire successivamente la soia in secondo raccolto. «Oltre al frumento si coltiva molto anche orzo da birra. Questo ci permette poi di seminare soia per un secondo raccolto. Ultimamente si seminano varietà di orzo che sono in grado di produrre come il grano o anche di più».</p>
<p data-start="1991" data-end="2090">«Mediamente, in annate normali, si riescono a ottenere dai 70 ai 90 q/ha sia di orzo sia di grano» conclude Bovolenta.</p>
<h2 data-section-id="140czh5" data-start="2092" data-end="2126">Azoto liquido in fase di levata</h2>
<p data-start="2128" data-end="2308">La gestione della nutrizione resta uno degli aspetti più importanti per sostenere resa e qualità. Nelle aziende seguite da Bovolenta, le concimazioni azotate sono state completate.</p>
<p data-start="2310" data-end="2536">«In questo periodo le mie aziende hanno terminato le concimazioni azotate. Usano molto azoto liquido, che entra con più facilità nella pianta rispetto ad altre soluzioni, riuscendo ad ottenere risultati migliori».</p>
<p data-start="2538" data-end="2636">L’impiego dell’azoto liquido si concentra soprattutto in una fase delicata del ciclo del frumento: «utilizzano in particolare questa forma di azoto durante la fase di levata, nel periodo marzo-aprile».</p>
<h2 data-section-id="1cz8vup" data-start="2742" data-end="2768">Biostimolanti nel grano</h2>
<p data-start="2770" data-end="2928">Accanto alla nutrizione tradizionale, Bovolenta evidenzia anche il ruolo dei biostimolanti, utilizzati per sostenere la pianta nei momenti di maggiore stress. «Negli anni mi hanno permesso di ottenere ottimi risultati. Sono prodotti che favoriscono la radicazione e funzionano anche come acceleratori della fotosintesi clorofilliana».</p>
<p data-start="3160" data-end="3269">Secondo Bovolenta, il loro contributo può essere utile anche quando le condizioni climatiche non sono ideali: «espletano la loro funzione anche in condizioni climatiche sfavorevoli, come scarsa luminosità e basse temperature».</p>
<h2 data-section-id="ncg23n" data-start="3389" data-end="3423">Infestanti sempre più difficili</h2>
<p data-start="3425" data-end="3618">La gestione delle infestanti resta uno dei punti critici per la cerealicoltura dell’areale veneto-emiliano. Le problematiche riguardano sia le specie a foglia larga sia quelle a foglia stretta.</p>
<p data-start="3620" data-end="4027">«Le specie più importanti, in grado di causare ingenti perdite, sono il Polygonum aviculare fra le infestanti a foglia larga. Fra quelle a foglia stretta, invece, Alopecurus spp.; negli ultimi anni, poi, abbiamo cominciato a intravedere fenomeni di resistenza agli erbicidi su Lolium spp.».</p>
<p data-start="4029" data-end="4173">La resistenza agli erbicidi resta, quindi, un tema da monitorare con attenzione, perché può rendere più complessa la difesa del potenziale produttivo.</p>
<h2 data-section-id="7vqml2" data-start="4175" data-end="4222">Insetti: attenzione a cimice asiatica e lema</h2>
<p data-start="4224" data-end="4381">Negli ultimi anni, oltre alle infestanti, si è rafforzata anche la pressione degli insetti. In particolare, Bovolenta richiama l’attenzione su due fitofagi: «una problematica molto sentita negli ultimi anni nell’areale veneto-emiliano è quella degli insetti. La cimice asiatica e il lema sono in grado di causare danni importanti alle produzioni».</p>
<p data-start="4575" data-end="4695">Per questo motivo, la strategia di difesa viene impostata in anticipo, cercando di intervenire nella fase più opportuna: «anticipo l’intervento insetticida attorno alla metà di aprile, insieme al biostimolante».</p>
<p data-start="4807" data-end="4927">Nella gestione del diserbo in post-emergenza, Bovolenta sottolinea anche l’utilità delle soluzioni tecniche più recenti: «il nuovo Zypar Trio ha dato ottimi risultati per il diserbo in post-emergenza».</p>
<h2 data-section-id="msv4wv" data-start="5011" data-end="5054">Una filiera che non valorizza abbastanza</h2>
<p data-start="5056" data-end="5300">Se la tecnica agronomica è fondamentale per produrre bene, resta aperto il problema della valorizzazione commerciale. Secondo Bovolenta, i produttori italiani sono capaci di lavorare bene ma il sistema non sempre consente di vendere al meglio. «I produttori italiani lavorano molto bene, ma vendono male» ci dice.</p>
<p data-start="5302" data-end="5363">Una delle criticità principali riguarda le strutture di stoccaggio, considerate non adeguate rispetto a quelle presenti in altri Paesi europei: «in Italia non abbiamo strutture adeguate per lo stoccaggio del cereale, come avviene in altri Paesi, per esempio in Francia. Paesi come quest&#8217;ultimo sono in grado di presentare sul mercato prodotti di qualità superiore».</p>
<p data-start="5738" data-end="5883">Per competere meglio sui mercati internazionali, quindi, non basta produrre bene in campo: serve anche un salto di qualità nella fase successiva: «se vogliamo essere competitivi sul mercato internazionale dobbiamo fare un salto di qualità anche per quanto riguarda le strutture».</p>
<h2 data-section-id="1jqm2ka" data-start="6020" data-end="6063">Più potere contrattuale agli agricoltori</h2>
<p data-start="6065" data-end="6242">Un altro nodo riguarda il rapporto tra produzione agricola e industria di trasformazione. Secondo Bovolenta «bisognerebbe aumentare e rafforzare il potere contrattuale degli agricoltori. Gli agricoltori sono tanti sul mercato, mentre le agroindustrie che comprano il prodotto sono sempre meno:hanno più potere per poter “tirare” sul prezzo».</p>
<p data-start="6487" data-end="6601">La filiera con cui lavora Bovolenta riconosce un premio agli agricoltori, collegato anche a impegni ambientali. «la filiera con cui collaboro garantisce un premio che serve anche a salvaguardare l’ambiente, in quanto ogni contratto di semina stipulato obbliga l’agricoltore a seminare il 3% di essenze da fiore per favorire l’attività degli insetti impollinatori e, quindi, preservare la biodiversità».</p>
<p data-start="6893" data-end="7006">Il punto, conclude Bovolenta, è che la sostenibilità non può essere scaricata interamente sulle imprese agricole: «in questo senso dovrebbe agire di più e meglio l’Unione europea. Misure come il Green Deal sono misure deboli: non può l’azienda agricola tutelare l’ambiente a proprie spese».</p>
<p><em>Autore: Alessandro Contini</em></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SOLUZIONI CONTRO LE PERENNANTI</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/soluzioni-contro-perennanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 22:10:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[corteva]]></category>
		<category><![CDATA[diserbo]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[infestanti]]></category>
		<category><![CDATA[malerbe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal cardo mariano alla centaurea, perché servono strategie che guardano anche alle radici</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="25301" data-end="26188">Tra le criticità che stanno emergendo con crescente frequenza nei cereali italiani c’è la diffusione delle infestanti perenni, in particolare di specie come cardo mariano, centaurea e altre composite vivaci che hanno smesso da tempo di essere un problema confinato a pochi ambienti marginali. Oggi la loro presenza viene segnalata in numerosi areali cerealicoli, dal Sud fino a zone del Centro e del Nord, soprattutto dove si sono ridotti gli interventi meccanici, si sono semplificate le successioni e si è consolidata una gestione che, pur efficiente sotto molti aspetti, ha lasciato spazio all’insediamento di malerbe con elevata capacità di ricaccio. Grano Italiano ha già registrato, per esempio, un incremento del cardo mariano in aree cerealicole del Ferrarese, in particolare lungo canali e bordure, a conferma di una dinamica ormai ampia.</p>
<h2 data-section-id="177ohvi" data-start="26190" data-end="26233">Perché le perennanti sono così insidiose</h2>
<p data-start="26235" data-end="26693">Le infestanti perenni non rappresentano solo una presenza “più robusta” delle annuali. Il loro vantaggio sta nella capacità di permanere, rigenerarsi e sfruttare organi sotterranei o apparati radicali ben strutturati. Questo significa che un contenimento solo parziale della parte aerea può non essere sufficiente a risolvere il problema. Anzi, in alcuni casi produce soltanto un rallentamento temporaneo, senza incidere davvero sulla capacità di ricrescita.</p>
<p data-start="26695" data-end="27053">Per il cerealicoltore il risultato è noto: infestazione che ritorna, appezzamenti difficili da pulire, bordure o zone più problematiche che fungono da serbatoio e peggiorano progressivamente le condizioni per la gestione aziendale. È un problema agronomico, economico e anche organizzativo, perché costringe a convivere con parcelle meno uniformi e più complesse da trattare.</p>
<h2 data-section-id="1qls7r1" data-start="27055" data-end="27088">Dalla Sicilia a tutto il Paese</h2>
