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SPUNTANO LE BORSE PRIVATE

Dalle polemiche contro la Cun si passa alla creazione di associazioni sottratte al controllo politico

La Cun continua a tacere ma non tacciono le polemiche sull’operazione voluta dal Ministro Lollobrigida e della Coldiretti per “fare trasparenza”, concentrando su Roma le quotazioni del grano duro che prima avvenivano soprattutto nelle borse merci di Bologna e Foggia. Abbiamo raccontato tutto il percorso. La novità è che dopo aver preso atto che non basta una Cun ministeriale per imporre un prezzo equo al durum, il mercato sta sfuggendo di mano. I cerealicoltori debbono accontentarsi di prezzi ben al di sotto dei costi di produzione stimati da Ismea e che avrebbero dovuto essere il benchmark della Cun. E l’industria (insieme agli stoccatori) si fa le sue borse private, che in quanto tali non possono essere silenziate dal governo: dopo Milano e Altamura, ed in attesa che decolli una analoga iniziativa a Bologna, spunta una associazione granari anche a Foggia che ha quotato come segue:

Intanto, il listino di Milano è in stallo: scarica il listino Milano 23 giugno, segno di una domanda del mercato inesistente, un fattore che va ben oltre l’attesa del raccolto. Il quale peraltro potrebbe non essere così roseo come si pensava qualche settimana fa, anche al Sud.

In questo scenario, l’industria cerca di fronteggiare gli attacchi. Oltre alle polemiche sui prezzi, torna d’attualità lo scontro con Coldiretti sul glifosato. A sollevarlo è una rivista specializzata, il Fatto Alimentare, che rivela questo: «due anni fa il MASAF ha reso noti i risultati di un programma straordinario di controlli sul grano duro importato. Erano state controllate 19 motonavi e 11 operatori, con il prelievo di 21 campioni, per un quantitativo di circa 420 mila tonnellate di grano duro destinato ai silos dei pastifici italiani. L’esito fu molto rassicurante e non emerse un problema sanitario legato alla presenza di glifosato o di altri residui fuori norma. Un mese fa è stata pubblicata la relazione annuale del Ministero della Salute sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti riferita ai controlli del 2024. Questo rapporto non è la prosecuzione del piano straordinario sulle motonavi: è il monitoraggio nazionale sui residui di pesticidi negli alimenti. Anche in questo rapporto però il dato è rassicurante. Alla voce “grano duro in granella” risultano 124 campioni: 92 senza residui, 32 con residui entro i limiti di legge e nessuno oltre i limiti massimi». Dati che l’industria opporrà a chi la critica per le importazioni. Prevediamo un’estate calda.

Autore: Paolo Viana

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