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IL GRANO ORA CHIEDE ACQUA

Nel Nord-Ovest premiati i frumenti irrigati e i terreni capaci di trattenere acqua: bisogna prepararsi a estati sempre più precoci.

Il raccolto 2026 del frumento tenero nel Nord-Ovest consegna un’indicazione che va oltre la singola annata: l’irrigazione del grano non può più essere considerata un’eventualità eccezionale. Le valutazioni analitiche delle prove del Disafa dell’Università di Torino non sono ancora terminate, ma dai territori e dalle prime pesate emerge una differenza netta tra gli appezzamenti che hanno potuto contare sull’acqua, con un’irrigazione di soccorso, e quelli maggiormente esposti alla stretta finale.

Maggio caldo e con poche piogge

In Piemonte il maggio 2026 ha registrato una temperatura media superiore di 1,1 °C rispetto al periodo 1991-2020 ed è risultato il settimo maggio più caldo degli ultimi 69 anni. Le precipitazioni si sono fermate a 67 millimetri, con un deficit del 45,6%; il 26 e il 27 maggio sono stati i due giorni di maggio più caldi della serie regionale (fonte: ARPA Piemonte). La fase critica ha coinciso con il completamento del riempimento della granella.

«Con un maggio così caldo, la differenza si è vista tra chi ha potuto irrigare e chi non ne aveva la disponibilità», osserva Massimo Blandino, docente di Agronomia e coltivazioni erbacee al Disafa dell’Università di Torino (nella foto). «I terreni capaci di trattenere più acqua, oppure quelli che hanno beneficiato di una pioggia, hanno fatto una bella campagna. Nei suoli leggeri e non irrigabili, le condizioni di stretta non hanno invece permesso un completo riempimento della granella, con produzioni inferiori al potenziale».

La stretta, cioè la chiusura anticipata del ciclo per effetto combinato di caldo e carenza idrica, accorcia il periodo nel quale la pianta trasferisce assimilati alla cariosside. Il danno potenziale cresce quando temperature elevate e siccità agiscono insieme; una sufficiente disponibilità idrica può attenuare parte dell’effetto del caldo.

Irrigare non si improvvisa

Il punto non è soltanto disporre dell’acqua. Un’azienda organizzata per irrigare mais o pomodoro non è automaticamente pronta a intervenire sul frumento in maggio. Con un pivot già posizionato l’operazione è relativamente semplice; con la tecnica dello scorrimento, invece, servono sistemazioni del terreno, solchi e una distribuzione tempestiva. Anche la rete collettiva deve poter consegnare acqua quando il cereale ne ha bisogno.

«Non siamo ancora abituati a considerare normale l’irrigazione del frumento. Spesso si tende ad aspettare possibili piogge, inoltre, nelle aree servite dai canali, non è scontato che a maggio la distribuzione sia già attiva in modo capillare», spiega Blandino. «Se l’estate tenderà a iniziare prima, dovremo essere pronti anche a questa gestione strategica dell’acqua».

La resilienza passa, dunque, da sistemi irrigui più flessibili, programmazione dei turni e attenzione ai terreni vulnerabili. L’obiettivo non è trasformare il frumento in una coltura irrigua ad alto consumo, ma poter effettuare un intervento di soccorso quando anche pochi giorni senza acqua rischiano di compromettere mesi di lavoro.

Il ciclo anticipato ha limitato i danni

La campagna 2026 ha mostrato una capacità di reazione superiore alle attese. I primi dati raccolti del Disafa indicano produzioni discrete persino in alcuni terreni leggeri nei quali le piante sono disseccate rapidamente. Il riempimento delle cariossidi non è stato progressivo: si è concentrato in un periodo breve, ma il grano era già in fase avanzata del ciclo grazie alle temperature mediamente elevate registrate anche in inverno.

«L’anticipo fenologico ha aiutato la coltura a sfuggire a una situazione che avrebbe potuto chiudere il ciclo troppo presto», precisa Blandino. La maturazione rapida sembra, inoltre, avere contenuto lo sviluppo del Fusarium dopo l’infezione, anche se le analisi sanitari delle prove devono ancora essere ancora completate.

Il messaggio dell’annata, però, non è quello per cui l’acqua risolva ogni problema, né che tutte le aziende debbano irrigare sempre. Si tratta della necessità di predisporre di una strategia: conoscere la capacità idrica dei suoli, individuare gli appezzamenti prioritari e rendere possibile un intervento rapido. Con le nuove condizioni climatiche, l’irrigazione di soccorso del frumento può diventare una concreta assicurazione agronomica contro andamenti metereologici che accentuano il fenomeno della stretta.

Autore: Azzurra Giorgio

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