<p data-start="27090" data-end="27748">Nelle tradizionali aree cerealicole del Sud e, in particolare, in Sicilia, la presenza di perennanti come cardi e specie affini è da tempo ben conosciuta. Oggi però il fenomeno appare più diffuso e strutturale. La riduzione delle lavorazioni profonde, la scarsità di interventi meccanici ripetuti e la monocoltura o pseudo-monocoltura cerealicola possono favorire radicamento e persistenza di queste infestanti. Le stesse raccomandazioni del GIRE, quando invitano a non affidarsi sempre agli stessi schemi e a integrare tecniche agronomiche differenti, aiutano a capire perché le perennanti stiano guadagnando spazio.</p>
<p data-start="27750" data-end="28002">Nel contempo, i sistemi aziendali chiedono oggi soluzioni compatibili con una cerealicoltura moderna: selettive, miscibili, efficaci e gestibili in un cantiere che deve mantenere efficienza. È qui che si misura il valore reale di una proposta erbicida.</p>
<h2 data-section-id="3vo8fs" data-start="28004" data-end="28058">Columbus e il controllo delle infestanti perennanti</h2>
<p data-start="28060" data-end="28699">Per questo tipo di situazioni Corteva propone <a href="https://www.corteva.com/it/prodotti-e-soluzioni/crop-protection/erbicidi/columbus.html" target="_blank" rel="noopener">Columbus®</a>, erbicida sistemico assorbito da foglie e organi ipogei, traslocato attraverso floema e xilema. Si tratta di un erbicida selettivo di post-emergenza per frumento tenero e duro, orzo, avena e segale, una soluzione di riferimento per il controllo delle infestanti perennanti come cardo, stoppione, crisantemo e fiordaliso, miscibile e idoneo anche per applicazioni precoci.</p>
<p data-start="28701" data-end="29060">Questo passaggio tecnico è importante: nelle perennanti la capacità di muoversi nella pianta e di agire in modo sistemico è strettamente collegata all’obiettivo di non limitarsi alla sola parte aerea. In altre parole, il valore della soluzione si misura nella sua capacità di incidere sul vigore complessivo della malerba e di ridurne la tendenza al ricaccio.</p>
<h2 data-section-id="19osf31" data-start="29062" data-end="29104">Le testimonianze dal campo</h2>
<p data-start="29106" data-end="29897">Come ci testimonia <strong>Domenico Lella, contoterzista di Spinazzola (BAT)</strong> «le infestanti perenni, come cardo mariano e centaurea, si sono diffuse in modo preoccupante dalle zone cerealicole della Sicilia e del Sud Italia ad ormai tutte le principali regioni italiane vocate a questa coltura».</p>
<p data-start="29106" data-end="29897"><strong data-start="29114" data-end="29192">Vittoria Bardelloni, Customer Technology Specialist di Corteva Agriscience</strong>,  analizza il problema e inquadra la soluzione: «questa problematica trova sicuramente un fattore di sviluppo nella scarsità di interventi meccanici che favoriscono il radicamento e la crescita di queste specie invasive, aggravate ulteriormente dalla monocoltura. <a href="https://www.corteva.com/it/prodotti-e-soluzioni/crop-protection/erbicidi/columbus.html" target="_blank" rel="noopener">Columbus</a> offre un approccio sostenibile e altamente efficace, permettendo di gestire anche le situazioni più critiche con risultati tangibili e duraturi, grazie a una modalità di azione che consente il controllo delle radici e limita la ricrescita nei cicli successivi».</p>
<p data-start="29899" data-end="30195">Fondamentale è il riferimento alla <strong data-start="29967" data-end="29977">durata</strong> del risultato: nelle perennanti, infatti, la sfida non è solo eliminare il sintomo visibile nella stagione in corso, ma ridurre la capacità della popolazione infestante di ripresentarsi con la stessa intensità.</p>
<h2 data-section-id="1nrd7rd" data-start="30197" data-end="30235">Perennanti e cerealicoltura moderna</h2>
<p data-start="30237" data-end="30624">L’evoluzione della cerealicoltura ha portato molti vantaggi in termini di razionalizzazione dei costi, riduzione dei passaggi e migliore gestione dei tempi. Ma ha anche ridotto, in diversi casi, la frequenza di alcune operazioni meccaniche che un tempo contribuivano a disturbare il ciclo delle perennanti. Oggi questo compito ricade sempre più su una strategia di diserbo ben costruita.</p>
<p data-start="30626" data-end="31190">Ciò non significa tornare indietro, ma riconoscere che ogni innovazione agronomica ha bisogno di contromisure adeguate. Dove il terreno non viene più lavorato profondamente con regolarità, la capacità di intercettare e contenere cardi, centauree e altre composite vivaci diventa ancora più importante. In questo scenario una soluzione come <a href="https://www.corteva.com/it/prodotti-e-soluzioni/crop-protection/erbicidi/columbus.html" target="_blank" rel="noopener">Columbus</a> ha senso se inserita dentro una strategia che tenga conto della storia dell’appezzamento, della distribuzione dell’infestazione e della pressione attesa negli anni successivi.</p>
<h2 data-section-id="1kayng2" data-start="31192" data-end="31245">Miscibilità e applicazioni precoci: perché contano</h2>
<p data-start="31247" data-end="31796"><a href="https://www.corteva.com/it/prodotti-e-soluzioni/crop-protection/erbicidi/columbus.html" target="_blank" rel="noopener">Columbus</a>, poi, si caratterizza per la miscibilità e la sua attitudine anche per applicazioni precoci. Per l’azienda agricola questi elementi non sono dettagli, perché consentono di costruire meglio il programma di difesa e diserbo in funzione della flora realmente presente. Nei campi dove coesistono graminacee, annuali a foglia larga e perennanti, la possibilità di impostare strategie combinate è, spesso, decisiva per evitare passaggi inefficaci o troppo frammentati.</p>
<p data-start="31798" data-end="32169">Inoltre, la gestione precoce delle infestanti perennanti poco sviluppate può rappresentare un vantaggio importante, proprio perché consente di colpirle prima che consolidino ulteriormente il proprio apparato vegetativo. Dove invece il problema è già avanzato, serve una soluzione capace di mantenere efficacia anche su infestanti sviluppate o in popolazioni ben radicate.</p>
<h2 data-section-id="9xtj8w" data-start="32171" data-end="32220">Un investimento sulla pulizia futura del campo</h2>
<p data-start="32222" data-end="32604">Parlare di perennanti significa ragionare per più anni: un campo con diffusa presenza di cardi o centauree non si limita a perdere efficienza nel presente ma rischia di caricarsi di un problema persistente, che torna e si irrobustisce. Per questo la gestione delle perennanti è, in senso pieno, una forma di manutenzione agronomica del terreno e della rotazione.</p>
<p data-start="32606" data-end="33091">Nel frumento, dove ogni fattore di disturbo sottrae stabilità produttiva e omogeneità alla filiera, mantenere puliti gli appezzamenti da queste specie significa difendere non soltanto la resa, ma anche la regolarità del sistema aziendale. <a href="https://www.corteva.com/it/prodotti-e-soluzioni/crop-protection/erbicidi/columbus.html" target="_blank" rel="noopener">Columbus</a> si colloca in questa prospettiva come strumento tecnico dedicato proprio alle infestanti che più facilmente sfuggono ai programmi standard e che, se sottovalutate, finiscono per diventare croniche.</p>
<p data-start="32606" data-end="33091"><strong><em>Puoi seguirci anche sui social, siamo su <a href="https://www.facebook.com/granoitaliano1" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-vendor="19">Facebook</a>, <a href="https://www.linkedin.com/company/granoitaliano" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-vendor="60">Linkedin</a> e <a href="https://www.instagram.com/granoitaliano.eu/" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-ab="2">Instagram</a></em></strong></p>
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		<title>LA SFIDA DELLE CRUCIFERE</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/la-sfida-delle-crucifere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 22:10:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[corteva]]></category>
		<category><![CDATA[diserbo]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[infestanti]]></category>
		<category><![CDATA[resistenze]]></category>
		<category><![CDATA[senape]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Senape resistente: soluzioni utili, soprattutto per i sistemi a minima lavorazione</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="9601" data-end="10359">In molte aree del Centro Italia la gestione delle infestanti a foglia larga sta diventando sempre più complessa e, tra queste, la senape selvatica si conferma una delle specie più difficili da contenere quando emergono fenomeni di resistenza o minore sensibilità alle strategie convenzionali. Il problema è particolarmente sentito negli ambienti dove prevalgono terreni argillosi, lavorazioni conservative e semina diretta, cioè in sistemi dove la gestione del suolo offre vantaggi importanti ma può rendere più delicata la regia del diserbo. In questi contesti, il cerealicoltore non ha bisogno solo di “fare un trattamento” ma di trovare una soluzione capace di dare continuità al controllo e sicurezza alla coltura.</p>
<h2 data-section-id="190gpvi" data-start="10361" data-end="10406">Perché la senape è diventata più difficile</h2>
