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PROTEINE ALTE E PREZZI BASSI

Il listino della Cun grano duro evidenzia dei cali

Il grano duro altoproteico perde terreno alla Cun (scarica il 2026-04-13_Listino CUN Grano Duro 13.04.2026 (1), portandosi verso i livelli riconosciuti dagli industriali del Sud al frumento duro fino (290/295) che invece – nel loro borsino – restano immobili. A riprova, dicono i critici della Cun, che la massa critica del durum è data dal frumento con percentuali di proteine  dal 13% in giù. Del resto, per ottenere questi livelli proteici sono difficilmente raggiungibili al Sud perchè serve molto azoto (e con questi prezzi dei fertilizzanti…) ma soprattutto serve un clima diverso: se manca il fresco e l’umidità e si ha la morte anticipata della pianta il rilascio delle proteine prima dalle radici e soprattutto dalla figlia bandiera è ridotto se non compromesso.

Gran parte della produzione mediterranea di grano è condannata a star sotto il 13%, eccezion fatta per aree come la Daunia, mentre le Marche e l’Emilia Romagna raggiungono più facilmente le performance altroproteiche. Cose note agli agricoltori del Mezzogiorno, che in questi giorni se la devono vedere pure con altre minacce… (leggi)

Il mercato globale

Guardando poi al mercato globale e quindi soprattutto al frumento tenero, secondo il Sistema di Informazione sui Mercati Agricoli (AMIS), «i prezzi del grano sono diminuiti grazie alle condizioni favorevoli per la semina primaverile negli Stati Uniti e all’impatto contenuto degli sviluppi nel Golfo Persico, sebbene i rischi per la sicurezza che interessano le spedizioni di cereali dalla regione del Mar Nero abbiano offerto un certo sostegno al mercato».

Volatilità alta

Naturalmente la volatilità resta alta: questa settimana i futures del grano sono aumentati di circa il 3%, raggiungendo i 5,89 dollari al bushel, dopo aver toccato un minimo di quasi cinque settimane a 5,71 dollari il 10 aprile, a causa dell’aumento dei prezzi del petrolio che ha alimentato le preoccupazioni sui costi del carburante e dei fertilizzanti. Ciò si deve al fallimento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran e al rischio di un blocco dello Stretto di Hormuz. Il greggio è aumentato di circa l’8%, superando i 100 dollari al barile. 

Previsioni Usda

L’aumento dei costi dei fattori di produzione potrebbe portare negli Usa a ridurre la semina del gran e il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) ha previsto che la superficie coltivata a grano negli Stati Uniti sia al livello più basso da quando sono iniziate le rilevazioni nel 1919, mentre la siccità nelle principali regioni di coltivazione ha peggiorato le prospettive, con solo il 35% del grano invernale classificato come di buona o ottima qualità. Ciononostante, i futures del grano sono scesi di oltre il 5,5% nelle ultime due settimane, sulla base delle aspettative di un’offerta abbondante.

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