Il Campo Demo Cereali 2026, organizzato da Agricola 2000 al CERZOO di Piacenza, ha offerto a tecnici, agricoltori e aziende sementiere un’occasione concreta per osservare in campo l’evoluzione dei cereali da granella e da foraggio. La giornata del 28 maggio ha alternato la visita alle prove sperimentali, il confronto sulle strategie fungicide e la presentazione delle prove varietali, con un’attenzione particolare alle esigenze produttive del Nord Italia.
A fare da filo conduttore è stata la stagione 2025-2026, segnata da un autunno-inverno piovoso, una primavera asciutta e un ritorno delle piogge a maggio. «La stagione è andata tutto sommato bene», ha spiegato Daniele Villa di Agricola 2000, sottolineando come le piogge di maggio abbiano sostenuto il riempimento delle granelle. Resta però da valutare l’effetto dell’ondata di caldo dell’ultima settimana, utile anche per capire la risposta delle diverse varietà in condizioni di stress termico.
Una stagione utile per leggere le differenze
Il campo di Piacenza ha beneficiato di una forte piovosità invernale, con oltre 100 millimetri di pioggia nel solo mese di febbraio. La fase successiva, invece, è stata caratterizzata da scarsità di precipitazioni in momenti delicati come botticella e fioritura. Il terreno tenace dell’areale ha, però, trattenuto umidità, limitando gli effetti della siccità primaverile.
Da metà maggio le piogge sono tornate, con 75 millimetri registrati entro il 25 del mese. Questo ha contribuito a sostenere il riempimento della granella, fase decisiva per definire resa e peso ettolitrico. In un’annata con temperature mediamente elevate, come avviene sempre più spesso anche nei mesi invernali, il confronto varietale diventa quindi uno strumento fondamentale.
Non si tratta solo di guardare quale varietà produce di più. Occorre valutare stabilità, sanità, epoca di maturazione, adattabilità e capacità di chiudere il ciclo in condizioni non sempre prevedibili.
Frumento, orzo e triticale: più opzioni per l’azienda
Nel Campo Demo erano presenti diverse soluzioni varietali, con materiali destinati a impieghi differenti. Villa ha evidenziato la presenza di «diversi ibridi sia di frumento che di orzo in prova», insieme a varietà di triticale e segale pensate per usi diversi: granella, trinciato e foraggio.
La disponibilità di cicli ed epoche di maturazione differenti è un aspetto sempre più importante. Le aziende cerealicole del Nord Italia non hanno tutte gli stessi obiettivi: alcune puntano alla granella, altre devono produrre foraggi di qualità, altre ancora cercano colture rustiche e flessibili da inserire in rotazioni più articolate, anche per impiego energetico.
Triticale e segale, in questo senso, possono avere uno spazio crescente. Sono colture interessanti per sistemi zootecnici, per la produzione di biomassa e per aziende che vogliono diversificare il rischio agronomico. Il confronto in campo permette di osservare portamento, taglia, sanità e anticipo di maturazione, elementi che sulla carta non sempre emergono con chiarezza.
Il miglioramento genetico corre contro il caldo
Uno dei passaggi più interessanti della giornata è stato l’intervento di Alessandro Tondelli del CREA Genomica e Bioinformatica di Fiorenzuola. Il lavoro del CREA su orzo e triticale, in collaborazione con l’industria, guarda soprattutto all’adattamento al cambiamento climatico.
Un esempio rende bene la velocità del cambiamento in atto. Ketos, storica varietà di orzo presente sul mercato dal 2002, in circa vent’anni ha anticipato la fioritura di 25 giorni. È un dato agronomico molto concreto: l’aumento delle temperature modifica il ciclo delle colture e impone alla genetica di offrire materiali più adatti a primavere rapide e stress termici più frequenti.
Per l’agricoltore questo significa che la varietà non può essere scelta solo sulla base dell’esperienza storica. Una cultivar che funzionava bene dieci o quindici anni fa potrebbe non avere più lo stesso comportamento in un contesto climatico cambiato.
Sanità e TEA, la nuova frontiera
Il tema varietale è legato anche alla difesa. Alcune malattie fungine stanno emergendo con forza, in particolare su comparti specifici come l’orzo da malto. La base genetica, spesso molto simile, delle varietà utilizzate può aumentare la suscettibilità complessiva, creando problemi seri quando compare un patogeno aggressivo.
Da qui l’importanza di ampliare la variabilità genetica e di accelerare il miglioramento varietale. Le TEA, Tecniche di evoluzione assistita, sono state richiamate come uno strumento potenzialmente decisivo per affrontare più rapidamente criticità legate a clima, patogeni e qualità.
L’obiettivo non è sostituire l’agronomia ma fornire agli agricoltori varietà più robuste, più adatte ai diversi ambienti e più capaci di mantenere resa e qualità anche in annate complesse.
Pisello proteico e frumenti pigmentati
Il Campo Demo ha ospitato anche parcelle di pisello proteico, coltura sempre più richiesta dall’industria alimentare per la produzione di ingredienti destinati a preparati alternativi alla carne. Il pisello può rappresentare una valida alternativa invernale alla soia e richiede input più contenuti rispetto ai cereali vernini.
Altro tema di prospettiva è stato il progetto PIGMENTA-LO, presentato dal prof. Massimo Blandino del DISAFA dell’Università di Torino. Il progetto, finanziato attraverso la misura SRG01 di Regione Lombardia, è dedicato ai frumenti pigmentati, ricchi di composti bioattivi e con potenziale nutrizionale interessante. Partner del progetto sono Auris, azienda agricola che coltiva questi frumenti, e UniMI con la prof.ssa Alessandra Marti.
La sfida è agronomica e di filiera. Queste varietà devono essere valorizzate dalla produzione alla trasformazione, ma richiedono attenzione sanitaria: per mantenere i pigmenti devono essere macinate integrali, aumentando l’importanza del controllo di contaminanti e micotossine. Anche qui la varietà è solo il punto di partenza. A fare la differenza sarà la capacità di costruire una tecnica colturale coerente.
Il video dell’intervista a Daniele Villa a Campo Demo Cereali 2026.
Alcune immagini della giornata: tra le spighe di frumento, in evidenza alcuni casi di attacci di fusariosi.
Autore: Azzurra Giorgio
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