<p data-start="10408" data-end="11133">La senape non è certo una novità nei cereali italiani. È una crucifera ben conosciuta, spesso favorita da contesti pedoclimatici e assetti colturali che ne sostengono emergenza e sviluppo. Ciò che cambia oggi è la sua capacità, in alcuni areali, di sfuggire a soluzioni storicamente utilizzate e di inserirsi in sistemi colturali che, per ragioni di sostenibilità economica e conservazione del suolo, fanno ampio ricorso a minima lavorazione o semina su sodo. Le stesse linee guida del GIRE ricordano che l’uso prolungato degli stessi meccanismi d’azione, la monosucessione e gli interventi tardivi sono tra le principali condizioni che favoriscono l’insorgenza e la diffusione delle resistenze.</p>
<p data-start="11135" data-end="11541">La gestione conservativa del suolo non è il problema in sé; al contrario, rappresenta spesso una scelta agronomica valida. Tuttavia richiede un livello ancora più elevato di precisione strategica sul fronte infestanti. Se il sistema perde efficacia nel controllo delle crucifere, la senape può occupare spazio rapidamente, competere con la coltura e compromettere sia uniformità, che produttività in campo.</p>
<h2 data-section-id="1h6opyk" data-start="11543" data-end="11589">Un’infestante che pesa più di quanto sembri</h2>
<p data-start="11591" data-end="12103">Spesso la competizione della senape nel frumento è sottovalutata nelle prime fasi, soprattutto quando le emergenze appaiono non omogenee. Ma, una volta insediata, questa infestante può sottrarre risorse, creare disturbo nella struttura del popolamento e sporcare la raccolta. Come accade in generale, anche con la senape i rischi sono di ingenti danni diretti e indiretti, dal momento che le infestanti interferiscono con luce, acqua, nutrienti ed efficienza delle operazioni colturali.</p>
<p data-start="12105" data-end="12479">Il tema diventa ancora più delicato quando la senape manifesta resistenza agli erbicidi ALS inibitori, uno scenario che si sta verificando sempre più frequentemente.</p>
<h2 data-start="12105" data-end="12479">Zenith come risposta tecnica mirata</h2>
<p data-start="12521" data-end="13303">Per affrontare scenari di questo tipo, Corteva propone <a class="decorated-link" href="https://www.corteva.com/it/prodotti-e-soluzioni/crop-protection/erbicidi/zenith.html" target="_blank" rel="noopener" data-start="12576" data-end="12687">Zenith®</a>, soluzione erbicida per frumento e orzo che combina florasulam e 2,4-D e si caratterizza per ampia flessibilità d’impiego, efficacia su senape e papavero e ottima miscibilità, appositamente studiata per le infestanti a foglia larga.</p>
<p data-start="13305" data-end="13778">La flessibilità di impiego di Zenith rappresenta un elemento di valore particolarmente nei contesti dove l’accessibilità ai campi e le finestre di lavoro non sono sempre ideali. La possibilità di costruire miscele o programmi coerenti con la flora presente permette di adattare meglio l’intervento alla realtà aziendale, senza perdere di vista l’obiettivo principale: eliminare precocemente la competizione e impedire che la senape entri in una fase troppo avanzata di sviluppo.</p>
<h2 data-section-id="1qw39ay" data-start="13780" data-end="13816">Le testimonianze dal campo</h2>
<p data-start="13818" data-end="14572">Come osserva <strong data-start="13831" data-end="13914">Andrea Angeli, Category Marketing Manager Herbicides presso Corteva Agriscience</strong>, «nel Centro Italia, soprattutto nelle province caratterizzate da terreni argillosi e semina diretta, la senape resistente agli erbicidi tradizionali è diventata una delle principali sfide per gli operatori agricoli».</p>
<p data-start="13818" data-end="14572">La situazione è testimoniata anche da un operatore del settore: <strong>Aldo Pepe, contoterzista di Mottola (TA)</strong>, ci conferma che  «l’adozione di tecniche di minima lavorazione del suolo e la persistenza di condizioni umide hanno creato l’ambiente ideale per la diffusione di popolazioni di senape con elevata resistenza».</p>
<p data-start="13818" data-end="14572">Infatti, prosegue Angeli, «<a href="https://www.corteva.com/it/prodotti-e-soluzioni/crop-protection/erbicidi/zenith.html" target="_blank" rel="noopener">Zenith</a> si è imposto come ancora risolutiva, capace di intervenire efficacemente su queste infestazioni problematiche, grazie a un profilo chimico mirato che consente un controllo ottimale anche quando le strategie convenzionali risultano inefficaci.»</p>
<p data-start="14574" data-end="14888">Il punto centrale è proprio questo: non tutte le infestazioni di senape sono uguali. Nei campi dove si osservano popolazioni meno sensibili o veri fenomeni di resistenza, il cerealicoltore ha bisogno di una soluzione che non si limiti a “contenere” il problema, ma che riporti il controllo a un livello affidabile.</p>
<h2 data-section-id="1jou07n" data-start="14890" data-end="14937">La lotta alle resistenze passa dalla tecnica</h2>
<p data-start="14939" data-end="15332">L’esperienza di campo e i richiami del GIRE vanno nella stessa direzione: la gestione delle resistenze richiede disciplina tecnica. Significa evitare l’uso ripetuto e continuativo degli stessi meccanismi d’azione, intervenire nei tempi corretti, costruire rotazioni più ampie quando possibile e affiancare al mezzo chimico pratiche agronomiche coerenti.</p>
<p data-start="15334" data-end="15674">In questo senso l&#8217;impiego di Zenith è uno strumento da collocare all&#8217;interno di una strategia ragionata di contenimento della flora resistente.</p>
<h2 data-section-id="tn8ba5" data-start="15676" data-end="15731">Minima lavorazione sì, ma con un diserbo all’altezza</h2>
<p data-start="15733" data-end="16160">La crescita della minima lavorazione e della semina diretta nei cereali nasce da ragioni solide: riduzione dei costi, contenimento dell’erosione, migliore conservazione della struttura del suolo, maggiore sostenibilità del cantiere. Ma questi sistemi chiedono un salto di qualità nella regia del diserbo. Se il campo resta &#8220;poco pulito&#8221; nelle prime fasi del ciclo colturale, il vantaggio costruito sul terreno può essere eroso dalla pressione delle infestanti.</p>
<p data-start="16162" data-end="16561">Per questo il controllo della senape resistente non è un tema secondario o “da specialisti”, ma una questione molto concreta di gestione economica della coltura. Un appezzamento uniforme, pulito e libero dalla competizione nelle fasi cruciali ha più possibilità di esprimere resa e qualità; viceversa, una flora infestante fuori controllo sottrae potenziale proprio dove la filiera chiede stabilità.</p>
<h2 data-section-id="r6n7mu" data-start="16563" data-end="16615">Un aiuto concreto per la redditività del frumento</h2>
<p data-start="16617" data-end="17115">Nel frumento moderno, difendere la coltura dalle infestanti non significa soltanto preservare la resa in quintali, ma anche salvaguardare la qualità della granella, l’omogeneità del campo, la regolarità della raccolta e la sostenibilità complessiva del sistema. Per questo il tema della senape resistente va affrontato con decisione, soprattutto nei contesti del Centro Italia dove lavorazioni conservative e i suoli difficili rendono ancora più importante la scelta del giusto partner erbicida.</p>
<p data-start="17117" data-end="17485"><a href="https://www.corteva.com/it/prodotti-e-soluzioni/crop-protection/erbicidi/zenith.html" target="_blank" rel="noopener">Zenith</a> si colloca in questa logica come soluzione pensata per i casi in cui la pressione delle crucifere diventa un ostacolo serio alla piena espressione del frumento. E in un’annata in cui l’umidità ha spesso favorito le infestanti, la qualità del diserbo può fare una differenza molto più ampia di quanto sembri a prima vista.</p>
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		<title>FALARIDE: QUANDO LA PRESSIONE SALE</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/falaride-quando-la-pressione-sale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 22:10:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[corteva]]></category>
		<category><![CDATA[diserbo]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[infestanti]]></category>
		<category><![CDATA[malerbe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'importanza di un diserbo rapido e selettivo </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="1100" data-end="1995">Nelle aree cerealicole del Centro-Sud la stagione in corso sta riportando in primo piano una criticità che molti agricoltori conoscono bene: la crescente pressione delle infestanti graminacee, e in particolare della falaride. Inverni miti, accestimenti regolari e rotazioni poco diversificate stanno creando condizioni favorevoli allo sviluppo di questa malerba, che in frumento e in altri cereali autunno-vernini può diventare una competitor molto aggressiva per acqua, luce e nutrienti. In un quadro del genere, il diserbo non può essere considerato un intervento di routine, ma una scelta tecnica decisiva per difendere potenziale produttivo e qualità della granella.</p>
<h2 data-section-id="4576y1" data-start="1997" data-end="2040">Perché la falaride sta tornando a pesare</h2>
<p data-start="2042" data-end="2682">L’evoluzione della flora infestante nei cereali non è casuale. Negli ultimi anni si è assistito a una maggiore diffusione di specie favorite da semplificazione colturale, lavorazioni ridotte, ritardi o adattamenti delle epoche di intervento e condizioni climatiche favorevoli. L’evoluzione della flora infestante, infatti, è legata sia agli interventi di diserbo, sia ai cambiamenti delle pratiche colturali e dell’ambiente pedoclimatico. In questo quadro la falaride rientra pienamente tra le graminacee che possono sfruttare al meglio i punti deboli del sistema colturale.</p>
<p data-start="2684" data-end="3320">Nelle aziende cerealicole del Centro-Sud il problema è, spesso, aggravato dalla difficoltà di impostare rotazioni realmente ampie e dalla necessità di contenere i costi operativi. Quando il frumento segue frumento o, comunque, si riduce la variabilità delle successioni colturali, il vantaggio competitivo delle infestanti graminacee cresce. Se a questo si aggiungono autunni e inverni relativamente miti, con emergenze scalari e lunga vitalità delle malerbe, la pressione può diventare rapidamente elevata. È proprio in queste situazioni che la tempestività e l’efficacia del diserbo di post-emergenza fanno la differenza.</p>
<h2 data-section-id="ft9g47" data-start="3322" data-end="3369">Una competizione che colpisce resa e qualità</h2>
<p data-start="3371" data-end="4196">La presenza di graminacee nel frumento è particolarmente insidiosa perché la somiglianza fisiologica e morfologica tra coltura e infestante rende il confronto molto serrato e, in molti casi, più difficile da correggere quando il problema è già evidente. La competizione precoce riduce l’accestimento utile della coltura, sottrae azoto e acqua nei momenti chiave e può alterare l’uniformità dello sviluppo in campo. Il risultato, per il cerealicoltore, non è soltanto una minore resa: spesso si traduce anche in una raccolta meno pulita, più complicata da gestire e meno soddisfacente sotto il profilo qualitativo. I rischi sono di perdite medie potenzialmente molto elevate in presenza di infestanti, con impatto sia quantitativo sia qualitativo.</p>
<p data-start="4198" data-end="4896">Nel caso della falaride, inoltre, il problema non è solo l&#8217;intensità della diffusione dell&#8217;infestante ma anche il momento del suo ciclo nel quale la si intercetta. Ritardare l’intervento significa consentire alla malerba di consolidare la propria capacità competitiva e rendere più difficile un controllo efficace. In annate dove le finestre operative non sono ampie, la scelta di una soluzione erbicida efficace e selettiva diventa, quindi, ancora più importante. D&#8217;altronde, questi concetti si ritrovano anche nelle linee guida del GIRE che richiamano la necessità di evitare interventi tardivi, il ricorso sistematico agli stessi meccanismi d’azione e la monosucessione prevalente. Si tratta, infatti, di fattori che favoriscono diffusione e resistenze.</p>
<h2 data-section-id="10ler4r" data-start="4898" data-end="4949">Fencade nel controllo delle graminacee difficili</h2>
<p data-start="4951" data-end="5612">In questo contesto si inserisce <a class="decorated-link" href="https://www.corteva.it/prodotti-e-soluzioni/crop-protection/erbicidi/Fencade.html" target="_blank" rel="noopener" data-start="4983" data-end="5076">Fencade®</a>, che Corteva presenta come erbicida selettivo per grano duro, grano tenero e triticale, sviluppato per il controllo delle infestanti graminacee più difficili. Fencade combina mesosulfuron e piroxsulam, con l’obiettivo di offrire efficacia, rapidità d’azione e sicurezza per la coltura; è possibile, inoltre, la miscela con altri erbicidi per cereali come Zypar, Ariane II, Columbus e Zenith.</p>
<p data-start="5614" data-end="6263">Questi aspetti sono particolarmente rilevanti negli areali dove la pressione di falaride è elevata e il cerealicoltore deve costruire una strategia flessibile. Quando, infatti, la graminacea dominante è ben insediata, la soluzione tecnica deve essere forte sul bersaglio ma, al tempo stesso, compatibile con la fisiologia della coltura e con l’organizzazione del cantiere. La selettività, in questi casi, non è un elemento accessorio: è ciò che consente di intervenire in modo deciso senza aggiungere ulteriore stress a una coltura che può già essere alle prese con variabilità climatica, ristagni o sbalzi termici.</p>
<h2 data-section-id="1qw39ay" data-start="6265" data-end="6301">Le testimonianze dal campo</h2>
<p data-start="6303" data-end="7004">Come spiega <strong data-start="6315" data-end="6398">Andrea Angeli, Category Marketing Manager Herbicides di Corteva Agriscience</strong>, «quest’anno, nelle aree a forte vocazione cerealicola del Centro-Sud Italia, si è osservata un’esplosione delle infestazioni di falaride. Le condizioni climatiche miti e le rotazioni colturali poco diversificate hanno favorito la proliferazione di questa graminacea invasiva, che minaccia la produttività dei campi di frumento e orzo».</p>
<p data-start="6303" data-end="7004">Questa dichiarazione intercetta bene il nodo tecnico della stagione: nelle aree dove la falaride è uscita dal perimetro del problema “occasionale” per entrare in quello della criticità strutturale, serve un diserbo capace di lavorare bene anche in condizioni non ideali. Ecco perché l’affidabilità operativa, unita alla selettività, diventa una leva concreta per proteggere il campo.</p>
<p data-start="6303" data-end="7004"><strong>Gianni Matarrese, contoterzista di Mottola (TA)</strong> testimonia, infatti, che <a href="https://www.corteva.com/it/prodotti-e-soluzioni/crop-protection/erbicidi/Fencade.html" target="_blank" rel="noopener">«Fencade</a> si è dimostrato uno strumento affidabile per gestire questa criticità, garantendo efficacia e selettività anche in terreni dove la pressione delle infestanti è particolarmente elevata e le pratiche agronomiche sono limitate dalla presenza di colture sensibili».</p>
<h2 data-section-id="1de5w7f" data-start="7387" data-end="7441">Diserbo efficace, ma dentro una strategia più ampia</h2>
<p data-start="7443" data-end="7981">Nessun erbicida, da solo, può essere la risposta unica a un problema di sistema. Le linee guida del GIRE insistono da tempo sulla necessità di integrare il mezzo chimico con scelte agronomiche coerenti: rotazioni, alternanza dei meccanismi d’azione, attenzione ai momenti di applicazione, prevenzione della disseminazione delle infestanti, lavorazioni ragionate quando possibili. La gestione della falaride, soprattutto negli areali dove la pressione è cronica, richiede esattamente questo approccio.</p>
<p data-start="7983" data-end="8390">Ma proprio perché il diserbo deve collocarsi all&#8217;interno di una strategia coerente, è fondamentale che il singolo intervento funzioni davvero. Una soluzione che non controlla bene il problema o che obbliga a compromessi eccessivi sulla finestra di impiego rischia di indebolire l’intero impianto agronomico. In un’annata in cui la coltura deve già difendersi da numerose variabili, l’erbicida deve essere un fattore di stabilità.</p>
<h2 data-section-id="12qltez" data-start="8392" data-end="8439">Difendere oggi il raccolto e domani il campo</h2>
<p data-start="8441" data-end="8910">Il controllo efficace della falaride non va letto solo in chiave di campagna corrente. Ogni popolazione infestante lasciata arrivare a seme alimenta, infatti, il potenziale problema degli anni successivi. Per questo il diserbo nei cereali è un investimento che ha valore immediato sulla resa ma anche valore prospettico sulla salute dell’appezzamento in termini agronomici. Intervenire bene oggi significa ridurre la pressione futura e mantenere più gestibile il sistema colturale.</p>
<p data-start="8912" data-end="9358">Nel Centro-Sud, dove il frumento rappresenta una componente economica decisiva e la variabilità meto-climatica impone sempre più precisione tecnica, la gestione delle graminacee invasive è uno dei punti cardine della redditività. In questo scenario <a href="https://www.corteva.com/it/prodotti-e-soluzioni/crop-protection/erbicidi/Fencade.html" target="_blank" rel="noopener">Fencade</a> si propone come uno strumento tecnico da inserire in modo ragionato nelle strategie di diserbo, soprattutto laddove la falaride alza il livello della sfida.</p>
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		<item>
		<title>«LA PIANTA BIOSTIMOLATA PRODUCE +4,3%»</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/la-pianta-biostimolata-produce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 22:01:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fertilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[biological]]></category>
		<category><![CDATA[biostimolanti]]></category>
		<category><![CDATA[corteva]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=8684</guid>

					<description><![CDATA[<p>Corteva presenta i primi risultati delle sperimentazioni</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I biostimolanti Corteva hanno portato a un aumento medio del 4,3% nelle rese delle colture estensive, come grano e riso. Lo ha rivelato Matteo Ceruti, Marketing Manager Crop Protection di Corteva Italia, presentando i primi risultati di Corteva Biologicals. «Stiamo investendo nella biostimolazione e nel biocontrollo dal 2023, anche attraverso le acquisizioni di Symborg e Stoller, che ci hanno portato a detenere, tra le diverse soluzioni, una banca di 700mila ceppi microbiologici sui quali lavoriamo per proporre agli agricoltori sempre nuove soluzioni per ridurre lo Yield gap, cioè il potenziale produttivo che oggi non viene ancora raggiunto in campo» ha detto il manager.</p>
<p>Il ruolo dell’agricoltore nella crescita della Divisione Biologicals è centrale, sia come interlocutore che come apripista verso soluzioni concrete per vincere le sfide di un’agricoltura moderna e competitiva. Così come la collaborazione con la ricerca. Sullo sfondo, ci sono i vincoli imposti dall’Ue alla chimica in campo, l’avanzare delle sfide climatiche e la competizione con le importazioni, che si misura, per la parte agricola, con la forbice tra resa e produttività.</p>
<p>Le soluzioni di Corteva Biologicals affiancano la proposta genetica e di difesa (Crop Protection) di Corteva e hanno tra gli obiettivi quelli di ridurre l’impatto della variabilità ambientale sulle rese e sbloccare al massimo il potenziale produttivo delle colture. L’impegno di Corteva Biologicals è di non fermarsi agli eﬀetti visivi, ma “misurare” gli eﬀetti dei biostimolanti “alla pesata”: dal 2023, ha spiegato Ceruti, nelle colture estensive abbiamo raggiunto più di 500.000 ettari trattati con soluzioni di Corteva Biologicals. ; più di 7000 agricoltori raggiunti ogni anno e oltre 300 campi dimostrativi; soprattutto, +4,3% di incremento medio delle rese nelle colture estensive, tra cui riso e frumento.</p>
<p>Analisi dei suoli e piani di utilizzo efficiente dei nutrienti, incluso l’azoto &#8211; anche utilizzando gli stabilizzatori dell’azoto che riducono la conversione dalla forma ammoniacale alla forma nitrica &#8211; sono due delle azioni coordinate nel pacchetto che si estende al programma Pioneer Sustainability Program (per ora, solo per il mais) che riduce l’impatto ambientale delle coltivazioni: si parla del 20% di riduzione media degli indicatori di impatto, 35% di riduzione dell’impronta carbonica ed emissioni legate ai fertilizzanti minerali ridotte da 36 a 21 kg/Co2.</p>
<p>Nel settore cerealicolo le strategie Biologicals hanno preso corpo a partire dall’introduzione di BlueN, a base di Methylobacterium Symbioticum SB23, un batterio che instaura un meccanismo di Simbiosi efficiente con la pianta una volta entrato dagli stomi. «Il batterio rimane attivo nelle parti aeree della coltura, a livello fogliare, ed è in grado di biostimolare la fotosintesi e migliorare la disponibilità di azoto per la coltura, con un impatto diretto sulla produttività e la qualità della produzione » ha dichiarato Ceruti.</p>
<p>Annunciando che entro il 2030 la società immetterà sul mercato nuove soluzioni biologicals, sia sul fronte del biocontrollo di insetti patogeni (anche funghi), sia sul fronte della biostimolazione, anche utilizzando i risultati di una ricerca microbiologica all’avanguardia. Soddisfatto Gabriele Burato, Country Leader di Corteva Italia: «La crescita in doppia cifra del segmento Biologicals rappresenta una grande opportunità». Che ha chiosato: «grazie ad un’azione di valorizzazione capillare su territorio italiano, dove abbiamo attive anche iniziative di ricerca, miglioriamo continuamente la conoscenza delle soluzioni Biologicals e di come possono performare al meglio nei contesti specifici dell’Italia».</p>
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		<title>SEPTORIA: PRIMAVERA AD ALTO RISCHIO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/septoria-primavera-rischio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 23:10:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[corteva]]></category>
		<category><![CDATA[difesa integrata]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[septoriosi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'andamento meteorologico minaccia la sanità del frumento: è ora di difendere la coltura</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La campagna cerealicola 2026 si sta sviluppando sotto il segno di una forte instabilità meteorologica. Piogge frequenti e persistenti hanno caratterizzato il passaggio tra inverno e primavera in gran parte delle aree cerealicole italiane, creando condizioni particolarmente favorevoli allo sviluppo delle principali patologie fungine del frumento. In questo contesto, la gestione della difesa fitosanitaria torna a essere un tema centrale per salvaguardare rese e qualità.</p>
<p>Le colture si trovano ora in una fase fenologica cruciale: l’avvicinarsi della levata e lo sviluppo delle prime foglie produttive rendono il frumento particolarmente vulnerabile alle infezioni. Per questo motivo, le scelte tecniche effettuate in queste settimane possono determinare in modo significativo il risultato finale della coltura.</p>
<h2>Una stagione segnata dalle piogge</h2>
<p>La stagione in corso si distingue per un andamento meteorologico che ha favorito la presenza prolungata di umidità sulle superfici fogliari. Questo fattore, unito all’aumento progressivo delle temperature, rappresenta uno dei principali motori dello sviluppo delle malattie fungine nei cereali.</p>
<p>Come sottolinea <strong>Vittoria Bardelloni, Category Marketing Manager: Fungicides</strong>, «l’annata 2026 si sta rivelando particolarmente complessa per la coltura del frumento, soprattutto dal punto di vista fitosanitario. La fine dell’inverno è stata, infatti, caratterizzata da precipitazioni frequenti e prolungate, un fattore che aumenta sensibilmente la pressione delle principali malattie fungine. In particolare, la septoria trova nel clima umido e nel graduale innalzamento delle temperature condizioni ideali per svilupparsi rapidamente e in modo aggressivo.»</p>
<p>Questo quadro meteorologico è particolarmente critico per i cereali vernini, perché l’umidità persistente favorisce la germinazione delle spore e la diffusione delle infezioni tra le foglie. Le piogge frequenti non solo aumentano il rischio di infezioni primarie, ma possono accelerare anche la propagazione delle infezioni secondarie, amplificando rapidamente il livello di pressione fitopatologica nei campi.</p>
<h2>Septoria: una delle minacce più temute</h2>
<p>Il complesso della septoriosi è tra le patologie che più preoccupano i coltivatori di frumento. Questa patologia, i cui agenti eziologici sono <em>Septoria tritici</em> e <em>Stagonospora nodorum</em> è considerata tra le più dannose per il frumento tenero e duro, dal momento che colpisce direttamente l’apparato fogliare responsabile della fotosintesi (seguono alcune foto su frumento).</p>

<a class="gridlove-popup" href='https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/Corteva_Septoria-1.jpeg'><img fetchpriority="high" decoding="async" width="740" height="987" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/Corteva_Septoria-1-740x987.jpeg" class="attachment-gridlove-single size-gridlove-single" alt="" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/Corteva_Septoria-1-740x987.jpeg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/Corteva_Septoria-1-225x300.jpeg 225w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/Corteva_Septoria-1-768x1024.jpeg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/Corteva_Septoria-1-1152x1536.jpeg 1152w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/Corteva_Septoria-1-370x493.jpeg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/Corteva_Septoria-1-270x360.jpeg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/Corteva_Septoria-1-570x760.jpeg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/Corteva_Septoria-1.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /></a>
<a class="gridlove-popup" href='https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/Cortesa_Septoria-2.jpeg'><img decoding="async" width="740" height="555" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/Cortesa_Septoria-2-740x555.jpeg" class="attachment-gridlove-single size-gridlove-single" alt="" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/Cortesa_Septoria-2-740x555.jpeg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/Cortesa_Septoria-2-300x225.jpeg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/Cortesa_Septoria-2-1024x768.jpeg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/Cortesa_Septoria-2-768x576.jpeg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/Cortesa_Septoria-2-1536x1152.jpeg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/Cortesa_Septoria-2-370x278.jpeg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/Cortesa_Septoria-2-270x203.jpeg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/Cortesa_Septoria-2-570x428.jpeg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/Cortesa_Septoria-2-80x60.jpeg 80w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/Cortesa_Septoria-2-1320x990.jpeg 1320w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/03/Cortesa_Septoria-2.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /></a>

<p>Le infezioni iniziano generalmente sulle foglie basali ma possono risalire rapidamente verso quelle superiori, soprattutto in presenza di piogge e bagnature fogliari prolungate. Quando la malattia raggiunge la <strong>foglia bandiera</strong>, fondamentale per il suo contributo alla resa in granella, le conseguenze produttive possono diventare molto rilevanti.</p>
<p>In annate favorevoli allo sviluppo del patogeno, le perdite produttive possono superare anche il <strong>30–40%</strong>, soprattutto nei casi in cui la difesa viene effettuata troppo tardi o con prodotti non sufficientemente adeguati.</p>
<h2>Il rischio di infezioni precoci</h2>
<p>La situazione attuale ricorda da vicino quanto già accaduto negli ultimi anni, in annate particolarmente favorevoli allo sviluppo di malattie fogliari. Proprio l’anticipo delle infezioni rappresenta uno degli aspetti più critici nella gestione della difesa.</p>
<p>A questo proposito, Vittoria Bardelloni osserva: <em>«</em>alla luce di questo scenario ambientale, è lecito attendersi attacchi precoci e intensi, analoghi a quelli registrati nel 2024, quando infezioni altrettanto anticipate avevano portato a sintomi importanti già prima dell’avvio della levata, in coincidenza con l’epoca dei diserbi. Si tratta di un quadro che aveva messo in difficoltà molti produttori, accentuando la necessità di strategie di difesa tempestive e affidabili.»</p>
<p>Quando le infezioni compaiono precocemente, infatti, il rischio è quello di trovarsi con una pressione della malattia già elevata nelle prime fasi della levata. In queste condizioni la difesa diventa più complessa e richiede interventi mirati e tempestivi per evitare che la patologia comprometta le foglie superiori.</p>
<h2>L’importanza del momento di intervento</h2>
<p>La strategia di difesa nei confronti delle malattie fogliari del frumento si basa su un principio agronomico fondamentale: <strong>proteggere l’apparato fogliare più produttivo</strong>, in primis la foglia bandiera. Per questo motivo la scelta del momento di intervento assume un ruolo determinante. Nelle annate con infezioni anticipate, l’epoca della levata rappresenta spesso un momento chiave per bloccare lo sviluppo delle malattie e prevenire la diffusione verso le foglie superiori.</p>
<p>Per il 2026, la raccomandazione tecnica di Vittoria Bardelloni, «è, quindi, di intervenire con <a href="https://www.corteva.com/it/prodotti-e-soluzioni/crop-protection/fungicidi/univoq.html" target="_blank" rel="noopener">Univoq</a>, fungicida dotato di un’elevata efficacia contro septoria. In presenza di condizioni predisponenti, il trattamento è consigliato a inizio levata alla dose di 1,5–1,75 L/ha; in alternativa, l’applicazione sulla foglia bandiera richiede 1,75 L/ha per garantire una protezione ottimale dell’apparato fogliare più produttivo.»</p>
<p>Una strategia impostata correttamente permette di proteggere le foglie chiave della pianta, mantenendo attiva la capacità fotosintetica della coltura durante le fasi più importanti per la formazione della resa.</p>
<h2>Tecnologia e protezione del potenziale produttivo</h2>
<p>Nel contesto delle primavere piovose, una delle principali criticità dei trattamenti fungicidi riguarda la <strong>tenuta del prodotto sulla superficie fogliare</strong>. Le piogge successive al trattamento possono, infatti, ridurre l’efficacia di alcune soluzioni fitosanitarie, soprattutto quando la formulazione non garantisce un’adeguata adesione alla foglia.</p>
<p>Proprio per questo motivo le innovazioni formulative rappresentano oggi un elemento centrale nella protezione delle colture cerealicole. Come evidenzia Bardelloni, «la forza di <a href="https://www.corteva.com/it/prodotti-e-soluzioni/crop-protection/fungicidi/univoq.html" target="_blank" rel="noopener">Univoq</a> risiede nella combinazione tra <a href="https://www.corteva.com/it/InatreqActive.html" target="_blank" rel="noopener">Inatreq<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></a> active, protioconazolo e la formulazione avanzata <a href="https://www.corteva.com/it/InatreqActive/i-Q4.html" target="_blank" rel="noopener">IQ4</a>, sviluppata per offrire un’adesione superiore anche in caso di pioggia dopo il trattamento e una persistenza prolungata nel tempo. Grazie a questa tecnologia, <a href="https://www.corteva.com/it/prodotti-e-soluzioni/crop-protection/fungicidi/univoq.html" target="_blank" rel="noopener">Univoq</a> rappresenta una soluzione sicura e altamente performante anche nelle primavere più piovose, assicurando una copertura efficace delle foglie e la massima espressione del potenziale produttivo del grano.»</p>
<p>La combinazione di principi attivi con differenti modalità di azione, associata a una formulazione studiata per migliorare l’adesione alla foglia, consente di mantenere elevata l’efficacia del trattamento anche in condizioni climatiche difficili.</p>
<h2>Difesa integrata e gestione agronomica</h2>
<p>In un’annata come quella attuale, la difesa fitosanitaria del frumento deve essere interpretata come parte di una <strong>strategia agronomica più ampia</strong>, che comprende la scelta varietale, la gestione della densità di semina e il monitoraggio costante delle colture. Le aziende cerealicole sono chiamate a osservare con attenzione lo stato sanitario delle colture, valutando tempestivamente la comparsa dei primi sintomi e la presenza delle condizioni predisponenti allo sviluppo delle malattie.</p>
<p>L’utilizzo di fungicidi efficaci e tecnicamente mirati rappresenta uno degli strumenti principali per garantire la protezione del potenziale produttivo della coltura, soprattutto in annate caratterizzate da forte pressione fitopatologica.</p>
<h2>Proteggere resa e qualità del raccolto</h2>
<p>Il frumento è una coltura in cui la protezione dell’apparato fogliare nelle fasi centrali della primavera è determinante per la formazione della resa e della qualità della granella. Una gestione efficace delle malattie fogliari permette di preservare la superficie fotosintetica della pianta, favorendo il riempimento della spiga e contribuendo al raggiungimento dei parametri qualitativi richiesti dalla filiera cerealicola.</p>
<p>In un’annata complessa come quella del 2026, caratterizzata da condizioni meteorologiche favorevoli allo sviluppo delle patologie fungine, la tempestività degli interventi e la scelta delle soluzioni tecniche più adeguate diventano, quindi, fattori chiave per sostenere la produttività del frumento e ridurre il rischio di perdite economiche per le aziende agricole.</p>
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		<title>SEPTORIA? NO GRAZIE!</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/septoria-no-grazie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Apr 2025 22:03:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[corteva]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
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		<category><![CDATA[fungicidi]]></category>
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		<category><![CDATA[fusarium]]></category>
		<category><![CDATA[ruggini]]></category>
		<category><![CDATA[septoria]]></category>
		<category><![CDATA[Univoq]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La difesa dalle malattie fogliari richiede flessibilità ed efficacia</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La gestione della septoria si è rivelata determinante per la qualità delle produzioni di frumento</strong> nella scorsa campagna, quando l’inverno temperato e le abbondanti precipitazioni hanno favorito attacchi precoci, compromettendo fin dall’inizio l’efficienza dell’apparato fogliare in coltivazioni non adeguatamente difese e in varietà sensibili. In generale, da alcuni anni si osserva la tendenza ad avere inverni con temperature sempre più miti, condizione che consente agli inoculi fungini presenti in campo una maggiore sopravvivenza. Non si rileva, invece, una tendenza chiara in termini di piovosità invernale, né tantomeno primaverile o estiva: capita di avere primavere, ad esempio, molto asciutte come quella del 2023 o tanto umide come quella del 2024.</p>
<p>In sintesi, le condizioni in cui si colloca il frumento sono caratterizzate da <strong>inverni miti</strong> e da una <strong>estrema imprevedibilità in termini di precipitazioni</strong> nell&#8217;arco della stagione, con <strong>malattie fungine che crescono per diffusione e intensità, ma anche per precocità di attacco</strong>. Ai cerealicoltori, quindi, <strong>si chiede una sempre maggiore flessibilità</strong> in termini di mezzi e strumenti da impiegare per la difesa della coltura.</p>
<h2><strong>Nel 2025 condizioni favorevoli alla septoria</strong></h2>
<p>Anche <strong>nel 2025 si stanno creando condizioni simili a quelle della stagione passata</strong>: nonostante le semine tardive abbiano rallentato lo sviluppo fenologico, le piogge frequenti e le temperature miti favoriscono nuovamente l’insediamento anticipato della malattia. L’umidità persistente e l’aumento termico previsto accelereranno sia la crescita del frumento, sia la diffusione della septoria. In un contesto come questo,  <strong>Univoq®</strong> di Corteva Agriscience, grazie alla formulazione con i-Q4<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />, <strong>rappresenta una soluzione efficace per difendere le foglie, riducendo il rischio di danni precoci e tutelando gli organi produttivi</strong>. Già nel 2024 Univoq ha confermato il suo ruolo di alleato ideale per la difesa del grano e si conferma strategico anche per il 2025.</p>
<p>Come ci spiega Vittoria Bardelloni, Customer Technology Specialist di Corteva Agriscience, Univoq è una miscela pronta e ottimizzata per contrastare l&#8217;insorgenza di resistenze, che si può applicare anche insieme al diserbo. Unisce il Fenpicoxamid, molecola con azione principe contro le malattie fogliari, al Prothioconazolo, con azione fungicida. La tecnologia formulativa brevettata i-Q4<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />, poi, consente di coprire l&#8217;intera area fogliare con tutte le tipologie di ugelli, resistendo al dilavamento.</p>
<h2><strong>Strategia di protezione fogliare e fungicida</strong></h2>
<p><strong>L&#8217;agricoltore può scegliere quando collocare l&#8217;applicazione stagionale</strong> di Univoq consentita dall&#8217;etichetta, in base all&#8217;andamento meteorologico e alle condizioni della coltura. E&#8217; possibile, infatti, effettuare <strong>una applicazione fogliare a fine accestimento</strong> alla dose di 1,5l/ ettaro, <strong>oppure alla foglia bandiera</strong> alla dose di 1,75l/ ettaro. In questi due casi, il prodotto esplica al meglio le sue doti di protezione fogliare per il controllo di septoria, ruggine gialla e bruna, con una <strong>azione di protezione dell&#8217;apparato fogliare coadiuvata dalla formulazione con i-Q4<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> che ottimizza copertura, assorbimento e prevenzione</strong>. <strong>In alternativa</strong>, Univoq si può applicare <strong>alla spigatura</strong> alla dose di 2l/ ettaro, con una azione di protezione dell&#8217;apparato fogliare, in questa delicata fase di accumulo di sostanza secca nella granella, ma <strong>anche contro la fusariosi</strong>, grazie alla dose massima di Prothioconazolo (100 g/ l).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di seguito i risultati delle prove di efficiacia svolte da Corteva Agriscience in Italia nel 2023: si rilevano la capacità di controllo della septoria del prodotto (a sinistra) e gli effetti positivi sulla resa (a destra), grazie al trattamento fungicida (<em>Fonte: Corteva Agriscience</em>). Nelle foto, efficacia di Univoq su varietà San Carlo, cultivar particolarmente suscettibile.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-5298 size-full" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_prove_corteva.png" alt="" width="1628" height="729" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_prove_corteva.png 1628w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_prove_corteva-300x134.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_prove_corteva-1024x459.png 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_prove_corteva-768x344.png 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_prove_corteva-1536x688.png 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_prove_corteva-370x166.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_prove_corteva-270x121.png 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_prove_corteva-570x255.png 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_prove_corteva-740x331.png 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_prove_corteva-1320x591.png 1320w" sizes="(max-width: 1628px) 100vw, 1628px" /></p>
<h2></h2>
<figure id="attachment_5314" aria-describedby="caption-attachment-5314" style="width: 486px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-5314 " src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1576-e1744918387274-774x1024.jpeg" alt="septoria no grazie" width="486" height="643" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1576-e1744918387274-774x1024.jpeg 774w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1576-e1744918387274-227x300.jpeg 227w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1576-e1744918387274-768x1016.jpeg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1576-e1744918387274-1161x1536.jpeg 1161w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1576-e1744918387274-370x490.jpeg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1576-e1744918387274-270x357.jpeg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1576-e1744918387274-570x754.jpeg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1576-e1744918387274-740x979.jpeg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1576-e1744918387274.jpeg 1170w" sizes="auto, (max-width: 486px) 100vw, 486px" /><figcaption id="caption-attachment-5314" class="wp-caption-text">Septoria su grano. Foto di Corteva Agriscience.</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_5315" aria-describedby="caption-attachment-5315" style="width: 486px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-5315" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1573-788x1024.jpeg" alt="septoria no grazie" width="486" height="632" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1573-788x1024.jpeg 788w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1573-231x300.jpeg 231w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1573-768x998.jpeg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1573-370x481.jpeg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1573-270x351.jpeg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1573-570x741.jpeg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1573-740x962.jpeg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1573.jpeg 1170w" sizes="auto, (max-width: 486px) 100vw, 486px" /><figcaption id="caption-attachment-5315" class="wp-caption-text">San Carlo non trattato a fine maggio. Foto di Corteva Agriscience.</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_5316" aria-describedby="caption-attachment-5316" style="width: 486px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-5316" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1571-783x1024.jpeg" alt="septoria no grazie" width="486" height="636" /><figcaption id="caption-attachment-5316" class="wp-caption-text">Efficacia di Univoq su San Carlo a fine maggio. Foto di Corteva Agriscience.</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Estrema flessibilità di impiego</strong></h2>
<p><strong>Univoq, quindi, si conferma strategico per i cerealicoltori che producono frumento, grazie alla sua grande flessibilità di impiego</strong>. L&#8217;agricoltore può scegliere tra due azioni: la protezione delle foglie, nell&#8217;applicazione più precoce, sommata a quella fungicida, nell&#8217;applicazione più tardiva. L&#8217;impiego del prodotto è ideale anche perché è in grado di plasmarsi non solo alle abitudini dell&#8217;agricoltore, ma anche alle condizioni specifiche del campo, in base all&#8217;andamento meteorologico dell&#8217;annata.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-5299 size-full aligncenter" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_corteva.png" alt="" width="1593" height="445" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_corteva.png 1593w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_corteva-300x84.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_corteva-1024x286.png 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_corteva-768x215.png 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_corteva-1536x429.png 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_corteva-370x103.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_corteva-270x75.png 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_corteva-570x159.png 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_corteva-740x207.png 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/univoq_corteva-1320x369.png 1320w" sizes="auto, (max-width: 1593px) 100vw, 1593px" /><em>Il periodo di possibile applicazione di Univoq si estende dalla levata alla fioritura, consentendo estrema flessibilità. Immagine di Corteva Agriscience. </em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>CORTEVA AGRISCIENCE: ONLINE IL REPORT SULLA SOSTENIBILITÀ</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/corteva-agriscience-online-il-report-sulla-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rachele Callegari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2025 22:03:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[corteva]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Corteva: il report dimostra che l'innovazione crea produttività</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È stato pubblicato l’ultimo aggiornamento del report di Corteva Agriscience sugli obiettivi di sostenibilità. È emerso che tecnologia e innovazione stanno determinando una maggiore produttività per gli agricoltori.</p>
<h2>I numeri del 2024</h2>
<p>Secondo il report, nel 2024 Corteva ha compiuto notevoli progressi per rendere l’agricoltura più sostenibile attraverso la tecnologia. Due esempi lo dimostrano. Il totale delle nuove soluzioni del portafoglio aziendale risponde ai criteri di sostenibilità. Il 22% del fatturato netto del segmento Protezione delle Colture deriva da prodotti sostenibili.</p>
<p>Gabriele Burato, Country Leader Corteva Italia, ha dichiarato: «Ogni giorno gli agricoltori fanno affidamento su soluzioni tecnologiche per affrontare sfide sempre più impegnative. Corteva li supporta sfruttando tutto il potenziale offerto dall’innovazione sostenibile. Siamo orgogliosi di pubblicare questo report che illustra i benefici ottenuti grazie alle nostre partnership e ai nostri prodotti altamente tecnologici a vantaggio degli agricoltori, massimizzando produttività e reddito, con un basso impatto ambientale».</p>
<p>Corteva, riferisce il report, investe circa 4 milioni di dollari americani al giorno nell’innovazione sostenibile. Lo fa per sviluppare tecnologie all’avanguardia che aiutino gli agricoltori a risolvere alcune delle loro sfide più impegnative, da nuovi parassiti e malattie a condizioni climatiche estreme.</p>
<h2>L’innovazione agricola</h2>
<p>Il report di Corteva pone l’accento sugli ultimi sviluppi delle tre aree principali che riguardano l’innovazione agricola.</p>
<p>La prima è l’editing genetico. Si tratta di una tecnica che, grazie a processi di selezione, crea semi che possano aumentare e proteggere il potenziale delle rese e resistere alle avversità. L’azienda sta lavorando a progetti che permettono agli scienziati di effettuare modifiche precise che migliorino notevolmente il potenziale delle rese e la resilienza delle piante. Tra gli esempi riportati nel report, Corteva menziona un tipo di mais resistente alla necrosi letale.</p>
<p>La seconda area di sviluppo è quella delle soluzioni di origine naturale per controllare i parassiti, ottimizzare i nutrienti e gestire gli stress ambientali. Esempi riportati dal report di Corteva sono Utrisha® N e BlueN®, biostimolanti innovativi che migliorano l’efficienza nutritiva della pianta fissando l’azoto direttamente nelle foglie, contribuendo a rafforzare le colture e ad aumentare le rese. Permettono un risparmio maggiore di 400.000 tonnellate di emissioni di CO2 equivalente in quattro anni.</p>
<p>L’ultima area di innovazione secondo il report di Corteva è quella dei biocarburanti a basso impatto ambientale. Il report riferisce che nel 2024 Corteva ha annunciato un memorandum di intesa per la programmazione di una joint-venture con BP, con l’obiettivo di fornire materie prime per biocarburanti a base vegetale a vantaggio di un’aviazione sostenibile.</p>
<p><a href="https://www.corteva.com/sustainability.html">Qui</a> il report completo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Autore: Rachele Callegari<br />
</em></p>
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		<title>IL MANGIAGRANO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/mangiagrano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 12:43:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[corteva]]></category>
		<category><![CDATA[erbicidi]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[infestanti]]></category>
		<category><![CDATA[malerbe]]></category>
		<category><![CDATA[papavero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'avversità del mese: il Papavero</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="xmprfx_ydp3c0630adyiv7827388769MsoNormal">Il <b>papavero </b>(nome scientifico: <em>Papaver spp</em>), infestante tipica delle coltivazioni cerealicole,può causare danni significativi alle produzioni di grano in Italia da Nord a Sud sia nelle zone litoranee che quelle interne pianura o collina che siano. Questa pianta infestante <b>consuma molte risorse come azoto, acqua e spazio</b>, riducendo la resa dei raccolti (può arrivare a ridurre la produzione di oltre il 50%). Inoltre, la sua presenza può complicare le operazioni di raccolta e, sempre più frequentemente, diverse popolazioni di papavero hanno anche sviluppato resistenza agli erbicidi, in particolar modo quelli solfonilureici e in altri casi anche ormonici, che rendendo molto difficile il controllo della stessa malerba.</p>
<p class="xmprfx_ydp3c0630adyiv7827388769MsoNormal">Per affrontare il problema, è fondamentale adottare strategie di <b>gestione integrata</b>, come la rotazione delle colture, l’alternanza delle tecniche di coltivazione (variare epoca di semina e di concimazione, tipo di lavorazioni) e l&#8217;uso di erbicidi totali in pre-semina (ad es. glifosate) oppure selettivi e specifici (ad es. erbicidi contenenti Arylex come <a href="https://www.corteva.it/prodotti-e-soluzioni/crop-protection/erbicidi/zypar.html" target="_blank" rel="noopener">Zypar</a> e <a href="https://www.corteva.it/prodotti-e-soluzioni/crop-protection/erbicidi/Trezac.html" target="_blank" rel="noopener">Trezac</a> o <a href="https://www.corteva.it/prodotti-e-soluzioni/crop-protection/erbicidi/Eledura.html" target="_blank" rel="noopener">Eledura</a> molto efficaci su biotipi resistenti). Questi approcci aiutano a contenere la diffusione del papavero e a proteggere la produttività delle coltivazioni stesse.</p>
<h2 class="xmprfx_ydp3c0630adyiv7827388769MsoNormal"><b>Importanza e diffusione</b></h2>
<p class="xmprfx_ydp3c0630adyiv7827388769MsoNormal">Il papavero, comunemente noto come papavero comune o rosolaccio, è una delle infestanti annuali più tipiche e dannose dei cereali a paglia, diffusa in tutti gli areali di coltivazione della penisola: da Nord a Sud, sia nelle area litorali che quelle più interne, sia in pianura che nelle aree collinari. Oltre a <em>Papaver rhoeas</em> sono in aumento anche altre specie simili come: il papavero spinoso (<i>P. Hybridum</i>), il papavero argemone (<em>Romaeria argemone</em>) e altre papaveracee. La diffusione del papavero in termini di numero di piante a metro quadro e in termini di vigoria è in progressivo aumento esercitando una forte competizione con la coltura.</p>
<h2 class="xmprfx_ydp3c0630adyiv7827388769MsoNormal"><b>Ecologia</b></h2>
<p class="xmprfx_ydp3c0630adyiv7827388769MsoNormal">Il Papavero è una pianta infestante annuale, a ciclo invernale-primaverile strettamente allogama , ad impollinazione entomofila con un sistema di incompatibilità gametofitico. Fioritura in maggio-giugno. Specie diploide, 2n = 14. Specie molto prolifica: una pianta può potenzialmente produrre alcune decine di migliaia di semi mentre in competizione da 1000 a 5000 semi. Semi dotati di forte dormienza primaria, molto longevi (rimangono vitali nel terreno anche 10 anni), formano depositi nel terreno molto consistenti. Emergenza delle plantule principalmente autunnale (Fonte: <span lang="EN-US"><a href="http://gire.mlib.cnr.it/index.php" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">GIRE</span></a></span> e <span lang="EN-US"><a href="https://www.actaplantarum.org/flora/flora_info.php?id=501263" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">ACTA PLANTARUM</span></a></span>).</p>
<h2 class="xmprfx_ydp3c0630adyiv7827388769MsoNormal"><b>Morfologia </b></h2>
<p class="xmprfx_ydp3c0630adyiv7827388769MsoNormal">La plantula di papavero appena emersa ha foglie cotiledonari lanceolate-lineari corte. Le prime 2-4 foglioline vere sono decisamente lanceolate e a lamina intera; la forma cambia nelle foglie emesse successivamente, in quanto dapprima si presentano spatolate e successivamente con la lamina sempre più incisa sul bordo, fino a diventare più o meno settate nelle piante adulte. La pianta matura è completamente setolosa, ha portamento eretto e può raggiungere un’altezza di 90 cm, con fusto eretto e laticifero. I fiori sono isolati e hanno 4 petali rossi e hanno un  calice formato da 2 sepali che cadono precocemente. Il frutto è una capsula globosa, chiuso da un opercolo stimmatico e contenente una miriade di minuscoli semi scuri, alveolati e reniformi. I semi maturi vengono catapultati all’esterno attraverso fori appositi alla sommità della capsula, in virtù delle oscillazioni del lungo fusto sotto l’azione del vento. La germinazione avviene solo se i semi non sono interrati troppo profondamente (non oltre i 2 cm) in quanto hanno bisogno di uno stimolo luminoso per iniziare tale processo (Fonte SIRFI).</p>
<h2 class="xmprfx_ydp3c0630adyiv7827388769MsoNormal"><b>Tipo di resistenza agli erbicidi</b></h2>
<p class="xmprfx_ydp3c0630adyiv7827388769MsoNormal">Sono molto diffuse popolazioni resistenti di papavero agli enzimi inibitori dell’ALS (Gruppo B o Gruppo 2), in particolare alle solfoniluree ma anche alle triazolo pirimidine. Il primo caso è stato registrato nel 1998. Sono presenti anche popolazioni resistenti agli erbicidi auxino simili e al 2,4-D (Gruppo O o Gruppo 4). Vedi mappa nel sito del GIRE (<a href="http://gire.mlib.cnr.it/index.php?sel=schedeSpecie/Papaver" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://gire.mlib.cnr.it/index.php?sel=schedeSpecie/Papaver</a>).</p>
<h2 class="xmprfx_ydp3c0630adyiv7827388769MsoNormal"><b>Soluzioni Erbicide </b></h2>
<p dir="ltr" data-setdir="false">Attualmente la miglior soluzione disponibile oggi sul mercato sono gli erbicidi a base <b>Arylex</b> (<a href="https://www.corteva.it/prodotti-e-soluzioni/crop-protection/erbicidi/zypar.html" target="_blank" rel="noopener"><b>Zypar</b></a>, <b><a href="https://www.corteva.it/prodotti-e-soluzioni/crop-protection/erbicidi/Trezac.html" target="_blank" rel="noopener">Trezac</a> </b>e <a href="https://www.corteva.it/prodotti-e-soluzioni/crop-protection/erbicidi/Eledura.html" target="_blank" rel="noopener"><b>Eledura</b></a>) che consentono di controllare efficacemente e velocemente le popolazioni infestanti di papavero sia sensibile che resistente. Gli ottimi risultati conseguiti con questi erbicidi permettono di poter ottenere risultati produttivi eccellenti.</p>
<p dir="ltr" data-setdir="false"><em>Autore: Mirko Guarise, Corteva</em></p>
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